Kendo nelle Marche


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Paris Taikai 2012 – Ono ha Itto Ryu

Al Paris Taikai dello scorso Marzo 2012, è stata fatta un intensa dimostrazione di Ono ha Itto Ryu che vi riportiamo qui sotto.

A voi!


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il seminario di Sasamori Sensei

Ero in viaggio di nozze dopo l’intenso matrimonio, e questo non mi ha permesso di partecipare al recente seminario di Ono-Ha-Itto-Ryu con Sasamori Sensei con due suoi assistenti di notevole livello, ma il dojo Shingen è stato comunque ben rappresentato dal nostro Roberto Agostini che per il nostro blog ha scritto un bel diario! 🙂

IT-TO-TAN-SUI, la spada come l’acqua

Il Soke Sasamori, com’è usanza in Giappone, ha portato un dono per tutti gli allievi che hanno partecipato al seminario annuale di Ono-ha-it-to-ryu, la tradizionale scuola di spada giapponese, che dal due al cinque di giugno si è tenuto a Ferrara.

E’ un tenugui. Per noi che pratichiamo kendo, non sono mai abbastanza, ma questo non può essere indossato con leggerezza. C’è scritto “it-to-tan-sui”

Più velocemente di quanto mi aspettassi, è arrivato il due giugno. Oggi si parte per Ferrara, dove ci alleneremo per quattro giorni sotto la guida del grande Maestro Sasamori Takemi (17° Soke della Onoha Itto Ryu) e di due suoi assistenti: Kawakami Kazuo sensei (7°Dan di kendo) e Sekiguchi Osamu sensei. Per fortuna il seminario inizia il pomeriggio, per cui possiamo partire con grande calma. Ferrara è vicina, ma soprattutto, è a nord! In A14, la carreggiata sud è un vero incubo. Arriviamo in albergo facilmente, mettiamo giù le valigie e subito andiamo alla vicina palestra. Alcuni saluti ed è già ora di iniziare il seminario. Siamo in trentotto, da tutt’Italia, dalla Germania e dalla Russia; non tanti per chi è abituato ad importanti stage di kendo o aikido, ma così avremo modo d’imparare molto!

Sasamori Sensei

Il Soke, nel suo discorso iniziale, dice che quest’anno vuole andare avanti molto. Io non ho ben capito cosa intenda per “molto”, ma non mi sento tranquillo; ancora devo imparare bene le basi! Iniziamo con il riscaldamento, le posture di base (kake-kyu-hin) ed una serie di colpi partendo da In e Yo. I maestri controllano e correggono.

Studiamo anche il saluto e per mia grande fortuna mi ritrovo con Sekiguchi sensei. Come dirà Sasamori Soke l’ultimo giorno: “In Giappone la cerimonia del te è molto rigorosa e precisa; la Onoha Itto Ryu è ancora più rigorosa e precisa”. L’etichetta è fondamentale e tutti devono muoversi in maniera armonica, tenendo lo sguardo rivolto al proprio avversario ma prestando attenzione a tutto quello che succede attorno: “guardare la montagna”. Continuiamo la pratica studiando il colpo base della scuola, il kiriotoshi, dividendoci in due gruppi: principianti ed avanzati. La pressione dei maestri è notevole, ci si sente sempre osservati e bisogna mantenere la concentrazione al massimo. L’insegnamento viene portato avanti dai due maestri, mentre il Soke gira continuamente ed interviene quando ritiene necessario. Quattro ore passano velocemente ma già c’è materiale da studiare per un anno! Il clima che si respira nel “dojo” è ottimo. I compagni sono seri e concentrati e si lavora molto bene. Il livello è alto.

03/06/2011 – Il secondo giorno iniziamo nella solita maniera: riscaldamento, posture e colpi base. Il Soke ci dirà che per allenarsi bene basta essere in due e studiare allo sfinimento kiri-otoshi e le nove posture di base. Queste ultime possono essere studiate efficacemente anche da soli, magari davanti allo specchio. La giornata è dedicata allo studio dei kata che già conosciamo, correggendo gli errori ed approfondendo molti concetti ed introducendo innumerevoli dettagli.

