Kendo nelle Marche


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“La Nazionale italiana all’EKC 2017” di A.Sozzi

Come tutte le trasferte che si rispettino, la nostra è stata caratterizzata da orari pazzeschi che ci hanno accompagnato per tutta la trasferta a Budapest. Partenza da Milano all’alba, ritorno da Budapest all’alba senza contare le levatacce dei giorni di gara.

Venerdì arrivati in Ungheria ci siamo subito buttati nella mischia della palestra degli allenamenti, per una buona ora di keiko.

Abbiamo preso confidenza con l’ambiente, con il clima di gara che ci avrebbe atteso il giorno successivo. Nell’aria si respirava già una lieve tensione dettata dal fatto che nonostante fossimo tutti amici il giorno dopo saremmo stati avversari sullo shiai-jo. Un allenamento di altissima intensità ha aperto la tre giorni di gara della Nazionale. Dopo le foto di rito, ci siamo diretti in centro per fare due passi per svagarci un po’. Un pomeriggio tranquillo per goderci il sole e Budapest naturalmente. Dalla sera dopo la riunione con i coach, i team manager e il capo delegazione, l’agitazione per il giorno successivo ha iniziato a farsi sentire.

La mattina si inizia prestissimo e i ragazzi della squadra juniores erano chiamati a difendere il titolo conquistato a Skopje nel 2016. All’inizio com’è anche giusto che sia hanno fatto un po’ di fatica ad ingranare ma appena si sono scaldati bene si sono resi partecipi di una cavalcata esaltante che non ha lasciato scampo agli altri. Arrivati in semifinale si sono trovati i russi con una fame di vittoria enorme, fino a quel momento avevano stravinto tutti gli incontri. È stato un incontro tiratissimo fino all’ultimo incontro. Il nostro capitano è entrato con la nazionale sotto 2-0, ha recuperato però l’incontro è finito 2-1, decretando la vittoria alla Russia che poi si sono laureati campioni d’Europa. Direi personalmente una prova più che positiva dato che dall’anno scorso solo uno dei membri è rimasto nella squadra e tutti e tre insieme hanno dato una continuità che la nazionale, soprattutto quella juniores aveva bisogno. Grazie Fabio, Jun e Alessio! Siete stati grandi!!

Al pomeriggio ha inizio la gara femminile a squadre, percorso non facilissimo per le nostre ragazze che hanno dato veramente il massimo fino all’ultimo senza mollare mai, in tutta la gara hanno mantenuto un’energia e una determinazione pazzesca che ha motivato tutti. Purtroppo il loro percorso si interrompe agli ottavi contro la Francia, che si laurea campione per la seconda volta consecutiva. Dal di fuori posso dire che la squadra femminile dopo il ricambio dell’anno scorso ha fatto un passo notevole in avanti e che sicuramente fa ben sperare per i prossimi anni, sinceramente tutto l’impegno che ci stanno mettendo pagherà! Noi siamo tutti con voi ragazze!!

Il secondo giorno di gare si apre con la gara juniores individuale, i nostri ragazzo purtroppo non passano la poule, probabilmente per un calo di tensione o a causa della stanchezza del giorno precedente.

Nel primo pomeriggio inizia la gara a squadre maschile. Una squadra molto rinnovata tre dei sette sono new entry e sicuramente non vogliono essere da meno di tutti coloro che gli hanno preceduti. È stata una bellissima gara, a tratti inaspettata e piena di colpi di scena, gli incontri sono stati tutti molto tirati, fino all’atto finale contro la Francia. Nonostante abbiamo dato tutti noi stessi non è bastato e per quest’anno ci dobbiamo accontentare dell’argento.

Il giorno dopo gare individuali, un bellissimo terzo posto di Fabrizio accende la giornata, sconfitto in semifinale da Ito nuovo campione d’Europa.

Personalmente sono molto soddisfatto di tutto quello che vissuto, sono stati dei giorni fantastici trascorsi con compagni, ma soprattutto amici. Io da dentro non avevo mai sentito una nazionale così unita dove tutte e tre le nazionali formavano un gruppo unico molto coeso, non c’erano le donne, gli uomini e gli juniores ma c’era la Nazionale Italiana.

Per me è stato un esordio nella nazionale maggiore, sono contento di me stesso e del kendo che sono riuscito ad esprimere, però naturalmente si può fare di più e questo deve essere solo un punto di partenza da cui lavorare in vista dei mondiali, io ci voglio essere e ce la metterò tutta in questo anno per essere pronto per la Corea sperando di rivivere queste emozioni con i miei compagni e perché no con qualche nuovo ragazzo o ragazza!!

Alberto Sozzi

 


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EKC 2017

Terminati i campionati europei di Budapest con tante novità!

Come anticipato direttamente da Donatella Castelli nel suo articolo su Ki che potete rileggere qui, la stessa Donatella assieme a già CT Walter Pomero avevano come mission quella di prendersi cura di un cambio generazionale non di poco conto con un processo di apertura a nuovi kenshi particolarmente ampio.

