Kendo nelle Marche


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7° Seminario del Chianti

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Recarsi nel Chianti è sempre un gran piacere, è indiscutibilmente uno dei luoghi più belli d’Italia.

Se poi ci si abbina un bel “Weekendo”, non si può chiedere effettivamente di più.

E’ così che andata quindi per la 7° edizione del Seminario condotto dal M°Ishiyama che anche quest’anno è stato affiancato dal M° Yoneyama.

Sessione del sabato particolarmente intensa (o forse è così che l’ho sentita per le pochissime ore di sonno…), con molto dinamismo per portare a termine sia uchikomi geiko che kakari-geiko oltre ad un bel mawari-geiko.

Ottima soluzione per il pranzo quella studiata da Dado e compagni, pietanze giapponesi al di fuori del famoso sushi o sashimi direttamente dal ristorante Terravia.

Nella ripresa pomeridiana è stata poi data la possibilità a tutti di praticare shiai geiko, sia come shiasha che come shinpan.

La disponibilità dei Maestri nell’osservare, correggere ed ascoltare è un tesoro di un valore molto importante.

Un allenamento  ricco di spunti dalle Scuole di Polizia nutrono di curiosità i partecipanti e mantengono alta l’attenzione.

Dopo tanto sudore in questo pomeriggio di fine Maggio raggiungiamo il B&B dentro Colle Val d’Elsa. Qualche minuto di riposo per poi recarsi al Cresta Rossa, location del sayonara party.

Ottimo cibo in mezzo al verde ed un clima di festa davvero unico.

Decine di brindisi per l’ormai famoso Bicchi hanno stimolato la fantasia e la simpatia di Yoneyama Sensei che ha preparato un siparietto memorabile per dare il via poi ad una performance canora di gruppo che rimarrà negli annali dei sayonara party…

Portata a casa la pelle dopo una lunghissima giornata piena di keiko e festeggiamenti, ci prepariamo mentalmente alla domenica.

Kata, Ittoryu, Uchikomi e prove d’esame per tutti!

Eh si, nel pomeriggio tutti i presenti hanno avuto modo di provare davanti a due Maestri di altissimo livello il proprio esame ed avere immediatamente dopo una spiegazione su dove migliorare per superarlo al meglio. Occasione davvero unica!

Questo seminario ci lascia sempre dei preziosi doni nella valigia del ritorno. Amici, Kendo di qualità, Spirito e voglia di crescere assieme.

Alla prossima e grazie agli amici dell’Ittoryukai Valdelsa ed Ittoryukai Firenze per aver organizzato questo bellissimo seminario!

 

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Ishiyama demo

Abbiamo scovato in rete questa bellissima dimostrazione di Itto Ryu che vede protagonisti due Maestri, conosciuti grazie alla scuola di Kendo Ittoryukai Valdelsa che ogni anno organizza il tradizionale Seminario del Chianti.

Ishiyama Mutsunori – Kendo 8°dan kyoshi

Yoneyama Toyohiro – Kendo 7° dan kyoshi 

Buona visione! 😉

 


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IV Seminario del Chianti – Ishiyama Mutsunori 8°dan kyoshi

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Il Seminario con Ishiyama Sensei è ormai un classico per noi. Vuoi per la preziosa presenza di un Maestro come Ishiyama appunto, vuoi per l’amicizia che ci lega a Dado Brivio ed il suo dojo che organizzano quest’evento, o vuoi per il fatto che in quest’occasione si rivedono persone con le quali si pratica molto bene kendo e non solo, resta il fatto che cerchiamo sempre di portare una nostra rappresentanza in quel di Barberino Val d’Elsa.

Quest’anno sono stati Davide ed Alessio a tornare all’Equinox dopo la bellissima mattinata d’inizio anno che raccontammo qui.

Partiamo dal casello di Cattolica (RN) alle 6.30 prendendocela con relativa calma ed arrivare in tempo per salutare tutti i presenti. Arriviamo e già riconosciamo parecchi amici.

