Kendo nelle Marche


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“II Seminario di Kendo nel Chianti”

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Barberino val d’Elsa (FI)

 31 Marzo – 1 Aprile 2012

Dei due giorni trascorsi a Barberino Val d’Elsa a praticare kendo con i maestri Ishiyama Mutsunori e Yoneyama Toyohiro, ospiti dei nostri amici della Itto-Ryu Kai, potrei raccontare a lungo. La qualità e l’intensità degli allenamenti sono state quelle che ci si poteva aspettare da due maestri della Polizia di Tokyo, ed insieme all’alto livello dei praticanti che vi hanno partecipato, mi hanno permesso di imparare molto e di crescere molto.

Quello che mi ha sorpreso è stato piuttosto il lato tecnico del seminario, concentrato soprattutto sulla pratica dei kata di kendo e dell’itto-ryu. Devo dire la verità, è raro partecipare a seminari dove si pone tanta attenzione alla parte “tradizionale” del kendo. Riuscire inoltre a praticare un po’ di itto-ryu è stato superlativo.

Anche fuori dal dojo, i maestri Ishiyama e Yoneyama si sono rivelate persone umanamente grandi; dimostrando appieno quello che il kendo, praticato correttamente, può realizzare per la crescita umana della persona. Questa parte, così strettamente correlata alla pratica del kendo è stata messa in risalto da un intervento del maestro Yoneyama.

Vorrei proporvi proprio questo intervento, che più di tutto, secondo la mia opinione, interpreta lo scopo della pratica del kendo.

Le cose importanti nella vita per imparare il kendo

Go kai (i cinque principi):

1. Non mentire;

2. Non essere pigri;

3. Non lasciare le cose incompiute;

4. Non essere egoisti;

5. Non disturbare gli altri;

Questi cinque principi sono cinque diverse finestre aperte in direzione della sincerità. Chi si dedica ad uno solo di queste principi, li può capire tutti e cinque; perché la sincerità è collegata con la fedeltà, la buona fede [真心 – magokoro: cuore puro; 誠 – makoto: sincerità]. Bisogna impegnarsi per avere sincerità nella vita e nel kendo.

I principi del kendo – Il kokoro-gamae nell’allenamento di kendo.

[Kokoro-gamae 「心構え」significa letteralmente posizione del cuore. S’intende l’attitudine mentale che si ha quando si deve fare qualcosa. In questo caso, il kendo.]

1. Non mentire

Quando si mette la mano sul cuore, non c’è persona che non abbia mai mentito. Però, se non si cerca di osservare il proprio cuore e la propria mente, se non si cerca di superare questa parte del cuore ingiusta, disonesta e malvagia, allora la vita non diventa una vita di soddisfazione. Senza riuscire a superare questo cuore malvagio, la vita non diventa quella che ognuno desidera.

Nel kendo si dice: “usare iro” o “avere iro” [iro: colore], quando una persona mente. Se si pratica un kendo corretto, senza mentire né agli altri né a se stessi, non si sarà ingannati dall’avversario. Quando l’avversario cerca d’ingannarti, se avrai un cuore sincero, non sarai ingannato.

Nel kendo non deve esistere l’inganno. Se entrambi i praticanti fanno kendo sinceramente, senza mentire, comunque uno dei due vincerà e l’altro perderà, ma entrambi avranno fatto vero kendo. Perciò non bisogna mentire. Questo è fondamentale anche nella società.
Si dice: 「信なくば仁なし」 – shin nakuba jin nashi (se non c’è la fiducia non c’è neanche l’amore).

2. Non essere pigri (avere il cuore fedele).

Vuol dire che bisogna essere fedeli, nel senso di perseveranti. Non bisogna poltrire, oziare, trascurare gli impegni, iniziare qualcosa e smettere dopo poco.  「継続は力なり」Keizoku wa chikara nari  (Proverbio giapponese che significa: la perseveranza è forza). Nella perseveranza si acquista la forza. Quando si fanno le cose giuste e corrette, con continuità, naturalmente ci si divertirà, perché non si proverà “fatica a faticare”; gli sforzi fisici e mentali non costituiranno un peso, non saranno faticosi.

