Kendo nelle Marche


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Stage femminile a Calcinato (BS)

Oggi pubblichiamo il report scritto per noi da Sarah Bertozzi del Heki Sui Kan di Rimini che, assieme ad Emanuela Muratore, ha partecipato alla tappa bresciana del “Progetto Nazionale Femminile Kendo”.

Il panorama del kendo offre tantissime occasioni di pratica in questo periodo, noi del dojo di Rimini abbiamo colto quella offerta dall’iniziativa del progetto di kendo femminile tenuta da Angela Papaccio a Calcinato il 3 e 4 Maggio.

credits – Sarah Bertozzi

E’ chiaro che non esiste un kendo femminile e maschile, il kendo non conosce differenze legate a genere, età e livello di pratica, ma noi donne spesso, nel nostro dojo e durante la partecipazione a seminari, ci troviamo a confrontarci con kendoka fisicamente più alti e muscolosi. Per questi motivi Angela ha voluto porre attenzione sulla valorizzazione di alcuni punti su cui lavorare per migliorare il nostro atteggiamento nella pratica quotidiana.

Durante la giornata di Sabato dopo il riscaldamento e vari esercizi a corpo libero volti a migliorare il controllo del corpo e dell’equilibrio, Angela ha proposto degli utilissimi e divertenti esercizi per migliorare il lavoro di braccia e gambe con l’ausilio di copertoni di bicicletta.

Terminato il riscaldamento, a coppie abbiamo fatto esercizi di suburi e kihon, utilizzando tecniche di oji-waza. Quello che Angela ha specificato più volte durante la pratica è che l’obiettivo del seminario non era quello di insegnare la corretta tecnica nel portare i colpi, lavoro che viene fatto quotidianamente nei nostri dojo, piuttosto quello di sviluppare quei colpi con unità di spirito, agilità nel movimento di gambe e bacino e velocità delle braccia.

Il pomeriggio è terminato con un mawarigeiko in cui eravamo suddivise per grado di esperienza e i motodachi potevano colpire solo con un colpo
prestabilito, ottima occasione per studiare le tecniche di oji-waza per chi era nel ruolo di kakarite e per concentrarsi nel trovare la giusta opportunità per attaccare per chi faceva il motodachi di turno.

credits – Sarah Bertozzi

Sarah Bertozzi  – Heki Sui Kan Rimini

kendorimini.wordpress.com

Il resto del diario lo trovate direttamente sul sito a questo link


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Enbu Taikai – Video

  English version

Con enorme ritardo siamo riusciti a preparare artigianalmente sia i video delle performance di apertura e chiusura della dimostrazione a cura di Mugen Yahiro, che una raccolta di highlights dei 5 incontri sfruttando il materiale video che avevamo.

L’idea di ritagliare uno spazio dimostrativo l’abbiamo introdotta qui, ed il risultato è andato oltre le nostre più rosee aspettative.

Desideriamo quindi ringraziare nuovamente tutti i partecipanti per la disponibilità dimostrata nell’accettare l’invito a quest’esperimento che era alla sua prima edizione!

Grazie a Franco Sarra, Dorian Pungetti, Andrea Li Causi, Bernardo Cipollaro, Christian Filippi, Enrico Monaco, Tomaso Boscarol, Leonardo Brivio, Mirial Livolsi, Angela Papaccio e Stefano Betti.

Grazie soprattutto per aver offerto un bellissimo esempio di kendo.

 


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Beatrice Palma per il “6° Trofeo dell’Adriatico”

Beatrice Palma è un’amica che abbiamo coinvolto nello staff per la 6° edizione del Trofeo in qualità di fotografa.

Come per noi il Kendo, Beatrice vive il suo “hobby” con passione e dedizione. Il sabato del Trofeo era influenzata, ma pur di mantenere l’impegno preso con noi, è rimasta fino a tardo pomeriggio per immortalare le premiazioni.

Credits – Beatrice Palma

credits – Beatrice Palma

credits – Beatrice Palma

credits – Beatrice Palma

credits – Beatrice Palma

Non le abbiamo detto molto sul Kendo, l’unica indicazione che le abbiamo fornito velocemente e senza troppi dettagli è stata di cogliere le espressioni delle persone presenti e cercare di catturare lo spirito durante la gara.

Tutto e niente per una persona che non conosce il Kendo.