Facciamo la fila per l’iscrizione ed assieme al tagliandino per il pranzo riceviamo un tenugui, omaggio sempre utile!

 

Come la scorsa edizione, Ishiyama Sensei è accompagnato da Yoneyama Sensei e Ebihara Sensei sempre vigili sui praticanti e gentili nel dispensare consigli .

Sabato mattina lo stage è iniziato con la spiegazione dei suburi mediante l’uso del bokuto, focalizzando l’attenzione su alcuni punti, la postura in primis su tutti.  Colpi grandi in avanti e zanshin nel riprendere la posizione. Diverse sono le varianti che propone il Maestro, e sicuramente saranno utili per rompere un po’ lo schema dei classici suburi che conosciamo e che pratichiamo abitualmente.

Dopo questa prima parte, indossiamo il bogu ed il M°Ishiyama c’illustra diverse tecniche, sia d’attacco che di contrattacco da 3 diverse distanze, chika-ma-aiissoku-itto-no-ma-ai e toi-ma-ai.

Durante le spiegazioni ed i momenti in cui ci vengono mostrati gi esercizi, si nota nettamente una profonda robustezza nel Kendo del Maestro Ishiyama, fatta sicuramente da decenni di Kendo ma non solo. Il fatto che sia un riferimento di primissimo piano per la pratica dell’Itto Ryu nella polizia di Tokyo è sicuramente un elemento non trascurabile. Un men forte, con fumikomi imponente fanno intravedere la presenza dell’Itto Ryu nel suo Kendo.

L’Itto Ryu non può non essere presente in uno stage di questo stipo ed in piccole dosi vengono illustrate alcune tecniche come il colpo principe dell’Itto Ryu, il kiriotoshi che proviamo a coppie con i bokuto.

Non c’è solo la tecnica nello stage mattutino, ma anche kirikaeshikakarigeiko come esercizi imprescindibili per costruire solide fondamenta. Accanto al jigeiko ci aspettano diverse serie di aiuchi men per poi concludere con 50 haya suburi. Arriviamo a tavola con una certa fame ed il pranzo a buffet ci sazia a dovere, tant’è che c’è chi si ritaglia qualche minuto per rilassarsi in auto…

La sessione pomeridiana è incentrata sui kata.

I presenti vengono divisi in due gruppi disposti sulle due sale. Un gruppo pratica i Nihon Kendo No Kata e l’altro i Kihon no Kata.

Tutti i kata vengono minuziosamente illustrati e supervisionati dai Maestri, facendoli ripetere più volte cercando di tendere sempre più alla buona esecuzione, almeno dal punto di vista tecnico.

Ishiyama Sensei interviene spesso, spiega, dimostra, illustra, interrompe. Questa sua attenzione deve farci capire che la pratica con il bokuto è di primaria importanza. La stessa cura viene messa da Yoneyama Sensei quando ci spiega i kihon no kata, forme che illustrano tutte le tipologie di tecniche usate nel Kendo ma con una sola variante per tipo.

Giunge al termine la nostra giornata di kendo, quando un kenshi tra noi si avvicina a Yoneyama Sensei con uno iaito e vediamo negli occhi del Maestro la luce.

Prova questo iaito praticando alcuni kata di iaido. Bellissimo!

Ma non finisce qui, anzi…

Nasce un simpaticissimo siparietto che vede protagonista un Ishiyama Sensei che scherzosamente prende lo iaito e fa vedere ai presenti cosa accade se un samurai vede la sua donna passeggiare in compagnia dell’amante…

Indovinate un po’…

Praticare Kendo è bello, praticarlo con Maestri di questo livello lo è ancor di più, ma se si condisce il tutto con un bel gruppo di amici, la miscela è davvero indimenticabile.