04/06/2011 – Il terzo giorno il Soke spiega una delle caratteristiche principali di questa scuola: “spiazzare e confondere l’avversario”, soprattutto attraverso l’applicazione di “shin-gyo-so”. In effetti, tutte le tecniche si basano su questo concetto; estremamente difficile da applicare e molto pericoloso, ma anche estremamente efficace. Insieme all’altro principio cardine (“avvantaggiarsi dei movimenti dell’avversario per attaccarlo con un unico colpo”), la Ono-ha-Itto-Ryu è diventata la scuola ufficiale di kenjutsu degli shogun. A fine giornata, il Soke inizia a raccontare: “ Quando il maestro Ito Ittosai dovette scegliere il suo successore, nella sua scuola c’erano due allievi meritevoli: Ono Zenki e Mikogami Tenzen. Ono era tecnicamente più bravo ma non aveva un buon carattere. Al contrario, Mikogami era meno bravo ma era più giudizioso. Una sera il maestro li chiamò nella sua stanza. Il primo ad entrare fu Ono. Il maestro era seduto dietro ad un paravento ed Ono, con un balzo, scavalcò il paravento e si mise a sedere davanti al maestro. Ittosai gli disse che, il giorno seguente, alla tal ora e nel tal posto, si sarebbe sfidato ad un duello mortale con Mikogami, per decidere la successione. Ono pensò: “Vincerò di sicuro, la successione è già mia.” ed andò a dormire. Poi entrò anche Mikogami. Egli, con un salto, andò ad accovacciarsi sopra il paravento. Guardò dove fosse il maestro e si andò a sedere in un punto più tranquillo e sicuro. Ad Ittosai piacque il modo di affrontare quest’incontro, in linea con il carattere di Mikogami. Egli disse le stesse cose che ad Ono ma aggiunse: “La sfida è già iniziata.” Il giorno dopo, poco prima dell’alba, Ono andò nel posto prestabilito, una collina con un albero in cima. Non vedendo arrivare lo sfidante, pensò che avesse avuto paura e fosse scappato. Era già soddisfatto e stava iniziando a spuntare il sole. In quel momento, da dietro l’albero, dove si era nascosto la sera prima, Mikogami Tenzen uscì allo scoperto, trovandosi con il sole nascente alle spalle. In quel momento, lo scontro era già finito, Ono aveva perso.”.

 “Questa notte meditate. Chi capirà la morale di questo racconto, sarà degno di proseguire nello studio dell’Itto Ryu.”

Come ha spiegato il Soke alla cena dell’associazione, nella Itto Ryu si considerano i cinque elementi fondamentali: l’acqua, l’oro (il metallo), la terra, il fuoco ed il legno; ma è l’acqua il bene più prezioso. L’acqua prende la forma di ciò che la contiene. Bisogna uscire dal proprio ego ed armonizzarsi con ciò che ci circonda. L’acqua è un elemento che dall’alto scende verso il basso. Non sono io che mi devo considerare importante, ma devo portare tutti con me. Non esiste nulla che sia forte come l’acqua (come i recenti avvenimenti giapponesi hanno dimostrato). Il bokuto deve avere la stessa adattabilità e consistenza dell’acqua, ma portando con se la stessa forza. It-to-tan-sui.

05/06/2011 – Oggi è l’ultimo giorno. Ripassiamo ancora i fondamentali e poi c’è l’Enbu: la dimostrazione da fare davanti al Soke ed a tutti gli altri. Il Soke insiste sul “Guardare la montagna”. Questa è la critica principale alla nostra dimostrazione finale. Muoversi insieme ed in armonia. La prima regola che il Soke ci ha spiegato all’inizio del seminario è anche quella più difficile da applicare.

Il seminario è stato molto intenso ed anche faticoso, ma di una fatica che non è fisica. E’ l’impegno di imparare da grandi maestri, di dare sempre il massimo. Non sono molto stanco (il kendo mi è stato di gran aiuto per sopportare la fatica fisica) ma già con la speranza di rivederci il prossimo anno. Nel frattempo, ci aspetta un lungo anno di studio!

Se siete interessati a questa bellissima scuola di spada e volete approfondire l’argomento, vi segnaliamo l’associazione ufficiale di Ono Ha Itto Ryu in Italia.


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Finalmente!! Sasamori Sensei in Italia!

Quante volte vi abbiamo parlato in via ufficiosa dell’Ono-ha-Itto-Ryu?

Abbiamo pubblicato interviste, video, dimostrazioni, e tanto altro.