3. Non lasciare a metà le cose iniziate (avere responsabilità nelle azioni che si fanno).

Vuol dire avere responsabilità. Chi riesce ad avere responsabilità, sarà un grande uomo nella società. Nel kendo, se chi pratica manca di fare zanshin non può migliorare nel kendo. Zanshin è il prepararsi, l’essere pronto all’azione successiva; quindi, se si colpisce e non si fa zanshin, il colpo dato è un’azione lasciata a metà.

Seguendo questi tre principi, la gente comincerà a fidarsi. Questo modo di vivere, questo cuore, è la strada per la formazione dell’uomo. Se si riesce a seguire tutti e tre questi principi, si riuscirà a vivere una vita felice.

Yamaoka Tesshu, un esperto di spada e zen, disse: “Il monte Fuji: se c’è bel sole o se vengono molte nuvole, comunque la figura del Fuji non cambia”.

Questi tre principi sono indispensabili nella formazione umana. Chi veramente riuscirà ad applicarli, diventerà un individuo completo.

4. Non essere egoisti.

Vuol dire avere il cuore di rispettare gli altri; trattare qualcuno con rispetto, rispettare i genitori, rispettare i più anziani, rispettare gli altri nella società. Se non ci si allena in questo, non si potrà applicare la propria umanità. Nel kendo questo è il “reigi”. Nel kendo si possono imparare tante cose dagli avversari, rispettandoli. Per questo nel kendo si mette tanta importanza sul reigi. Nel kendo si dice: “Inizia con rei e finisci con rei”, perché tra i due saluti ci deve essere rispetto per l’avversario.

5. Non disturbare gli altri. Non infastidirli, non importunarli.

L’amare l’uomo o gli altri vuol dire che bisogna essere anche gentili; dedicarsi agli altri, servire gli altri. Se si riesce ad avere il cuore per amare gli altri, la sincerità e l’affetto si riveleranno senza difficolta e non ci sarà bisogno di combattere. Questo è l’estremo principio del kendo.

Nel kendo, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo applicare questi cinque principi. Dobbiamo diventare uomini che riescano a rispettare questi cinque principi. Se si riesce a seguirli fino in fondo, si riuscirà ad ottenere un cuore sincero. Se si riesce a vivere questi principi, si riuscirà a fare qualsiasi cosa.

Roberto Agostini

 

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Budo on the beach 2011 & II° Trofeo della Moretta

Che caldo!!!

Eggià, la prima grande novità della 3° edizione del Budo on the Beach è stato il bel tempo.  Nelle passate edizioni la spiaggia non era stata nemmeno sfiorata a causa di un maltempo che forse spingeva a farci praticare e nient’altro. 🙂 Quest’anno invece, il caldo che ha colpito l’intera penisola non ha risparmiato Fano, così da permettere a chi lo desiderava di spendere la domenica come da programma, una mezzagiornata di relax al mare sotto l”ombrellone offerto dalla nostra Associazione.

La 2° grande novità è stata l’affluenza. Quasi 30 praticanti che hanno prima seguito con tenacia i due seminari in programma curati da Angela Papaccio per il Kendo e Alessandro Aguzzi per la Naginata. Desideriamo allora ringraziare i rappresentanti dei dojo Koshikan Firenze, C.U.S. Verona, A.R.K. Roma, Muganokai Livorno, Mudo Parma, Kendo Porto San Giorgio, oltre ad i nostri cugini Shingen di Chiaravalle.

Grazie alla disponibilità di Angela è stato possibile esordire la nostra stagione con un allenamento serale già il venerdì sera; ma il clou è stato sabato dove dopo aver ricevuto tutti gli ospiti abbiamo potuto mettere alla prova i nostri Gi estivi con tutto il sudore possibile. Tecniche base, tecniche avanzate e jigeiko, sono stati gli elementi del seminario. Angela, da assidua agonista qual è, ci ha poi illustrato alcune elementi da curare maggiormente per lo yuko datotsu.

Oltre al seminario, la giornata di sabato prevedeva anche il 2° Trofeo della Moretta(dal tipico caffè di Fano amato dai pescatori,vedi link), che prevedeva anche incontri in isshu-shiai.