Grazie mille all’Ittoryukai Valdelsa per aver organizzato anche quest’anno il Seminario del Chianti, e non possiamo che invitare gli assenti a prendere parte il prossimo anno! 😉


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3° Seminario nel Chianti

Svegliandomi quasi tutte le mattine alle 5:30 per andare al lavoro, quella di quest’ oggi non è stata un problema, partenza con Marco D. dal casello di Cattolica alle 6:30, compresa una breve sosta in autogrill, i nostri calcoli sono stati esatti per arrivare in perfetto orario alla volta di Barberino Val D’Elsa alla ormai nota palestra Equinox, nonché Dojo degli amici dell’Ittoryukai Valdelsa.
E’ la terza edizione dell’ attesissimo “Seminario del Chianti” tenuto dal Maestro Ishiyama Mutsunori 8°Dan kyoshi, coadiuvato da due 7° Dan, Yoneyama Toyohiro e Ebihara Sensei (vedi intervista di presentazione al link https://kendonellemarche.wordpress.com/2013/03/04/ishiyama-sensei-intervista-a-leonardo-brivio).

Ebihara, Ishiyama, Brivio, Yoneyama

Dopo un breve riscaldamento e il saluto, iniziamo schierati su tre file per uno studio approfondito delle tecniche di suburi a cura del M°Yoneyama, in seguito dopo il men-tsuke veniamo divisi in gruppetti di 4 per lo studio dei waza per poi terminare in kirikaeshi.
10 minuti di pausa, ed è ora del Jigeiko coi Maestri e i gradi superiori, tra cui ovviamente Leonardo Brivio, il nostro Maestro Stefano Betti, Salvatore Bellisai, Bernardo Cipollaro, Serafino Mellone, Gianluca Landi,  purtroppo il tempo non è stato generoso, c’è stato tempo per molti ma non per tutti.

Lezione di arbitraggio

L’ultima mezz’ora dell’ intensa mattinata, è stata una sorpresa per il sottoscritto, dal basso della mia umile esperienza, una cosa insolita, ossia una lezione sull’arbitraggio tenuta dai Maestri con bandierine regolamento dell’ AJKF alla mano, come ben precisato, alla base di un buon shiai c’è anche la perfetta conoscenza del regolamento, davvero interessante.

Pausa pranzo! Gli amici di Val D’Elsa hanno fatto le cose in grande, grazie alla bellissima giornata, è stata allestita una tavolata fuori al sole con un ricco buffet-self service, finalmente ci possiamo sedere in relax e scambiare quattro chiacchiere con gli amici salutati di fretta al nostro arrivo.

Il ricco buffet nippo-toscano

La prima parte dell’allenamento pomeridiano è dedicata allo studio dei kihon no kata e dei kendo no kata, per una pratica più adeguata i Maestri ci hanno divisi in 2 gruppi, fino a 2°Dan e 3°Dan e superiori.
Anche per il pomeriggio, il M°Ishiyama ha riservato una sorpresa, una prova pre-esame, dedicata soprattutto a chi lo avrebbe dovuto dare a breve termine.
Dopo un ovvia divisione in gruppi, i kendoka hanno fatto tutto il programma, a partire dal kirigaeshi per i gradi più bassi, fino ai kata col kodachi per i più anziani. A fine pratica un attenta analisi per ogni singolo praticante, con osservazioni e preziosi consigli.
Per concludere, si torna a coppie, bokuto alla mano per eseguire alcuni esercizi base dell’ Itto Ryu, cosa gradita a tutti, dato che non sempre e non con tutti si ha la possibilità di praticarlo.
E gran finale (è il caso di dirlo) i Maestri Ishiyama e Yoneyama hanno regalato un irripetibile dimostrazione di kata Itto Ryu.

Dimostrazione Itto Ryu

E anche qui è arrivato il momento dei saluti, foto ricordo col Maestro e il “Padrone” di casa, strette di mano e soprattutto un sentito ringraziamento e un saluto agli amici dell’ Ittoryukai Valdelsa, per la grandiosa opportunità di pratica che ci regalano da tre anni a questa parte con la presenza del Maestro Ishiyama.