Molte le novità quindi tra i convocati e nel team di supporto che potete visionare al seguente link cliccand poi su “Italy”.

http://ekc2017.hu/delegations/countries-delegations/

Nella prima giornata i ragazzi juniores (Bussi-Carubbi-Lancini J. ) si sono aggiudicati la medaglia di bronzo nel torneo a squadre confermando un vivaio agonistico di tutto rispetto!

 

Il giorno seguente è stata la volta dei tornei a squadre dove entrambe le compagini hanno ben figurato e venuto cara la pelle…

I ragazzi in particolar modo hanno ceduto solo alla fortissima Francia in finale aggiungendo quindi al medagliere tricolore un bellissimo argento!

Con un bronzo ed un argento in tasca domenica è stata poi la volta del torneo individuale dove un mai appagato Fabrizio Mandia cede solo in semifinale con il francese Ito, vincitore poi del torneo.

Possiamo dirci assolutamente felici del risultato che gli atleti e le atlete azzurre hanno ottenuto a Budapest, e come federazione possiamo salutare due ulteriori importanti novità su due aspetti diversi.

Donatella Castelli nella giornata di giovedì 11 è stata nominata tesoriere dell’EKF e Fabrizio Mandia ha superato l’esame da 6°dan.

Congratulazioni ad entrambi!

A margine possiamo inoltre salutare Alain Ducarme che ha lasciato il testimone di Presidente della Federazione Europea a Dieter Hauck.

Ricordiamo infine che è ancora attiva la campagna di raccolta fondi per sostenere la delegazione italiana di Budapest.

Rimanete sintonizzati, nei prossimi giorni avremo un racconto in prima persona da uno dei membri della delegazione…


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Cercasi bogu

Essere derubati è sempre particolarmente spiacevole, soprattutto se si subiscono danni e si viene privati di qualcosa di personale oltre che costoso.

Ieri abbiamo letto su Facebook i messaggi dei nostri amici Cecile e Tomaso che potete leggere qui sotto e stiamo cercando di aiutarli a ritrovare il bogu rubato.

Se nel cercare qualche attrezzatura per praticare Kendo incrociate il bogu di Cecile comunicatelo via mail a lambratekendoclub@gmail.com
Il bogu a destra nella foto qui sotto è quello che stiamo cercando.

Grazie a tutti!


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Sumi vs Ajiro – 113° Kyoto Taikai

Stanno circolando i primi video relativi ai tachiai dell’edizione numero 113 del Kyoto Taikai, la più affascinante rassegna di arti marziali giapponesi che si tiene al magnifico Butokuden nella Golden Week!

Stiamo selezionando per voi i video più interessanti e partiamo con l’incontro tra Sumi Sensei e Ajiro Sensei.

Il video è particolarmente singolare, i due Maestri infatti sembrano essere particolarmente coinvolti nella loro esibizione…


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Stage femminile di Kendo a Bologna (30 aprile 2017)

La scorsa domenica Raffaella ed io, iscritta al dojo Ikendenshin di Pesaro da pochi mesi, ci siamo alzate di buon’ora e abbiamo raggiunto il dojo Musokan di Bologna per partecipare al secondo appuntamento degli stage femminili di Kendo organizzati dalla CIK.

Una delle prime cose che ho notato una volta arrivate è stato il numero di donne partecipanti che, rispetto al primo incontro di Firenze, era nettamente inferiore. Questo fatto, tuttavia, ha contribuito a rendere l’allenamento più efficace e personalizzato, grazie alle preziose dritte date dalle maestre Ma e Livolsi.

Durante la mattinata Yun-sook ha tenuto la lezione e, dopo un necessario riscaldamento a corpo libero per risvegliare ed attivare i muscoli, ci ha fatto fare degli esercizi di suburi in cui dovevamo portare lo shinai fino ad un’altezza inferiore a quella delle spalle, per scoraggiare la cattiva abitudine di richiamare lo shinai troppo presto, che spesso si prende nel tentativo di svolgere l’esercizio più velocemente, ma in modo sbagliato. Per sottolineare l’importanza della gamba sinistra, sempre nell’esercizio di suburi, abbiamo svolto diverse serie usando solo la gamba sinistra, cioè “saltellando” avanti e indietro su un solo piede. All’inizio mi sembrava un movimento davvero difficile, che richiedeva non solo forza ma anche tanto equilibrio, ma poi gradualmente sono riuscita a muovermi più velocemente ed ho capito il senso di questo esercizio; non bisogna cioè trascurare il ruolo della gamba sinistra. Un altro esercizio interessante è stato quello della serie di colpi men, do e kote eseguiti impugnando ben due shinai a testa avanzando lungo il perimetro della palestra. Dopo due serie da venti di questi colpi, equivalenti a due o tre giri della palestra, si era in grado di impugnare un solo shinai con estrema facilità e leggerezza.