A nostro modo di vedere, Beatrice si è spinta oltre, e siccome merita davvero attenzione per il lavoro svolto, invitiamo tutti i curiosi di visitare la sua pagina Facebook e di scoprire che non è brava solo ad immortalare il Kendo…

Converrete con noi che è riuscita a cogliere dettagli del Kendo decisamente interessanti; se avete apprezzato il suo lavoro lasciatele un commento.

A suo modo è una kendoka anche lei 😉

Grazie mille Bea!

Le foto ufficiali sono disponibili al seguente link.

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.481393138632559.1073741831.481363665302173&type=1

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Chi si è perso il racconto del 6° Trofeo dell’Adriatico “visto da dentro” lo ritrova al seguente link

http://ikendenshin.wordpress.com/2014/02/21/il-6-trofeo-delladriatico/


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Enbu Taikai al 6° Trofeo dell’Adriatico

credits – andhong09

Quest’anno il Trofeo, oltre allo Stage tenuto dal M°Bellisai ed ospitare l’inaugurazione ufficiale del nostro dojo, avrà un nuovo appuntamento al quale teniamo particolarmente.

L’Enbu Taikai, una piccola novità che speriamo possa acquisire negli anni sempre più importanza.

L’ Enbu (esibizione) consisterà in shiai dimostrativi tra kenshi 5° o 6° dan con l’intento di divulgare una concezione “evoluta” di shiai in cui le differenze tra kendo “da gara” e “da esame” (perdonateci la semplificazione) si assottigliano fino a scomparire.

In cosa consiste?

Gli incontri si svolgeranno al termine dello stage mattutino del sabato e saranno senza limite d’ippon.

Sarà presente un unico arbitro che segnalerà soltanto gli ippon “eccezionali”.

Considerando la valenza dimostrativa dell’evento, i partecipanti che abbiamo contattato, se vogliono potranno anche scegliere con chi combattere.

Ogni coppia sosterrà un solo incontro.

Anche dal punto di vista formale cercheremo di osservare alla lettera il protocollo e la solennità necessaria.

Lo scopo

In Italia non vi sono molte occasioni in cui neofiti possono assistere a shiai tra kenshi di un certo livello. Soprattutto con questo tipo di approccio.

Vorremmo dare a questi kendoka, l’opportunità di vedere, e ricercare, un punto di riferimento a cui tendere. Un “modo” di fare kendo e shiai.

Vorremmo riservare uno spazio (seppur piccolo) a coloro che ci aiutano ogni anno nello svolgimento del Trofeo dell’Adriatico.

Considerando che il Trofeo quest’anno coincide anche con l‘inaugurazione ufficiale del nostro nuovo dojo, questo progetto assume per noi anche un valore più profondo, poiché lo consideriamo come una sorta di “manifesto programmatico” del dojo.

Speriamo che tutto ciò sia ben apprezzato dai partecipanti al nostro evento.

Grazie nuovamente di cuore a tutti coloro che hanno accettato il nostro invito.

Ci vediamo il 15 e 16 Febbraio 2014 a Gradara 😉

Ikendenshin

www.kendopesaro.it


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Keiko inizio anno

Quale miglior occasione per bruciare le svariate cene consumate durante le festività natalizie, se non quello di un bellissimo “keiko d’inizio anno”?!

Oltre 40 kendoka proveniente da Firenze, Livorno, Lucca, Perugia, Ravenna, Rimini, Roma,  ed ovviamente Pesaro e Fano, hanno accolto l’invito di Dado.

kendo fano pesaro urbino ittoryukai valdelsa kendo nelle marche

L’alzataccia delle 5 di mattina è decisamente valsa la pena per reincrociare le shinai e rivedere con enorme piacere Amici con il quale ci si è confrontato, sudato, brindato e tanto altro.

Uchikomi, Kirikaeshi, Mawarigeiko e Jigeiko libero sono stati gli elementi dell’ormai tradizionale appuntamento organizzato dall’Ittoryukai Valdelsa per farsi gli auguri di buon anno a suon di kendo!

Semplicemente bellissimo!

kendo fano pesaro urbino kendo nelle marche

 

Il resto delle foto al seguente link 😉

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.476486725795999.1073741843.366987803412559&type=3


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IL MIO I° DAN

Oggi pubblichiamo il diario di una giornata molto intensa. Anzi, oseremmo dire mesi…

Da queste parti consideriamo il raggiungimento di un risultato, sia esso un esame superato che una vittoria in un trofeo, come risultato di un gruppo, oltre ovviamente del singolo. Nel kendo si cresce assieme agli altri, mai da soli.

