Kendo nelle Marche


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Lubiana 2011 – Intervista a Hirakawa Sensei e Stefano Betti

Vi ricordate il report del seminario di Ljubljana? In rete abbiamo trovato un’intervista fatta a Nobuo Hirakawa Sensei (8°dan kyoshi) e Stefano Betti in occasione proprio di quel bellissimo stage.

Vogliamo ricordare a tutti i nostri lettori che il M°Hirakawa sarà presente al 4° Trofeo dell’Adriatico che si terrà nel weekend  dal 17 al 19 febbraio 2012. Prendete nota, noi siamo già al lavoro per organizzare al meglio questo evento! 😉

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From Bedollo to Ljubljana

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In occasione del 3° trofeo dell’adriatico, e poi in un allenamento con Livio Lancini a Bologna organizzato dagli amici del Seishinkan, avevo avuto modo di sentire gli ottimi feedback riguardo il seminario di Bedollo.

Dopo il bel seguito avuto dalla presentazione relativa ad eventi privati fatta come esperimento con il seminario con Chiba Sensei a Roma, abbiamo proposto allo stesso Livio di raccontarci i retroscena di questo seminario che trovate in un interessante articolo a questo link.

Parallelamente però avevo già messo in programma da parecchio tempo un altro evento al quale non avevo mai partecipato a causa di imprevisti dell’ultima ora, il tradizionale seminario di fine Agosto organizzato dalla Federazione slovena con la collaborazione della Federazione belga.

L’unica soluzione è stata quella di partecipare alla prima giornata del BU TOKU MU KYO per poi spostarmi verso la Slovenia. La sfortuna ha voluto che il M° Tani non ha potuto guidare il primo allenamento del seminario, ma ho apprezzato tantissimo sia i 2 suoi eccezionali assistenti, Negishi e Ushioda, che la location incredibile.

Un piccolo paesino immerso tra il verde delle montagne trentine non poteva essere che spettacolare.

Credits – Lionardo0051

A conferma di quanto detto da Livio, la palestra aveva un fondo nato per il fumikomi, donava una certa intimità.

L’allenamento è stato incentrato sull’importanza di mantenere una postura corretta in tutte le fasi del colpo e, considerando che erano ben 2 mesi e mezzo che non praticavo, non ho “sofferto” oltre le previsioni.

A costo di ripetermi, dico che quelle poche ore passate in quel piccolo paradiso di montagna mi hanno stuzzicato l’appetito per tornare…

Il programma però era quello di spostarci (io e la mia signora) in direzione Slovenia, e così è stato…

Non appena raggiungiamo Lubiana, la quantità di caldo ci spinge in una simpatica spa e ci rilassiamo mentre Davide, Roberto e sua moglie Nao, fanno l’alzataccia per poter visitare in tempo le bellissime grotte di Postumia ed il magico castello di Predjama.

L’ostello DIC convenzionato con lo stage è pieno di ragazzi e c’è una bellissima atmosfera; l’accesso wi-fi ad internet ci consente di poter studiare bene la città e scoprirne a pieno il suo appeal. Di notte è molto affascinante e la cena vicino al canale è d’obbligo. Davide è una garanzia per scovare ristoranti anche in trasferta e ci affidiamo giustamente al suo fiuto con ottimi risultati. La mattina seguente facciamo di nuovo i turisti per poi tornare al riposo in vista della prima lezione del seminario che è serale

Rimaniamo colpiti dall’enorme palestra dove si sarebbe svolto da lì a poco il weekend all’insegna del Kendo.

Era dal Kengeiko del 2006 tenutosi a Ferrara che non vedevo il M° Hirakawa; appare in forma, sempre con quel suo sguardo affabile che ne cattura la simpatia.

credits – Kendo Seminar Slovenia Staff

Come molto spesso accade, cerca di trasmettere il messaggio che il Kendo non è forza muscolare ma scioltezza, relax, e punta ad esprimerlo attraverso una quantità impressionante di tecniche, mostrando molte delle possibili varianti, facendoci sentire in alcuni casi impreparati nel poter replicare il tutto. Se si è abituati alla classica, ma pur sempre efficiente, lezione in cui si studia volta per volta la tecnica che il Maestro di turno illustra, si può rimanere disorientati di fronte a questo suo modo di spiegare. Personalmente mi piace molto e grazie anche al mio compagno di pratica riesco a provare comodamente tutto o quasi quello che Hirakawa Sensei ci propone illuminando quella strada del Kendo che Il Maestro ama chiamare “the big road with no gate”…

