Kendo nelle Marche


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Enbu Taikai – Video

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Con enorme ritardo siamo riusciti a preparare artigianalmente sia i video delle performance di apertura e chiusura della dimostrazione a cura di Mugen Yahiro, che una raccolta di highlights dei 5 incontri sfruttando il materiale video che avevamo.

L’idea di ritagliare uno spazio dimostrativo l’abbiamo introdotta qui, ed il risultato è andato oltre le nostre più rosee aspettative.

Desideriamo quindi ringraziare nuovamente tutti i partecipanti per la disponibilità dimostrata nell’accettare l’invito a quest’esperimento che era alla sua prima edizione!

Grazie a Franco Sarra, Dorian Pungetti, Andrea Li Causi, Bernardo Cipollaro, Christian Filippi, Enrico Monaco, Tomaso Boscarol, Leonardo Brivio, Mirial Livolsi, Angela Papaccio e Stefano Betti.

Grazie soprattutto per aver offerto un bellissimo esempio di kendo.

 

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Qualche pensiero

Riteniamo molto interessante per coloro che hanno l’onere e l’onore di promuovere il Kendo, il “come” questo viene recepito da fuori al primo approccio.

Abbiamo raccolto alcuni pensieri in questi giorni, sia da dentro il mondo del Kendo che da fuori.

Sia riguardo il Kendo in sè che il Trofeo dell’Adriatico.

Li pubblicheremo qua e là nei prossimi giorni.

Il messaggio di oggi è di una persona dello staff presente da esterno al 6° Trofeo dell’Adriatico.

“Mi sono approcciato a questo sport da “esterno”, come supporto-sanitario del torneo. L’impatto è stato davvero inaspettato: uno sport totalmente nuovo per me. Uniformi, urla e armi sconosciuti. Mi sono trovato subito ad apprezzare molto questa disciplina, in particolare la compostezza, e la preparazione mentale, spirituale oltre a quella fisica, che richiede. Un modo di essere non solo di agire. Straordinario, e ammirevole, la sportività degli “sconfitti”, una espressione di consapevolezza priva di risentimento. È stata un’esperienza nuova che mi ha stupito oltre ogni aspettativa e che mi ha spinto a cercare informazioni su questa arte ed il suo regolamento.”

Andrea Simoncini

Segnaliamo inoltre le varie impressioni degli amici dell’Ittoryukai Valdelsa che trovate qui.

credits – Beatrice Palma


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38° AJKC

Andiamo indietro di ben 14 anni quando un giovane Miyazaki non ancora 8°dan (qui l’esame) entrava alla ribalta del grande palcoscenico del kendo giapponese. E’ proprio nell’edizione n°38 degli All Japan Kendo Championship, che Masahiro Miyazaki vince il primo dei suoi tanti AJKC ed a farne le spese è Masahiro Shirakawa di Tokyo.

Qui di seguito la finale, oltre a qualche altro incontro davvero molto molto interessante.

Miyazaki Masahiro – Sato Tadahiko

Shirakawa Masahiro – Shindo Masahiro

Shimizu Shinji – Shirakawa Masahiro

Shindo Masahiro – Koyama Masahiro

*** *** ***

Aggiornamento 6° Trofeo dell’Adriatico:

Mancano pochissimi giorni!

Invitiamo tutti coloro che devono ancora formalizzare l’iscrizione allo stage ed al trofeo, di farlo quanto prima inviando una mail a ikendenshin@gmail.com così da poter poter organizzare al meglio l’intero evento (tabelloni individuali e squadre, buffet, etc.) .

Ricordiamo inoltre che abbiamo già iscritte alcune squadre incomplete (2 elementi),  e siamo quindi in grado di poter far gareggiare anche coloro che non hanno una squadra.

Per fare ciò dobbiamo assolutamente avere l’iscrizione al più presto.


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IL MIO I° DAN

Oggi pubblichiamo il diario di una giornata molto intensa. Anzi, oseremmo dire mesi…

Da queste parti consideriamo il raggiungimento di un risultato, sia esso un esame superato che una vittoria in un trofeo, come risultato di un gruppo, oltre ovviamente del singolo. Nel kendo si cresce assieme agli altri, mai da soli.

Ma concedeteci di dire che per Filippo, la parte individuale ha una componente particolarmente importante. Solo chi l’ha visto allenarsi negli ultimi mesi, sa quanta dedizione ha avuto alla preparazione di quest’esame.

E’ il primo esaminando da quando ci pratichiamo sotto l’insegna IKENDENSHIN e non possiamo che essere particolarmente felici.

*** *** ***

L’attimo in cui sono entrato in macchina, alle 04:00 di domenica mattina, ho pensato a quando cominciai a praticare Kendo tre anni fa: provai per caso, trascinato da un amico in comune con il mio sempai Alessio, e adesso mi trovavo ad andare a Roma per sostenere l’esame da primo dan. Questione di un attimo e svaniscono i ricordi, giro di chiave e si parte.

