Kendo nelle Marche


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A Report on the Diffusion of Kendo in Italy

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Qualche giorno fa mentre mi trovavo a scrivere il reportage dello stage tenuto da Sensei Yutaka Asami, vado sul sito dell’ università di Iwate per aver conferma di scrivere le cose giuste riguardo il Maestro. La prima cosa che mi viene in mente di fare è inserire “KENDO” nel search in bella mostra nell’ home page, questo è il primo risultato che mi viene fuori:

Asami AIK kendo Iwate

 

Inevitabile clikkarci sopra, tutti quei kanji, hiragana e katakana e in mezzo “ASSOCIAZIONE ITALIANA KENDO” hanno subito stimolato la mia curiosità, soprattutto quel “Mar-1990”. Sicuramente non ci troviamo di fronte a chissà quale segreto, ma è senza dubbio affascinante. Dando una prima scorsa, come dice chiaramente il titolo, capiamo che si tratta di un report di  Asami Sensei fatto all’ epoca, durante le sue visite in Italia. In romanji si vedono chiaramente i nomi delle federazione attive a quel tempo e i nomi di alcuni kendoka italiani scritti in katakana, inoltre un programma esami dal 1° al 3° DAN, per il resto chissà che dice esattamente, cos’ era il kendo in Italia 20 anni fa agli occhi di un Maestro nipponico? Aver studiacchiato il giapponese per un anno non mi è sicuramente servito a tradurre un documento intero come questo, però se ci fosse qualcuno in grado di farlo…

Ah dimenticavo, ecco il link da clikkare 🙂

http://ir.iwate-u.ac.jp/dspace/bitstream/10140/613/1/jcet-v12p165-175.pdf

Fateci sapere!

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Stage Yutaka Asami – 8° Dan a Ravenna

Stentavamo a crederci quando qualche mese fa tramite invito di Daniele Ballardini su Facebook veniamo a sapere che Yutaka Asami sarebbe venuto a tenere uno stage a Ravenna a due passi da casa nostra. Personalmente il giorno dopo l’ unico pensiero era quello di prendere i 2 giorni liberi al lavoro per non rischiare, no perchè c’è anche qualche sfigato che lavora nei weekend.
Organizziamo la macchinata io, Alessio e Roberto e partiamo da Cattolica alla volta di Ravenna, il luogo dell’ evento è Il villaggio del Fanciullo una bellissima struttura polifunzionale con una palestra mozzafiato, un discreto parquet e ciliegina sulla torta porte aperte tutto intorno, aerazione garantita (e zanzare :P), cosa che ci ha fatto tirare un discreto sospiro di sollievo date le 3 ore di pratica che stavamo per intraprendere.

Iniziamo riscaldamento e suburi col nostro amico Stefano Betti e Luigi Rigolio,  poi si parte con lo stage, c’è sempre un minimo di tensione prima di un evento del genere, soprattutto quando si parla di 8° Dan, per noi che lo incontravamo per la prima volta, l’ atmosfera viene smorzata subito quando ci chiama in cerchio attorno a lui creando da subito un piacevole clima confidenziale, ci ha parlato del terremoto e del kendo, dei dojo delle scuole sulla costa distrutti dallo tsnuami, l’ università di Iwate ove insegna Asami Sensei, ha ospitato molti studenti di queste scuole, i quali hanno ricevuto recentemente una visita di Teramoto Sensei per una lezione.

Così inizia il nostro seminario, Asami ci mostra orgoglioso sulla sua macchinetta fotografica le foto della suddetta lezione (foto che ritroveremo in album su Facebook sul profilo di Asami) dalle quali scaturiranno tre preziosi consigli per i presenti e fonte di ispirazione per l’ inizio dello stage.
Lo svolgimento è veramente piacevole e molto didattico, di ogni esercizio ne son state proposte tre varianti in base al loro livello, per fare un esempio con un men, di come viene eseguito da un principiante, da un praticante di livello medio e di uno di alto livello, il tutto intervallato da esaustive speigazioni.
Questo per le prime due ore, in seguito jigeiko libero, un prezioso consiglio, questa volta di Rigolio, mai mettersi in fila più di 2/3 persone di fronte al maestro, cito testualmente: “Se no si incazza”, infatti durante la pratica l’ ho visto diverse volte interrompersi durante il suo keiko per spezzare la fila ed invitare i praticanti a confrontarsi anche con gli altri alti dan presenti.
A fine jigeiko, della serie “noi italiani ci facciamo sempre riconoscere” rimprovero generale del Maestro, nonostante gli anni di pratica c’è sempre qualcuno che non capisce quanto sia maleducato levarsi il men prima (e senza permesso) del Maestro, cosa che regolarmente accade (purtroppo) a ogni stage.

Il mattino seguente, sveglia prestissimo e si riparte alla volta di Ravenna, unica cosa sostituiamo Gabriele con Alessio, la domenica si parte con un impostazione simile a quella del sabato, esercizi su tre livelli, alcuni di questi davvero interessanti, mi sbilancerei nel definirli “esercizi per la lettura nel pensiero” a scriverlo qui fa sorridere, ma a praticarlo son cose che hanno un loro perchè, dopo due ore di pratica è tornato il momento del jigeiko, ma senza spazio per lavativi che si imboscano in chilometriche file o scostumati che si levano il men, mawari-geiko! Gli otto dan più elevati chiaramente assieme al Maestro in fila e tutti i praticanti in file regolari a fare pratica con tutti, alla fine ci siamo fatti da parte ci siamo goduti del sano e istruttivo mitori-geiko.

Davvero una bella esperienza, per noi il valore aggiunto di essere davvero vicini a casa, un sentito ringraziamento a Yutaka Asami per la bellissima esperienza e soprattuto a Daniele Ballardini e Giovanni fresa dell’ EKK Ravenna per averlo organizzato.