Ora, dopo aver assistito da modestissimo “studente” ad alcune lezioni, sono felice d’informarvi che finalmente, dopo vicessitudini che hanno ritardato la nascita ufficiale del gruppo, è stata ufficializzata la nascita dell’Associazione culturale “Ono Ha Itto Ryu Italia” il cui statuto evidenzia lo scopo di uno studio nobile, totalmente privo di finalità di lucro.

Accanto a questa bellissima notizia, vi segnaliamo inoltre il seminario europeo che si tiene ad anni alterni in Italia ed in Germania con il Caposcuola Sasamori Takemi Sensei.

Tutte le informazioni relative al seminario che si terrà da giovedì 2 a domenica 5 giugno 2011 a Ferrara a questo link.

Seminario 2010 - Pforzheim, Germania - Credits - Ono ha Itto Ryu Italia


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34th Nihon Kobudo Kyoukai Enbu Taikai

Il o6/02/2011 si è tenuto il 34° Nihon Kobudo kyoukai Enbu Taikai, una dimostrazione delle più tradizionali arti marziali giapponesi.

grazie al canale Ichibay Channel possiamo mostrarvi alcuni video che ritraggono ad esempio il Katori Shinto

…una forma antica di Karate

…la Naginata

… Jigen ryu

e tante altre!!

Tra queste compariva ovviamente anche l’Ono-Ha-Itto-Ryu al quale sono particolarmente afffezionato 🙂

Se ricordate, avevamo già pubblicato una dimostrazione di questa kenjutsu in occasione dell’edizione del 2009 quando il Soke Sasamori Sensei era accompagnato da Kawakami sensei, Hirata sensei and Yabuki sensei.

Ecco invece qui di seguito la loro dimostrazione di questa edizione!

Se avete un profilo su Facebook, andate a vedervi il gruppo “Amici dell’ Onoha Itto Ryu” dopo esser stati nella nostra pagina!! 🙂

Godetevi il resto della dimostrazione!! 😉

http://www.youtube.com/watch?v=POvfL_xHISE

http://www.youtube.com/watch?v=iJUbRari5wk

http://www.youtube.com/watch?v=AbluiJ1kbMc

http://www.youtube.com/watch?v=5ixgk9U_ZHY

http://www.youtube.com/watch?v=XYku7FBq5AE

http://www.youtube.com/watch?v=vr9XLqQM0Lo

http://www.youtube.com/watch?v=gw7cDWVIcTw

http://www.youtube.com/watch?v=zroj-n8bcuo


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Dall’Ono Ha Itto ryu al Kendo – parte 2° Intervista a Sasamori Sensei

Proseguiamo l’approfondimento riguardo l’Oho-ha-Itto- Ryu con un’intervista. Non illudetevi, purtroppo non si tratta di una delle interviste made by Kendo Nelle Marche, ma di una traduzione dell’intervista pubblicata in 3 puntate fatta al Soke dell’Ono-ha-Itto-Ryu, Sasamori Sensei. Questo non significa che non sia degna di nota, anzi!! 🙂 Pensate che Sasamori Takemi, oltre ad essere un Caposcuola, è un prete, ed è figlio di  Sasamori Junzo Sensei 10° dan di Kendo sul quale abbiamo in serbo un articolo.

Oltre a svelare tanti piccoli anedotti, quersta intervista realizzata da Douglas Tong per the Iaido Journal il 26 Luglio 2008, ci da l’opportunità di cogliere quelle nascoste relazioni tra il Kendo e la Spada antica, quello che rischiamo di perdere riducendo il Kendo alla sola pratica agonisitica. Troverete confronti tra la spada giapponese ed altre forme moderne di cavalleria come il rugby, alcuni dei concetti appresi al 1° seminario tecnico – culturale della CIK, il rapporto del Soke con l’importante presenza tecnica ed umana del padre Junzo.