Quasi nessuno di noi, aveva mai avuto modo di combattere contro la naginata. Per tale motivo, prima dell’inizio della gara è stato fatto un jigeiko contro la naginata dove tutti hanno potuto riscontrare le grandi difficoltà di avere una buona distanza di sicurezza per evitare d’essere colpiti ed al contempo essere vicini almeno quanto necessario per attaccare.

Vista la maggioranza di kendoka rispetto ai naginataka, è stato deciso di lasciare alla sorte la composizione delle squadre con un sorteggio che ha assegnato i 4 specializzati dell’alabarda giapponese a diverse squadre. Visto che la giornata era quella della “stravaganza”, non ci siamo fatti mancare nulla. L’amico Raffaele di Livorno ha per la prima volta portato fuori dal suo dojo il nito….

e Gabriele che a causa problemi fisici ha iniziato a perplustrare il migi-jodan no kamae ma con l’impugnatura invertita.

Qui sotto Angela spiega qualche base di questo tipo di guardia (maggiori info a questo link).

Nonostante sia un superclassico quindi non amante delle varianti che il Kendo contempla (nito, isshu-shia, etc.) vi direi una bugia se dicessi che non mi sono divertito tantissimo. Peccato non aver portato a casa nessuna medaglia, ma onore a chi ha fatto meglio di noi…sempre!

Ecco allora i risultati del trofeo 😉

1a  ClassificataSQUADRA B4 Costituita da

Paterlini Francesco (Mudo Parma)

Ughi Roberto (Muganokai Livorno)

Garzonio Jacopo (Koshikan Firenze)

2a  ClassificataSQUADRA A2 Costituita da

Aguzzi Alessandro (Shingen Fano – Naginata)

Banchetti Enrico (A.R.K. Roma)

Bruscia Davide (Shingen Fano – Naginata)

3a ClassificataSQUADRA B1 Costituita da

Pasqui Carlotta (CUS Verona)

Barbagli Giovanni (Koshikan Firenze)

Campanella Maria Sofia (Shingen Fano)

3a ClassificataSQUADRA B2 Costituita da

Breccia Diego (Shingen Chiaravalle)

Bracciotti Moreno (Kendo Porto S. Giorgio)

Benedettini Paolo (Muganokai Livorno)

Fighting Spirit – Tonelli Filippo (Shingen Fano)

grazie mille a tutti… ed iniziate a prepararvi per la prossima edizione!!! 😉


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Budo on the beach

L’estate è finita? ma neanche per sogno!!

Qui ancora splende il sole e contemporaneamente c’è la voglia di riprendere la shinai per incontrare qualche amico.

Allora….”Budo on the beach”

Anche quest’anno l’Associazione Shingen organizza a Fano una giornata di allenamento con gara (mista kendo-naginata) annessa.

L’appuntamento è per questo week end, quindi affrettatevi a mettere in valigia telo da mare e costume….ops…volevo dire bogu e shinai 😉

PROGRAMMA BUDO ON THE BEACH 2011

VENERDì 2 SETTEMBRE

20,30 – 22,00 allenamento pre-stage con Angela Papaccio presso il nostro dojo di Fano, palestra della scuola elementare “F. Montesi” in via Divisione Carpazi, quartiere
S. Orso a Fano

SABATO 3 SETTEMBRE:

10,00 – 13,00 Stage, presso Palazzetto dello Sport di  San Lazzaro, Fano
13,00 – 15,0 pausa pranzo, sorteggi squadre e compilazione tabellone degli incontri
15,00 – 16,30 Spiegazione sul funzionamento e regole dell’isshu shiai, gigeiko misto tra tutti i presenti
16,30 – 19,00 competizione e di seguito breve esibizione di entrambe le discipline
20,30 – Sayonara Party presso il ristorante sulla spiaggia “il Bagnacciuga”  a Fosso Sejore tra Fano e Pesaro – € 20,00 a persona

DOMENICA 4 SETTEMBRE:

Tempo permettendo, mattinata in spiaggia offerta dall’associazione, in caso di pioggia si
valuterà la possibilità di proseguire con lo stage.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE:

– Quota di partecipazione: Stage € 20,00
– Quota di partecipazione Gara € 5,00

DOCENTI:

Docente Kendo: Angela Papaccio 6° dan
Docente Naginata: Alessandro Aguzzi 2° dan

NOTE:
– La competizione di Isshu shiai sarà suddivisa in una competizione a squadre da 3 miste, kendo e naginata, estratte a sorte il giorno della gara tra i partecipanti e da un incontro tra una rappresentativa di naginataka contro una di
kendoka di 5 o più atleti per parte a seconda della disponibilità, che si disputeranno il 2° Trofeo della Moretta.

