Kendo nelle Marche


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Furukawa Sensei – Kata!

Il video che vi proponiamo oggi non è particolarmente buono in termine di qualità di ripresa ma è interessante in quanto vede protagonista niente meno che Furukawa Sensei nei Nihon Kendo no Kata.

Cogliamo l’occasione per informarvi che il corso di Kendo a Pesaro riprenderà il prossimo 12 Settembre.

Luoghi ed orari rimangono invariati e sono disponibili qui.


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Buon viaggio M°Kim

Kim Kendo CIK

Come avrete notato ci siamo presi una pausa estiva per ricaricare le batterie a dovere in vista della prossima ripresa dei corsi e delle varie attività di divulgazione del Kendo attraverso articoli e contenuti di varia natura.

Facciamo però un’eccezione per salutare con affetto il M°Kim che ci ha lasciato il 1 Agosto.

Non conoscevamo bene il Maestro a tal punto da raccontare chissà quale aneddoto, ma ci piace associare e ricordare uno dei primissimi eventi CIK al suo saluto nella cerimonia d’apertura.

8 Marzo 2009, Roma.

Eravamo lì per la prima nostra competizione federale ed il M° Kim fece un breve intervento su come esprimere zanshin ponendo l’accento sull’energia da applicare e prese come esempio un kote del giorno precedente di Angela Papaccio (vincitrice del torneo femminile).

Buon viaggio M°Kim


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Takenouchi tutorial

Anche il giovanissimo Takenouchi Yuya si cimenta nel settore dei video tutorial.

Il Vincitore dei 62° AJKC e vice campione del mondo ai 16 WKC è protagonista di un lungo video dimostrativo in cui lo vediamo in azione dai fondamentali alla pratica del karaigeiko passando per svariate tecniche o esercizi base.

Fateci avere la vostra opinione!


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Seminario ed esami primaverili CIK 2017

Partiamo dai momenti finali di Domenica 11/06/2017.
Io, Paolo, Laura (Uminokenshi, Porto San Giorgio) e Diego (ATM Hagakure, Chiaravalle) abbiamo montato un tavolinetto nell’aiuola vicino al parcheggio, ci godiamo sole, pasta e formaggi.

Rara foto di kendoka gitani

Tra scherzi, pettegolezzi e cibo, questa famigliola bucolica è disturbata dal buon Alexandro. La prima cosa che dava all’occhio era l’eleganza della sua camicia bianca su pantalone nero che cozzava con il nostro pantaloncino corto su infradito da bagnante. La seconda era che sventolava un numero (309) mentre noi armeggiavamo con le posate. La terza è che alla nostra flemma si contrapponeva il suo “Diego, ma dove *€$§%% sei?!”. Già, scherzi a parte, il ringraziamento alla premura di Alexandro è doveroso (testimonianza nella foto), perchè mentre nel palazzetto avveniva la consegna dei numeri per l’imminente esame, noi probabilmente stavamo salando la pasta. Dimentichi del resto.

Effusioni

C’è di che vergognarsi, lo ammetto, ma il motivo per cui non abbiamo tentato di archiviare questa nostra noncuranza nel dimenticatoio è proprio per mettere in risalto la tranquillità con cui il buon Diego si è sottoposto all’esame. Se ripenso alla mia prova, ricordo un Sabato in costante agitazione, Domenica non ho pranzato, ero pronto sul posto un’ora prima, ingannavo l’attesa con suburi, ashi-sabaki, sfodero/rinfodero, un fumikomi ogni tanto “giusto per”. Insomma, tutti i sintomi dell’ansia che conosciamo bene. Il nostro campione invece pasteggiava allegramente.
L’esisto sono stati due ottimi tachiai ed il kendo sandan!

Come si ottiene quella calma? Tralasciando misticismo e pratiche esoteriche varie, il segreto è il percorso. Ne abbiamo parlato altre volte, è la ricchezza del bagaglio costruito grazie a delle prove negative. Una reazione intelligente costringe a lavorare in maniera differente, a cercare il dettaglio, a rincorrere l’errore. Se questo viene fatto, il successo è già raggiunto e al momento del nuke-to difronte alla commissione, hai già vinto o hai già perso. A prescindere dall’esito dell’esame.

Ora torniamo all’inizio. Siamo allo stage primaverile del 2017 della Confederazione Italiana Kendo. L’affluenza è sempre impressionante, tanto che il mio gruppo di pratica deve lavorare a gruppi da tre e non con le solite coppie, per ovviare ai problemi di spazio. La pratica è differenziata per mudan, kyusha e shodan (con i maestri Lancini Bolognesi), nidan e sandan (con i maestri Pomero, Papaccio e Moretti), yondan godan e rokudan (con i maestri Zago e Murata). Durante le due giornate ci sono stati due momenti dedicati allo studio dei kendo-no-kata, la pratica specifica del gruppo, due jigeiko liberi a conclusione di ogni giornata.

Da praticante nel gruppo “intermedio” posso raccontare il senso del nostro seminario: un lavoro tutto incentrato nell’attenzione e nel controllo dell’avversario, nel tenere sempre la concentrazione, nel sapere cosa sta accadendo per dar senso ai propri tagli e allo zanshin. Un aneddoto personale: dopo tutto questo lavoro, facendo Jigeiko con Dado la scena è stata questa: saluto, sonkio, nuke-to, mi stampa un men prima che io capissi dov’ero. Morto, finito, posso rinfoderare. Insomma, il lavoro precedente mi insegnava “cosa fare”, Dado mi ha spiegato “perchè farlo”. Ovviamente sono riconoscente ad entrambi e questo basterebbe a dar senso alla frequenza al seminario.

Non conosco il lavoro fatto dagli altri gruppi, se non che so che il gruppo dei mudan-kiusha-shodan è arrivato boccheggiante a fine stage e che sentivamo costantemente i kiai, l’intensità ed il fragore della loro pratica. Certamente appagante.

Come ad ogni appuntamento, si torna a casa con tanto da lavorare. Vuoi per nuovi spunti e nuove intuizioni, vuoi per delle lacune emerse… c’è sempre molto da fare.
Ancora congratulazioni a Diego per aver regalato un altro sandan al kendo Marchigiano (si cresce). Ed ora… godiamoci l’estate!