Kendo nelle Marche


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Seattle

Con il progetto Dojo ci spostiamo in America, e più precisamente nella costa la più vicina al Giappone, quella occidentale. Il report viene dal kendoviaggiatore Raffaele che, dopo il report sul Kendo a Singapore, ci fa nuovamente dono del suo girovagare.

Vediamo cosa ci racconta Raffaele della sua visita a Seattle 😉

Il ricordo delle vacanze sta sbiadendo anche perche’ appena rientrato dalle ferie sono stato brutalmente fagocitato dal lavoro. Ormai è circa un mese che abbiamo ripreso gli allenamenti di Kendo allo Shubukan.

Quest’anno non posso dire di non aver fatto Kendo ad oltranza anche nel periodo estivo, l’ultimo allenamento di Kendo che ho fatto, prima del breve intermezzo delle vacanze estive, è stato il 6 agosto a Chicago. E questo mi porta all’argomento di questo report: il mio viaggio di lavoro a Seattle e le piacevoli serate passate in quella splendida città.

Il viaggio negli USA è stato piuttosto impegnativo: quattro giorni a Seattle per un meeting e 6 giorni a Chicago per un altro meeting ed una serie di appuntamenti di lavoro al Lurie Cancer Center. Insomma è stato un viaggio abbastanza faticoso ma costruttivo. Come accade sempre per ogni mio viaggio la maggior parte del mio bagaglio era costituito da bogu ed ammennicoli vari. Questa volta, a causa delle limitazioni del bagaglio inserite dalla maggior parte delle compagnie aeree, non ho potuto portare con me lo shinai che mi è stato gentilmente prestato durante i vari allenamenti negli States.

Sono partito per Seattle il 25 luglio da Monaco e sono rientrato il 6 Agosto da Chicago. Ho passato quattro notti a Seattle e sono riuscito a visitare quattro dojo. Mi è capitato di recarmi in parecchie città americane ma ho trovato Seattle particolare. La città, sebbene sia moderna, non è molto grande e mantiene un forte legame con le tradizioni. Il mercato,  è una delle attrazioni della città e vale la pena visitarlo. Una delle cose che mi ha colpito è l’estrema gentilezza e cordialità delle persone. Un punto interessante è il notevole numero di Kendo dojo presenti a Seattle:

Questi sono i dojo che ho identificato attraverso internet e, con una attenta organizzazione delle mie energie e delle mie serate, sono riuscito a visitare il Seattle Kendo Kai, Cascade Kendo Kai club, Sno-king Kendo Club e il Nothwest Kendo Club.

Le quattro sere passate a fare Kendo sono state favolose anche se devo ammettere che non sono sicuro sarei riuscito a reggere una ulteriore serata di jigeiko. Sono stato accolto in tutte le palestre in modo fantastico e tre sere su quattro sono stato invitato a cena per il dopo allenamento.

La cosa interessante che ho scoperto, parlando a tavola con i maestri e gli studenti, è che i dojo a Seattle sono organizzati in una sorta di associazione. Gli studenti sono iscritti ad un dojo ma possono allenarsi in tutti i dojo convenzionati. Quindi per chi ha tempo ed energie sufficienti è possibile fare Kendo sette giorni su sette!

Ecco qui il riassunto delle mie serate a Seattle.

26 Luglio Seattle Kendo Kai

Il viaggio da Monaco a Seattle è andato bene e, cosa piu’ importante, il mio bogu è arrivato a Seattle con me! Sono arrivato a Seattle alle 16 ora locale, -8 ore rispetto all’Italia, e tre ore dopo ero al Seattle Kendo Kai. Steve, un italo-americano di seconda generazione che si allena al SKK, è stato così gentile da venirmi a prendere in albergo e darmi un passaggio al dojo. L’allenamento è stato gestito dal maestro del dojo, Doug Imanishi sensei (Nana Dan), che tra l’altro conosce il mio maestro Walter Pomero, dato che l’ha incontrato durante i Mondiali di Kendo di Santa Clara nel 2000. Sono stato accolto con calore dai membri del dojo. Prima di iniziare l’allenamento Doug mi ha presentato ai membri del dojo e ha sottolineato che praticare Kendo è una cosa molto bella perché quando si visita un altro dojo si incontrano solo amici che sono interessati a scambiare le proprie esperienze e possono praticare Kendo tutti insieme perche il Kendo è uguale in qualunque parte del mondo. L’allenamento è iniziato con un riscaldamento comune sia per le persone con il bogu che per i principianti senza armatura. Successivamente ci siamo divisi in due gruppi. Abbiamo quindi iniziato con un lento kirikaeshi per acquisire la corretta postura e lo zanshin.