– Per chi provenisse da fuori e volesse pernottare la notte di sabato, prenotandosi in anticipo sarà possibile essere
ospitati gratuitamente oppure usufruire di strutture ricettive a prezzi contenuti, in zona sono presenti numerosi bed & Brekfast e campeggi.

IMPORTANTE:

fatemi sapere entro mercoledì quanti di voi parteciperanno al Sayonara Party di sabato sera!

Alessandro Aguzzi cell.: 347 3188166


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3° Trofeo dell’Adriatico – video –

A grande richiesta ecco alcuni video del 3° Trofeo dell’Adriatico. Si tratta di alcuni momenti dello stage e di alcuni incontri della gara….bei ricordi

I video sono ancora parziali (grazie Gabriele!!) e presto avremo nuove immagini da mostrarvi.

Prima di proseguire ascoltatevi nel video che segue uno dei suoni più belli che un kendoka possa sentire….

Si tratta di una bella grandinata… non ancora perfetta, non ancora intensa come vorremmo, ma proprio una gran bella grandinata. Grazie a tutti.

Sessione di Jigeiko

Shiai

Finali

ikendenshin.wordpress.com/il-trofeo-delladriatico/


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Dentro un Gemellaggio di Kendo

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Le cose da dire sono tantissime, e metterle in ordine non sarà semplice. Ci proviamo…

Era già da qualche mese che eravamo a conoscenza di questo evento ed aspettavamo con ansia di sapere le date per presentarsi pronti ed “in forma” evitando figuracce.

La “fortuna” ha voluto che per motivi logistici non abbiamo avuto la possibilità di prepararci a dovere e ci siamo presentati al primo allenamento quasi completamente arrugginiti.

Il viaggio con i compagni è sempre divertente e la curiosità in macchina per questo plotone di Kendoka agguerriti era davvero tanta.

Arriviamo e li troviamo davanti la palestra, scortati dal alcuni ragazzi del SeiShinKan! Il tempo di fare i complimenti a Silvia Roncati per il suo 4° dan ottenuto a Lubiana, salutiamo tutti, ci prepariamo ed entriamo nel luogo di pratica.

Ci riscaldiamo un po’ e poi viene chiamato il seiza, mokuso e….mentsuke!

Il M°Otsubo ci spiegherà che gli allenamenti di Martedì e Giovedì saranno strutturati con metà di kihon e metà jigeiko con tutti i Maestri della delegazione Giapponese ad eccezione di 2 che come vedremo saranno sempre, costantemente affianco ad i principianti senza bogu (un giorno capiranno che fortuna hanno avuto!!)

Gli 11 maestri erano posizionati mediamente ogni 2 kendoka e quindi avevamo sempre addosso 4 occhi, e che occhi!

Partiamo con Kirikaeshi, l’esercizio costante di tutta la settimana. Dopo una prima serie in cui il M° Otusbo ed i suoi assistenti ci osservano attentamente, veniamo interrotti e guidati ad uno studio minuzioso su ogni punto di questo fondamentale esercizio. Dal primo all’ultimo respiro…

All’interno della spiegazione vengono fatti cenni sull’evoluzione che ha avuto il Kirikaeshi, dall’Itto Ryu sino ai nostri giorni. Sono cenni molto interessanti che chiariscono alcuni dubbi sul modo in cui il Kendo si è evoluto negli ultimi anni e in quale la direzione si sta muovendo.

Sono tutti molto attenti ed il M°Otsubo non esita a ripetere alcuni concetti chiave per eseguire correttamente l’esercizio, concetti che sappiamo, ma mai abbastanza.

Il suo “Please come here” sarà un bel ricordo 🙂 .

Arriva inesorabilmente la metà dell’allenamento, momento in cui s’inizia il jigeiko con i Maestri che sono determinati a metterci sotto torchio.

