Kendo nelle Marche


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Eiga Sensei in Spagna – Video

Grazie al prezioso contributo di Jacopo Grandi abbiamo potuto raccontare il seminario tenutosi in Spagna lo scorso dicembre 2013. Quello stage è stato il primo evento curato da Eiga Naoki come hachidan (qui il video dell’esame)!

credits – Eurokendo

Poche ore fa, Eurokendo ha pubblicato alcuni video del seminario in oggetto dove lo vediamo illustrare esercizi di suburi, kihon, kirikaeshi, renzoku waza, suriage waza, nuki waza, debana waza e tanto altro…

Sembra solo a noi, o è veramente un mostro?

Aggiorneremo questo post se usciranno altri video.

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Kendo a Barna

Il primo articolo per EVENTS!!!

di Massimo Rizzioli

Su invito dei ragazzi di KNM mi appresto a scrivere un articolo sulla mia esperienza barcellonense di questi mesi (città in cui ho avuto la fortuna di abitare per motivi vagamente riconducibili al termine “università”). No non parlerò della movida, lasciandovi libera immaginazione, ma del kendo catalano con cui sono venuto a contatto.

A Barcelona città sono presenti 3 club di kendo, 4 se si considera il vicino club presente a Castellbisbal. In tutta la regione ci sono altri piccoli club localizzati soprattutto a Girona e Tarragona. Di degna nota sono le isole baleari (Palma, Eivissa, Formentera) dove ha i natali e insegna David Castro (importante figura della nazionale Spagnola).

Per quanto riguarda la città di Barcelona vera e propria però sono 3 i club a cui farò riferimento, avendo avuto la possibilità di allenarmi con loro: Ryoshinkai (http://www.ryoshinkai.net) , Renshinkan (http://www.renshinkan-barcelona.org/en), Kendo UPC (http://kendo.upc.es)

Il Ryoshinkai rappresenta sicuramente uno dei punti di riferimento del kendo catalano. In esso insegna stabilmente il maestro Hiruma (6 dan) con l’aiuto di Manel Alonso e Oscar Serrano. Il metodo di allenamento è molto tradizionale e può essere suddiviso in 2 parti: una prima di riscaldamento, kirikaeshi e kihon ed una seconda variabile (varie forme di jigeiko o approfondimento di alcune tecniche) anche in funzione degli appuntamenti del club (esami, competizioni, etc..). Generalmente vi è poco spazio per le spiegazioni e viene preferita la continuità dell’allenamento. Il dojo è molto frequentato (raramente mi sono trovato a partecipare a lezioni con meno di 20 persone) e lo spirito è sempre molto alto.

Ho avuto occasione di allenarmi al Renshinkan solo per le prime 2 settimane della mia permanenza quindi il mio giudizio è parziale, però raccogliendo le opinioni dei propri membri mi sono fatto un’idea generale. Il dojo è caratterizzato dalla presenza di validi elementi e da molti principianti. Purtroppo durante la mia partecipazione ho potuto notare che manca una vera e propria direzione tecnica o comunque un maestro fisso, il che inevitabilmente si ripercuote sulla frequenza dei suoi membri. Ciò nonostante ho visto un grande lavoro soprattutto per i principianti, basato sulla spiegazione delle tecniche scomposte nei loro elementi base e ripetute fino all’apprendimento. Un’altra cosa positiva è l’allenamento pomeridiano del sabato che richiama i membri dei dojo delle vicinanze diventanto un vero e proprio punto di incontro settimanale tra i praticanti.

Il kendo club UPC , pur essendo leggermente inferiore di numero al Ryoshinkai, ne ricalca in linea generale il tipo di allenamento. Dirige ufficialmente Oscar Serrano (5 dan), mentre il maestro Hiruma vi ci insegna solamente una volta alla settimana. La struttura, moderna e ampia, dove avviene l’allenamento è la stessa del trofeo Kurasawa (che ha luogo a metà gennaio ogni anno) ed è caratterizzata da un parquet degno di nota. Si trova all’interno della Universitat Politecnica de Catalunya, da qui il nome.  Quest’anno è stato organizzato il primo trofeo UPC open per singoli con una partecipazione di circa 150 competitori spagnoli. La portata dell’evento è ancora modesta ma sicuramente destinata a crescere nel tempo. Con cadenza mensile infine il club è solito organizzare un allenamento extra il sabato mattina, destinato di volta in volta all’arbitraggio piuttosto che allo shiai o alla pratica di tecniche.

Tirando le somme di quanto detto, e cercando di metterci del mio, posso dire che per chi ha intenzione di passare stabilmente del tempo a Barcelona. La città offre una più che buona possibilità per allenarsi soprattutto per il clima positivo che è presente tra i dojo. Ho avuto la possibilità di allenarmi 5 giorni alla settimana in 3 diversi club, tutti alla portata di metropolitana, prendendomi il venerdi come giorno libero. Il livello generale dei praticanti è buono e soprattutto in netta evoluzione (molti sono giovani kendoka su cui viene riposta molta fiducia da parte dei club). Lo stesso numero di iscrizioni negli ultimi anni è in netto aumento.

Trofeo + seminario Kurasawa

Credits | Eurokendo

Una nota a parte per quello che è l’evento principale del kendo catalano che quest’anno ha avuto luogo dal 14 al 16 gennaio. Il seminario viene solitamente strutturato in un allenamento del venerdi (mattina e pomeriggio) del sabato (mattina) e della domenica (mattina). La competizione ha invece luogo il sabato pomeriggio. Per quanto riguarda il seminario esso è caratterizzato dalla presenza del sensei Takizawa (8 dan Kyoshi) seguito di anno in anno da altri maestri giapponesi (e da 2 anni dal nostro Lorenzo Zago) e si sviluppa attraverso tutte le forme del kendo moderno (kendo e kihon no kata, kihongeiko, suburi, jigeiko e una particolare forma di shiaigeiko 2 vs 1).

A parere di chi scrive la volontà di praticare su tutti gli aspetti della pratica in un tempo non cosi ampio risulta un po’ limitativo poiché ci si sofferma moltissimo sulla spiegazione e per il tempo restante sulla effettiva prova di tecniche e quant’altro. Ciò nonostante il seminario di anno in anno raccoglie un numero maggiore di partecipanti e lo spirito degli stessi è sempre molto alto.

La competizione è molto ben organizzata e i cambi sono sempre molto rapidi. E’ rivolta a squadre open di 3 elementi con gironi eliminatori di 3 squadre tra le quali solo la prima posizionata passa il turno.

Quest’anno ho avuto la possibilità di parteciparvi con 2 amici del Cus Verona (Turner e Intrieri) con i quali siamo andati vicinissimi alle zone alte del podio che abbiamo mancato di un soffio. Ciò nonostante la sensazione generale che aleggiava durante la competizione era di una sincera voglia di competizione e di lealtà, che non guasta mai.

Questo è il link di un breve video sull’evento (parte dal minuto 1.30 più o meno)

http://www.btvnoticies.cat/2011/01/30/info-japones-32/