Kendo nelle Marche


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15° WKC, i risultati!

Nei vari social network, tra pagine, gruppi o profili privati è stato già pubblicato di tutto, da foto caratteristiche come la mano tesa di Park nell’aiutare Shodai a rialzarsi che ha fatto notizia (il che dovrebbe far riflettere…) ai replay o incontri interi di qualità video più e meno buona. Noi quindi ci limitiamo a fare un po’ di ordine tra tutti questi video, dando la possibilità a chi non c’era di rivederseli con calma.

Dopo la tradizionale dimostrazione dei Kendo no Kata ha preso il via il campionato individuale maschile che ha visto il Giappone vittorioso con Takanabe Susumu.

Il tabellone diviso in due lo trovate a questo link 1 in cui vediamo la pool di Drago (Ita-6) negli incontri con HatakeyamaAuvert, quello di Mandia (Ita-2) con Brown e Allouche. In questa parte del tabellone Drago, dopo aver battuto Kang si è fermato con Bertout.  Mandia, appena superata la pool, ha dovuto affrontare Kim uscendo comunque a testa alta.

Nella parte bassa del tabellone troviamo Giannetto (Ita-4) e Pezzo (Ita-7). Giannetto che, dopo aver superato la pool con Minchenkov e Hickey, supera le eliminatorie con Sanchez e Karnadi e fermandosi con il giapponese Hatakenaka. Pezzo ha anch’egli superato la pool con Kindzulis e Bremer fermandosi poi con Yamada.

Come dicevamo il materiale è davvero tanto quindi vi consigliamo di fare una ricerca in rete se volete approfondire ulteriormente tutte le fasi. Noi vi lasciamo comunque qui di seguito l’intensissima finale tra Takanabe e Kim vinta dal giapponese con un bellissimo tsuki che tanto ricorda quello storico di Eiga che tra l’altro abbiamo ovviamente visto tra il pubblico assieme a tanti altri big del Kendo mondiale…

 Ed ora le nostre ragazze che hanno difeso a denti stretti la nostra bandiera! Ricciuti (Ita-4) ha superato la pool con Bellivier e Wragg per poi uscire poi con Lee. Stessa cosa per Orizio che si è dovuta arrendere a Blanchard dopo aver superato la pool con Romeral e Lee. Papaccio e Imperiale invece non sono riuscite a superare la pool rispettivamente con Rincon e Lyu, e Ling e Yung.

La finalissima individuale femminile tutta made in Japan tra Kurokawa e Sakuma la trovate nel seguente video.

Chi ha potuto ammirare dal vivo la “giornata femminile” del torneo ci ha riportato che è stata molto intensa e in generale molto bella.

La fase a squadre femminile ci ha fatto tremare i polsi, ma ripercorriamo i passi di questa traversata.

La pool 8 era durissima ma le ragazze sono state superdeterminate come vedete nei video a questo link e si sono “arrese” solo alle brasiliane ai sedicesimi.

Al seguente link la finale tra Korea e Giappone vinta da quest’ultime.

Noi di Shingen siamo riusciti ad assistere ai mondiali solo domenica per le competizione a squadre maschili…ma ce la siamo goduta a palla!

Partenza alle 6.30 per essere in tempo a Novara, ma durante il viaggio scopriamo che  qualcuno sposta questa città sempre più a nord ed arriviamo un po’ tardi. Entriamo subito in clima mondiale rivedendo vecchi amici e conoscendo fisicamente alcuni che sentivamo solo attraverso il web.

Bellissimo! Palazzetto sold out e noi abbiamo i biglietti. Osserviamo tutte le gare ed attendiamo la nostra nazionale. Scopriamo poi che seguire le gare di kendo su 4 shiai-jo fa venire il mal di testa 😀

L’italia supera la pool con Irlanda ed Argentina e deve confrontarsi con gli Stati Uniti. Attendiamo.

All’improvviso escono i nostri ragazzi, chi con le cuffie chi in disparte, iniziano a fare un po’ riscaldamento e stretching. Le ragazze che hanno combattuto il giorno prima sono a appena fuori dall’area di gara a fare il tifo. Dobbiamo incontrare gli USA che a guardarli di americano hanno ben poco, forse qualcuno solo la stazza 🙂

Ci vengono consegnate delle bandierine per supportare i nostri atleti. Ci Siamo.

Orlando, Filippi, Mandia, Soldati, Giannetto.