Quello che noto subito è uno stile antico, o meglio ancora tradizionale. Fanno lavorare molto e nel farti sudare “7 kendogi” t’inculcano bene in testa il cosa stai facendo male. Il metodo migliore, fare, fare e fare.

Finito il jigeiko uchikomi geiko e poi kirikaeshi. Il colpo di grazia!! 😀

I visi rossi al termine della lezione mi rincuorano, non siamo solo noi che abbiamo accusato il colpo. Speriamo di essere più in forma per giovedì.

Doccia veloce, piadina romagnola (per modo di dire) e via a casa perché il giorno dopo si lavora!

Il giovedì arriviamo un po’ in ritardo a causa del maledetto traffico della tangenziale bolognese e quindi non possiamo nemmeno riscaldarci! Il comando di mentsuke arriva inesorabile…

Il fisico risponde bene e sono felice come un bimbo a Natale! La sequenza è sulla falsa riga di martedì ma con maggiore attenzione sull’importanza di tecniche grandi. Il concetto è che se impari a muoverti con tecniche ampie, passare a quelle più piccole e veloci è molto semplice.

Messaggio ricevuto! Lavoriamo, tanto e credo bene. Lo sento nell’aria, dall’armonia che c’è tra kendoka e maestri. Qualche cenno dei maestri tra una tecnica e l’altra danno la sensazione di essere “coccolati”. E’ una sensazione davvero piacevole.

L’argomento Kirikaeshi è ancora più approfondito. Ci viene spiegato come fare motodachi e kakarite in base al livello dei praticanti.

Suggerimenti rivolti soprattutto a chi ha l’onere e l’onore dell’insegnamento, della divulgazione del Kendo. Il richiamo al kiriotoshi addirittura nelle parte per gli avanzati m’illumina.

Nell’Ono-ha-Itto-Ryu che ho appena iniziato a praticare, il kiriotoshi è una tecnica fondamentale. Il fatto di fare men grandi è proprio sintomo di un certo tipo di scuola e la cosa m’entusiasma non poco. E’ come veder chiudersi lentamente un cerchio e la comprensione di quello che hai fatto finora solo come esercizio, prende le sembianze di qualcosa di incredibilmente concreto, con radici ben più profonde.

C’è spazio per lo studio del Seme sia per Men che per tecniche doppie come Kote-Men, concentrando maggior attenzione sull’ashisabaki.

Jigeiko e come martedì uchikomi-geiko e kirikaeshi. Credo che useremo in modo definitivo questo modo di chiudere l’allenamento…

Siamo stanchi ma appagati! Massimo (Rizzioli), che avevamo perso martedì dopo l’allenamento sarà invece dei nostri assieme a Manuel (Rigobello) per gustarci una piadina post allenamento. Si chiacchiera amichevolmente e ci si saluta. Purtroppo non saranno dei nostri nel weekend.

Gli allenamenti infrasettimanali gentilmente offerti dal Seishinkan hanno trovato un affluenza importante, così come la giornata di sabato, giorno di stage vero e proprio.

Il messaggio di benvenuto di Satomi, moglie di Stefano Betti e fulcro di moltissima parte dell’organizzazione, ha reso subito l’idea dello spirito di questo evento, almeno per chi non ha potuto partecipare agli allenamenti di martedì e giovedì.

La giornata di sabato è stata caratterizzata dalla tecnica, ed anche qui i richiami alle tecniche base eseguite in modo ampio e l’importanza di avere una postura corretta in tutta la fase dell’azione sono stati i punti focali di tutta la mattinata.

Il pomeriggio, al quale purtroppo non ho potuto assistere, è stato invece dedicato ai kata, altra parte fondamentale del Kendo. I miei compagni mi hanno detto che anche in questa parte, l’aver addosso così tanti occhi esperti è stato oro colato per capire gli errori e migliorarsi.

La domenica mattina è stato toccato l’ultimo aspetto del kendo. Infatti, dopo lo studio con bogu e poi i kata, è stata la volta dello shiai con gruppi da 3 ed un Maestro come arbitro per ogni pool.

Chi perdeva andava nel gruppo affianco. Beh, più faccio shiai e più capisco quando un colpo è portato bene oppure no.

