Kendo nelle Marche


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Filippi – Mandia a Gaeta

credits – Etsuko Matsuura

L’avevamo comunicato brevemente qui.

Una giornata di Kendo tra amici a Gaeta (LT) assieme ai campioni d’Europa a squadre Filippi e Mandia!

Ecco un video racconto dello stage accanto a qualche foto.

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Uno su mille – il servizio

Molti appassionati di Kendo ieri sera erano davanti la TV sintonizzati su Rai Sport 1 in attesa del servizio preannunciato qui.

Il servizio “archivio” del sito Rai.Tv è stato molto efficente, in quanto possiamo sin da stamattina rivedere l’intera puntata al seguente link.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a2e27d56-18d0-4a5b-90cc-75c2b7bee8ef-raisport.html#set=ContentSet-be7e8052-2be5-416a-ae60-f8eb4bf59a2f&page=0

Coloro che deisderano saltare direttamente al servizio sul Kendo girato all’interno dell’Accademia Kodokan di Alessandria…andate al 10′ 35″ 😉

 

 


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il Kendo ad “Uno su Mille”

Grazie al Kodokan Alessandria, il kendo entrerà nuovamente in casa RAI.

Abbiamo appreso la notizia grazie a Fabrizio Mandia (clicca qui per l’intervista) il quale ha pubblicato l’articolo di giornale che vedete qui sotto.

Kodokan

Dopo aver visto il Kendo negli studi di “Alle falde del Kilimangiaro“, il dojo guidato dal M° Magarotto rappresenterà il Kendo nel nuovo programma “Uno su mille” a cura di Carlo Paris, storico giornalista RAI, in onda su Rai Sport 1.

Il programma settimanale ha visto il suo esordio martedì 21 Gennaio alle ore 21, e da un messaggio del nostro amico Fabrizio Mandia, abbiamo saputo che il 4 Febbraio alle 21 sarà la volta del kendo!

Non perdiamocela! 😉

Fabrizio Mandia intervistato Giulio Guazzini

Fabrizio Mandia intervistato Giulio Guazzini

*** *** ***

Aggiornamento 6° Trofeo dell’Adriatico:

è in programma per il prossimo 12 Febbraio 2014 nella Sala Provinciale  in via Gramsci, 4 di Pesaro, la conferenza stampa per l’inaugurazione del dojo ed il 6° Trofeo dell’Adriatico.

Info al seguente link:

http://ikendenshin.wordpress.com/2014/02/03/6-trofeo-delladriatico-conferenza-stampa/

 

 


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Trofeo “Città di Alessandria” 12-13 ottobre 2013 – A.Amendola

Il caro amico Antonio Amendola, ha realizzato un altro bellissimo video relativo al Trofeo in oggetto.

 


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F.Mandia su Uno Mattina

credits – Unomattina Facebook page

Pochi giorni fa, Fabrizio ha postato su Facebook il seguente messaggio:

MERCOLEDI 25 SETTEMBRE 2013 DALLE ORE 10:00 ALLE 10:30 SARO’ INTERVISTATO AL PROGRAMMA UNOMATTINA SU RAI 1 IN DIRETTA DA ROMA!!!!!!!!!

Non è dato sapere se sarà un’intervista mirata sul Kendo come abbiamo fatto noi circa 3 anni fa (vedi link), ma crediamo che sicuramente Fabrizio non si farà sfuggire l’occasione per divulgare il Kendo in qualche modo 😉

Che faccia l’intervista con il men? 😀

Nell’attesa di saperlo vi segnaliamo la scorsa visita dei nostri atleti agli studi RAI nella trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”.

kendonellemarche.wordpress.com/2012/04/02/promotion/


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Intervista a Fabrizio Mandia

  English version

Non mi dilungherò nel presentare Fabrizio Mandia perchè non credo che ci sia un solo kendoka che non lo conosca. Per tutti coloro che non si sono ancora avvicinati al kendo, con la speranza che leggendo questa intervista lo facciano presto, posso dire che si tratta dell’emblema del kendo agonistico italiano, Campione Europeo 2004, pluri Campione Italiano (ultimo Campionato Italiano vinto nel 2009), punta di diamante della nostra Nazionale ai recenti Campionati del Mondo in Brasile occasione in cui gli è stato conferito il premio  Fighting Spirit. Insomma…è l’uomo da battere, il punto di riferimento per tutti coloro che praticano kendo a livello agonistico.

