Kendo nelle Marche


2 commenti

16°WKC – Back to the origin

Nel post a questo link avevamo documentato la scelta del logo ufficiale per il 16° WKC che si terrà in Giappone tra 2 anni.

Oggi pubblichiamo il bellissimo video trailer nel quale compaiono campionissimi del Kendo giapponese!

Il primo è Kobayashi Mitsuru, Kendo 8°dan hanshi che vinse la prima edizione del 1970 contro Toda Sensei proprio a Tokyo! A seguire è la volta dei più recenti campioni Miyazaki Masahiro e Eiga Naoki.

Una parte importante del video è riservata alla storica location del Nippon Budokan di Tokyo, sede di eventi di primissimo ordine relativi alle arti marziali giapponesi.

Il video poi termina con un invito fatto con una successione di cartelli in giapponese in mano a diverse persone, puntualmente  sottotitolati in inglese, che suona anche come un invito a visitare il Giappone.

Unire l’esperienza di vedere il Campionato del Mondo nella terra madre del kendo, accanto ad un viaggio per visitare il Giappone sarebbe un sogno.


Lascia un commento

“Basic Kendo Waza practice with Bokuto”

Che l’AJKF stia spingendo sulla pratica di questi kata lo avevamo capito da tempo. Sono infatti sempre più frequenti le dimostrazioni fatte in eventi pubblici ed ufficiali di questo tipo di pratica che per la prima volta noi di KNM abbiamo visto qui.

Basic Kendo Waza practice with Bokuto


Lascia un commento

I Kata ai 60° AJKC

Come per tutte le edizioni degli AJKC, anche in quest’ultima è stato dato ampio spazio alla dimostrazione dei Kendo no Kata.

Quest’anno l’onore di mostrare questa importante parte del Kendo è stato assegnato a Oshitari Sensi (Uchitachi a sinistra nel video) e Nakata Sensei (Shitachi a destra nekl video)


Lascia un commento

Est versus Ovest – Studenti

Mentre la stragrande maggioranza di voi (e noi  🙂 ) si godeva l’estate, i ragazzi giapponesi orientali ed occidentali si sono confrontati nel 59th All Japan student Kendo East and West allo storico Nippon Budokan.

Un po’ come il Taikai di cui vi abbiamo parlato qui, in questo trofeo gli studenti dell’Est combattono contro quelli dell’ovest. Interessante questa suddivisione del Giappone nel mondo del Kendo. Cercheremo di capirne i motivi con un po’ di ricerche…

La formula adottata è incredibilmente intensa. Il vincitore di ogni incontro rimane “dentro” fino a quanto non perde. Chi perde lascia il posto al compagno. In caso di pareggio, escono entrambi.

Considerando che ogni squadra è composta da 20 elementi, c’è da immaginare che sia quasi impossibile rimanere fino alla fine…

Se siete in grado di sorbirvi ben 2 ore circa di shiai vi segnaliamo questi 2 video…

…altrimenti andate dritti alla finale! 😉

PS: per dover di cronaca anche il canale Kendo World aveva pubblicato la competizione in un unico filmato.

 


2 commenti

59° AJKC – Slowmotion

La quantità di replay a velocità ridotta messa a disposizione dal canale youtube della ZKNR è sempre più imponente. Tutti di ottima qualità per posizione della camera e risoluzione dell’immagine.

Questo modo di vedere il Kendo porta a scoprire la bellezza di certi gesti tecnici che a velocità normale non sarebbero di certo apprezzati a pieno, ma potrebbero al contempo aprire il fianco a possibili discussioni sulla validità di un ippon o meno dimenticandosi che il sae di un colpo non lo si coglie assolutamente in una moviola.

Oppure, sono talmente rispettosi del giudizio degli arbitri che questa ipotesi non è nemmeno lontanamente considerata…

Evitiamo allora di cimentarsi in questo tipo di riflessione e limitiamoci ad ammirare tutti i replay della 59° AJKC scovati in rete e lasciare questo tipo di discussione a chi ne sà molto pià di noi! 😉

[Rosso] (Tokyo) Uchimura - Shodai (Kanagawa) [Bianco]

Uchimura – Men

[Rosso] (Saitama) Higashinaga - Uchimura (Tokyo) [Bianco]

Higashinaga – Men

[Rosso] (Tokyo) Uchimura - Onda (shimane) [Bianco]

Higashinaga – Men

[Rosso] (Saitama) Yoneya - Takanabe (Kanagawa) [Bianco]

Takanabe – Kote

[Rosso] (Chiba) Iwashita - Nakano (Kyoto) [Bianco]

Iwashita – Tsuki

[Rosso] (Kumamoto) Furusawa - Higashinaga (Saitama) [Bianco]

Higashinaga – Men

[Rosso] (Osaka) Oishi - Uchida (shizuoka) [Bianco]

Oishi – Kote

[Rosso] (Shiga) Masuda - Oshige (Miyazaki) [Bianco]

Oshige – Men

[Rosso] (Ehime) Tsuda - Ura (Hyogo) [Bianco]

Ura – Men

[Rosso] (Kyoto) Nakano - Matsuwaki (Tokyo) [Bianco]