Ma concedeteci di dire che per Filippo, la parte individuale ha una componente particolarmente importante. Solo chi l’ha visto allenarsi negli ultimi mesi, sa quanta dedizione ha avuto alla preparazione di quest’esame.

E’ il primo esaminando da quando ci pratichiamo sotto l’insegna IKENDENSHIN e non possiamo che essere particolarmente felici.

*** *** ***

L’attimo in cui sono entrato in macchina, alle 04:00 di domenica mattina, ho pensato a quando cominciai a praticare Kendo tre anni fa: provai per caso, trascinato da un amico in comune con il mio sempai Alessio, e adesso mi trovavo ad andare a Roma per sostenere l’esame da primo dan. Questione di un attimo e svaniscono i ricordi, giro di chiave e si parte.

Il viaggio dura circa 4 ore e alle 08:10 sono posteggiato in una via del quartiere Trieste a Roma, a poca distanza dal dojo dell’ARK (Accademia Romana Kendo) che ospita la sessione di esami. Considerato l’ampio anticipo (l’inzio delle operazioni di registrazione sarebbe cominciata alla 10:30) mi concedo una colazione in un bar, godendomi lo spettacolo di un mausoleo romano del II sec.d.C. che si ergeva solenne e solitario tra una selva di palazzoni moderni: Roma, come al solito, non ha mancato di stupirmi!

Mi avvio quindi verso il dojo e alle 09:10 entro, rassegnato ad attendere un ora in perfetta solitudine, quando invece alle 09:20 vedo spuntare i visi familiari di Raffaele Venturini e Massimo Cicchetti, amici del dojo di Rimini, che mi comunicano un fuori programma deciso la sera precedente: dalle 09:30 alle 10:30 ci sarebbe stata un’ora di allenamento focalizzata sui kata. L’anticipo che pareva destinato ad un lungo tempo morto si era trasformato in una inaspettata occasione!

Cominciamo quindi l’allenamento sui kata guidati dal M°Rigolio il quale, complice il numero ridotto di praticanti, ha la possibilità di seguire abbastanza agevolmente le varie coppie uchitachi/shitachi; al sottoscritto, non saprei se per simpatia o per disperazione, dedica qualche attenzione in più, correggendomi spesso e insistendo sulla corretta sequenza piedi/braccia nell’esecuzione del terzo kata. L’ora passa veloce ed è già tempo di procedere alla registrazione all’esame e alla consegna dei compiti scritti per poi subito cominciare le due ore di allenamento pre-esame. L’allenamento, sempre condotto dal M°Rigolio è tecnico, ripassa i fondamentali, mostra cose nuove e corregge gesti che parevano ormai acquisiti e consolidati, a perfetta dimostrazione di quanto nel Kendo si possa e si debba costantemente migliorare ogni più piccolo gesto. Ho Apprezzato il modo di condurre del M°Rigolio, sempre calmo, chiaro e comprensibile.

L’allenamento procede e dopo un giro finale di ji-geiko con i vari maestri presenti facciamo una pausa per poi entrare direttamente nel clima pre-esame.

Sono una persona emotiva e  pensavo che avrei temuto il  momento, ma, forse complice la stanchezza della levataccia mattutina, mi sento stranamente calmo e rilassato , faccio battute con i compagni di pratica e ho modo di salutare a nome di tutto il dojo Ikendenshin l’amico Dado Brivio, che mi tranquillizza ulteriormente dandomi alcuni consigli.

Ok, mi hanno dato il numero, numero 110, sono nella penultima pull, si comincia. Guardo scorrere le numerose sessioni di esame per il I kyu e quando l’ultima ha ancora luogo, noi esaminandi per il I dan riceviamo l’ordine di indossare il men. Vedo attraverso il men gane gli esami dei miei compagni ed all’interno del men mi sento completamente solo, percepisco forte il sibilo del mio respiro mentre i kiai che si susseguono mi giungono come suoni ovattati; il men è un ambiente intimo, una stanza dove raccogliere i pensieri, una finestra da dove poi guardare solo avanti; da qui, rilassato, assisto e attendo. “110 preparati!”  Ok, si va.

