Kendo nelle Marche


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Da Pesaro a Porto San Giorgio

IKENDENSHIN - Kendo Pesaro

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Prima della fine dell’anno, iniziato a Settembre nel nuovo dojo di Pesaro, volevamo sottoporre i nuovi arrivati ad un esame interno, per verificare se i primi passi erano nella giusta direzione.

Volevamo farlo condividendo quest’esperienza fuori dal nostro solito luogo di pratica, senza troppa pressione ma con un bell’ambiente…

Quale miglior occasione se non all’Umi no kenshi?!

Tra noi ed i ragazzi di Porto San Giorgio ci si conosce ormai da diversi anni, attraverso i quali è cresciuto un rapporto di amicizia e stima.

Tra una chat su skype, un sms ed un paio di telefonate abbiamo definito senza troppi problemi come organizzare la serata di ieri.

Un allenamento riepilogativo seguito da un mawarigeiko, per chiudere infine con gli esami fino al 2° kyu per ben 9 kendoka!

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Nonostante l’emozione tutti hanno brillantemente superato la prova meritandosi la pizza post kendo in pieno spirito “daini dojo

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Umi no Kenshi

Siamo felici di pubblicare il messaggio ricevuto da un amico che ci annuncia un’importante novità nelle nostre amate Marche…

 

Quando abbiamo iniziato con questo esperimento, nei primi mesi del 2013, c’erano solo due kendoka pronti al saluto che precede l’allenamento.
Ammetto che in quei giorni il dubbio sulla riuscita del nuovo gruppo possa averci sfiorato, ma abbiamo continuato a crederci ed infine la nostra determinazione è stata premiata.

Abbiamo introdotto al kendo nuove leve, abbiamo partecipato a seminari e sostenuto esami, abbiamo trovato il sostegno di maestri ed amici, abbiamo sudato insieme fino a creare un gruppo del quale andar fieri.

Oggi, allo scadere di quest’anno che ci ha visto nascere, siamo pronti ed orgogliosi di informare tutti che nelle Marche c’è un nuovo posto per praticare Kendo, la nostra associazione “Umi no kenshi“!

Per ringraziare Alessio che ci ha concesso questo spazio in “Kendo nelle Marche” vorremmo metterlo un po’ in imbarazzo 😉 : nei momenti di difficoltà che hanno preceduto l’iniziativa di intraprendere questa nuova avventura disse: “Chi vuole far Kendo, trova un modo per far Kendo”.
Probabilmente l’avrà detto anche distrattamente e senza attribuirgli il peso che gli stava attribuendo chi ascoltava.

Ma noi gli abbiamo creduto, abbiamo trovato un modo e crediamo che sia un buon modo.

uminokenshi.wordpress.com

Marco Papetti


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Kangeiko 2012, e tanto altro

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Partiamo da qui.

Nonostante i 2 anni trascorsi, è un ricordo fresco, un seminario che aveva colpito perché vedere Furukawa in video è interessantissimo, ma vederlo dal vivo è tutt’altra cosa. In questi due anni alcune cose sono cambiate, altri impegni sono intervenuti ma, come voi tutti ben sapete, quando il virus del Kendo entra in te è difficile sbarazzarsene.

Con sacrificio cerco di preparare l’esame per il terzo dan con l’ausilio di tutti coloro che pazientemente incrociano lo shinai con me. Mi sento dire “sì, ci sei. Non ti preoccupare”. Ma non sento la stessa sicurezza che ho avuto in passato. Sarà forse per il fatto che mia moglie è a casa in dolce attesa ed io sono lontano, o qualche acciacco fisico che mi tormenta. Fatto sta che sono concentrato, anzi preoccupato.

Questo viaggio verso Modena è stato in compagnia di Sofia, la nostra giovincella, Roberto e gli amici Roberto e Alessandro di Porto S.Giorgio. Macchina carica come non mai e via verso il palazzetto. E’ freddo. Arriviamo, ci registriamo allo stage ed andiamo a cambiarci. La delegazione giapponese di quest’anno è di quelle che ti fa sentire molto piccolo. Oltre ad Inoue e Furukawa, c’è Kato Sensei che i più attenti avranno riconosciuto su questo video.

Questa delegazione ebbe l’onere di risollevare la nazionale giapponese dopo la clamorosa sconfitta con l’America nel 2006.

Dopo Kanzaki Sensei, coach della squadra femminile, con questa spedizione abbiamo avuto modo di ospitare quasi tutto lo staff che prese parte a quella spedizione.

Dall’introduzione fatta da Inoue sensei si è capito che l’investitura era di quelle pesanti. Non una scommessa ma un duro lavoro di ripartenza. Ripartenza, mettendo in discussione tutto. Quindi ripartenza dalle base, dai suburi.

Mentre sento queste parole mi torna in mente il documentario su Eiga dove quest’ultimo si mette a pulire la palestra…la base.

Che sia un caso che il suo insegnante si chiami Furukawa Kazuo?