Nakano – Men

[Rosso] (Oita) Utsunomiya - Kinoshita (Kagawa) [Bianco]

Shodai – Men

[Rosso] (Gunma) Akao - Furukawa (Osaka) [Bianco]

Furukawa – Men

[Rosso] (Saitama) Yoneya - Ishibashi (Niigata) [Bianco]

Yoneya – Kote

[Rosso] (Tokyo) Uchimura - Ura (Hyogo) [Bianco]

Uchimura – Men


[Rosso] (Chiba) Kotani - Onoda (Nagasaki) [Bianco]

Kotani – Men

[Rosso] (Shimada) Onda - Murata (Wakayama) [Bianco]

Onda – Kote

[Rosso] (Chiba) Iwashita - Kinoshita (Kagawa) [Bianco]

Iwashita – Men

[Rosso] (Fukuoka) Shimogawa - Shimada (Saitama) [Bianco]

Shimada – Men

[Rosso] (Kochi) Nishiyama - Shodai (Kanagawa) [Bianco]

Shodai – Men

[Rosso] (Tottori) Norimoto - Higashinaga (Saitama) [Bianco]

Higashinaga – Men

[Rosso] (Nagano) Mizobe - Oike (Okayama) [Bianco]

Oike – Kote

[Rosso] (Shizuoka) Uchida - Ishii (Chiba) [Bianco]

Uchida – Men

[Rosso] (Aomori) Izumi - Oishi (Osaka) [Bianco]

Oishi – Men

[Rosso] (Ibaraki) Kawakami - Inoue (Toyama) [Bianco]

Kawakami’s Men

[Rosso] (Kyoto) Nakano - Shimada (Saitama) [Bianco]

Nakano – Kote

[Rosso] (Fukushima) Harada - Norimoto (Tottori) [Bianco]

Norimoto – Men


Lascia un commento

59° AJKC – Ippon collection

Molti di voi ci hanno seguito ippon dopo ippon nel report quasi in tempo reale fornito attraverso la bacheca del nostro canale Facebook.

Ora che il 59° AJKC è finito e che Sasumu Takanabe si è aggiudicato nuovamente il trofeo, scendiamo passo dopo passo nel dettaglio del torneo.

Grazie al canale ufficiale della federazione giaponese possiamo mostrarvi una serie di ippon collection suddivisa in 4 filmati e le gare integrali di semifinali e finali

1° Round

2° e 3° Round

4° Round, Semifinali e Finali

Abbiamo in serbo altri articoli al riguardo quindi rimanete sintonizzati!!


5 commenti

Diario di un primo viaggio in Giappone – 2° ed ultima puntata

segue dalla puntata precedente.

…Con shinai, bogu e un sacchetto di vestiti per pochi giorni lasciamo Kyoto a bordo dello Shinkansen diretti a Numazu (prefettura di Shizuoka ). Alla stazione ci accoglie il Maestro Koyama che ci carica sul suo pulmino da nove posti per portarci all’albergo.

Prima tappa, tour al negozio di articoli per il Kendo del maestro (ebbene sì, Koyama Sensei oltre ad essere uno stimato insegnante di kendo è anche il proprietario di una fabbrica di armature). E’ il paese dei balocchi: cestoni pieni di shinai, vetrine con all’interno esposti bogu per tutte le tasche, cassetti pieni di kote, Gi e Hakama di tutte le qualità,  un esperto artigiano che lavora in negozio pronto a riparare kote e men usurati…Inutile dirvi che la mattinata è stata spesa a dare fondo alle carte di credito prepagate in nostro possesso.

Alla sera primo allenamento con i ragazzi delle medie (dai 12 fino ai 15 anni).

credits- Valentina Barbieri

Kihon tutti insieme per allenare corpo e kiai e poi tanto kakarigeiko con noi italiani come motodachi, infinite file di demoni blu che ci hanno suonato come taiko in un giorno di festa (anche se per quanto mi riguarda  alla fine dell’allenamento avevo l’avambraccio e il gomito neri per la quantità infinita di do e kote fuori bersaglio).

credits – Valentina Barbieri

Piccola pausa per dissetarci con acqua e zucchero e poi via Kirikaeshi, più un’ora e mezzo di Jigeiko con i padri dei ragazzini che ci eravamo lasciati alle spalle poco prima. Anche qui Taiko style, solo che qui le mazzate arrivano con una potenza “leggermente” superiore. Ripetiamo il medesimo allenamento la sera seguente.