Saluto, sonkyo e si parte con kirikaeshi con me come motodachi. Dopo i primi 4 yoko-men il mio primo compagno si fa sopraffare dall’emozione e si blocca; rimaniamo così immobili per un tempo che sembra infinito, poi cerco di spezzare la situazione dicendogli attraverso il men: “cinque indietro” e riesco nell’intento facendogli completare l’esercizio. Dopo ji-geiko cambio di compagno e ora è il mio turno. Valutare la propria prestazione è sempre difficile, ma posso dire che non mi sentivo completamente soddisfatto, tanto che al momento dell’esposizione dei candidati promossi ho esitato alcuni minuti prima di risolvermi ad andare a vedere. Questo è stato il momento più duro: tra me e un foglio appeso alla parete c’erano le ore di allenamento, le parole, i consigli e le facce di chi mi ha sostenuto; c’erano le ore tolte alla famiglia, c’erano tutti i sacrifici e le ore di viaggio. Era tutto lì, ma mi decido e scorro i numeri: 110, 110, 110…c’è! Nessuna emozione, primo pensiero i kata, tanto che non riesco a godermi appieno gli esami per II dan che stanno avendo luogo in quegli istanti.

A differenza degli esami con armatura i kata sono rapidissimi e in rapida sequenza li eseguiamo e li eseguiamo tutti bene visto che alla fine risulteremo tutti promossi!

Non appena terminati gli esami ci comunicano che la palestra deve essere liberata entro un’ora, i tempi quindi si accelerano, le persone corrono qua e là, molti vanno subito a fare la doccia. Io rimango alcuni istanti seduto con il bokken fra le mani e non riesco bene a realizzare che da oggi sono I dan di Kendo: cerco di ricordare quando ho cominciato, perché l’ho fatto, cerco di rammentare tutte le sere passate al dojo e tutte le persone che hanno praticato con me, gli esami kyu, cerco di mettere insieme tre anni di pratica per poter comprendere cosa sono da oggi, ma riesco solo a sorridere, di quei sorrisi stanchi che si fanno dopo un lavoro venuto bene. Shinai a posto, bokken a posto, armatura a posto: domani si ricomincia.

Filippo Tonelli

…ed allora abbiamo festeggiato a dovere! 😉

http://ikendenshin.wordpress.com/2013/10/28/filippo-promosso/

PS:  a distanza di tempo è bello rileggere anche queste due riflessioni scritte anni fa da Alessio e Giulio

https://kendonellemarche.wordpress.com/2009/11/03/lessenza-del-1%C2%B0-dan-di-kendo/

https://kendonellemarche.wordpress.com/2009/11/03/lessenza-del-1%C2%B0-dan-di-kendo-2/


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25° EKC – Daniel Turner

Con un pochino di ritardo, pubblichiamo il report scritto dal nostro amico Daniel Turner del Kendo CUS Verona che ha avuto la possiblità di vivere molto da vicino l’esperienza della nostra nazionale al 25° EKC di Germania 2013.

***

Di ritorno dal 25° Campionato Europeo di Kendo vorrei riportare le emozioni che questi tre giorni hanno scritto in maniera indelebile nel mio cuore.

I duri allenamenti, i ritiri, e la  pratica svolta ognuno all’interno del suo dojo, è ormai acqua passata, questo è il tempo della resa dei conti.

credits – CIK

Già durante la cerimonia di apertura si respira un clima di altissima attenzione, l’aria è frizzante, il freddo che aveva accolto i competitori all’esterno dell’imponente struttura sportiva è stato spazzato via dal calore dei loro cuori, pronti ad affrontarsi sugli shiai-jo. Inizia così la 25° edizione dei campionati Europei di Kendo.

I primi a solcare il parquette sono gli Juniores, un team formato da Antony Maio, Iuri Petralia e Irene Rizzo. Sin dal primo momento si capisce che la carica è alta, e la squadra inizia con il piede giusto. Immediatamente balza agli occhi l’intensità, la potenza e la luce degli ippon di Maio. Difficile veramente credere che l’impatto e la precisione siano di uno Juniores. Vinciamo la poule e si passa alle eliminazioni dirette, l’obbiettivo è il podio. Purtroppo la Romania che arriverà seconda classificata blocca il cammino dei giovani Azzurri. L’Italia degli under si classifica al 3° posto risultato storico per la nostra federazione.

credits – CIK

Agli individuali Juniores purtroppo il nostro cammino si interrompe troppo presto rispetto alle aspettative che avevano creato durante la competizione a squadre. Nonostante ciò il talento del giovane messinese Antony Maio emerge comunque portandolo al conseguimento del Fighting Spirit.