Furukawa Sensei ci illustra il suo modo d’intendere i suburi, quindi pensando di fare ippon e compiendo il movimento del corpo in un tempo solo, con una certa rapidità.  Non un semplice esercizio di riscaldamento, ma un movimento del corpo che va assimilato a grandi dosi. Centinaia di dosi. Il risultato è un po’ di affanno sì, ma con un sapore decisamente diverso. Introduce poi un paio di esercizi per sviluppare potenza nei quadricipiti.

Video

Furukawa, che ha ovviamente dalla sua parte l’età ed un’ottima condizione fisica, non si limita a spiegare gli esercizi, ma anzi guida tutti eseguendo i 500 i suburi senza perdersene uno.

Altra parte importante della “ripartenza” è l’uchikomi, quindi tecniche molto grandi cercando mantenere le anche sempre e rigorosamente sulla stessa linea delle spalle grazie a suriashi. Niente fumikomi quindi, perchè “se non si riesce a fare un bel men in suriashi, è inutile passare al fumikomi”. Stesso discorso per il kirikaeshi al quale viene però richiesto in un secondo momento più intensità ed un forte spirito.

Video

Il pomeriggio continua con tecniche avanzate in shikake waza che già avevamo visto 2 anni fa per poi chiudere con tanto jigeiko.

Il venerdì sera, dietro al gentile invito di Angela Papaccio, mettiamo i nostri cari e distrutti piedi sotto la tavola di una gustosa trattoria della zona assieme ad altri kendoka conosciuti allo stage. Lambrusco, affettati, tigelle e gnocchi fritti. Bellezza. Per qualche ora torniamo patriotticamente italiani :D.

Il sabato siamo davvero tanti. Inoue, Kato e Furukawa si prendono 3 gruppi diversi per affrontare il tema Kata. Inoue racconta un aneddoto molto interessante al riguardo.

Chi ci segue anche su Facebook avrà notato il post relativo all’ultimo esame per l’hachidan tenutosi a fine novembre in cui, su ben 1851 candidati solo 8 hanno superato l’esame!! In realtà alla fine della parte relativa al jigeiko erano 9, ma uno di questi fu bocciato proprio dalla commissione di cui faceva parte Inoue Sensei proprio nei kata…

Serve altro per dedurre quanto siano importanti i kata?

(Secondo il mio personalissimo parere, i kata sono importanti in quanto costringono in qualche modo ad avere una postura dove le spalle e le anche sono sulla stessa linea, ottenendo pertanto una postura “pulita” anche in keiko con il bogu)

Dopo la parte dei kata sono state sviluppate varianti di esercizi finalizzati al kirikaeshi e poi tanto jigeiko!

Arriviamo alla sera abbastanza stanchi. I mie piedi sono pieni di vesciche e l’unica soluzione che trovo in emergenza è usare il phon per asciugarle il più possibile… si avete letto bene. Aria calda, bollente. La mattina dell’esame ho ancora quell’incertezza ed insicurezza, ma mettendo della buona musica in cuffia, trovo il sorriso ed il relax.

Il palazzetto del Kangeiko è decisamente più vuoto così come gli spogliatoi.

Mi riscaldo mentre la commissione formata da Inoue, Kato, Furukawa, Nakano e Hongo prende posizione.

Tra gli esaminandi da 3° dan ci sono circa una dozzina di kendoka prima di me ed altrettanti dopo. Lorenzo Zago fa ordine tra le varie pool e quando tocca a me, con molta serenità faccio quello che so fare. Sento di aver fatto abbastanza bene il primo jigeiko mentre nel secondo le vesciche fanno scottare i piedi. Mi muovo meno. Spero.

L’attesa per i famosi cartelloni mi ricorda quelli di scuola superiore 😀 Vedo che il mio “316” è tra quelli che faranno i kata mentre mi rammarico nel vedere che quello del mio primissimo senpai Roberto non c’è. Mi spiace.

Nell’attesa dei kata assisto agli esami di 4° e 5° dan e rimango basito quando escono i relativi risultati. Solo 4 promossi nei 4° dan e nessuno nei 5° dan. Capisco che l’esame di 4° dan è un passaggio cruciale. Un bivio, o meglio un muro, un muro molto alto. Colgo il perchè ad ogni grado, il tempo per sostenere l’esame successivo si allunga. Il muro da scavalcare è sempre più alto.


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Stage ed esami, Ottobre a casa Shingen e non solo…

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Partiamo da dov’eravamo rimasti.

Gl’esami dello scorso Marzo, anche se con molti promossi, avevano lasciato un po’ d’amaro in bocca al nostro Direttore Tecnico S.Bellisai ed ai Senpai, che tanto avevano puntato su questi esami.
Questo soprattutto a causa di un atteggiamento teso al “risparmio”, a colpire con la sola spada ed a non farsi colpire, tralasciando una se non La componente fondamentale, lo Zanshin (a tal proposito, vi preannuncio che a breve pubblicheremo un articolo in merito). Il risultato fu una serie di jigeiko in esame più da gladiatori romani che da kendoka.
L’analisi post esame fu dura, critica, ma costruttiva.
In alcuni di noi toccò l’orgoglio, in altri l’autocritica, ma comunque segnò la volontà di dimostrare che quel giorno fu quasi solo l’emozione ha trarci in inganno.