In seguito siamo passate allo studio del kirikaeshi, esercizio fondamentale nella pratica del Kendo anche a livello di principianti. Secondo le indicazioni di Yun-sook abbiamo lavorato sul respiro, effettuando la pratica possibilmente solo con due respirazioni e abituandoci a colpire il nostro motodachi in modo corretto, avanzando e indietreggiando con yoko-men. L’alternanza delle parate del nostro motodachi ci ha permesso di studiare bene i colpi e di portarli a termine in maniera efficace. A fine mattinata, poi, c’è stato un mawarigeiko in cui abbiamo avuto occasione di mettere insieme tutti gli insegnamenti ricevuti e di confrontarci con tutti i gradi presenti.

Nel pomeriggio, Mirial ha iniziato la lezione con un riscaldamento utile e divertente, soprattutto nella parte dedicata al miglioramento del fumikomi. Questa serie di esercizi, pur essendo propedeutici, uniti ad un grande spirito ci hanno fatto capire come il nostro atteggiamento debba essere sempre quello di avanzare verso l’avversario, concentrando il fulcro della nostra spinta sulla parte bassa del nostro corpo, ovvero sul piede sinistro, sulle gambe e sulle anche. L’obiettivo finale è stato quello di concentrare tutta l’energia e la forza mentale in un ippon ben riuscito. Nella seconda parte del pomeriggio abbiamo studiato delle tecniche di debana molto difficili e complesse, ma utili per anticipare l’avversario nella sua azione di attacco. Queste tecniche, come ha detto bene Mirial, sono tecniche di coraggio poiché appena si percepisce l’attacco del nostro avversario bisogna essere veloci nell’anticiparlo avanzando verso di lui, quindi sono necessarie velocità, concentrazione e, per l’appunto, tanto coraggio. Tra le tecniche esercitate abbiamo visto debana men e debana do su attacco men, su attacco kote invece abbiamo visto tecniche kote nuki men, debana kote e ancora suriage waza su attacco men e kote. Tante sono state le domande e le perplessità su tecniche tanto avanzate e complesse, che speriamo di continuare a studiare con Miarial e Yun sook nel prossimo incontro previsto a ottobre.

Infine abbiamo cercato ancora una volta di mettere tutto in pratica nel mawarigeiko finale che Mirial ha introdotto per gradi, un esercizio che ho apprezzato molto. Inizialmente gli attacchi erano limitati a solo men, con l’obiettivo per entrambe le parti di fare punto per prime. Poi, una parte poteva fare solo men e l’altra anche le altre tecniche studiate, infine entrambe le parti potevano eseguire tutti i colpi che volevano, arrivando a fare un jigeiko vero e proprio, sempre confrontandosi con tutti i gradi presenti.

Da principiante del Kendo sono stata molto contenta di queste lezioni perché mi hanno permesso di crescere e imparare cose nuove, facendomi anche capire che per migliorare c’è molto lavoro da fare ma che con impegno e perseveranza è possibile. Ringrazio in particolare le insegnanti per l’entusiasmo che mi hanno trasmesso, e tutte le partecipanti dello stage per avermi dato l’opportunità di praticare con kendoka provenienti da così tante realtà diverse.

(In questa foto scherzosa scattata a fine lezione, si può vedere come io e Raffaella siamo state colte di sorpresa, decisamente frastornate dal jigeiko finale!!)

Giulia Galeazzi


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Esame 8°dan, c’è anche la CIK

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Quella di oggi è una tappa storica della nostra federazione e soprattutto dei protagonisti della foto.

Come avevamo promesso qui, il M° Moretti ha iniziato quel percorso terribilmente difficile per ottenere l’8°dan. Assieme a lui anche Livio Lancini nella prima sessione di Kyoto che ha visto solo 8 promossi su 875 (0,9%…).

Non è andata bene, ma considerato l’eccezionale livello di selezione, è naturale considerare del tutto normale l’esito.

Bravissimi comunque!


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Ashi sabaki

L’articolo di oggi ci riporta alle basi.

Ogni Maestro che abbiamo avuto l’onore di incontrare ci ha rimarcato l’importanza delle basi come fondamenta del nostro kendo.

Spesso nel riprendere questo tipo di lavoro, magari dopo il superamento di un esame, notiamo che le nostre basi cambiano, migliorano e rafforzano di riflesso il nostro kendo, perché la nostra disciplina si pratica prima di tutto con le gambe.

Ashi-sabaki non è quindi un pratica per neofiti ma per tutti.

Sul sito dell’Heki Sui Kan trovate un manuale in italiano dove viene spiegato ottimamente cosa significa questo termine e le varie tipologie di movimenti.

Per chi invece preferisce un supporto video, segnaliamo questo filmato di Andy Fisher che, con la classica strategia di marketing in cui un contenuto funge da mezzo per promuovere un prodotto, ha realizzato questo interessante tutorial.