Ora basta, passiamo alla lettura tradotta dall’intervista che trovate in originale a questi 3 link:

http://ejmas.com/tin/2008tin/tinart_tong_0808.html

http://ejmas.com/tin/2008tin/tinart_tong-sasamori2_0809.html

http://ejmas.com/tin/2008tin/tinart_tong-sasamori3_0810.html

Introduzione dell’autore Douglas Tong

Nota dell’autore: Questa intervista è stata condotta il 26 luglio 2008 a Setagaya-ku, Tokyo. Mentre Sasamori sensei parla un pò di inglese, l’intervista è stata condotta per lo più in giapponese. Lui mi ha chiesto di interpretare e approfondire le cose che  mi ha detto in giapponese, ma visto che il mio giapponese non è ad un livello abbastanza elevato, credo di fare un torto a pensare che io possa capire esattamente il suo pensiero sulla complessa questione discussa qui di seguito. Ho pensato che fosse meglio conservare ciò che mi ha detto direttamente, così come lo ha detto, qualche volta in giapponese e qualche volta in inglese. Invece, per tutta la trascrizione dell’intervista qui presentata, ho deciso di aggiungere alcune note che possono indicare possibili percorsi di pensiero sui quali i lettori potranno riflettere. Eventuali errori di interpretazione su quanto detto dal Sensei sono mia responsabilità.

Domanda: C’è ancora una certa confusione su che cosa sia esattamente “Kenjutsu”. Che cosa è “Kenjutsu” ed in che cosa si differenzia da Kendo e Iaido?

Sensei: Permettetemi di dire in primo luogo, che il kendo e il kenjutsu sono la stessa cosa. Kenjutsu è Kendo antico (tradizionale). *  Gendai Kendo (Kendo moderno) è sport.

(* Qui il Sensei potrebbe essersi riferito al concetto di Ken-Do o Ken-No-Michi, cioè la via della spada, come un modo di vita e come uno studio professionale. Questo è in contrasto con il termine coniato per il Kendo inteso come nome dello sport moderno per la scherma giapponese)

Kenjutsu è il budo tradizionale. Nel budo tradizionale “Kokoro no shugyo” (formazione spirituale) era molto importante, non era solo l’allenamento fisico o tecnico.

In secondo luogo, attualmente lo Iaido è conosciuto come la via del solo uso con la spada *.

(* Forse il Sensei si riferisce ad una moderna concezione dello Iaido come alcuni lo considerano oggi: come un’arte con una specializzazione limitata, cioè, l’arte della figura e del taglio, specializzato solo nella pratica dell’estrazione della spada dal fodero e l’esecuzione di tagli in un movimento fluido)

Ma in tempi antichi, kenjutsu e iaido non erano separati. Era la pratica globale dell’uso della spada. **.

(** Presumibilmente questo è forse il motivo per cui stili di kenjutsu tradizionali come Yagyu Shinkage Ryu, Ono-ha Itto Ryu, Katori Shinto Ryu per citarne alcuni, hanno tutti elementi di iai nel loro curriculum)

Se consideriamo i caratteri giapponesi (kanji) che compongono la parola iaido, “I” vuol dire “Io sono qui” e “AI” significa “Tu sei lì “, e il confronto dei due è “I-AI”.

Originariamente, era tutto “iai-do” .**

(** Se si considera l’interpretazione del Maestro di Iai-do come “la via del confronto tra se stessi e l’altro”)

Kenjutsu comprende tutto: Iai, Batto, ecc … Al giorno d’oggi, Batto Jutsu è focalizzata sulla Tameshigiri ma non era altrettanto in tempi antichi. Nei tempi antichi, questa pratica era all’interno del kenjutsu. E iai nel passato era shi kata e uchi kata, perché c’è sempre bisogno avversario. *

(* Qui il Sensei crediamo si rifesse al fatto che bisogna sempre essere consapevoli dell’avversario. La Scherma (lo studio della spada) non avviene nel vuoto. Nel curriculum di maggiori stili di iai come Muso Ryu Jikiden Eishin, sono compresi kata con 2 praticanti)

Domanda: Secondo Lei, qual è la via giapponese della spada? Come si differenzia da altri tipi di spada, come scherma occidentale o orientali come ad esempio quella cinese?

Sensei: Questa è una domanda difficile. (Ride)

Nel pensiero giapponese, la formazione della spada non è solo allenamento fisico ma anche è mentale e spirituale.

Lo scopo della spada non è vincere su un’altra persona. Siamo alla ricerca del senso della lotta …

In giapponese, ci piace pensare “otagai wo takameru” (letteralmente, “per migliorare l’un l’altro”).
Scherma non è solo abilità, ma si tratta anche di sviluppo e di crescita, sviluppando la propria personalità (per esempio, sviluppando il vostro carattere) **. Si tratta di onore.

