Kendo nelle Marche


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Evolution of Kendo – Alex Bennet

Niente è fermo, tutto è in continuo movimento.

Ed i giapponesi non hanno risparmiato neanche il Kendo in questa filosofia che potremmo racchiudere in Kaizen.

Abbiamo visto qui e qui come il Kendo con bogu sia mutato nel corso degli anni, come alcuni cambiamenti siano stati oggetto di profonde riflessioni di importanti Maestri come l’articolo che trovate a questo link e soprattutto questo.

Addirittura quello che dovrebbe essere in parte l’anello di congiunzione tra la cultura della spada giapponese ed il Kendo moderno, ovvero i nihon kendo no kata, sono oggetto di rivalutazioni e modifiche. Una delle più importanti la pubblicammo qui.

Il video che potete apprezzare oggi è un documento cucito soprattutto per un pubblico televisivo ma che, pur con qualche nota di colore, ripercorre la strada percorsa dal Kendo partendo dalle origini ed arrivando ai nostri giorni accanto ad un’intervista a Sasamori Sensei

Il racconto è di Alex Bennet, profondo appassionato di arti marziali giapponesi nonché yoshi 7°dan”


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il seminario di Sasamori Sensei

Ero in viaggio di nozze dopo l’intenso matrimonio, e questo non mi ha permesso di partecipare al recente seminario di Ono-Ha-Itto-Ryu con Sasamori Sensei con due suoi assistenti di notevole livello, ma il dojo Shingen è stato comunque ben rappresentato dal nostro Roberto Agostini che per il nostro blog ha scritto un bel diario! 🙂

IT-TO-TAN-SUI, la spada come l’acqua

Il Soke Sasamori, com’è usanza in Giappone, ha portato un dono per tutti gli allievi che hanno partecipato al seminario annuale di Ono-ha-it-to-ryu, la tradizionale scuola di spada giapponese, che dal due al cinque di giugno si è tenuto a Ferrara.

E’ un tenugui. Per noi che pratichiamo kendo, non sono mai abbastanza, ma questo non può essere indossato con leggerezza. C’è scritto “it-to-tan-sui”

Più velocemente di quanto mi aspettassi, è arrivato il due giugno. Oggi si parte per Ferrara, dove ci alleneremo per quattro giorni sotto la guida del grande Maestro Sasamori Takemi (17° Soke della Onoha Itto Ryu) e di due suoi assistenti: Kawakami Kazuo sensei (7°Dan di kendo) e Sekiguchi Osamu sensei. Per fortuna il seminario inizia il pomeriggio, per cui possiamo partire con grande calma. Ferrara è vicina, ma soprattutto, è a nord! In A14, la carreggiata sud è un vero incubo. Arriviamo in albergo facilmente, mettiamo giù le valigie e subito andiamo alla vicina palestra. Alcuni saluti ed è già ora di iniziare il seminario. Siamo in trentotto, da tutt’Italia, dalla Germania e dalla Russia; non tanti per chi è abituato ad importanti stage di kendo o aikido, ma così avremo modo d’imparare molto!

Sasamori Sensei

Il Soke, nel suo discorso iniziale, dice che quest’anno vuole andare avanti molto. Io non ho ben capito cosa intenda per “molto”, ma non mi sento tranquillo; ancora devo imparare bene le basi! Iniziamo con il riscaldamento, le posture di base (kake-kyu-hin) ed una serie di colpi partendo da In e Yo. I maestri controllano e correggono.

Studiamo anche il saluto e per mia grande fortuna mi ritrovo con Sekiguchi sensei. Come dirà Sasamori Soke l’ultimo giorno: “In Giappone la cerimonia del te è molto rigorosa e precisa; la Onoha Itto Ryu è ancora più rigorosa e precisa”. L’etichetta è fondamentale e tutti devono muoversi in maniera armonica, tenendo lo sguardo rivolto al proprio avversario ma prestando attenzione a tutto quello che succede attorno: “guardare la montagna”. Continuiamo la pratica studiando il colpo base della scuola, il kiriotoshi, dividendoci in due gruppi: principianti ed avanzati. La pressione dei maestri è notevole, ci si sente sempre osservati e bisogna mantenere la concentrazione al massimo. L’insegnamento viene portato avanti dai due maestri, mentre il Soke gira continuamente ed interviene quando ritiene necessario. Quattro ore passano velocemente ma già c’è materiale da studiare per un anno! Il clima che si respira nel “dojo” è ottimo. I compagni sono seri e concentrati e si lavora molto bene. Il livello è alto.

03/06/2011 – Il secondo giorno iniziamo nella solita maniera: riscaldamento, posture e colpi base. Il Soke ci dirà che per allenarsi bene basta essere in due e studiare allo sfinimento kiri-otoshi e le nove posture di base. Queste ultime possono essere studiate efficacemente anche da soli, magari davanti allo specchio. La giornata è dedicata allo studio dei kata che già conosciamo, correggendo gli errori ed approfondendo molti concetti ed introducendo innumerevoli dettagli.