Alla faccia di chi pensa che lo shiai non è importante o addirittura non è vero Kendo!

Tanto tanto divertimento!!

Prima di terminare la pratica abbiamo seguito la sequenza jigeiko – uchikomi geiko – kirikaeshi.

La cerimonia di chiusura è stata bellissima!

Il messaggio dei Maestri di entrambi i dojo…

lo scambio di regali ed i ringraziamenti hanno raggiunto il cuore di ognuno di noi.

La gratitudine verso questi maestri ci ha spinto a fare un piccolo pensiero ad ognuno di loro, mogli e accompagnatori inclusi.

Speriamo abbiamo gradito almeno il pensiero perché veramente fatto col cuore.

Questo che avete letto è solo la parte “tecnica” del Gemellaggio, ma c’è molto molto altro dietro a questo scambio culturale…

L’idea è nata da G.Maccaferri che ha proposto ai suoi compagni di pratica di costruire un rapporto con un dojo giapponese. Da quel che sappiamo tutti sono stati entusiasti della cosa e tutti hanno contribuito al bellissimo risultato. Attenzione! Questa è pura condivisione, non semplice retorica. Trovarsi partecipi attivi ad una cosa del genere rafforza il gruppo, scatena entusiasmo e si cresce; si cresce assieme. L’idea era ottima, ma per realizzarla occorreva una serie di step non di poco conto. Pensate per ora alla scelta del dojo…

Stefano, grazie anche al M° Hirakawa che ha fornito i primi ragguagli, si è messo in contatto con il M°Otusbo che qualcuno come me forse avrà visto al Kangeiko del 2006 a Ferrara.

Scelto il dojo, occorreva però visitarlo e quindi nel Novembre del 2009 Stefano si è recato al Rakushikan per cinque giorni ed ha definito le linee di questo gemellaggio.

Nella inaugurazione del Gemellaggio c’è stato modo poi di fare una breve ma intensa presentazione del dojo Rakushikan. Pensate che alcuni dei Maestri che abbiamo potuto incontrare sono ex compagni di scuola! Il loro meraviglioso dojo ha una lunga tradizione che arriva sin dal padre del M°Otusbo, glorioso Kendoka 8°dan Hanshi del durissimo periodo nella 2° guerra mondiale. La storia ci dice che la sconfitta del Giappone venne pagata cara anche sotto il profilo delle arti marziali. Gli americani infatti imposero la chiusura di tutti i dojo e molti di essi, tra cui lo stesso Rakushikan, vennero “trasformati” in balera. Solo dopo vari anni venne riabilitato e ricostrutito come dojo dallo stesso padre del M° Otsubo e la pratica del Kendo ripresa a pieno regime. La bellezza di questo dojo è stata testimoniata anche dal M° Nakakura 9°dan che l’ha riconosciuto come uno dei più bei dojo dell’intero Giappone!!

Durante questa settimana abbiamo potuto scambiare qualche parola circa l’organizzazione e sono venuti fuori tanti aneddoti…

La meticolosità di Stefano la conoscevano già, ma per quest’evento si è superato così come i suoi ragazzi. Pensate che salvo alcuni casi in cui è stato fondamentale il supporto di amici kendoka locali, per evitare problemi, gli amici di Bologna sono andati personalmente a “testare” i luoghi che avrebbero potuto usare come soggiorno in giro per l’Italia come ad esempio per Venezia. Eh sì, perché la delegazione giapponese ha giustamente colto l’opportunità per visitare Bologna, Ferrara, Firenze e Venezia! E non si poteva rischiare di farli stare male!

Siamo certi che gestire 18 giapponesi a Venezia non è stata una passeggiata, ma alla fine il loro numero la domenica era lo stesso del martedì precedente quindi non è stato perso nessuno :-).

Oltre alla gestione logistica è stata data molta attenzione all’ospitabilità ed al sayonara party, per il quale occorrerebbe un articolo a sè! 🙂

Per l’occasione i ragazzi di Bologna hanno realizzato una bellissima targa con una poesia scritta da Filippo Baraldi, maglie commemorative, stampe di Bologna e tanti “piccoli” omaggi.

