Kendo nelle Marche


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Suggerimenti su Shiai da Sumi Sensei

Sappiamo che non è una “superanteprima”, ma riteniamo che il contenuto di questi video, considerando poi chi n’è protagonista, sia comunque da condividere.

Lo stesso canale che ha pubblicato l’intervista al M°Sumi, ci da la possibiltà di vedere e sentire lo stesso M°Sumi in considerazioni tecniche e non, su come affrontare la shiai.

Ecco gli spunti nella cerimonia d’apertura della 7° edizione dell’ International Open Kendo Tournament “Kharkiv Cup” organizzato dalla Federazione Ucraina.


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Intervista a Sumi Masatake

Segnalata da alcuni amici in rete ecco una interessantissima intervista in inglese a Sumi sensei pubblicata sul canale youtube di 456Evader. Si notano delle analogie di pensiero con quanto espresso da Morishima Tateo.


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Seminario del M°Sumi. Malta – 25/27 Settembre 2009

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Gli appuntamenti per praticare e coltivare al meglio la pratica del Kendo non sono mai abbastanza. Se da un lato siamo soddisfatti delle attività svolte e degli eventi ai quali il nostro gruppo ha partecipato nello scorso anno, questo che vi segnaliamo, assieme al Seminario del M°Hirakawa in Slovenia, è uno dei rammarichi più grandi…

Il Seminario Internazionale di Kendo a Gozo (Malta)

Nell’articolo in questione troverte un bellissimo report, un diario di questi 3 gg all’insegna del Kendo, ma non solo.

Oltre ai meravigliosi Kendo No Kata qui di seguito, la manifestazione è stata un vero e proprio scambio culturale…

i partecipanti hanno potuto infatti assistere al Chado, la cerimonia del tè che appronfodiremo sicuramente in futuro proprio su questo blog.

Per concludere vi lasciamo al video di un jigeiko tra i Maestri che assistevano il M°Sumi in questo emozionante appuntamento.


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Un corretto kiai – Sumi Sensei

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Dopo giornate di gite, mangiate e shiai ritorno a frequentare la rete con un articolo sullo studio di un corretto kiai.

Riassumo alcune parti dell’articolo pubblicato nel blog del Budokan  Lausanne Kendo Club a supporto di un filmato in cui Sumi Sensei spiega il corretto modo di eseguire un kiai.

Lo spostamento del bacino nell’esecuzione  di un corretto kiai è un punto chiave nella pratica del kendo. Questo movimento (che può essere facilitato contraendo i glutei) permette di meglio distribuire il peso del corpo sulle gambe evitando lo tsugiashi (piccolo spostamento del piede sinistro prima dell’attacco). Il movimento del bacino permette anche un miglior posizionamento della mano sinistra (altezza e modo di impugnare la shinai).

In più, se la posizione è tenuta anche durante l’attacco, tende ad evitare gran parte dei  movimenti non corretti.

Se un kiai è corretto la giusta postura durante l’attacco viene di conseguenza, in modo naturale.

Di seguito il filmato, fatto in occasione dello stage tenuto a La Loggia (TO), con la spiegazione di Sumi Sensei

Notate quanto è profondo il kiai del Maestro…


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Kendo per differenti età – Sumi Masatake

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Riporto integralmente un articolo segnalatomi da Alessio, pubblicato sul sito della CIK a questo indirizzo, in cui il Maestro Sumi, 8° Dan Hanshi, spiega le differenze di obiettivi e metodologie di allenamento nelle diverse fasce d’età.

I. Punti essenziali per l’insegnamento ai principianti.

 

  1. Fare capire che lo scopo della disciplina del kendo
  2. Nella pratica del kendo si avanza gradualmente, facendo tesoro delle tecniche di base.
  3. Dopo essersi esercitati a sufficienza nell’ashisabaki, si perfeziona il movimento del fumikomi fino a quando non si riesce a mantenere la corretta postura e si praticano i vari suburi

 

II. I temi dell’allenamento e i punti da prendere in considerazione nell’insegnamento, classificati per età.

età

Temi dell’allenamento

Punti da prendere in considerazione nell’insegnamento

Fino a 12 anni

Dare molta importanza all’ashisabaki e al soburi, praticare a fondo il kirikaeshi e apprendere le tecniche di base.

Non sottoporre per forza i bambini a un allenamento severo, ma insegnare in modo divertente, per  timolare la loro curiosità e il loro interesse.

Fino a 18 anni

Perfezionare le tecniche di base fino a che i movimenti non diventino vigorosi e apprendere le tecniche di attacco

Dopo aver esercitato l’abilità di movimento e la forza fisica e, nello stesso tempo, aver praticato a sufficienza l’uchikomigeiko dai grandi movimenti e il kakarigeiko impetuoso, aumentare la velocità delle tecniche e far emergere una potente energia.

Fino a 29 anni

Perfezionare le tecniche di attacco e, nello stesso tempo, apprendere gli essenziali delle tecniche di risposta.

Aumentare la velocità e l’energia interiore attraverso un impetuoso kakarigeiko; contemporaneamente, praticare con calma il gokakugeiko e far progredire le abilità personali.

Fino a 49 anni

Mantenendo sempre l’equilibrio tra la pratica degli elementi di base, lo studio delle tecniche e l’esercizio del gokakugeiko, migliorare la propria abilità personale e, nello stesso tempo, studiare un metodo per insegnare ai principianti e ai meno abili.

Una volta che si è passati dal kendo della forza fisica a quello delle tecniche, far comprendere il kendo dello spirito: calmare l’agitazione interiore e, cogliendo i mutamenti dello spirito dell’avversario, trasformare la tecnica in un mezzo di attacco.

Oltre i 50 anni

Prestando molta attenzione alla salute e alla sicurezza, trovare il modo di continuare a praticare il kendo divertendosi.

A proposito del gokakugeiko:

“Raggiungere un atteggiamento tale per cui quando si colpisce l’avversario, ci si concentra su se stessi, quando si viene colpiti si dimostra gratitudine”.

Colpire l’avversario non significa cioè superarlo (?), ma insegnargli quali sono i suoi punti deboli, mentre essere colpiti mette in evidenza i propri difetti.

   

III. Regole per gli insegnanti di kendo.

  1. Per prima cosa l’insegnante stesso mostra la corretta forma, quindi spiega la teoria, perché si fa in quel dato modo, poi prova a farsi colpire e loda gli aspetti positivi.
  2. Nello studio delle tecniche di base (kirikaeshi, uchikomi) fa iniziare dai movimenti ampi e gradualmente fa progredire verso movimenti piccoli e veloci.
  3. Sia per quello che riguarda le tecniche di base, che per la loro applicazione pratica (tecniche di attacco del kakarigeiko), l’insegnante, facendosi colpire, fa comprendere i concetti di distanza e di opportunità (momento giusto per attaccare).
  4. Nel gokakugeiko l’insegnante, abbassando (?) un po’ la punta della spada, stimola l’attacco energico dell’allievo.
  5. Anche quando l’allenamento è severo e incalzante, bisogna mantenere una certa intesa con il kakarite, cioè con colui che impara.