Successivamente abbiamo lavorato su tecniche singole e multiple (grande men, kote men, kote men men e una serie di contro tecniche come debana men). A questo punto è inizato un Mawarigeiko piuttosto impegnativo, a cui va aggiunto l’handicap del jet-lag (per me erano le 4 del mattino!). Ammetto che è stata proprio dura. Ho provato a cercare la giusta opportunità di attacco e ho provato a costruire l’azione ma devo ammettere che sono riuscito nel mio intento solo poche volte. Mi sono accorto che perdevo rapidamente la giusta distanza d’attacco e rimanevo alla mercé del mio avversario.

Dopo il Mawarigeiko c’è stato ancora un po’ di tempo per i combattimenti con i maestri ed ho approfittato della coda per riposarmi, ammetto che mi sono quasi addormentato in piedi. Sono riuscito a fare solo un breve jigeiko con Doug. Alla fine dell’allenamento Doug ha sottolineato che nel mio combattimento mancava il seme. Da quel momento in poi ho cominciato a lavorare sul miglioramento del mio seme, ma ammetto di avere ottenuto risultati piuttosto scarsi …. comunque continuo a provare.

Una cosa che ha accumunato tutte le mie visite nei dojo di Seattle è stata la presenza di una telecamera che registrava tutto l’allenamento e che permetteva successivamente agli studenti di osservare i propri errori e discuterne con i maestri. Qui di seguito il video del training al Seattle Kendo Kai:

27 Luglio Cascade Kendo Kai

L’allenamento del 26 associato ad una pastiglia di melatonina, per resettare il mio orologio interno, mi hanno permesso di dormire come un ghiro. Ricordo vagamente di essermi messo sotto le coperte e poi ho sentito la sveglia. Ore 7:00 parto per il Developer day di BioC2011, il meeting di Bioinformatica a cui speravo di partecipare da alcuni anni. E’ stata una giornata piena ed interessante ed a questo punto non vedevo l’ora di andare a fare di nuovo Kendo. Alle 18 Gary Imanishi, il maestro del Cascade Kendo Kai, è passato a prendermi e ci siamo recati insieme al dojo che si trova in un recreation center su Mercer Island, una delle isole del lago di Washington su cui si affaccia un lato della città di Seattle.

L’isola è meravigliosa, le case sono costruite in modo da avere il minimo impatto sulla natura, e quando siamo scesi dalla macchina si sentiva un intenso profumo di bosco. Il viaggio con Gary è stato molto piacevole, abbiamo discusso di Kendo ed il tempo è volato. All’arrivo al dojo abbiamo incontrato Brian che è il figlio del maestro Gary, una persona molto piacevole che aiuta Gari nella gestione del dojo. Avevo già incrociato lo shinai con Brian la sera prima. All’allenamento eravamo una quindicina di persone di livello ed età molto eterogenee. Gary insegna un Kendo molto tradizionale dove si da particolare attenzione all’esecuzione delle tecniche ed al significato dei kata. Dopo il riscaldamento ed i suburi abbiamo cominciato a praticare Kendo no kata focalizzando sul significato ed esecuzione dei movimenti di Ippon me. In particolare abbiamo lavorato sull’idea di instaurare un contatto mentale con l’avversario, cosa facile da dire ma difficilissima da fare.