Insomma un grande lavoro molto apprezzato dall’intera delegazione giapponese.

Ma il top l’abbiamo visto in occasione del sayonara party durante abbiamo potuto ammirare una dimostrazione di shodo, esibizione del coro MiraiBo, giocolieri, danzatrici del ventre in un clima di festa molto divertente presso il Ristorante africano ADAL!

Non avevo mai visto una dimostrazione di Shodo e veder preparare con scrupolosa attenzione tutto il necessario, percepire la tensione del Maestro e soprattutto recepire il messaggio di amicizia che ci ha lanciato è stato davvero emozionante.

Eh sì, mentre nel primo ideogramma veniva indicato il messaggio di “fare seme con il ki e colpire con la tecnica” nel secondo il messaggio è stato molto più profondo. Il Maestro ha purtroppo dovuto combattere una dura malattia ed in quel periodo era tentato di buttare via tutto ciò che era legato al Kendo, forse dovuto alla rabbia… ma poi, superata la malattia, il suo modo di fare Kendo è mutato, ed il secondo messaggio di shodo era proprio “Fare Kendo con gioia” come se il Kendo l’avesse supportato in quei momenti difficili. Credeteci, era davvero emozionato…

Misteriosamente, mentre ci stavamo gustando la cucina africana, è entrata nella sala una danzatrice del ventre e l’attenzione dei Maestri è passata repentinamente dal cibo ai movimenti del bacino della ragazza.

Idea simpaticissima!!! 🙂

Un’altra piacevolissima sorpresa è stata l’esibizione del coro MiraiBo diretto da Satomi! Bravi!


Prima di salutare tutti, abbiamo ricevuto in regalo da tutta la delegazione alcuni omaggi caratteristici giapponesi…meraviglioso!!! 🙂

Che dire… conserveremo quest’esperienza praticando al massimo delle nostre energie, facendo nostro quello che i Maestri hanno voluto insegnarci, anche con il bel regalo fatto a fine seminario al Dojo che li ha ospitati…

Non osiamo immaginare che razza di ospitalità attenda il prossimo anno al Seishinkan quando si recherà in Giappone per contraccambiare la visita….

Non esitate ad inviarci attraverso i nostri contatti altro materiale video o fotografico da poter condividere per raccontare sempre meglio questo evento.

Grazie mille!!


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Welcome M°Sumi!

Cari kendoka,

archiviata l’esperienza gare con gli ultimi CCII di Kendo disputati a Firenze, torniamo allo studio del Kendo…e che studio!!

Eh sì, perchè anche quest’anno abbiamo l’onore di avere in Italia il M° SUMI 8° dan Hanshi, uno dei Maestri che più ha donato il suo sapere al Kendo italiano.

Il GRAZIE dobbiamo rivolgerlo ai Dojo Shubukan, Shisei e Do Academy, tutti di Torino.

Questo è l’ennesimo esempio che dimostra una sola cosa: la condivisione delle risorse porta a grandi risultati, anche tra dojo!! Ritengo sia una grande lezione.

Ahimè non potrò partecipare al Seminario che si terrà questo weekend a La Loggia (TO), ma quest’evento è ormai diventata la priorità per le mie prossime esperienze nel Kendo! E’ solo questione di tempo…

..Diamo allora il benvenuto in Italia al M° Sumi assieme al suo stretto collaboratore M°Tashiro, portando alla vostra attenzione questo DVD curato proprio dal M°SUMI.

 

Qui una piccola anteprima scovata su youtube…

…e mi raccomando, raccontateci com’è andato lo stage!! 🙂

Noi contraccambieremo con un’altra intervista molto interessante che vedrà protagonista uno dei principali attori dei successi internazionali azzurri e che ha un forte legame con il M° Sumi, l’attuale direttore tecnico della nazionale  il M° Walter Pomero… 😉


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Stage con Yanai Sensei

Driiiin, Driiiin, Driiiin, Driiiin.

E’ ora! Sveglia alle 4, Giulio e Marco sono a Fano già svegli e pronti per essere “raccolti” all’ormai famoso casello di Cattolica (eh si, perché quasi tutti gli stage sono al Nord :-()

Como è molto a Nord, ma il viaggio scorre abbastanza bene. La stanchezza è vigliacca ed a metà viaggio cedo la guida all’Avvocato Marco San :-).