Arriviamo con il cuore  che sta per esplodere. Orlando, per noi che non lo conoscevamo è stata una piacevolissima sorpresa. Al secondo men di Soldati sembra che venga giù tutta Novara! Quando Soldati esce vincente dallo shia-jo il nostro coach Walter Pomero lo abbraccia come se fosse tornato vivo da una guerra. Bellissimo. Tocca a Giannetto, uno dei protagonisti di questo mondiale. Il suo avversario è maledettamente forte, quel forte che non è solo rapido, ma una forza che lo salda a terra quasi fosse avvitato. Siamo in parità e ci tocca l’encho. Tocca sempre a loro due. Lo sguardo da lupo affamato di Pomero verso Giannetto prima di rientrare nello shiai-jo fa venire i brividi solo a ripensarci. Quell’encho ci deve 10 anni di vita. Usciamo per un maledetto men, ma con la testa più che alta. Gli americani sono molto forti e lo dimostreanno anche ai koreani che hanno rischiato grosso con loro.

Purtroppo non ci sono video in rete, troppo presi dalla gara 😀

La competizione scorre e vediamo all’opera il Giappone che dimostra fino alla finale grande tecnica e grande potenza. La squadra coreana non è da meno e per dìcerti versi propone un kendo meno “sporco” di quel che si vede in rete e si sente dire in giro. Sappiamo ahinoi com’è la shiai, quindi non possiamo aspettarci un kendo a mo’ di kata…

Bella sorpresa anche l’Ungheria che riesce a portare un pezzo d’Europa raggiungendo il podio 😀

Finite le semifinali c’è una dimostrazione di Iaido da parte della squadra italiana guidata dal M°Amoruso. Piano piano tutte le macchine fotografiche e gli assistenti si avvicinano ai bordi dello shiai-jo B. Korea e Giappone, eternamente rivali, si confrontano in 5 incontri che di Kendo come gli stessi maestri coreani e giapponesi ci insegnano hanno ben poco. Ostruzionismo, spintoni,  posture completamente squilibrate, mancanza di rispetto verso gli arbitri e chi più ne ha più ne metta. Una grossa delusione. L’arbitraggio ci lascia perplessi ed il Giappone vince i mondiali. Approfondiremo però l’argomento in un post apposito.

I video della finale li trovate nel canale youtube di Kendo World al link http://www.youtube.com/user/KendoWorld

Fa un certo effetto vedere il pubblico applaudire la squadra coreana quando perdente va negli spogliatoi…

A noi però ci piace ricordare questo mondiale con una delle tante e belle foto del nostro amico Antonio Amendola. Grazie ragazzi!


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Seattle

Con il progetto Dojo ci spostiamo in America, e più precisamente nella costa la più vicina al Giappone, quella occidentale. Il report viene dal kendoviaggiatore Raffaele che, dopo il report sul Kendo a Singapore, ci fa nuovamente dono del suo girovagare.

Vediamo cosa ci racconta Raffaele della sua visita a Seattle 😉

Il ricordo delle vacanze sta sbiadendo anche perche’ appena rientrato dalle ferie sono stato brutalmente fagocitato dal lavoro. Ormai è circa un mese che abbiamo ripreso gli allenamenti di Kendo allo Shubukan.

Quest’anno non posso dire di non aver fatto Kendo ad oltranza anche nel periodo estivo, l’ultimo allenamento di Kendo che ho fatto, prima del breve intermezzo delle vacanze estive, è stato il 6 agosto a Chicago. E questo mi porta all’argomento di questo report: il mio viaggio di lavoro a Seattle e le piacevoli serate passate in quella splendida città.

Il viaggio negli USA è stato piuttosto impegnativo: quattro giorni a Seattle per un meeting e 6 giorni a Chicago per un altro meeting ed una serie di appuntamenti di lavoro al Lurie Cancer Center. Insomma è stato un viaggio abbastanza faticoso ma costruttivo. Come accade sempre per ogni mio viaggio la maggior parte del mio bagaglio era costituito da bogu ed ammennicoli vari. Questa volta, a causa delle limitazioni del bagaglio inserite dalla maggior parte delle compagnie aeree, non ho potuto portare con me lo shinai che mi è stato gentilmente prestato durante i vari allenamenti negli States.