(** Forse il Sensei qui intende dire che attraverso le prove che ognuno di noi affronta nello studio di un arte marziale, si cresce e maturare come persone)

Domanda: Perché è importante?

Sensei: nel Kenjutsu, devi rispettare.

(A questo punto, il maestro scrive alcuni kanji su carta) “taiji sei” – confronto di te ed io.
Dovete dimostrare riguardo verso l’altra persona. Non solo nemico, a volte è un insegnante o un amico .*

(* Qui non ero sicuro di quello che il maestro voleva dire: potrebbe aver voluto dire che dobbiamo rendere omaggio ai nostri maestri ed amici, o che il tuo avversario non può essere un antagonista senza volto, ma potrebbe essere qualcuno che conosci come un insegnante o un amico, costretto dalle circostanze a essere il tuo avversario…)

Se si perde, si deve dire grazie al tuo avversario.
Nello sport moderno, ci si concentra solo sulla vittoria.
In Ken-Do, anche se si perde o si vince, si deve dire grazie al tuo avversario. Un buon esempio è il vecchio gioco del rugby. Anche in un intenso scontro di gioco, si stringono la mano dopo la partita.

Questo è tutto basato sulla vecchia idea europea di cavalleria. Abbiamo le stesse idee nel kenjutsu giapponese.

Si tratta di onore e rispetto.

Domanda: Cos’è Itto Ryu?

Sensei: 500 anni fa o giù di lì, in Jidai Muromachi, Ito * Ittōsai iniziò questa scuola.

(* Un misterioso samurai nato nella metà del 1500 sul quale si sa molto poco. Studiò Chujo Ryu, ma lasciò la scuola quando battè il suo maestro e si sentii maturo per sviluppare un proprio stile. Ecco una versione abbreviata del storia di come Itō Ittōsai è venuto a scoprire la tecnica che sarebbe poi stata la base di uno dei più grandi stili di spada giapponese:

Il fondatore di Itto Ryu era un uomo di nome Yagorō. A quattordici anni, Yagorō arrivò sulla spiaggia di una località balneare di nome Ito. Secondo la leggenda, ha usato un pezzo di legno per attraversare lo stretto di mare di Sagami da l’isola di Oshima. I residenti erano molto chiusi , la società di quei tempi non era molto ospitale con gli stranieri. Ma il giovane Yagorō guadagnò presto la loro amicizia quando un giorno con la sua abilità allontanò sei banditi che attaccarono il villaggio. Finì per rimanere per anni nel villaggio fino a quando gli abitanti racimolarono un po ‘di denaro per lui al fine di poterlo far partire alla ricerca di un maestro, per questo era il suo grande desiderio. Andò a Kamakura al famoso Santuario di Hachiman per pregare gli Dei. Vi rimase per sei notti, praticando e pregando. Nella settima notte, fu attaccato da dietro da qualche ignoto assalitore. In qualche modo l’aveva intuito, estrasse la spada, si voltò e tagliò l’uomo verso il basso in un colpo. La sua tecnica fu spontanea e fatta inconsciamente. Non capì il significato della tecnica che aveva usato quella notte fino a molti anni più tardi, ma sarebbe diventata la tecnica fondamentale e la filosofia dello stile che sarebbe andato a creare in futuro.

Fonte: Sugawara,, Makoto 1988. Vive di spadaccini Maestro, le pubblicazioni Oriente, Tokyo, Giappone).

Ha trovato che tutto comincia da “uno” e finisce con “uno”.
Con finisce con “uno”, voglio dire, risale ad “uno”.
Tutto inizia da “uno”e torna ad “uno”. Come un cerchio o una palla.

Nella nostra scuola, usiamo questo simbolo.
(A questo punto, sensei mi mostra il simbolo misterioso, che è lo stemma della sua scuola)

Symbol (kamon) is the property of Takemi Sasamori Sensei and is used by permission.

Si comincia con un punto.

(Su un foglio di carta bianca, comincia a disegnare un punto, poi tira più punti in linea retta)

Molti punti diventano una sola riga.

(Alla fine della linea, continua la linea con la matita e fa un picco cerchio perfetto)

Una linea continua, per terminare in un cerchio.
Il piccolo cerchio è la perfezione di me stesso.

(Alla fine del piccolo cerchio perfetto, continua senza lasciare la punta della matita dalla carta per disegnare il cerchio più grande, e finisce il grande cerchio esattamente dove è iniziato – al piccolo cerchio)

Il grande cerchio è il Sé più grande, del vero sé (stesso).