Sospendiamo un giorno gli allenamenti per seguire la squadra della “Junior Highschool” allenata dal maestro ai campionati nazionali. Dove? Niente poco di meno che al Budokan di Tokyo!

credits- Valentina Barbieri

Arriviamo giusto in tempo per vedere la finale degli individuali e l’inizio della gara a squadre, sotto di noi si stendono sedici shiaijo e più di 700 ragazzini provenienti dalle selezioni svolte al livello delle varie prefetture. I combattimenti sono molto tirati (stiamo parlando di ragazzini di 15 anni che si allenano per due ore al giorno tutti i giorni), shikake-waza a non finire e un’aggressività e uno spirito travolgenti.

credits- Valentina Barbieri

Ci spostiamo sulle gradinate cercando di stare più vicini agli shiai-jo dove stanno combattendo i nostri amici. Sarebbe valsa la pena girare con una telecamera a spalla per le gradinate e le scale che collegano i piani: decine e decine di bancarelle che vendono cibo, tenogui, bogu, shiani, magliette dell’evento, ragazzini in hakama e gi che girano aspettando il loro turno o addirittura si vedono intere squadre che fanno riscaldamento nei sottoscala, gli insegnanti che incoraggiano i loro studenti prima della gara, le madri e le nonne che fanno la spola fra le bancarelle che vendono i “bento” e la zona degli spalti dove è acquartierata la squadra dei figli. Le bandiere delle scuole di provenienza con relativi stemmi e motti che scendono dagli spalti, spettacolare!

Per la cronaca, i nostri superano le pool e vincono il primo incontro delle eliminatorie per poi perdere l’incontro successivo. Un particolare che mi sono dimenticato prima: ogni squadra ha un do con il colore della scuola e ne abbiamo visti di tutti i colori: dal grigio metallizzato, al fluo multicolor (e non sto scherzando! )

Il giorno dopo, per l’allenamento serale, siamo ospiti di un dojo di fabbrica (esatto avete capito bene! Un dojo in una fabbrica di componentistica di precisione per motori). La stanza, con un bellissimo parquet elasticizzato, si trova al secondo piano di fianco agli uffici e alla sala mensa. Arriviamo poco dopo la fine dell’orario di lavoro e saliamo le scale con gli operai e gli impiegati che si tolgono tute e camice per prendere i loro kendogi e bogu appesi nella palestra. Veloce riscaldamento con suburi e subito men-tsuke, veloci serie di kirikaeshi e tanto uchikomi per poi passare al jigeiko per tre quarti d’ora buoni.

credits – Valentina Barbieri

Ultimo giorno di allenamenti a Numazu. Arriviamo in questo centro sportivo polivalente verso le 8 di sera, una grande struttura su più piani con una parete vetrata che da sul parcheggio, dalla quali si vedono, vari ambienti: in uno praticano Aikido, in un altro judo, poi basket nella sala più grande. Entriamo e scendiamo le scale per accedere al piano interrato dove si trova la palestra di kendo. In questo allenamento sono presenti vari maestri e vari praticanti della città di Numazu che per la chiusura estiva dei dojo delle scuole si ritrovano qui per allenarsi tutti insieme. Qui non c’è riscaldamento o un orario preciso di inizio e fine, qui si viene per fare jigeiko libero.

Ci sono una quindicina di settimi dan che fanno da motodachi fissi e poi il restante spazio è per chi vuole aggiungersi o per chi vuole fare a sua volta da motodachi. Il pavimento di parquet è vuoto sotto, qui anche il più timido dei fumikomi sembra il rombo di un tuono. Una piacevole nota, le tavole di legno hanno le venature e il grip del piede è perfetto (io che di solito in Italia mi fascio i piedi, non ho avuto alcun problema di vesciche o di calli rotti).

Sono rappresentate tutte le età: dagli studenti delle medie ai pensionati tutti che praticano insieme con i più anziani che correggono e spronano i più giovani. Rimaniamo due ore, poi sentiamo il rullo del Taiko che segna la fine della pratica e ci disponiamo su tre file per il saluto. Ringraziamo i maestri e ci avviamo verso il pulmino per tornare in albergo, cambiarci e partecipare al sayonara party.

Qui si conclude la parte del viaggio riguardante gli allenamenti, la settimana seguente la dedicheremo solo al turismo, a parte una puntatina al Kyoto Butokuden per fare mitori geiko.

In conclusione: che cosa ha cambiato del mio kendo questa esperienza in Giappone? Certamente non ho imparato nuove mirabolanti tecniche o segretissimi metodi di allenamento, ma ho imparato a crederci al 100% quando vado a cercare l’ippon,  quando faccio uchikomi, quando faccio suburi,  ma soprattutto che il kendo non è una disciplina individuale; certo, quando facciamo jigeiko siamo noi e motodachi, in shiai abbiamo di fronte un avversario, ma se in dojo c’è l’impegno di tutti nell’allenamento settimanale,  negli esercizi, nei kata allora si cresce veramente, si migliora e cosa ancora più importante, ci si diverte.

Perché solo facendo una cosa che ci piace con persone che condividono con noi la stessa passione possiamo riuscire a tirare fuori il meglio di noi stessi e diventare “ esseri umani di cui essere orgogliosi” (citazione di Hirakawa sensei).

Grazie Francesco per aver condiviso con noi questa tua bellissima esperienza ed aver dato un contributo importante a Kendo nelle Marche.

Per tutti coloro che come Francesco desiderano raccontare un’esperienza di Kendo ed entrare nel team di Kendo nelle Marche, non esitate a contattarci a kendonellemarche@gmail.com !!

V’informiamo sin da ora che il kendo.viaggiatore Raffaele ci ha già fatto avere un bel report sul suo viaggio in USA! Il progetto DOJO continua…