Sono partito per Seattle il 25 luglio da Monaco e sono rientrato il 6 Agosto da Chicago. Ho passato quattro notti a Seattle e sono riuscito a visitare quattro dojo. Mi è capitato di recarmi in parecchie città americane ma ho trovato Seattle particolare. La città, sebbene sia moderna, non è molto grande e mantiene un forte legame con le tradizioni. Il mercato,  è una delle attrazioni della città e vale la pena visitarlo. Una delle cose che mi ha colpito è l’estrema gentilezza e cordialità delle persone. Un punto interessante è il notevole numero di Kendo dojo presenti a Seattle:

Questi sono i dojo che ho identificato attraverso internet e, con una attenta organizzazione delle mie energie e delle mie serate, sono riuscito a visitare il Seattle Kendo Kai, Cascade Kendo Kai club, Sno-king Kendo Club e il Nothwest Kendo Club.

Le quattro sere passate a fare Kendo sono state favolose anche se devo ammettere che non sono sicuro sarei riuscito a reggere una ulteriore serata di jigeiko. Sono stato accolto in tutte le palestre in modo fantastico e tre sere su quattro sono stato invitato a cena per il dopo allenamento.

La cosa interessante che ho scoperto, parlando a tavola con i maestri e gli studenti, è che i dojo a Seattle sono organizzati in una sorta di associazione. Gli studenti sono iscritti ad un dojo ma possono allenarsi in tutti i dojo convenzionati. Quindi per chi ha tempo ed energie sufficienti è possibile fare Kendo sette giorni su sette!

Ecco qui il riassunto delle mie serate a Seattle.

26 Luglio Seattle Kendo Kai

Il viaggio da Monaco a Seattle è andato bene e, cosa piu’ importante, il mio bogu è arrivato a Seattle con me! Sono arrivato a Seattle alle 16 ora locale, -8 ore rispetto all’Italia, e tre ore dopo ero al Seattle Kendo Kai. Steve, un italo-americano di seconda generazione che si allena al SKK, è stato così gentile da venirmi a prendere in albergo e darmi un passaggio al dojo. L’allenamento è stato gestito dal maestro del dojo, Doug Imanishi sensei (Nana Dan), che tra l’altro conosce il mio maestro Walter Pomero, dato che l’ha incontrato durante i Mondiali di Kendo di Santa Clara nel 2000. Sono stato accolto con calore dai membri del dojo. Prima di iniziare l’allenamento Doug mi ha presentato ai membri del dojo e ha sottolineato che praticare Kendo è una cosa molto bella perché quando si visita un altro dojo si incontrano solo amici che sono interessati a scambiare le proprie esperienze e possono praticare Kendo tutti insieme perche il Kendo è uguale in qualunque parte del mondo. L’allenamento è iniziato con un riscaldamento comune sia per le persone con il bogu che per i principianti senza armatura. Successivamente ci siamo divisi in due gruppi. Abbiamo quindi iniziato con un lento kirikaeshi per acquisire la corretta postura e lo zanshin.

Successivamente abbiamo lavorato su tecniche singole e multiple (grande men, kote men, kote men men e una serie di contro tecniche come debana men). A questo punto è inizato un Mawarigeiko piuttosto impegnativo, a cui va aggiunto l’handicap del jet-lag (per me erano le 4 del mattino!). Ammetto che è stata proprio dura. Ho provato a cercare la giusta opportunità di attacco e ho provato a costruire l’azione ma devo ammettere che sono riuscito nel mio intento solo poche volte. Mi sono accorto che perdevo rapidamente la giusta distanza d’attacco e rimanevo alla mercé del mio avversario.

Dopo il Mawarigeiko c’è stato ancora un po’ di tempo per i combattimenti con i maestri ed ho approfittato della coda per riposarmi, ammetto che mi sono quasi addormentato in piedi. Sono riuscito a fare solo un breve jigeiko con Doug. Alla fine dell’allenamento Doug ha sottolineato che nel mio combattimento mancava il seme. Da quel momento in poi ho cominciato a lavorare sul miglioramento del mio seme, ma ammetto di avere ottenuto risultati piuttosto scarsi …. comunque continuo a provare.

Una cosa che ha accumunato tutte le mie visite nei dojo di Seattle è stata la presenza di una telecamera che registrava tutto l’allenamento e che permetteva successivamente agli studenti di osservare i propri errori e discuterne con i maestri. Qui di seguito il video del training al Seattle Kendo Kai:

27 Luglio Cascade Kendo Kai

L’allenamento del 26 associato ad una pastiglia di melatonina, per resettare il mio orologio interno, mi hanno permesso di dormire come un ghiro. Ricordo vagamente di essermi messo sotto le coperte e poi ho sentito la sveglia. Ore 7:00 parto per il Developer day di BioC2011, il meeting di Bioinformatica a cui speravo di partecipare da alcuni anni. E’ stata una giornata piena ed interessante ed a questo punto non vedevo l’ora di andare a fare di nuovo Kendo. Alle 18 Gary Imanishi, il maestro del Cascade Kendo Kai, è passato a prendermi e ci siamo recati insieme al dojo che si trova in un recreation center su Mercer Island, una delle isole del lago di Washington su cui si affaccia un lato della città di Seattle.