Mesi di pratica, di gare, di cene dove fare kendo era conoscerci, darci consigli criticarsi a vicenda e sfottendoci come fanno gl’amici veri.

Ed ecco il diario Shingen di questi tre gironi di kendo passati assieme a tutti i kendoka marchigiani ed il M° Bellisai con i suoi e nostri compagni d’avventura Marco e Lara.

Venerdì sera dobbiamo essere rapidi, non abbiamo molto tempo, solo un’ora, quanto basta per fare tecniche base ed entrare in clima stage.
Il M° Bellisai vede subito dei miglioramenti, c’illumina su come costruire il DO e molti di noi rimangono stupiti da quanto sia semplice eseguirlo seguendo queste basiche indicazioni.
Il tempo è maledettamente ladro! L’ora a disposizione termina, ci taglia miseramente a metà una considerazione del M° Salvatore sui ns kote.
Ok, sarà per domani, ma ci rode…

A tavola non ci risparmiamo, anche questo è Kendo :-), e ce la spassiamo tra una battuta e l’altra…
Forza! Andiamo a nanna, domani c’è il Trofeo Wayukan organizzato da Roberto Cittadini a Porto San Giorgio, riservato ai kyusha della Shingen.
Ahimè, io andrò a letto tardi…e si vedrà il giorno seguente!! 😦

Arriviamo a P.S.G. (che non sta per Paris Saint Germain :-)) e troviamo la palestra addobbata con scritte WayuKan ovunque, Roberto tiene molto alla sua storia e ce lo fa notare anche attraverso la cura organizzativa.

La presenza di Lara e Marco ci gratifica molto, sono a loro modo Shingen e quindi Lara parteciperà al Trofeo e Marco sarà tra gli arbitri assieme a Salvatore e Roberto.

La mattina è intensa, un allenamento tipo, molti tecniche base assieme ad altre più avanzate.

La sessione è ottima, lunga il giusto ed intensa quanto quasta per portarci a tavola con la fame degna di chi si è concesso senza risparmiarsi.

Il pranzo è ottimo ma calma, il pomeriggio è full immersion in shiai!!

I partecipanti sono tanti e le squadre sono cariche come molle!

Gl’incontri vengono analizzati e spiegati da Salvatore per chiarire bene cos’è richiesto per ottenere un ippon.

Tra meravigliosi di Do e kiai degni di battaglie d’altri tempi (qualcuno si è guadagnato il sprannome di Bufalo!:-) si giunge al verdetto finale.

Shingen Fano costituita da Giulio e Marco, e con l’ausilio di Claudio di P.S.G. subentrasto a causa di un infortunio accaduto a Lara, s’impone sugl’altri.  Il Trofeo è loro! Bravissimi!

A questo va affiancato un doppio trofeo assegnato al mitico Diego che s’aggiudica sia il Fighting Spirit che il trofeo per Kyusha (1°kyu esclusi). Qui il confronto tra Salvatore e Roberto per l’assegnazione.

E’ bellissimo vedere gli sguardi spossati dal sudore ma tremendamente felici.

Un piccolo ritardo nell’inizio dell’allenamento di domenica mattina ci carica per la sessione che prevede sia un l’allenamento che gl’esami fino a 2° kyu.

Le correzioni fatte nei 2 giorni seguenti sono state efficaci, e nelle sessioni ci sono pochissime sbavature. Ottimo risultato!!

Complimenti quindi a:

Caterina Delvecchio – 5° kyu

Fabrizio Marras – 5° kyu

Luigi Di Luca – 4° kyu

Desiree Basili – 3° kyu

Diego Breccia – 3° kyu

Marco D’Agnolo  – 3° kyu

Paolo Polidori – 3° kyu

Claudio Sonaglioni – 3°kyu

Moreno Bracciotti – 3° kyu

Davide Delise – 2 kyu

Tra meno di una settimana c’aspettano gl’esami di 1°kyu per Alessandro (che non ha potuto partecipare in toto allo stage ma che ha colmato alla grande questa sua assenza) e di 1° dan per Lara, Gabriele, Giulio ed io. Facciamo una simulazione ma per scaramanzia c’asteniamo i fare commenti…

Questi 3 giorni segnano l’ennesima tappa per un gruppo che sta costruendo qualcosa d’importante, con piccoli passi ma sempre avanti.

Un pensiero da parte di tutti i presenti allo stage lo voglio lanciare a Lara che durante le shiai di sabato s’è infortunata costringendola a rimandare il suo esame.

Rimettiti presto!!