04/06/2011 – Il terzo giorno il Soke spiega una delle caratteristiche principali di questa scuola: “spiazzare e confondere l’avversario”, soprattutto attraverso l’applicazione di “shin-gyo-so”. In effetti, tutte le tecniche si basano su questo concetto; estremamente difficile da applicare e molto pericoloso, ma anche estremamente efficace. Insieme all’altro principio cardine (“avvantaggiarsi dei movimenti dell’avversario per attaccarlo con un unico colpo”), la Ono-ha-Itto-Ryu è diventata la scuola ufficiale di kenjutsu degli shogun. A fine giornata, il Soke inizia a raccontare: “ Quando il maestro Ito Ittosai dovette scegliere il suo successore, nella sua scuola c’erano due allievi meritevoli: Ono Zenki e Mikogami Tenzen. Ono era tecnicamente più bravo ma non aveva un buon carattere. Al contrario, Mikogami era meno bravo ma era più giudizioso. Una sera il maestro li chiamò nella sua stanza. Il primo ad entrare fu Ono. Il maestro era seduto dietro ad un paravento ed Ono, con un balzo, scavalcò il paravento e si mise a sedere davanti al maestro. Ittosai gli disse che, il giorno seguente, alla tal ora e nel tal posto, si sarebbe sfidato ad un duello mortale con Mikogami, per decidere la successione. Ono pensò: “Vincerò di sicuro, la successione è già mia.” ed andò a dormire. Poi entrò anche Mikogami. Egli, con un salto, andò ad accovacciarsi sopra il paravento. Guardò dove fosse il maestro e si andò a sedere in un punto più tranquillo e sicuro. Ad Ittosai piacque il modo di affrontare quest’incontro, in linea con il carattere di Mikogami. Egli disse le stesse cose che ad Ono ma aggiunse: “La sfida è già iniziata.” Il giorno dopo, poco prima dell’alba, Ono andò nel posto prestabilito, una collina con un albero in cima. Non vedendo arrivare lo sfidante, pensò che avesse avuto paura e fosse scappato. Era già soddisfatto e stava iniziando a spuntare il sole. In quel momento, da dietro l’albero, dove si era nascosto la sera prima, Mikogami Tenzen uscì allo scoperto, trovandosi con il sole nascente alle spalle. In quel momento, lo scontro era già finito, Ono aveva perso.”.

 “Questa notte meditate. Chi capirà la morale di questo racconto, sarà degno di proseguire nello studio dell’Itto Ryu.”

Come ha spiegato il Soke alla cena dell’associazione, nella Itto Ryu si considerano i cinque elementi fondamentali: l’acqua, l’oro (il metallo), la terra, il fuoco ed il legno; ma è l’acqua il bene più prezioso. L’acqua prende la forma di ciò che la contiene. Bisogna uscire dal proprio ego ed armonizzarsi con ciò che ci circonda. L’acqua è un elemento che dall’alto scende verso il basso. Non sono io che mi devo considerare importante, ma devo portare tutti con me. Non esiste nulla che sia forte come l’acqua (come i recenti avvenimenti giapponesi hanno dimostrato). Il bokuto deve avere la stessa adattabilità e consistenza dell’acqua, ma portando con se la stessa forza. It-to-tan-sui.

05/06/2011 – Oggi è l’ultimo giorno. Ripassiamo ancora i fondamentali e poi c’è l’Enbu: la dimostrazione da fare davanti al Soke ed a tutti gli altri. Il Soke insiste sul “Guardare la montagna”. Questa è la critica principale alla nostra dimostrazione finale. Muoversi insieme ed in armonia. La prima regola che il Soke ci ha spiegato all’inizio del seminario è anche quella più difficile da applicare.

Il seminario è stato molto intenso ed anche faticoso, ma di una fatica che non è fisica. E’ l’impegno di imparare da grandi maestri, di dare sempre il massimo. Non sono molto stanco (il kendo mi è stato di gran aiuto per sopportare la fatica fisica) ma già con la speranza di rivederci il prossimo anno. Nel frattempo, ci aspetta un lungo anno di studio!

Se siete interessati a questa bellissima scuola di spada e volete approfondire l’argomento, vi segnaliamo l’associazione ufficiale di Ono Ha Itto Ryu in Italia.


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Finalmente!! Sasamori Sensei in Italia!

Quante volte vi abbiamo parlato in via ufficiosa dell’Ono-ha-Itto-Ryu?

Abbiamo pubblicato interviste, video, dimostrazioni, e tanto altro.

Ora, dopo aver assistito da modestissimo “studente” ad alcune lezioni, sono felice d’informarvi che finalmente, dopo vicessitudini che hanno ritardato la nascita ufficiale del gruppo, è stata ufficializzata la nascita dell’Associazione culturale “Ono Ha Itto Ryu Italia” il cui statuto evidenzia lo scopo di uno studio nobile, totalmente privo di finalità di lucro.

Accanto a questa bellissima notizia, vi segnaliamo inoltre il seminario europeo che si tiene ad anni alterni in Italia ed in Germania con il Caposcuola Sasamori Takemi Sensei.

Tutte le informazioni relative al seminario che si terrà da giovedì 2 a domenica 5 giugno 2011 a Ferrara a questo link.

Seminario 2010 - Pforzheim, Germania - Credits - Ono ha Itto Ryu Italia