E’ bello vedere quanto ancora il Maestro desideri far apprendere ai kendoka che ha attorno, chiedendo costantemente loro di avvicinarsi, con il rischio di oscurare la visuale a chi rimane dietro, ma l’attenzione verso gli altri risolve questo piccolo inconveniente semplicemente mettendosi in seiza.

credits – Kendo Seminar Slovenia Staff

Dopo essersi assicurati che le braccia non si siano intrecciate :-), c’immergiamo in un jigeiko finale che chiude la prima lezione. Tutti sotto la doccia per fare il checkup sulla nostra incolumità dopo la lunga pausa estiva…

Facciamo tardi ma scoviamo in un vicolo un simpatico ristorante e la nostra comitiva si rifocilla prima di tornare in ostello di corsa a causa di un’improvvisa pioggerella estiva.

Troviamo il modo di fare amicizia con i ragazzi belgi e scambiare qualche chiacchiera con gli amici di Bologna e Como assieme al caro Salvatore che non vedevamo da tempo.

La colazione che Gabriele ci aveva annunciato sarà fondamentale per la giornata di sabato. La “big road” si allarga sempre di più ed il tema del seminario è sempre lo stesso: le possibilità d’attacco sono tantissime, non precludiamoci nulla.

Anche se la foto qui sotto può sembrare come uno sterminio, non è altro che uno dei rarissimi momenti di relax concessi durante lo stage.

credits – Kendo Seminar Slovenia Staff

Ahimè, giunto quasi a fine mattinata subisco un piccolo infortunio all’alluce sinistro che mi mette KO e grazie all’infermiera presente al seminario limito un po’ i danni, ma vengo costretto allo stop ed al mittori geiko

Il pranzo nella struttura ci sfama senza appesantirci più di tanto anche se il prato antistante la palestra usato anche per asciugare gi e hakama…

è un invito irresistibile  e… cediamo! 😀

Nel pomeriggio si alza ulteriormente il livello di complessità tecnica per poi terminare con un tutti-contro-tutti simpaticissimo ma molto impegnativo, e poi gruppi da tre per shiai e jigeiko finale.

Ad allenamento concluso ed alla foto di gruppo, i miei due cari compagni trovano il tempo di farsi immortalare assieme al Maestro Hirakawa.

Doccia e corriamo in ostello per recuperare le consorti e goderci il sayonara party proprio lungo il fiume di fronte alla palestra. Ci troviamo allo stesso tavolo del M°Hirakawa che si mostra molto disponibile nello scherzare fino al punto di battere le mani a tempo per farmi cantare un’improbabile “O’sole mio”… richiesta tempestivamente dribblata :D. Ecco a cosa serve il Kendo!!! 🙂

Grazie a Nao che fa da interprete riusciamo a conversare molto bene e cordialmente con il Maestro che ci racconta di lui e dei suoi impegni sia kendoistici che professionali. Ci anticipa che sarà di nuovo in Italia a fine anno e che forse… no, non aggiungiamo nulla… meglio essere scaramantici!

La cena deliziosa del sayonara party termina, ma sia noi che gli amici di Bologna e Como abbiamo voglia di vivere la notte di Lubiana e partiamo per un giro in centro. Semplicemente bellissima. Molto attiva e viva.

La mattina salutiamo tutti per rientrare perchè il lavoro incombe inesorabilmente…

Concludendo, si può affermare che questo seminario è adatto davvero a tutti. Lubiana offre molto ed i kendoka che partecipano a questo stage entrano subito in sintonia con lo spirito di amicizia che la federazione slovena emana verso i partecipanti. Per quel che riguarda il Kendo vissuto in questo weekend, non c’è altro d’aggiungere alla garanzia che Hirakawa Sensei rappresenta. Un must.

Altre foto le trovate qui.