Abbiamo lavorato sul contatto degli occhi, sulla postura della guardia e sulla pressione di shitachi su uchitachi. E’ stato un allenamento mentalmente molto impegnativo ma interessante. Abbiamo quindi messo il men e dopo alcuni giri di kirikaeshi e di tecniche base abbiamo cominciato a fare Ippon me con l’armatura. E’ stato proprio difficile, non riuscivo a trovare la giusta distanza con l’avversario il ritmo era completamente bagliato … insomma è stato un vero disastro, che però mi ha fatto notare i punti critici del mio Ippon me, che risultano meno visibili quando pratico con il booken.

Dopo abbiamo fatto alcuni giri di mawarigeiko e sono riuscito a combattere quasi con tutti. Ho fatto un jigeiko veramente piacevole con Brian che è molto veloce e con un senso del tempo molto spiccato. Purtroppo non c’è stato tempo per praticare con Gary ma questo mi ha dato l’opportunità di registrare il jigeiko tra Gary e Brian.

Dopo l’allenamento ho avuto la piacevole sorpresa di essere invitato a cena da Gary ed alcuni dei componenti del dojo. Siamo andati in un pub nelle vicinanze della palestra dove ho mangiato molto bene annaffiando il tutto con dell’ottima birra. E’ stato veramente piacevole passare un paio di ore a parlare di Kendo ed altri argomenti della vita quotidiana come se fossimo dei vecchi amici.

28 Luglio Sno-King Kendo Club

Questo è il mio terzo giorno a Seattle. La routine del mattino è la stessa del giorno prima, sveglia alle sette e partenza per la conferenza. Giornata interessante ed impegnativa che si è conclusa alle 16. Dopo essere tornato in albergo mi sono dedicato ad una oretta di riposo, il jet-lag si faceva sentire. Comunque alle 18 ero di nuovo fresco e pronto per la visita allo Sno-King Kendo Club. Mi è venuto a prendere Jeff Marsten (Nana Dan), che è il maestro dello Sno-King Kendo Club. Il dojo è localizzato nella parte nord di Seattle e abbiamo passato un bel po’ di tempo in macchina per raggiungere il dojo, c’era un traffico davvero convulso. Il Maestro Jeff è molto diverso dai due maestri incontrati nei giorni precedenti, è un americano con un approccio molto diretto e franco, mi è piaciuto subito, anche se all’inizio incute un po’ di soggezione. Da un certo punto di vista ho trovato delle similarità tra lui ed il maestro Jeff Humm del Hizen Kendo Club di Londra, dojo che ho visitato un paio di anni fa.

Quando siamo arrivati al dojo i vari membri del club si sono presentati a me. Prima dell’inizio dell’allenamento Jeff ha detto agli studenti che ero venuto dall’Italia ed avevo una voglia matta di incrociare lo shinai con loro. Dopo il saluto abbiamo cominciato con un po’ di riscaldamento e con il suburi. Gli studenti erano molto vari, principianti senza bogu, bambini e adulti con l’armatura. In totale eravamo una trentina di persone. Il suburi si è concluso con 150 chōyaku men, che devo ammettere mi hanno prostrato. Dopo abbiamo lavorato su kirikaeshi, grande e piccolo men e tecniche di ikiwaza. Poi è iniziato il jigeiko. Allo Sno-King i san dan svolgono la funzione di motodachi ed anche io mi sono aggregato. Non pensavo di essere così popolare … si è formata, in breve tempo, una lunga coda ed è iniziata un interminabile serie di jigeiko; fortunatamente il mawarigeiko dei primi due giorni avevano fatto il suo lavoro e sono riuscito a sopravvivere. La qualità degli studenti era molto alta. Come sempre ho provato a dare del mio meglio e a mettere in pratica i suggerimenti di Doug sulla pressione sull’avversario. Questa volta sono riuscito a mantenere la corretta distanza di attacco anche se non sono sicuro che fosse dovuto alla mia pressione sull’avversario o semplicemente da fatto che l’avversario riusciva a colpirmi anche a distanza più ampia. Allo Sno-King il jigeiko è focalizzato allo sviluppo della corretta attitudine allo shai e gli studenti fanno un massivo uso delle tecniche multiple. Questo mi ha fatto notare che, quando anche io provavo ad usarle, perdevo precisione ed impostazione.