Ci vediamo il prossimo anno!


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Ishiyama Sensei: Intervista a Leonardo Brivio

Amicizia. Ma anche piacere di fare Kendo assieme. Ecco cosa ci ha spinto a dare seguito alla serie di interviste iniziata con gli amici dell’Accademia Romana Kendo riguardo il seminario del M°Chiba e proseguita con Livio Lancini per la presentazione dello stage con il M°Tani.

Oggi parliamo con Leonardo “Dado” Brivio del III° seminario del Chianti tenuto dal M° Ishiyama che si terrà il prossimo 13 e 14 Aprile.

Dado lo abbiamo conosciuto grazie al nostro tutor Stefano Betti.  E’ stato ospite sin dalla 3° edizione del Trofeo dell’Adriatico e da lì in avanti ci siamo visitati a vicenda più volte. Ricordiamo con grandissimo piacere l’inaugurazione del dojo Ittoryukai Valdelsa avvenuta a Giugno dello scorso anno, ed ovviamente il precedente stage del M° Ishiyama.

Addentriamoci virtualmente nella bellissima Toscana per sapere cosa ci aspetta e da dove nasce questo seminario.

KNM: Ciao Dado, partiamo dal vostro dojo! Raccontaci un po’ dove praticate e da dove nasce l’Ittoryukai Valdelsa.

Dado: Allora prima di tutto permettetemi di ringraziare tutto il vostro blog per l’opportunità offertami. Siete GRANDI!! Il nostro dojo si chiama ITTORYUKAI VALDELSA, e l’avventura è cominciata nel 2010, un anno dopo il mio rientro in Italia da Tokyo. La cosa è cominciata quando sono stato contattato per fare una dimostrazione nelle scuole medie di Poggibonsi (SI), da lì mi hanno offerto di aprire un corso di kendo per bambini, che è cominciato in 2 bambini, di cui uno mio figlio Taro… Io nel frattempo mi allenavo a Firenze, all’Ittoryukai Firenze con Maurizio Biondi e Bernardo Cipollaro, poi dopo un anno circa le richieste di alcuni adulti mi mi hanno spinto ad aprire un corso adulti, cosa che si e` rivelata ben presto positiva. Infatti in breve tempo si è creato un gruppetto di persone che praticano e contribuiscono ad allargare questa nostra grande famiglia che è il kendo. Abbiamo fondato la nostra associazione mantenendo il nome Ittoryukai dato appunto dal Maestro Ishiyama tanti anni fa, in altri contesti, e aggiungendo “Valdelsa” che è la zona appunto dove viviamo. Pratichiamo presso il centro Equinox di Poggibonsi, sia per il corso bambini che per quello adulti, e per nostra  fortuna c’è un bellissimo parquet ottimo per il kendo e spazio a sufficienza.

KNM: L’amicizia che ci lega è frutto di uno scambio continuo, di viaggi attraverso gli Appennini, di sudore a suon di fumikomi ma anche semplicemente di voglia di vedersi e passare del tempo assieme. Siamo venuti a trovarvi diverse volte e voi siete ospiti fissi del nostro appuntamento più importante, il Trofeo dell’Adriatico. Cosa ne pensi di questi rapporti tra dojo?

Dado: La risposta e` semplice. Penso che sia il sale del kendo, o meglio quello a cui il kendo dovrebbe portarci naturalmente; amicizia e stima reciproca sono il giusto nutrimento. Poi se manca un pò di tecnica per fare debana men o kaeshi do la studieremo insieme….ognuno con i suoi tempi e modi, ma reputo l’amicizia come base primaria per fare qualsiasi altra cosa.