ok partiamo:

Il Kendo l’ho scoperto per puro caso, mio fratello aveva cominciato con l’Aikido e io a ruota dietro di lui. In Palestra terminata la lezione di aikido mi fermavo spesso a guardare affascinato la lezione successiva che era quella del kendo, e cosi decisi di provare…avevo 14 anni ora ne ho 27. All’inizio ero completamente NEGATO: disarmonico, scordinato, svogliato, ecc.ecc. ma poi con il tempo mi sono appassionato tantissimo ed oggi posso affermare con certezza che il kendo fa parte del mio essere.  Credo che in Italia come in Europa non ci siano  veri MAESTRI ma solo dei buoni istruttori .Il Maestro  deve avere carisma. Egli non e’ solo una guida di kendo ma anche un punto  di riferimento nella vita  e nel sociale: insomma un “Maestro di vita” . Premesso  ciò, ci sono,  fortunatamente,  pochissimi elementi che pensano di essere MAESTRI  ed  altri che con la loro umilta’ elevano il loro valore  di uomo  e  di Kendoka. Il mio Istruttore Ferdinando Magarotto mi ha dato molto, mi ha fatto capire da bambino cosa significhi il sacrificio, la derminazione, la malizia, la voglia di vincere, ma devo dire grazie anche ad altre due persone che hanno contribuito alla mia crescita agonistica tipo LIVIO LANCINI – WALTER POMERO.

Fabrizio mandiacampione d'europa

Campione d’Europa

 
Sei indubbiamente la punta di diamante dell’Italia per quanto riguarda il kendo di livello agonistico. In quanto tale rappresenti un punto di riferimento per i giovani che vedono in te un esempio da emulare e, se possibile da superare. Cosa consiglieresti ad un giovane kendoka che volesse intraprendere questa strada?

Rileggendo questa domanda mi viene in mente quando avevo appena iniziato a praticare Kendo e vedevo i big di questa disciplina: Pasquale Scarcella, Petri Matteo, Walter Pomero, Riccardo Costa ,  veramente irraggiungibili. Quando partecipavo alle  prime gare ed uscivano le pool per le individuali ed a squadre incrociavo sempre le dita per non incontrarli. Ben presto ho però capito che l’importante era comunque battersi fino in fondo sempre, cercando di dare il meglio di sé stessi. Nel kendo la fortuna, l’esperienza e il talento giocano un ruolo fondamentale , l’importante è affrontare sempre tutti  gli incontri con  lo spirito  giusto, lo spirito dell’atleta e dello sportivo…lo stesso spirito con il quale ho affrontato ai Campionati del Mondo di Kendo a S. Paolo UCHIMURA neo campione del Giappone ed  ho vinto. Quindi mi sento di consigliare ai ragazzi che vogliono riuscire a emergere nel kendo agonistico, di non risparmiarsi mai e dare sempre  il meglio di sé stessi e negli allenamenti e nelle competizioni.

Dicci la cosa che ricordi con più piacere del mondiale appena disputato.

Sicuramente un ricordo indelebile e memorabile sara’ sempre quello di aver battuto un professionista giapponese, nonche’ campione del Giappone in carica, nella competizione a squadre, non lo dimentichero’ mai! e poi l’affiatamento del Team Nazionale, semplicemente spettacolare :  tutti in linea, nessun scostamento, tutti pronti e determinati ma sopratutto tantissimo amici!

Cosa hai pensato quando ai recenti Mondiali di Kendo in Brasile hai vinto il tuo shiai contro la squadra giapponese?

La mia prima parola pronunciata a Walter Pomero in qualita’ di tecnico appena uscito dall’area di gara è stata ” MA…ALLORA E’ POSSIBILE!!!..MA ALLORA E’ POSSIBILE!!!” lo avrò ripetuto circa una decina di volte mentre mi toglievo il men…poi a caldo  ho pensato e riflettuto sul mio combattimento e  sono stato fiero e orgoglioso di essere  riuscito in questa impresa. Credo  di essere stato il primo europeo ,  nella Storia di un Campionato del  Mondo di Kendo, a vincere  un uncontro con un Giapponese Professionista.