Arriviamo a San Fermo della Battaglia, ma Giulio si ricorda che la giornata di sabato non è lì, ma bensì a Senna Comasco!! Dietrofront e raggiungiamo appena in tempo il palazzetto. Non siamo gl’ultimi, questo ci conforta un pochino. Ci cambiamo, facciamo l’iscrizione ed entriamo nel luogo di pratica. Notiamo con piacere che ci sono kendoka che non conosciamo tra cui il mitico gruppo di Salonicco (si, avete letto bene, sono greci) del Ronin Kendo Club!!
Sono fantastici!! 🙂

Prima d’ora non avevamo ancora avuto l’onore di vedere il M° Yanai 7° dan Kyoshi, ma scopriamo che  non è la prima volta che viene in Italia, ma’ la quarta! Yanai,è stato istruttore del dojo London Club oltre ad essere l’allenatore della nazionale irladnese.

L’allenamento si sviluppa con rigoroso ordine. Ashisabaki, kamae, tecniche base, tecniche con piccoli e rapidi movimenti fino ad arrivare a tecniche avanzate, anche quelle contro guardie jodan :-). Mentre tutti i partecipanti sono in attesa del pranzo ordinato in mattinata, noi 3 attingiamo dal pranzo al sacco preparato con cura da Marco, un cestino simile a quello che si usava all’elementari con tante delizie, prima su tutte barre di cioccalata di tutti i tipi :-).

A caffè terminato si riprendono in mano le shinai per la parte pomeridiana dello stage. Il M* Yanai decide d’istruirci sullo shiai, prendendo come arbitri tutti i kendoka dal 2° dan in su, mentre gli shodan e i kyusha si confronterrano nello shiai-jo.

Con l’ausilio dei Maestri presenti allo stage come il nostro D.T. Salvatore Bellisai o Stefano Betti ed altri dei dojo limitrofi, gli arbitri neofiti sono messi a dura prova tant’è che a fine gare ci confesseranno che è molto molto difficile (più di gareggiare?!)  :-). Il M¡Yanai durante gl’incontri interviene sugli arbitri, sia per correggere eventuali errori di forma (il dito posizionato correttamente sulla bandierina ne è solo l’esempio), che per confrontarsi sulle valutazioni degli ippon concessi o meno. Trascorriamo così circa un’ora e mezza prima di cimentarci in un jigeiko con tutti i Maestri, Yanai Norimutsu in primis. La voglia di fare è tantissima e cerco le file più corte per non rimanere troppo in attesa.

Un po’ demoralizzato per come il mio ippon men uchi non riesca a progredire, mi metto in fila per incrociare le shinai con il M° Yanai. Mi sprona a lavorare sul men, mi dice di farlo grande e veloce. Vuoi vedere che è proprio quella la strada da percorrere per non commettere più certi errori?! 🙂 Vedremo…

Prima di andare negli spogliatoi mi mangio le mani osservando un bellissimo Jigeiko tra Aggugini e Boscarol e non aver praticato con nessuno dei 2 :-(.
A proposito, abbiamo strappato la promessa per un intervista con Tomaso, sempre simpatico e disponibile.

Prima di tornare a casa facciamo contento Marco che voleva gettare  uno sguardo, anche se velocissimo, al lago di Como. Il caro Giovanni Gaspa ci guida verso il centro e riusciamo così a fermarci 5 minuti per godere dello splendido panorama. Grazie Marco, fosse stato per me sarei andato dritto dritto a casa… Il lago di Como, ma anche il centro storico, sono ulteriori motivi per tornare a trovare gli amici del Kendo Como!

Il viaggio di ritorno è duro come immaginavamo, Giulio si finge stanco 🙂 e si stende nei sedili posteriori per non dormire ma io e Marco lo stuzzichiamo in interessanti discussioni e lo teniamo sveglio 🙂
Pausa caffè, incontriamo Red Ronnie in autogrill e ripartiamo con l’obiettivo di finire l’interminabile giornata con una pizza.
Mamma mia sono 20 ore che giriamo!! Andiamo a nanna, da domani si riprende a coltivare il kendo in casa.