(Io gli do uno sguardo confuso perché, francamente, mi sono confuso …)

Il Vero Sé è il… (lui fatica a trovare la giusta parola inglese per quello che sta cercando di dirmi) … cosmo.
Il significato dei due cerchi è che si dovrebbe essere perfetto con la vera perfezione .*
(* Sasamori sensei è anche un prete cristiano e frequenta la chiesa di Tokyo. Ha studiato 10 anni a New York. Mi chiedo se si riferisca a una idea cristiana, una idea buddista, scintoista o una grande idea.)

Ma tutto comincia da un punto.
(Egli si riferisce al primo punto fatto sulla carta. Poi si passa attraverso il processo di ri-disegnare il simbolo di tutto)

…per poi tornare al punto di partenza.
il Kata 1 è il primo punto. E molti punti fanno una riga ….
(Comincia a disegnare di nuovo …)

Tutto inizia da “uno” e torna a “uno”. Questa è un’idea di Itō Ittōsai.

Domanda: Quindi il concetto di “uno” è molto importante?

Sensei: Sì. Pensate al kanji giapponese per “uno”, “Ichi” (disegna una linea).
Aggiungete un altro “uno” (questa volta, traccia una linea, ma si intersecano perpendicolarmente alla prima riga, facendo una croce).
Questo rende il personaggio per dieci o “jyuu” in giapponese. In giapponese, i kanji per dieci rappresenta la perfezione.
“One” plus “uno” è uguale a perfezione.

Domanda: Mi dispiace, non capisco.

Sensei: “Uno” + molti “uno” …
(Qui si interseca con la linea più volte da tutte le direzioni)

… Fa un insieme, o una palla.

“Uno” + molti “uno” = Perfezione.
(Posso vedere come le molte linee si intersecano ora fanno sembrare una palla, o un cerchio)

Vi dirò una vecchia idea giapponese.
In primo luogo si dispone di una goccia di pioggia. Molte gocce di pioggia diventano un piccolo ruscello. Con molte gocce di pioggia, il piccolo ruscello diventa un fiume grande. Diventa un fiume. Poi diventa un oceano.
E poi di nuovo a una goccia di pioggia …
I vecchi giapponese pensano in questo modo.

Domanda: Ci Parli della sua scuola di Itto Ryu.
Sensei: Ono-ha Itto Ryu è la linea principale. Il fondatore è stato Ono Jiroemon Tadaaki, che era la persona che ha preso il posto di Itō Ittōsai .*
(* Qui, mi mostra il grafico ufficiale di Lineage. Questo è chiaro. E ‘la linea principale.)

Albero delle scuole Itto Ryu

Domanda: Allora, Ono-ha Itto Ryu, l’originale Itto Ryu come Itō Ittōsai praticava e insegnava?

Sensei: Sì. Autentico ed originale.

Domanda: Secondo Lei, cosa rende il vostro stile unico tra gli stili di spada?

Sensei: Kiri-otoshi.

Domanda: Vuoi dire la tecnica di kiri-otoshi da Kata # 1 “Hitotsu Kachi”?

SenseiSì. Kiri-otoshi è sia tecnica che idea. **
(** Si può forse interpretare qui il termine “idea” come “il concetto di guida e la filosofia dello stile”)

Domanda: Ono-ha Itto Ryu è molto famoso. Perché secondo lei?

Sensei: È una forma molto tradizionale. Molto autentica.
Inoltre, il Kendo moderno è partito da un ramo di questo stile: Nakanishi-ha Itto Ryu. E ‘quasi la stessa della linea principale.

Domanda: Qual è il rapporto tra Itto Ryu e Kendo?

Sensei: Beh, il Kendo è venuto da Nakanishi-ha Itto Ryu. Hanno sviluppato la shinai e questo ramo è stata la principale influenza nello sviluppo del Kendo. Ci sono molte somiglianze fra il Kendo e Itto Ryu come il kamae utilizzati ed il modo di usare la spada.

Domanda: Altri tipi di spada come gli stili cinesi o gli stili occidentali sembrano avere molti scambi di colpi. Gli stili di spada giapponese in genere sembrano affidarsi ad un solo taglio .* Pensa che questo sia vero?
(* Yagyu Shinkage Ryu ha gasshi-uchi, Kashima Shinto Ryu ha hitotsu tachi, Itto Ryu ha kiri-otoshi, ecc … tutte, un taglio perfetto.)