L’isola è meravigliosa, le case sono costruite in modo da avere il minimo impatto sulla natura, e quando siamo scesi dalla macchina si sentiva un intenso profumo di bosco. Il viaggio con Gary è stato molto piacevole, abbiamo discusso di Kendo ed il tempo è volato. All’arrivo al dojo abbiamo incontrato Brian che è il figlio del maestro Gary, una persona molto piacevole che aiuta Gari nella gestione del dojo. Avevo già incrociato lo shinai con Brian la sera prima. All’allenamento eravamo una quindicina di persone di livello ed età molto eterogenee. Gary insegna un Kendo molto tradizionale dove si da particolare attenzione all’esecuzione delle tecniche ed al significato dei kata. Dopo il riscaldamento ed i suburi abbiamo cominciato a praticare Kendo no kata focalizzando sul significato ed esecuzione dei movimenti di Ippon me. In particolare abbiamo lavorato sull’idea di instaurare un contatto mentale con l’avversario, cosa facile da dire ma difficilissima da fare.

Abbiamo lavorato sul contatto degli occhi, sulla postura della guardia e sulla pressione di shitachi su uchitachi. E’ stato un allenamento mentalmente molto impegnativo ma interessante. Abbiamo quindi messo il men e dopo alcuni giri di kirikaeshi e di tecniche base abbiamo cominciato a fare Ippon me con l’armatura. E’ stato proprio difficile, non riuscivo a trovare la giusta distanza con l’avversario il ritmo era completamente bagliato … insomma è stato un vero disastro, che però mi ha fatto notare i punti critici del mio Ippon me, che risultano meno visibili quando pratico con il booken.

Dopo abbiamo fatto alcuni giri di mawarigeiko e sono riuscito a combattere quasi con tutti. Ho fatto un jigeiko veramente piacevole con Brian che è molto veloce e con un senso del tempo molto spiccato. Purtroppo non c’è stato tempo per praticare con Gary ma questo mi ha dato l’opportunità di registrare il jigeiko tra Gary e Brian.

Dopo l’allenamento ho avuto la piacevole sorpresa di essere invitato a cena da Gary ed alcuni dei componenti del dojo. Siamo andati in un pub nelle vicinanze della palestra dove ho mangiato molto bene annaffiando il tutto con dell’ottima birra. E’ stato veramente piacevole passare un paio di ore a parlare di Kendo ed altri argomenti della vita quotidiana come se fossimo dei vecchi amici.

28 Luglio Sno-King Kendo Club

Questo è il mio terzo giorno a Seattle. La routine del mattino è la stessa del giorno prima, sveglia alle sette e partenza per la conferenza. Giornata interessante ed impegnativa che si è conclusa alle 16. Dopo essere tornato in albergo mi sono dedicato ad una oretta di riposo, il jet-lag si faceva sentire. Comunque alle 18 ero di nuovo fresco e pronto per la visita allo Sno-King Kendo Club. Mi è venuto a prendere Jeff Marsten (Nana Dan), che è il maestro dello Sno-King Kendo Club. Il dojo è localizzato nella parte nord di Seattle e abbiamo passato un bel po’ di tempo in macchina per raggiungere il dojo, c’era un traffico davvero convulso. Il Maestro Jeff è molto diverso dai due maestri incontrati nei giorni precedenti, è un americano con un approccio molto diretto e franco, mi è piaciuto subito, anche se all’inizio incute un po’ di soggezione. Da un certo punto di vista ho trovato delle similarità tra lui ed il maestro Jeff Humm del Hizen Kendo Club di Londra, dojo che ho visitato un paio di anni fa.