Tra i vari jigeiko che ho fatto ho ho apprezzato molto quello con Rory Elliott (Keikogi bianco nel video). Anche in questa occasione il video sopra è stato registrato con la mia amata telecamera montata nel men.

Mi ha fatto molto piacere ricevere, dopo alcuni giorni, una email su Facebook da parte di Ann, la moglie di Rory. Quello che mi diceva Ann è che il video del jigeiko tra me e Rory è stato un particolare regalo per lei. Mi ha detto che il Kendo ha avuto un ruolo importante nella vita di Rory e che il mio video le ha permesso per la prima volta di vedere l’attività del marito da un angolazione diversa, che non aveva mai avuto l’occasione di avere dato che non pratica Kendo. Dopo il Kendo anche qui sono stato invitato a cena ed ho provato per la prima volta il Korean Barbecue. Ottima cena, piacevole discussione sugli argomenti più disparati e birra a fiumi. Bellissima serata! Jeff è stato così gentile da riportarmi all’albergo dove sono caduto nelle braccia di Morfeo in poco più di un millisecondo.

29 luglio Northwest Kendo Club

Questa è la mia ultima sera a Seattle e sono andato insieme a Steve, del Seattle Kendo Kai, al Northwest Kendo Club. Il maestro del dojo è Koike sensei (Nana Dan). Il maestro è frequentemente in viaggio ma il 29 era rientrato dalla California ed è riuscito a venire al dojo. Il numero di membri del dojo a luglio è relativamente basso perché molti studenti sono in vacanza. All’allenamento eravamo una ventina. Anche qui abbiamo iniziato il riscaldamento con il suburi ed abbiamo finito con 90 choyaku men. Dopo abbiamo lavorato sul kirikaeshi e fatto un po’ di kihon di base. Dato che molti studenti dovevano fare l’esame di passaggio di grado la domenica seguente abbiamo fatto un mawarigeiko di circa un ora. Ho avuto la possibilità di praticare con il maestro Koike, il gigeiko è stato molto istruttivo.

Dopo l’allenamento siamo andati a mangiare un hamburger con buona parte degli studenti e con il maestro Koike. Ho avuto la possibilità di conversare con lui durante la serata e di ricevere alcuni suggerimenti. Mi ha detto che devo curare la posizione del piede posteriore che ha il tallone troppo sollevato e che quindi non mi permette di spingere sufficientemente, inoltre devo stare attento a non alzare troppo il piede davanti quando faccio il fumikomi durante l’attacco. Ottimi consigli che, insieme a lavoro sul seme, mi accompagneranno nel mio allenamento in Italia.

Anche qui si registrava la lezione che è disponibile sul sito di Facebook del NW Kendo club 

La mattina dopo sono partito per Chicago.

Che dire, sono stato molto bene a Seattle, è stata la prima volta che ho visitato così tanti dojo in una sola settimana. E’ stata una bellissima esperienza che ha sicuramente arricchito il mio Kendo e rinforzato la voglia di migliorarmi in palestra.

Raffaele alias Kendomaniac


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Singapore

Esordiamo questa rubrica chiamata DOJO con un report che viene dall’estero, da Singapore per l’esattezza.

L’ interessante serie d’informazioni che segue è frutto della collaborazione con Raffaele Calogero, un kendoka viaggiatore dello Shubukan diretto da Walter Pomero, che trova sempre il tempo di curare con molta attenzione il suo interessante  Kendomaniac Blog. Non appena abbiamo letto i suoi report, abbiamo pensato bene di proporgli l’iniziativa che avevamo nel cassetto da tempo e lui, con molta cordialità, ha stilato una serie di appunti molto utili per tutti coloro che si troveranno a Singapore per lavoro o per piacere.

Questa è la mia terza volta che mi reco a Singapore.

Come al solito è un viaggio di lavoro a cui sono riuscito ad inserire un paio di serate di keiko presso il Singapore Kendo Dojo.

Sono arrivato sabato 21 maggio e sono rimasto una settimana intera. L’arrivo di sabato è stato strategico per riuscire a compensare il jetlag (+8 ore).

