Kendo nelle Marche

Stage CIK (Emilia Romagna) per mudan – Takuya Murata Sensei

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“CHI SI MUOVE PER PRIMO, MUORE”

Ancora adrenalinico per lo stage di Murata Sensei ed eccomi qui a riportarvi ciò, che nel mio piccolo, ho appreso da questa esperienza.

Non riuscirò ad esprimere a fondo ciò che è emerso dal seminario perché, per volontà del Sensei, gli insegnamenti possono e devono essere trasmessi oralmente, secondo la perfetta equazione di allievo-maestro.

Ad ogni modo farò del mio meglio.

Il seminario parte affrontando il tema Okuriashi per due ore buone (cosa c’è di meglio per imparare se non pratica pratica pratica) e nel pomeriggio Tenouchi.

La profondità con cui Murata Sensei affronta questi argomenti è affascinante.

Ogni dettaglio viene sviscerato per una comprensione diretta e inequivocabile.

I progressi sui passi ad esempio, dopo l’intera mattinata sono evidenti e tangibili tra tutti i partecipanti.

(Qui un mio piccolo pensiero: i temi trattati sono gli stessi che i Nostri amati Sempai ci ripetono ogni settimana, la differenza sostanziale sta nel fatto di aver praticato questi insegnamenti per diverse ore continuative. Un incentivo a praticare le basi anche fuori dal Dojo, questo credo si veramente utile per migliorare le nostre basi e di conseguenza migliorare nell arte del Kendo)

Prima di introdurvi i dettagli “tecnici” del seminario, desidero raccontarvi un particolare argomento che credo, nella mia immaturità da Kenshi, possa essere interessante anche per chi non è più mudan da qualche tempo.

credits - Giovanni Fresa

credits – Giovanni Fresa

GAN: “vedere con il cuore, ciò che l’occhio non vede”

Murata Sensei a questo punto spiega (con un italiano da far invidia a molti italiani) di “sentire” ciò che il nostro avversario vive nel suo Kamae. 

Usa i termini come “sentire il suo spirito e la sua psicologia” e aggiunge sorridendo: “Il primo che si muove, muore”.

Lascio a voi ogni riflessione.

Io mi sono fatto la mia.

Quello che mi sento di dir è che con il termine “spirito” e “psiche” intende far notare (a una mente occidentale) come il combattimento avvenga prima nel piano “eterico” per esprimersi poi sul piano fisico. 

Un Sensei disse: “vincere con lo spirito attraverso la tecnica”. 

Dobbiamo studiare le basi..sempre..ma è anche vero che questo aspetto fa parte del Kendo e per tanto va approfondito, magari personalmente anche al di fuori del dojo.

Ora condivido con voi un aspetto più tecnico del seminario, ciò che considero “le chicche” di Murata Sensei, almeno per noi mudan.

Partiamo dalle basi, i piedi.

Tallone sx all’esterno. Sentito e risentito è vero ma se vi ricordate di farlo SEMPRE la vostra guardia inizierà a riempirsi dal basso, garantendovi spostamenti di corpo, rapidi e precisi.

Aggiungo gamba sx sempre pronta, NON PIEGATELA MAI. Soprattutto quando siete in motodachi.

Ginocchio dx piegato (ma che non sorpassi la punta del piede) pronto per essere “spedito” dal piede sx in avanti. NON alzate il piede. MAI, rischiate di battere il tallone e romperlo in fumikomiashi.

Sonkyo.

“Scendete insieme al vostro avversario, dovete “comunicare”

“Quando Vi abbassate non vi sedete, dovete essere come un felino che si abbassa per attaccare la preda”

“Quando vi alzate, dovete essere sempre pieni sulla gamba sx”.

A buon intenditore poche parole.

Baricentro (tanden).

“Deve puntare verso il basso, SEMPRE”.

” Se alzate il piede e di conseguenza il ginocchio dx alzerete anche il baricentro e la vostra intenzione andrà in alto e non in avanti disperdendo energia”.

Braccia.

“Il gomito dx deve scendere e la parte interna al gomito deve guardare il cielo, così la spalla dx sarà libera e voi non sarete rigidi durante il taglio. Lasciare le spalle rilassate ( piccola nota, noi occidentali abbiamo un concetto diverso di rilassato a dispetto degli orientali, loro per rilassato intendono un concetto che rappresenta l’assenza di tensioni muscolari e la presenza di “pienezza”) vi permetterà di essere rapidi e di maneggiare nel modo giusto la spada”.

Altro aspetto interessante è il seguente, noi tagliamo andando in avanti per dare potenza e intenzionalità al colpo, ma come ha fatto notare Sensei, con una katana il taglio è sì in avanti ma nello stesso tempo viene “richiamato” verso di noi. Questo gesto ci riporta in guardia e se la gamba sx è piena siamo già  pronti per ripartire.

Mani.

“La spada la reggete con tre dita, le ultime. Il pollice tocca il medio lasciando “gioco”

Dovete formare una O con le dita e quel cerchio deve essere SEMPRE in direzione del vostro avversario durante un men, se la O guarda il cielo state tagliando con le braccia e non con la spada”.

Qui inserisco un altro concetto di Murata Sensei, cercherò di spiegarvelo nel modo più chiaro possibile.

La velocità del kensen (che nella katana è più piccolo rispetto alla shinai) deve essere più rapida rispetto al movimento delle braccia. Deve arrivare prima e per farlo deve esserci gioco tra le mani. Non deve esserci tensione. Un impugnatura si salda ma non rigida.

Ultima, ma non meno importante è il ruolo del motodachi nel kirikaeshi.

Chi riceve para i colpi “tagliando” la spada del compagno, avendo premura di tenere la shinai all’altezza delle tempie costringendo l’altro ad allungare bene le braccia e colpire alla testa. 

Anche i passi del motodachi devono essere pieni e pronti per attaccare (chiaramente non si attacca, ma l’atteggiamento mentale e strutturale deve mantenersi saldo al momento presente).

Concludendo vi dico che ciò che ho potuto apprendere dal seminario, oltre alle parti più tecniche, è ancora una volta la profondità del Kendo e della cultura giapponese.

Ogni dettaglio ha una sua intensità, riceverli da un Maestro li rende illuminati. 

Buona pratica
Alan de Paola

IKENDENSHIN A.S.D.

www.kendopesaro.it

***  *** ***

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Il programma completo al seguente link

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Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

4 thoughts on “Stage CIK (Emilia Romagna) per mudan – Takuya Murata Sensei

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