Quando siamo arrivati al dojo i vari membri del club si sono presentati a me. Prima dell’inizio dell’allenamento Jeff ha detto agli studenti che ero venuto dall’Italia ed avevo una voglia matta di incrociare lo shinai con loro. Dopo il saluto abbiamo cominciato con un po’ di riscaldamento e con il suburi. Gli studenti erano molto vari, principianti senza bogu, bambini e adulti con l’armatura. In totale eravamo una trentina di persone. Il suburi si è concluso con 150 chōyaku men, che devo ammettere mi hanno prostrato. Dopo abbiamo lavorato su kirikaeshi, grande e piccolo men e tecniche di ikiwaza. Poi è iniziato il jigeiko. Allo Sno-King i san dan svolgono la funzione di motodachi ed anche io mi sono aggregato. Non pensavo di essere così popolare … si è formata, in breve tempo, una lunga coda ed è iniziata un interminabile serie di jigeiko; fortunatamente il mawarigeiko dei primi due giorni avevano fatto il suo lavoro e sono riuscito a sopravvivere. La qualità degli studenti era molto alta. Come sempre ho provato a dare del mio meglio e a mettere in pratica i suggerimenti di Doug sulla pressione sull’avversario. Questa volta sono riuscito a mantenere la corretta distanza di attacco anche se non sono sicuro che fosse dovuto alla mia pressione sull’avversario o semplicemente da fatto che l’avversario riusciva a colpirmi anche a distanza più ampia. Allo Sno-King il jigeiko è focalizzato allo sviluppo della corretta attitudine allo shai e gli studenti fanno un massivo uso delle tecniche multiple. Questo mi ha fatto notare che, quando anche io provavo ad usarle, perdevo precisione ed impostazione.

Tra i vari jigeiko che ho fatto ho ho apprezzato molto quello con Rory Elliott (Keikogi bianco nel video). Anche in questa occasione il video sopra è stato registrato con la mia amata telecamera montata nel men.

Mi ha fatto molto piacere ricevere, dopo alcuni giorni, una email su Facebook da parte di Ann, la moglie di Rory. Quello che mi diceva Ann è che il video del jigeiko tra me e Rory è stato un particolare regalo per lei. Mi ha detto che il Kendo ha avuto un ruolo importante nella vita di Rory e che il mio video le ha permesso per la prima volta di vedere l’attività del marito da un angolazione diversa, che non aveva mai avuto l’occasione di avere dato che non pratica Kendo. Dopo il Kendo anche qui sono stato invitato a cena ed ho provato per la prima volta il Korean Barbecue. Ottima cena, piacevole discussione sugli argomenti più disparati e birra a fiumi. Bellissima serata! Jeff è stato così gentile da riportarmi all’albergo dove sono caduto nelle braccia di Morfeo in poco più di un millisecondo.

29 luglio Northwest Kendo Club

Questa è la mia ultima sera a Seattle e sono andato insieme a Steve, del Seattle Kendo Kai, al Northwest Kendo Club. Il maestro del dojo è Koike sensei (Nana Dan). Il maestro è frequentemente in viaggio ma il 29 era rientrato dalla California ed è riuscito a venire al dojo. Il numero di membri del dojo a luglio è relativamente basso perché molti studenti sono in vacanza. All’allenamento eravamo una ventina. Anche qui abbiamo iniziato il riscaldamento con il suburi ed abbiamo finito con 90 choyaku men. Dopo abbiamo lavorato sul kirikaeshi e fatto un po’ di kihon di base. Dato che molti studenti dovevano fare l’esame di passaggio di grado la domenica seguente abbiamo fatto un mawarigeiko di circa un ora. Ho avuto la possibilità di praticare con il maestro Koike, il gigeiko è stato molto istruttivo.

Dopo l’allenamento siamo andati a mangiare un hamburger con buona parte degli studenti e con il maestro Koike. Ho avuto la possibilità di conversare con lui durante la serata e di ricevere alcuni suggerimenti. Mi ha detto che devo curare la posizione del piede posteriore che ha il tallone troppo sollevato e che quindi non mi permette di spingere sufficientemente, inoltre devo stare attento a non alzare troppo il piede davanti quando faccio il fumikomi durante l’attacco. Ottimi consigli che, insieme a lavoro sul seme, mi accompagneranno nel mio allenamento in Italia.

Anche qui si registrava la lezione che è disponibile sul sito di Facebook del NW Kendo club 

La mattina dopo sono partito per Chicago.

Che dire, sono stato molto bene a Seattle, è stata la prima volta che ho visitato così tanti dojo in una sola settimana. E’ stata una bellissima esperienza che ha sicuramente arricchito il mio Kendo e rinforzato la voglia di migliorarmi in palestra.

Raffaele alias Kendomaniac