Una combinazione di stanchezza e melatonina mi ha permesso di essere ragionevolmente funzionale il lunedì mattina.

Avevo in programma di fare keiko anche domenica a mezzogiorno ma purtroppo il dojo il 22 maggio era chiuso, peccato!  

Lunedi mattina ero piuttosto nervoso a causa dei miei primari impegni di lavoro. Fortunatamente è andato tutto bene. Questo mi ha permesso di gustare in tranquillità e rilassatezza due specialità di Singapore, il granchio al pepe ed al chili, che hanno rappresentato una parte nella cena con le mie amiche di Singapore.

Mercoledì pomeriggio dopo una lunga giornata di incontri e meeting finalmente è venuto il momento di andare al Singapore Kendo Dojo.

A Singapore c’è un solo club di Kendo che pero’ svolge una notevole mole di attività non solo nei due dojo aperti a tutti ma anche al politecnico ed in varie Università, dove gli allenamenti sono specificamente dedicati solo agli studenti.

L’allenamento del mercoledi sera è aperto a tutti e si tiene alla Scuola Giapponese Primaria “Changi Japanese School” che si trova al numero 11 di Upper Changi North Rd, la strada che porta all’aeroporto. Per raggiungere il dojo la cosa migliore è utilizzare un taxi. Il taxi è il mezzo di spostamento più utilizzato dopo la metropolitana a Singapore. I costi sono decisamente ragionevoli, anche grazie al cambio favorevole tra euro e dollaro di Singapore.  Se ci si trova nella zona centrale della città ci sono delle fermate specifiche per prendere il taxi. Al di fuori della zona centrale i taxi si fermano con un cenno della mano. L’altra possibilità è quella di chiamare la centrale taxi e farsi venire a prendere. Il servizio è decisamente efficiente.

Changi Japanese School

L’allenamento che si tiene alla Changi Japanese School avviene in contemporanea sia per i principianti senza armatura che per gli studenti con il bogu. Nelle tre volte che sono stato in questa palestra ho visto sempre un buon numero di partecipanti. Una cosa da non sottovalutare è il fatto che la palestra è climatizzata e questo è molto apprezzabile considerando che a Singapore la temperatura fluttua tra i 28 ed i 33 gradi con un tasso di umidità superiore al 80% !

E’ stato piacevole incontrare nuovamente Perklis un informatico che avevo incontrato al Kendo Club di Cambridge (UK) ) che si è spostato per lavoro a Singapore.

Durante le mie tre visite non ho mai incontrato gli stessi maestri e quest’anno è stato veramente piacevole incontrare Yeo sensei, una persona squisita che mi ha accolto con molto calore e che mi ha ufficialmente presentato come un ospite italiano.

L’allenamento è iniziato come al solito con una breve serie di esercizi di stretching e del suburi di base, dopo di che abbiamo fatto il saluto e indossato il men. A questo punto è iniziato l’allenamento vero e proprio con alcuni giri di kirikaeshi. Successivamente, l’allenamento è stato focalizzato sull’uso di tecniche multiple.

Nel complesso l’allenamento ricordava molto quello che ho fatto durante la visita di Sumi sensei al nostro dojo in Aprile. A seguire abbiamo fatto alcuni giri di kakarigeiko e l’allenamento si è concluso con circa 30 minuti di jigeiko libero. Nelle mie visite ad altri dojo in giro per il mondo vedo di fare del mio meglio nella pratica del kion e del jigeiko ma tengo un profilo piuttosto basso. Tendenzialmente mi metto in fila per i combattimenti con i maestri e vedo di essere il piu’ pulito possibile nelle tecniche. Questa volta il jigeiko è stato veramente particolare. Dato che le code per il jigeiko con gli istruttori erano piuttosto lunghe ed era possibile incrociare lo shinai anche con altre persone ho invitato uno degli studenti che avevo conosciuto l’anno prima. Mentre facevamo jigeiko si è formata una fila di persone che aspettavano di fare jigeiko con me. La cosa mi ha fatto molto piacere anche se ero piuttosto preoccupato di non riuscire a sopravvivere ad un incessante numero di jigeiko consecutivi. Questa è stata la prima volta che ho fatto da motodachi durante il jigeiko ed è stata un’esperienza decisamente interessante. Ho provato a seguire i suggerimenti che Sumi sensei ha dato durante la sua ultima visita in Torino: “incalzare kakaritè con il corpo ma lasciarlo, allo stesso tempo, libero di esprimersi”. Ho fatto del mio meglio e spero che gli studenti siano stati contenti del jigeiko. Devo ammettere che è stato tutto molto piacevole, ma sono stato contento quando ad un certo punto è suonato il gong che indicava la fine dell’allenamento, ero completamente distrutto.