KNM: Addentriamoci ora al mondo giapponese in senso stretto…Hai vissuto per un po’ di tempo in Giappone dove hai praticato ovviamente kendo. Vuoi raccontarci qualcosa di quest’esperienza? E soprattutto come ha conosciuto il M°Ishiyama e quando hai capito che era lui il tuo Maestro?

Dado: La domanda rischia di andare per le lunghe…..riguardo alla mia esperienza in Giappone ti dirò che sono andato là a 21 anni per fare kendo, senza tecnica, conoscenza della lingua, senza biglietto di ritorno, senza soldi e con pochi e sparuti contatti (che fra l’altro non ho mai usato!). Il resto lo raccontiamo davanti a qualche birra…. 😉 Ringrazio infinitamente il Giappone per il bene che mi ha voluto e per tutto quello che mi ha dato, in primis Naomi e i miei figli Taro e Daigo! Riguardo al Maestro Ishiyama, l’ho conosciuto in Italia, durante il suo primo stage nel 1998, e me ne sono innamorato subito: un kendo al 100% dell’impegno, rapido e così potente da poter sembrare violento; mi ricordo che sudava molto più di noi e attaccava men a tutti, chiunque avesse di fronte. L’impressione quando subivi men era quella che ti staccasse la testa, letteralmente. A quel tempo avevo una minima esperienza di Giappone, ero stato là solo 6 mesi e biascicavo qualcosina… ma lui mi invitò ad andare dove insegnava, presso la Polizia di Tokyo, se volevo migliorare. Andai a fare asageiko al Keishicho Budokan (indimenticabile la prima volta) e chiesi se potevo praticare qualche giorno lì. Si arrabbiò e dandomi dello stupido mi disse che mi sarebbero occorsi un paio di anni per farmi una buona base. Dopo un anno mi disse che mi aveva scelto come allievo. Ricordiamoci che in Giappone il rapporto è reciproco, ossia non è solo l’allievo che sceglie il maestro, ma anche il maestro che sceglie l’allievo. Non ho parole per ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto per me.

KNM: Guardando la locandina del prossimo seminario, notiamo subito dei “grandi kote”. Chi segue questo blog ricondurrà il tutto facilmente all’Itto-Ryu che abbiamo trattato con una certa frequenza. Sappiamo che ci sono tantissime scuole d’Itto-Ryu e non è poi così anomalo vedere maestri di kendo praticare queste scuola di spada. Secondo la tua esperienza, quanto sono propedeutiche per la pratica del kendo ed in che modo il M°Ishiyama rapporta l’Itto-Ryu al kendo?  Dado:Il Maestro Ishiyama è responsabile per l`Ittoryu all’interno della Polizia di Tokyo, e quindi la sua Ittoryu è finalizzata alla tecnica del kendo, non è fine a sè stessa. Riguardo alla propedeutica, direi che tramite l’Ittoryu s’imparano dei fattori fondamentali per il kendo: forza sulla punta della spada, potenza d’impatto, tai sabaki, senso del tempo e molto altro. E` ovvio che essendo praticata con i soli bokuto, per ragioni di sicurezza non è consigliabile a chi è proprio novizio, ma comunque può aiutare a correggere tanti problemi del kendo anche a chi ha poca esperienza.