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Lubiana 2010 resoconto

IL nostro viaggio inizia con il Randevouz a Bologna dove mi incontro con Gianandrea Maccafferri del Dojo Seishinkan di Bologna. Arrivano poco dopo Simone Fauni, Orlando Sanchella e Giacomo Masetti che ci seguiranno fino a Lubiana. Nota per i posteri : ricordatevi, prima di entrare in Slovenia di acquistare la “Vignetta” che e’ un pass che permette il pedaggio autostradale : 7 giorni, 15 euro. Arriviamo bene all’ostello DIC (www.dic.si ), nel centro di un campus universitario moderno, pulito e ben attrezzato.

Le stanze sono per 3 persone, semplici ma funzionali. I bagni, anche se in comune, sono distribuiti per i vari corridoi dell’ostello e servono poche stanze ognuno.

Quindi non ci sono mai state “code” per aspettare il proprio turno. La pulizia dell’ostello e dei bagni è molto buona e quindi ben lontana dal senso comune di “ostello con bagni in comune” che noi italiani potremmo avere. L’ostello e’ anche fornito ad ogni piano di una stanza con 3 postazioni internet gratuite. Il prezzo è piu’ che ragionevole ( 15 euro per notte / persona / tripla).Giudizio ostello : win.

Prepariamo la borsa da kendo e via che arriviamo. Struttura modernissima, pulita e l’organizzazione impeccabile Slovena ci accoglie. Spogliatoi grandi organizzati in 5/6 stanze con docce e bagni per ogni stanza. TIP : per fare uscire un getto d’acqua grande bisogna colpire con energia il pomello della doccia diverse volte (no, non e’ un metodo alla Fonzie ma e’ proprio il funzionamento dell’oggetto in questione).

Ci cambiamo e andiamo subito a vedere com’e’ il terreno : ottimo e, so che ho gia’ usato questo aggettivo diverse volte, pulito. Gia’ vediamo altri kendoka di diverse nazionalità che si stanno preparando : Romeni, Belga, Russi, un ragazzo da Israele, Austriaci ed altri.

Lo stage inizia con il ringraziamento da parte degli organizzatori. Non ho contato in quanti eravamo ma penso che dicendo 70 kendoka non sbaglio di tanto. I Maestri Giapponesi erano :

HIRAKAWA sensei, Kendo Kyoshi 8th dan, Iaido 7th dan;
SAKURAI sensei, Kendo Kyoshi 7th dan;
MINAMI sensei, Kendo Kyoshi 7th dan;
KANO sensei, Kendo Kyoshi 7th dan;
HARADA sensei, Kendo Kyoshi 7th dan;

Hirakawa, coadiuvato dallo sguardo vigile di altri Maestri , ha inziato a spiegare gli esercizi, partendo dal men ed arrivano progressivamente a tecniche avanzate.

Per praticare gli esercizi si sceglie un compagno e per tutta la lezione si sta con lui, quindi consiglio, quando e’ ora di fare le coppie di tuffarsi in zone della palestra dove non ci sono i kendoka con cui ci si allena durante tutto l’anno.

Abbiamo trovato una grande energia e spirito nei kendoka “stranieri” e questo mi ha dato un nuovo termine di paragone che spero di ricordami durante la pratica nel mio dojo.

Com’e’ andata la prima lezione?

Bene. Nonostante fossi preoccupato per la mia mancanza di allenamento (praticamente era da 1 mese e mezzo che non facevo niente tranne mangiare e dormire) sono riuscito ad arrivare a fine allenamento. Inutile dire che, come gia’ preventivato, per i 2 giorni successivi ero un cristallo di acido lattico ambulante, ma non per questo ho fatto di meno!

La sera  siamo andati a fare una camminata in centro a Lubiana. Bella città. Viva, giovane, moderna e vivibile. Ostello, Palestra, Centro…. Si poteva arrivare comodamente a piedi da tutte le parti.

La notte l’ho passata un po movimentata tra l’abituarsi al nuovo giaciglio e i dolori ai piedi per l’impatto del primo allenamento. Comunque l’energia e’ sempre rimasta alta anche i giorni successivi.