E’ la volta delle ragazze, orfane delle blasonate Papaccio e Livolsi, la squadra presenta nuove forze all’esordio europeo.

credits – Eva Ricciuti

Sono Eva Ricciuti alla primissima presenza azzurra e Chiara Olivieri che nonostante la precedente convocazione ai campionati del mondo questa volta avrà la vera occasione di far vedere di che pasta è fatta. Le ragazze si presentano sullo shiai-jo per una poule formata da Svezia e Reppubblica Ceca. Il primo incontro è con la Svezia e da subito il team azzurro mette in luce le sue qualità migliori: grandissimo spirito di iniziativa, determinazione e volontà.

La Svezia come la Repubblica Ceca sono presto battute. La squadra dimostra maturità spirito di sacrificio e grande unione. E’ questa litalia che volevamo vedere e così arriviamo ai quarti dove ad attenderci c’è la Francia che seppur con un team rinnovato quasi per metà ha come capitano la campionessa europea 2011 Pauline  Stolarz. L’incontro è serratissimo è solo l’ultimo incontro a decidere la sorte delle nostre ragazze fermate da una Francia forte ma assolutamente alla loro portata.

Gli occhi delle ragazze all’uscita dello shiai-jo sono ancora pregni di energia e non rimanerne rapito è praticamente impossibile. Grandissima prestazione, bel kendo ma per questa volta l’avventura finisce prima del podio. Il riconoscimento del fighting spirit va a Serena Ricciuti interprete di una giornata pressochè perfetta. La prima giornata di gare volge al termine e tutti, competitori e spettatori siamo particolarmente provati.

Il giorno dopo è la volta della competizione a squadre maschile.

credits – CIK

L’Italia orfana del suo capitano, presenta due nuovi competitori all’esordio con la Nazionale maggiore Dario Baeli e Andrea Moretti. La poule vede il Belgio e la Lituania come i nostri prossimi avversari. Da subito si capisce che c’è qualcosa che non gira, nonostante l’ottimo livello della formazione Italiana, il Belgio ha la meglio e passa la poule come prima classificata spianandosi la strada verso il podio. L’italia passata come seconda invece si è resa la vita un po’ più difficile mettendo sul suo cammino Germania ed eventualmente la Francia.

Ma non importa i ragazzi sono già abituati a tutto e negl’occhi si intravede una grandissima determinazione. E’ la volta della Svezia.

 I ragazzi lottano con tutte le loro forze ma la giornata non sembra essere quella giusta per loro, Giuseppe Giannetto agguanta all’ultimo lo spareggio.

E’ Mandia l’uomo giusto per questo tipo di incombenze, freddo, potente ed assolutamente detterminato a proseguire il cammino. Il primo attacco è un esplosione un kote men (una delle sue specialità) che fa saltare il pubblico in piedi, ma gli arbitri non sono dello stesso parere.

E’ l’attacco successivo un debana kote a portarci all’incontro successivo! Grande Fabrizio!

Con la Germania torniamo subito sotto anche se la sensazione è che il nostro kendo non riesca ad essere apprezzato al 100% ma questi sono forse commenti da tifoso più che da praticante. La Germania per un solo ippon si disputerà l’incontro successivo con la Francia per gli accessi alle semifinali.

Grandissimo esordio per Dario Baeli che ha visto il giovane messinese protagonista di una giornata quasi perfetta. C’è il tempo di ammirare la finale tra Francia e Belgio che vedrà la Francia campionessa Europea a squadre.

Arriviamo così a domenica, la giornata conclusiva dei campionati. Gli atleti scelti per rappresentare l’Italia sono per la parte maschile:

Andrea Moretti neo 4° Dan che ha ben figurato nelle giornate precedenti, Demetrio Orlando Indiscusso senpo della formazione Italiana, Giacomo Pezzo a mio avviso una delle più belle espressioni del kendo Italiano per la sua età (giudizio ovviamente parte essendo io suo compagno di dojo 😉 ), Giuseppe Giannetto più volte Campione Italiano premiato con il Fighting Spirit all’ultimo Campionato Mondiale e  L’ex Campione Europeo Fabrizio Mandia attualmente campione Italiano in carica, intenzionato a riconfermare il titolo per la terza volta.