Credits – Leonardo Brivio

KNM: Puoi anticiparci qualcosa su quale sarà il programma di pratica del seminario della prossima edizione? Dado: Ishiyama sensei di solito basa i suoi seminari su 3 fattori: 1) jigeiko (mawarigeiko, jigeiko libero) 2) uso e pratica del bokuto (kendo kata, Ittoryu, Bokuto ni yoru kihon geiko, suburi e altro) 3) grandi vasche di kakarigeiko e kirikaeshi Queste le componenti che solitamente fanno parte del suo allenamento standard. Non so ancora se ci saranno delle divisioni in gruppi, Ishiyama sensei quest’anno sara` accompagnato da Yoneyama sensei, un 7 dan anch’egli della Polizia di Tokyo e suo partner di Ittoryu da sempre. Abbiamo conosciuto il Maestro Yoneyama lo scorso anno ed è stato davvero un bell’incontro: una persona disponibile e molto ferrata nell’insegnamento (oltre ad avere due polsi che sembrano quelli di un muratore…) KNM: Vogliamo fare anche a te la stessa domanda che abbiamo fatto agli amici dell’ARK. “Spesso ci domandiamo come Maestri siano al di fuori del dojo. In che modo il Kendo viene portato nei rapporti umani extra dojo da Ishiyama Matsunori?” Dado: In Polizia tutti dicevano che Ishiyama Mutsunori dentro al dojo era il più cattivo, e fuori dal dojo il più buono. Penso che questa sia la miglior definizione del Maestro! La sua umiltà fuori dal dojo è rinomata così come la sua disponibilità: non guarda affatto l’etichetta o l’aspetto, ma l’essere umano. Non ha interessi particolari oltre al kendo ed allo stare in compagnia. La sua più grande gioia è praticare duro tutti insieme e poi….tutti a bere!! Una persona veramente umile come poche ne ho incontrate durante i miei anni in Giappone. Grazie per l`intervista e…vi aspettiamo!!! KNM: Grazie a te! Rinnoviamo quindi l’invito a tutti coloro che vogliono abbinare ad un’interessantissimo stage di kendo anche una piacevole giornata in una bella location ;-).


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“II Seminario di Kendo nel Chianti”

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Barberino val d’Elsa (FI)

 31 Marzo – 1 Aprile 2012

Dei due giorni trascorsi a Barberino Val d’Elsa a praticare kendo con i maestri Ishiyama Mutsunori e Yoneyama Toyohiro, ospiti dei nostri amici della Itto-Ryu Kai, potrei raccontare a lungo. La qualità e l’intensità degli allenamenti sono state quelle che ci si poteva aspettare da due maestri della Polizia di Tokyo, ed insieme all’alto livello dei praticanti che vi hanno partecipato, mi hanno permesso di imparare molto e di crescere molto.

Quello che mi ha sorpreso è stato piuttosto il lato tecnico del seminario, concentrato soprattutto sulla pratica dei kata di kendo e dell’itto-ryu. Devo dire la verità, è raro partecipare a seminari dove si pone tanta attenzione alla parte “tradizionale” del kendo. Riuscire inoltre a praticare un po’ di itto-ryu è stato superlativo.

Anche fuori dal dojo, i maestri Ishiyama e Yoneyama si sono rivelate persone umanamente grandi; dimostrando appieno quello che il kendo, praticato correttamente, può realizzare per la crescita umana della persona. Questa parte, così strettamente correlata alla pratica del kendo è stata messa in risalto da un intervento del maestro Yoneyama.

Vorrei proporvi proprio questo intervento, che più di tutto, secondo la mia opinione, interpreta lo scopo della pratica del kendo.

Le cose importanti nella vita per imparare il kendo

Go kai (i cinque principi):

1. Non mentire;

2. Non essere pigri;

3. Non lasciare le cose incompiute;

4. Non essere egoisti;

5. Non disturbare gli altri;

Questi cinque principi sono cinque diverse finestre aperte in direzione della sincerità. Chi si dedica ad uno solo di queste principi, li può capire tutti e cinque; perché la sincerità è collegata con la fedeltà, la buona fede [真心 – magokoro: cuore puro; 誠 – makoto: sincerità]. Bisogna impegnarsi per avere sincerità nella vita e nel kendo.

I principi del kendo – Il kokoro-gamae nell’allenamento di kendo.

[Kokoro-gamae 「心構え」significa letteralmente posizione del cuore. S’intende l’attitudine mentale che si ha quando si deve fare qualcosa. In questo caso, il kendo.]