Secondo giorno : 2 + 2 ore di allenamento, esami dal 1° al 5° dan e Sayonara party!

La mattina abbiamo tirato molto, infatti, per grazia ricevuta, Hirakawa, ha finito la lezione 30 minuti prima. Abbiamo pranzato alla mensa dell’università, la cucina Slovena e’ buona e salutare, tante verdure, zuppe, carni bianche e non solo… ci siamo ripostati un po fuori dalla palestra dove ci siamo stravaccati sul praticello inglese fino alle 14:00 quando inizia la lezione pomeridiana.

Abbiamo iniziato con i kata. Niente di soft… si facevano con il bogu e shinai ed erano molto dinamici… molto interessante.

Poi abbiamo continuato con tante tecniche, interessante il metodo di Hirakawa perche’ per ogni tecnica ti spiega subito  tante varianti che poi provi con il tuo partner. Alla fine gigeiko e WATERLOO.

Cos’e’ WATERLOO? Eh eh… tutti contro tutti. Non valgono colpi da dietro. Appena fatto un punto vai a cercare un altro partner. Dura ma sotto i men si vedevano le facce sorridenti e divertite di grandi e piccini! J

Finito questo super-gigeiko-waterloo (dove nessuno e’ stato Napoleone!) veramente avevamo dato tutto. Quindi…. Kirigaeshi e tanti sayu-men! A quel punto puoi dire che hai dato tutto!!

Finita la lezione… in poco tempo iniziano gli esami. La nostra Silvia Roncati ha conseguito il 4° dan! Meritatissimo, non tanto per il mio giudizio che vale poco, ma per la selezione che c’e’ stata tra gli esaminandi. Non hanno regalato niente.

Stavaccati sul prato, guardiamo i preparativi della cena all’aperto (con tavoli e sedie) con bbq e aspettiamo le 19:00 per il Sayonara Party. Dall’altre parte del fiume ci accompagna la musica per tutta la serata.. dai classici italiani (ricchi e poveri, albano etc.. passando la musica regge fino alla house a tarda serata : io aspettavo Gelato al cioccolato di Pupo ma non l’hanno messa).

La cena e’ stata ottima. Carne, salsicce, verdure a gogo, vino a fiumi, tanta birra e allegria alla luce di candela, su un bel prato in riva al fiume che entra nella città. Devo dire che c’e’ stato un bel mood.

Ora tutti a letto che domani alle 9:00 c’e’ la gara!

I tabelloni dei 2 shiaijo ci indicano la situazione di gara… Io vinco contro il primo (Hudina della Slovenia) con un kote ma perdo contro il secondo.. un certo Van Eupen Rens del Belgio che va avanti nel torneo fino… a vincerlo! Un Kendo deciso, determinato e con uno spirito fortissimo. I suoi kote sembravano come un treno che superava il muro del suono! Bellissima la finale, durata penso 10 minuti almeno, dove fino all’ultimo secondo c’e’ stato uno spirito incredibile… grande energia e bel kendo.

La semifinale mi ha insegnato che shiai è vivere o morire. Infatti uno e’ scivolato ed era quasi a carponi al limite dello shiaijo e l’altro, vista l’occasione ha subito dato un colpo-spinta e l’ha buttato fuori dallo shiaijo facendo fare la seconda penalità e quindi il punto della vittoria. Gli arbitri erano tutti e 3 d’accordo su fatto che quella spinta fosse da premiare con un punto. Quindi ho capito meglio cosa si intende per spirito combattivo o determinazione in uno shiai. Penso che non ci sia spazio per essere d’accordo o meno se l’azione e’ stata senza “fairplay”. Il contesto era uno shiai di kendo. Gli arbitri erano d’accordo quindi quello e’ stato kendo. Prendere o lasciare.

Il fighting spirit e’ stato dato ad una ragazza (penso sui 18 anni) e ad un bambino (10 anni circa) che si e’ confrontato con gli adulti in maniera superba. Grande spirito in un piccolo corpo! E grandi applausi durante la premiazione!

Finita la gara si torna a casa.. un grazie a tutti i partecipanti di questa bella esperienza e, ovviamente, quest’altr’anno stessa stanza, stesso posto!

Gabriele Gennari