Sensei: Beh, abbiamo anche molti tipi di tagli e manovre, come avete visto nel nostro kata. Quale si usa davvero dipende da quanto l’avversario attacca.
Ma nel punto finale, è un taglio.

Domanda: Perché pensa che molti stili di spada giapponese abbracciano questa idea di “un taglio”?

Sensei: Una domanda difficile! (Ride)
Credo perché è semplice. Questo è l’ideale giapponese. L’idea perfetta. Questo è il motivo per cui l’Itto Ryu è famosa, a causa del concetto di “un taglio”.

Domanda: Il concetto di “un taglio” sembra molto importante nella Itto Ryu. Può dirci perché?

Sensei: La caratteristica principale di Itto Ryu è “un taglio” inteso come un “solo taglio”. Il punto principale non è fare tante manovre. Ma una solo tecnica. Un solo movimento. Il movimento perfetto …
Per questo motivo pratichiamo -kiri otoshi più e più volte.

Domanda: In molti stili di spada, è data molta importanza al kamae. Perché questo è importante?

Sensei: Sì, beh, kamae è un simbolo del vostro pensiero, di quello che si farà. Si mostra all’avversario il vostro modo di pensare, mostrando in concreto qual è il tuo pensiero.

Domanda: Il kamae è per l’attacco o per la difesa?

Sensei: Entrambe le cose. E ‘per l’attacco ed è per la difesa.

Domanda: Lei direbbe che Itto Ryu si occupa più in attacco, difesa o contrattacco?

Sensei: Itto Ryu comprende tutto.

Domanda: Non credo d’aver capito.

Sensei: Siete pronti per vincere, si è sicuri di vincere – allora si comincia a muoversi. Dopo aver vinto, poi lo si colpisce.

Domanda: Si colpisce dopo aver vinto?

Sensei: Sì. Prima di iniziare a muoversi, si dovrebbe aver vinto .*
(* Un’idea tattica interessante. Mi ricorda il principio di Sun Tzu che “la battaglia è vinta prima che d’iniziarla “.)

Abbiamo una espressione in giapponese: “Aite no saki”
Un altro concetto è “sen” (prima). E ‘come anticipazione .*
(* In entrambi i casi, la traduzione è: “essere” PRIMA “del tuo avversario”.)

Sto inducendo un attacco, così lo controllo. Lo faccio muovere, per poi agire…

Domanda: Qual è la filosofia fondamentale o idea di Itto Ryu?

Sensei: Ci sono tre idee fondamentali in Itto Ryu:

  1. .”Itto” – tutto comincia da uno
  2. “kiri-otoshi” – il taglio
  3. “ittō saku ban tō” – una spada uguale a diecimila spade *

(* Vedi: “uno” + molti “uno” = perfezione ….)

Domanda: Come insegnante, cosa cerca d’insegnare ai suoi studenti oltre la tecnica?

Sensei: Beh, naturalmente, la prima cosa è insegnare la tecnica corretta. Questo è estremamente importante. Ma credo che il più importante è quello di sviluppare la loro personalità.

Domanda: Cosa vuol dire con questo?

Sensei: Spero di farli diventare persone migliori, persone più mature.

Domanda: Come insegnante, cosa crede sia più importante per gli studenti da ricordare quando studiano kenjutsu (o budo)?

Sensei: Stabilità è la più importante. Lento ma costante è molto importante.

Continuazione è anche molto importante .*
(* In altre parole, il Seensei intende probabilmente che gli studenti hanno bisogno di praticare senza pause.)

Domanda: Chi è stato il Suo maestro?

Sensei: Mio padre .* (ride)
(* Junzo Sasamori Sensei era suo padre, il famoso Junzo Sasamori. Junzo Sasamori, nato nel 1886, è stato un politico giapponese in epoca Taisho e Showa e servì come ministro il governo giapponese durante il governo Katayama. Fu anche un educatore e autore. E’ stato co-autore del primo libro sul kendo in in lingua inglese, This Is Kendo:. L’arte della scherma giapponese con Gordon Warner ed ha scritto esaustivamente tutte le informazioni circa Ono-ha Itto Ryu tecniche, kata e filosofia in un libro intitolato “Itto Ryu Gokui “(” I segreti di Itto Ryu “); ogni tecnica, ogni mossa, ogni kata, passo-passo Purtroppo è disponibile solo in giapponese.