La compagine femminile è inceve composta da:

Chiara Olivieri nuovo acquisto della formazione Italiana, Laura Imperiale capitano della formazione femminile, Serena Ricciuti fighting spirit nella competizione a squadre, Chiara Bosetti terza classificata ai campionati Italiani e  Alessandra Orizio attuale Campionessa Italiana in carica. La giornata si presenta da subito ricca di emozioni e i continui salti da un seggiolino all’altro mi costeranno da li a poco una tibiata clamorosa! Sugli spalti ad incoraggiare i nostri, i ragazzi Juniores, i mitici fisioterapisti e tutto lo staff.

Incominciano le ragazze e purtroppo la giornata per le nostre non incomincia nei migliori dei modi. Laura, Serena e Chiara Bosetti vengono fermate nella poule nel nostro più completo stupore. Peccato sicuramente il loro valore è ben più alto, ma in competizioni come queste non sempre il talento e le capacità bastano.

Grandissima invece Chiara Olivieri che dopo aver superato la Poule si deve arrendere ad un avversario molto ostico. Brava comunque!

E’ presto la volta dei ragazzi in blu.

Anche per loro come per le ragazze a passare alla fase successiva sarà solo il primo classificato nella poule. La tensione è altissima basta una piccola sbavatura per compromettere gli sforzi fin qui fatti. Gli Italiani iniziano quasi contemporaneamente sui diversi shiai jo e seguirli tutti diventa veramente difficile. Purtroppo l’avventura di Andrea e Demetrio finisce presto, troppo presto, sugli spalti tanto stupore, i nostri meritavano sicuramente di più. Fabrizio Mandia, Giacomo Pezzo e Giuseppe Giannetto passano agevolmente la poule. Giusto il tempo di una fetta di strudel ed è la volta delle eliminatorie, Giacomo è già sullo shiai jo ed incontro dopo incontro ippon dopo ippon mette in luce tutta la bellezza e l’efficacia del suo kendo, un perfetto mix di tecnica sopraffina, consapevolezza del centro e velocità.

Intanto brutte notizie dallo shiai jo B, Fabrizio è stato eliminato da un avversario, il britannico Gibson, che si aggiudicherà il fighting spirit.

Restano ancora in gara Giacomo Pezzo e Giuseppe Giannetto, quest’ultimo nonostante alcuni problemi fisici (credetemi la faccia del fisioterapista alla mia domanda: “come stà il polpaccio di Giuseppe?” la diceva veramente lunga su quanto questo ragazzo sappia mettere cuore e testa oltre l’ostacolo) sta mostrando a tutti noi come da i momenti più difficili si possa trarre la chiave giusta per ribaltare le situazioni. Siamo ai quarti di finale, Giacomo incontra il fortissimo Attila Dubi un atleta pluripremiato della selezione Ungherese e dopo un bellissimo incontro deve cedere il passo all’esperienza di Dubi, mentre Giuseppe deve affrontare Oscar Kimura capitano della selezione Svizzera. L’incontro, serratissimo, è un perfetto concentrato del kendo di Giuseppe. Un esercizio mentale incredibile, volto a destabilizzare l’avversario per poi fulminarlo con un attacco precisissimo e risolutorio. Si va avanti! Quarti di finale, Giuseppe domina l’avversario con un sonoro 2 a 0. Semifinale il temuto (almeno per noi in tribuna) Dubi, già vincitore contro Giacomo è il prossimo avversario. Per nulla intimorito invece Giuseppe che inizia il suo duello mettendo immediatamente in crisi l’ungherese. Il tempo regolamentare non basta si va all’encho specialità per il nostro Giuseppe, che fulmina l’avversario con un bellissimo Men!

Siamo alla finale, è un atleta Francese, Nakabayashi Koichi, l’avversario di Giuseppe.

L’incontro inizia, e per noi è apnea! Il francese attacca, doppia incalza, ma per toccare Giuseppe oggi serve ben altro, l’immagine è quella di un cobra che studia la sua preda, che sa aspettare, sa far “sfogare” l’avversario, pronto in qualsiasi momento a sferrare l’attacco decisivo.

Passano quasi 20 minuti di encho ma credetemi, oggi mi sembrano istanti, poi come il più letale dei predatori Giuseppe esplode un men di rara bellezza! La “curva” esplode in un urlo di gioia, il palazzetto è tutto per lui!!

Daniel Turner