La serata è continuata dopo l’allenamento, dato che Yeo sensei mi ha chiesto di aggregarmi a lui ed agli altri studenti per mettere qualcosa sotto i denti e bere un paio di birre. Serata piacevolissima per la conversazione e per l’ottima birra di Singapore.

credits – Kendomaniac Blog

Ho nuovamente incontrato Jafar, la persona alla mia sinistra con la maglia bianca, che è il web manager del sito del dojo, e che è la persona che va contattata per organizzare una visita al dojo (enquiries@singaporekendo.org.sg). Ho anche avuto una piacevole conversazione con una giovane coreana, piuttosto brava nel jigeiko (maglia gialla affianco di Jafar). Ho scoperto parlando con Yeo sensei (seconda persona alla mia destra con la maglia scura e gli occhiali), che aveva combattuto con il mio maestro, Walter Pomero, durante il Kendo World Championship negli USA. Ho poi chiesto a Walter se si ricordava di Yeo e mi ha confermato di si dicendo che era un buon combattente. Yeo sensei è anche un caro amico di Lancini sensei di Brescia.

Ho anche detto a Yeo sensei che descrivo le mie esperienze di kendo in un blog e che, avendo una telecamera nel men, mi sarebbe piaciuto poter riprendere la pratica del giorno dopo. Sono stato molto contento quando ha accettato. Anzi era particolarmente curioso di vedere la mia piccola videocamera.

Prima di tornare in albergo ho confermato che ci saremmo visti il giorno dopo alla scuola elementare giapponese “The Japanese School” in 95 Clementi Rd.

Il keiko del giovedi è aperto solo agli studenti che abbiano almeno il grado di shodan. L’allenamento del giovedi è stato molto impegnativo anche perché la palestra è piccolina e non condizionata. E’ stata veramente dura! Alla fine dell’allenamento ero così sudato che sembrava che avessi immerso il keikoji in acqua. La cosa piacevole è che, avendo avuto il permesso di usare la telecamera, ho potuto fare un riassunto visivo della lezione che è molto più esplicativo di una breve descrizione scritta.

Essenzialmente l’allenamento è stato basato su kirikaeshi e oji-waza.

Dopo siamo passati la jigeiko con I maestri e, a causa del caldo terribile, sono riuscito a farne solo due, poi mi sono dedicato al mitorigeiko.

Non poteva mancare alla conclusione dell’allenamento un bella foto di gruppo!

credits – Kendomaniac Blog

Parlando con Yeo sensei gli ho anche strappato la promessa di cenare insieme e fargli visitare Torino dopo il prossimo 15° WKC che si terranno a Novara il prossimo anno.

A questo punto sono rientrato in albergo e, dopo una doccia ritemprante, mi sono dedicato alla seconda attività principale preferita dai Singaporegni, trovare un bel posto per cenare. A Singapore c’è solo l’imbarazzo della scelta e, dato che ero un po’ stanco, alla fine ho optato per il bistrò del Mariott Hotel sulla via centrale dello shopping di Singapore, dove ho mangiato un tempura di ostriche ed un fantastico satay di pollo e manzo.

Se tutto va bene dovrei tornare a Singapore ad Ottobre per un altro meeting e per un po’ di altro keiko al Singapore Kendo Dojo.

Raffaele Calogero

Avete qualcosa da chiedere a Raffaele? 😉