Naturalmente, era anche un maestro di spada: il 16° Soke dell’Ono-ha Itto Ryu e Kendo 10 ° dan. Ha ricevuto l’Ordine del Sacro Tesoro, per il meritorio servizio al Paese. Morì nel 1976.)

Naturalmente, ho imparato anche dai miei studenti. Sono i miei maestri anche perché l’insegnamento è l’apprendimento .**
(** In altre parole, quando si insegna, si impara dai tuoi studenti su cosa funziona o non funziona con gli studenti.)

L’apprendimento è anche l’insegnamento.
(*** Probabilmente, il Sensei intende dire che gli studenti, quando apprendono, ci dicono il modo in cui imparare e questo è una buona informazione per l’insegnante. Gli studenti, in sostanza, ci insegnano su come insegnare meglio)

Domanda: Lei spiace se le faccio una domanda personale?

Sensei: No, è OK.

Domanda: Grazie. Riesce a ricordare una cosa interessante che Suo padre le ha detto o fatto per farle interessare l’Itto Ryu?

Sensei: Beh, mio padre non mi ha costretto a studiare o praticare Itto Ryu. Accettava le mie scelte e mi lasciava libero di scegliere.

Mi ricordo che insegnava con delicatezza. Era una persona gentile.
E lui era sempre molto incoraggiante. Mi ha dato un grande incoraggiamento.

Domanda: Grazie, sensei. Lei è stato molto gentile. E ‘stata una grande intervista.

Sensei: Siete i benvenuti.

the Iaido Journal credits

Autore Poscritto: Sono stato in molti dojo in Giappone. Nel dojo di Sasamori Sensei, l’atmosfera è molto amichevole e aperta. Gli istruttori sono assistenti paziente e la comprensione è molto gioviale. Non sono chiusi nella mente e nello spirito. Credo che si possa dire molto di un maestro dai suoi studenti e per l’atmosfera del dojo. Sasamori sensei è gentile e, come i suoi commenti su suo padre, egli stesso è un animo gentile. Non alza mai la voce. Parla tranquillamente, ma quando parla, tutti sono in ascolto. E’ una presenza unica nel dojo. Ma non frantendetemi, la sua tecnica è forte e la profondità della sua conoscenza di Itto Ryu impressionante. Ma quello che mi ha impressionato di più personalmente è la sua vista, come un insegnante, che la cosa più importante nella formazione nel budo è quello di sviluppare una persona migliore. Essendo io stesso insegnante nel mio lavoro quotidiano, credo che questo sia vero. Budo è l’etica e la formazione nel budo è la formazione in etica. Mi sento molto fortunato ad aver avuto e continuano ad avere l’opportunità di praticare con un grande maestro. E ‘stato spiritualmente edificante. E non verametne budo tutto ciò?

Allora, vi è piaciuta? 😉


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Dall’Ono Ha Itto ryu al Kendo – parte 1°

Il titolo dell’articolo è chiaro. 🙂

La passione per l’Ono Ha Itto Ryu mi sta spingendo alla conoscenza, per piccoli passi, di questa bellissima Koryu.

Il primo contatto ci fu grazie al canale youtube di Kendo World attraverso il video della dimostrazione durante Nihon Kobudo Kyokai Enbu Taikai dello scorso anno. Da lì iniziai ad effettuare una ricerca che è ancora in corso riguardo le origini, l’evoluzione e lo stato attuale di questa scuola che a detta di molti è una delle maggiori ad aver contribuito alla formazione del Kendo.

Nel primo seminario tecnico-culturale CIK, T. Murata fece luce sulla sintesi fatta tra le tantissime scuole di Kenjutsu per codificare i kata di Kendo come li conosciamo attualmente, e guardando attentamente il video che Kendo World ci mette a disposizione oggi, questi punti di contatto vengono colti in modo abbastanza chiaro.

A metà video si può inoltre apprezzare la parte relativa all’uso del kodachi.  Non vi sembra di rivedere la spiegazione del M°Chiba durante il seminario di Giugno tenutosi a Roma?  😉

http://www.youtube.com/watch?v=iA9oHyYpnEQ

http://www.youtube.com/watch?v=uiIMAD9_TPA

to be continued… 😉