C’è un grande divario, secondo te, tra il kendo giapponese e quello delle altre nazioni?

Assolutamente no, è vero che ci sono Nazionali che stanno ancora lavorando sul prorpio livello tecnico e di Kendo in  generale ma  ,visto il mio risultato agli ultimi mondiali, un grande divario direi prorpio di no.

L’Accademia Kodokan di Alessandria ha sfornato e sta sfornando un elevato numero di campioni (basti pensare al numero di atleti Kodokan presenti in Nazionale). Come si cresce un gruppo così? C’è uno studio particolare dello shiai? Una propensione maggiore all’aspetto agonistico del kendo?

La fortuna principale che abbiamo al Kodokan è sicuramente quella che oltre che atleti, siamo una squadra, un gruppo consolidato di amici anche fuori dalla palestra, siamo persone reduci da trasferte in Giappone e Corea. Tutto questo ci ha permesso di crescere insieme sia nel kendo che nel sociale.

Il fare  gruppo e partire quasi tutti i week end per  partecipare a gare in Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra, ecc ecc non ha fatto altro che fortificare il Team, ormai consolidato, del Kodokan, che ha  così  raggiunto risultati importanti sia a livello Nazionale che Internazionale. Un’altro punto inportantissimo del Kodokan riguarda l’eta’ media dei principianti che si aggira intorno ai 20 anni, quindi gli allenamenti sono molto intensi, con un ritmo di esecuzione molto pesante  sempre mirati quindi alla preparazione di competizioni varie o di esami per il passaggio di grado.  Solo i risultati possono affermare se questa sia la strada giusta e finora non sono macati quindi perseveriamo su questa linea.

Veniamo alle cose più tecniche. Svelaci l’allenamento che trasforma in campioni. Qual è la tecnica o il tuo colpo preferito?

…..è un po’ come chiedere  la ricetta segreta a Vissani…le porte di Kodokan sono aperte con piacere a tutti !! quindi venite di persona a vedere, basta armarsi di determinazione e un po’ di fiato giusto quello che serve per arrivare a fine lezione. colpo preferito !?…Kote-Men

Alcune testimonianze di Maestri giapponesi ci raccontano di allenamenti estenuanti e di pressioni altrettanto forti derivanti dalle grandi aspettative di vittoria. Il fatto di dover essere comunque sempre all’altezza delle aspettative ti crea pressioni particolari o nel tempo hai imparato a gestire queste situazioni?

Bella domanda…mi viene in mente l’anno dopo che vinsi il titolo Europeo nel 2004…ai Campionati Europei. Percepivo una pressione incredibile su di me…quasi dovessi dimostrare qualcosa a qualcuno e che tutti al di fuori erano pronti a giudicarmi a ogni mio minimo errore o colpo vincente, lo stesso accadeva l’anno dopo aver vinto un titolo italiano. Credo che tutto questo sia normalissimo. Sono io il primo che osserva in competizione coloro che sono forti, coloro che spiccano nel combattimento perchè anche cosi si impara a fare kendo. Ora le cose sono leggermente cambiate nel senso che a questo tipo di pressioni e stress reagisco in maniera molto piu’ naturale e quando entro in gioco penso solo ed eslusivamente a dare il meglio di me ed a divertirmi nel pieno rispetto delle regole e del mio avversario.

Abbiamo parlato molto di shiai, cambiando discorso ti chiederei che importanza ha , per te, la pratica dei kata e quanto tempo e attenzione dedichi al loro studio?

I Kata sono sempre stati il mio spauracchio..in tempo passato, rispolverati prima di un esame e poi riposti in ripostiglio fino all’esame successivo.  Oggi li ho rivalutati molto, perche’ credo siano una parte importante del Kendo che permette di interpretare al meglio questa disciplina .

(ndr)… Invito tutti quelli che abbiano curiosità di vario genere o vogliano fare ulteriori domande di utilizzare i “commenti” come strumento attivo. Sarebbe bello poter continuare la discussione tra noi Fabrizio e tutti coloro che volessero entrare nel gioco.