1. Non mentire

Quando si mette la mano sul cuore, non c’è persona che non abbia mai mentito. Però, se non si cerca di osservare il proprio cuore e la propria mente, se non si cerca di superare questa parte del cuore ingiusta, disonesta e malvagia, allora la vita non diventa una vita di soddisfazione. Senza riuscire a superare questo cuore malvagio, la vita non diventa quella che ognuno desidera.

Nel kendo si dice: “usare iro” o “avere iro” [iro: colore], quando una persona mente. Se si pratica un kendo corretto, senza mentire né agli altri né a se stessi, non si sarà ingannati dall’avversario. Quando l’avversario cerca d’ingannarti, se avrai un cuore sincero, non sarai ingannato.

Nel kendo non deve esistere l’inganno. Se entrambi i praticanti fanno kendo sinceramente, senza mentire, comunque uno dei due vincerà e l’altro perderà, ma entrambi avranno fatto vero kendo. Perciò non bisogna mentire. Questo è fondamentale anche nella società.
Si dice: 「信なくば仁なし」 – shin nakuba jin nashi (se non c’è la fiducia non c’è neanche l’amore).

2. Non essere pigri (avere il cuore fedele).

Vuol dire che bisogna essere fedeli, nel senso di perseveranti. Non bisogna poltrire, oziare, trascurare gli impegni, iniziare qualcosa e smettere dopo poco.  「継続は力なり」Keizoku wa chikara nari  (Proverbio giapponese che significa: la perseveranza è forza). Nella perseveranza si acquista la forza. Quando si fanno le cose giuste e corrette, con continuità, naturalmente ci si divertirà, perché non si proverà “fatica a faticare”; gli sforzi fisici e mentali non costituiranno un peso, non saranno faticosi.

3. Non lasciare a metà le cose iniziate (avere responsabilità nelle azioni che si fanno).

Vuol dire avere responsabilità. Chi riesce ad avere responsabilità, sarà un grande uomo nella società. Nel kendo, se chi pratica manca di fare zanshin non può migliorare nel kendo. Zanshin è il prepararsi, l’essere pronto all’azione successiva; quindi, se si colpisce e non si fa zanshin, il colpo dato è un’azione lasciata a metà.

Seguendo questi tre principi, la gente comincerà a fidarsi. Questo modo di vivere, questo cuore, è la strada per la formazione dell’uomo. Se si riesce a seguire tutti e tre questi principi, si riuscirà a vivere una vita felice.

Yamaoka Tesshu, un esperto di spada e zen, disse: “Il monte Fuji: se c’è bel sole o se vengono molte nuvole, comunque la figura del Fuji non cambia”.

Questi tre principi sono indispensabili nella formazione umana. Chi veramente riuscirà ad applicarli, diventerà un individuo completo.

4. Non essere egoisti.

Vuol dire avere il cuore di rispettare gli altri; trattare qualcuno con rispetto, rispettare i genitori, rispettare i più anziani, rispettare gli altri nella società. Se non ci si allena in questo, non si potrà applicare la propria umanità. Nel kendo questo è il “reigi”. Nel kendo si possono imparare tante cose dagli avversari, rispettandoli. Per questo nel kendo si mette tanta importanza sul reigi. Nel kendo si dice: “Inizia con rei e finisci con rei”, perché tra i due saluti ci deve essere rispetto per l’avversario.

5. Non disturbare gli altri. Non infastidirli, non importunarli.

L’amare l’uomo o gli altri vuol dire che bisogna essere anche gentili; dedicarsi agli altri, servire gli altri. Se si riesce ad avere il cuore per amare gli altri, la sincerità e l’affetto si riveleranno senza difficolta e non ci sarà bisogno di combattere. Questo è l’estremo principio del kendo.

Nel kendo, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo applicare questi cinque principi. Dobbiamo diventare uomini che riescano a rispettare questi cinque principi. Se si riesce a seguirli fino in fondo, si riuscirà ad ottenere un cuore sincero. Se si riesce a vivere questi principi, si riuscirà a fare qualsiasi cosa.

Roberto Agostini