Kendo nelle Marche


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Fukushame

La tragedia del terribile terremoto di 2 anni fa ci ha colpito un po’ tutti ed assieme ai lettori del blog abbiamo portato avanti una bellissima iniziativa per la quale dobbiamo essere fieri.

“Fukushame: The Lost Japan”

Oggi anche per mantenere i “riflettori” accesi su questo tema, raccogliamo con molto piacere la segnalazione ricevuta dal nostro compagno di dojo Roberto Agostini che riportiamo testualmente.

Tutti noi conosciamo bene quali sono state le conseguenze dirette del terremoto e tsunami che c’è stato in Giappone a marzo del 2011. Sopratutto i video dello tsunami e le foto della distruzione che ha provocato rimangono bene impresse nella nostra mente, oltre allo spaventoso numero di morti e dispersi che ha provocato.

C’è però un aspetto del disastro ben più grave e molto sottovalutato, di cui non sentiamo più parlare molto. Le conseguenze che il terremoto e lo tsunami hanno portato alla centrale nucleare di Fukushima sono peggiori della distruzione dello tsunami stesso. L’incidente alla centrale nucleare e la conseguente massiccia fuoriuscita di sostanze radioattive, in particolar modo acqua ed aria fortemente contaminati, hanno reso un vasto territorio pericoloso per la vita ed hanno sparso elementi radioattivi in mezzo Giappone.

Senza voler entrare nel merito delle conseguenze vere o presunte di questo tipo di avvelenamento radioattivo sulla salute, è impressionante scoprire qual’è stato l’impatto diretto sulla vita delle zona di “esclusione”, cioè quella in cui è vietato entrare a causa della radioattività. Facendo un piccolo esercizio mentale, ho provato ad immaginare se fosse successo dove abito io, a Pesaro. Escludere all’uomo un territorio di 30 km di raggio significa abbandonare città come Rimini, Urbino, San Marino, Fano, Senigallia (tra le maggiori). Aprite google maps e provate a verificare quali città meravigliose dovreste abbandonare per anni o decenni se succedesse qualcosa di simile anche da voi. Con questo pensiero è sicuramente più facile capire la situazione reale in cui si trovano queste persone.

Un aspetto molto sottovalutato è inoltre costituito dalle migliaia e migliaia di animali domestici o di allevamento lasciati morire di fame e sete perchè era vietato entrare per dargli da mangiare o anche solo per liberarli.

Questo film-documentario ha il pregio di provare a descrivere questi aspetti partendo dal basso, dalle persone coinvolte, dal territorio, dagli animali.

Sperando che riesca ad essere distribuito in tutto il territorio italiano, andarlo a vedere è un’occasione da non lasciarsi sfuggire!

Roberto Agostini

Consultate il sito per poter trovare la proiezioni a voi più comoda ;-).

www.fukushame.org

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Gambare Giappone!

Domenica 11 marzo 2012

Oggi siamo andati dalla nostra amica Satomi, a Bologna, che, insieme alla comunità giapponese locale ed a molti italiani, ha organizzato con grande impegno una bellissima manifestazione per celebrare il primo anniversario del terremoto del Tohoku, Giappone.

Nella prestigiosa biblioteca del convento di San Francesco, in pieno centro storico, per tutto il pomeriggio si sono susseguiti spettacoli e testimonianze a sostegno del Giappone ed in ricordo di questo devastante terremoto che lo ha cambiato profondamente.
Non è stato solo un evento celebrativo, perchè moltissime persone si sono messe a disposizione per permettere di raccogliere fondi da destinare alla Croce Rossa Giapponese. La sala era stracolma e si faticava a girare tra le numerose postazioni dove si potevano acquistare oggetti giapponesi, imparare a fare gli origami, gustare un ottimo te’ matcha preparato alla maniera tradizionale e buonissimi dolci di te’ verde e fagioli azuki o addirittura farsi fare un massaggio shiatsu.
Dall’altra parte della sala, nel palco, si sono alternati testimonianze e racconti, concerti coristici e proiezioni. Anche il nostro insegnante ed amico Stefano Betti ha contribuito, insieme ai ragazzi del dojo, con una immancabile dimostrazione di kendo. Veramente suggestiva!


Una visita inattesa è stata quella del console giapponese, venuto appositamente a Bologna per partecipare a questa manifestazione e che ha tenuto un breve discorso di ringraziamento.
La giornata si è conclusa con un ottimo aperitivo di sushi e vino italiano e con un’emozionante canzone cantata da tutti i giapponesi che hanno partecipato alla manifestazione.
E’ stata una grande festa: vivace, commovente, entusiasmante, gioiosa, divertente, sincera; che è riuscita ad avvicirarci tutti, più di ogni altra cosa, al dramma ed alla cultura di questo incredibile paese che è il Giappone.

Le altre foto scattate le trovate al seguente link 😉

Roberto Agostini