Il viaggio dura circa 4 ore e alle 08:10 sono posteggiato in una via del quartiere Trieste a Roma, a poca distanza dal dojo dell’ARK (Accademia Romana Kendo) che ospita la sessione di esami. Considerato l’ampio anticipo (l’inzio delle operazioni di registrazione sarebbe cominciata alla 10:30) mi concedo una colazione in un bar, godendomi lo spettacolo di un mausoleo romano del II sec.d.C. che si ergeva solenne e solitario tra una selva di palazzoni moderni: Roma, come al solito, non ha mancato di stupirmi!

Mi avvio quindi verso il dojo e alle 09:10 entro, rassegnato ad attendere un ora in perfetta solitudine, quando invece alle 09:20 vedo spuntare i visi familiari di Raffaele Venturini e Massimo Cicchetti, amici del dojo di Rimini, che mi comunicano un fuori programma deciso la sera precedente: dalle 09:30 alle 10:30 ci sarebbe stata un’ora di allenamento focalizzata sui kata. L’anticipo che pareva destinato ad un lungo tempo morto si era trasformato in una inaspettata occasione!

Cominciamo quindi l’allenamento sui kata guidati dal M°Rigolio il quale, complice il numero ridotto di praticanti, ha la possibilità di seguire abbastanza agevolmente le varie coppie uchitachi/shitachi; al sottoscritto, non saprei se per simpatia o per disperazione, dedica qualche attenzione in più, correggendomi spesso e insistendo sulla corretta sequenza piedi/braccia nell’esecuzione del terzo kata. L’ora passa veloce ed è già tempo di procedere alla registrazione all’esame e alla consegna dei compiti scritti per poi subito cominciare le due ore di allenamento pre-esame. L’allenamento, sempre condotto dal M°Rigolio è tecnico, ripassa i fondamentali, mostra cose nuove e corregge gesti che parevano ormai acquisiti e consolidati, a perfetta dimostrazione di quanto nel Kendo si possa e si debba costantemente migliorare ogni più piccolo gesto. Ho Apprezzato il modo di condurre del M°Rigolio, sempre calmo, chiaro e comprensibile.

L’allenamento procede e dopo un giro finale di ji-geiko con i vari maestri presenti facciamo una pausa per poi entrare direttamente nel clima pre-esame.

Sono una persona emotiva e  pensavo che avrei temuto il  momento, ma, forse complice la stanchezza della levataccia mattutina, mi sento stranamente calmo e rilassato , faccio battute con i compagni di pratica e ho modo di salutare a nome di tutto il dojo Ikendenshin l’amico Dado Brivio, che mi tranquillizza ulteriormente dandomi alcuni consigli.

Ok, mi hanno dato il numero, numero 110, sono nella penultima pull, si comincia. Guardo scorrere le numerose sessioni di esame per il I kyu e quando l’ultima ha ancora luogo, noi esaminandi per il I dan riceviamo l’ordine di indossare il men. Vedo attraverso il men gane gli esami dei miei compagni ed all’interno del men mi sento completamente solo, percepisco forte il sibilo del mio respiro mentre i kiai che si susseguono mi giungono come suoni ovattati; il men è un ambiente intimo, una stanza dove raccogliere i pensieri, una finestra da dove poi guardare solo avanti; da qui, rilassato, assisto e attendo. “110 preparati!”  Ok, si va.

Saluto, sonkyo e si parte con kirikaeshi con me come motodachi. Dopo i primi 4 yoko-men il mio primo compagno si fa sopraffare dall’emozione e si blocca; rimaniamo così immobili per un tempo che sembra infinito, poi cerco di spezzare la situazione dicendogli attraverso il men: “cinque indietro” e riesco nell’intento facendogli completare l’esercizio. Dopo ji-geiko cambio di compagno e ora è il mio turno. Valutare la propria prestazione è sempre difficile, ma posso dire che non mi sentivo completamente soddisfatto, tanto che al momento dell’esposizione dei candidati promossi ho esitato alcuni minuti prima di risolvermi ad andare a vedere. Questo è stato il momento più duro: tra me e un foglio appeso alla parete c’erano le ore di allenamento, le parole, i consigli e le facce di chi mi ha sostenuto; c’erano le ore tolte alla famiglia, c’erano tutti i sacrifici e le ore di viaggio. Era tutto lì, ma mi decido e scorro i numeri: 110, 110, 110…c’è! Nessuna emozione, primo pensiero i kata, tanto che non riesco a godermi appieno gli esami per II dan che stanno avendo luogo in quegli istanti.

A differenza degli esami con armatura i kata sono rapidissimi e in rapida sequenza li eseguiamo e li eseguiamo tutti bene visto che alla fine risulteremo tutti promossi!

Non appena terminati gli esami ci comunicano che la palestra deve essere liberata entro un’ora, i tempi quindi si accelerano, le persone corrono qua e là, molti vanno subito a fare la doccia. Io rimango alcuni istanti seduto con il bokken fra le mani e non riesco bene a realizzare che da oggi sono I dan di Kendo: cerco di ricordare quando ho cominciato, perché l’ho fatto, cerco di rammentare tutte le sere passate al dojo e tutte le persone che hanno praticato con me, gli esami kyu, cerco di mettere insieme tre anni di pratica per poter comprendere cosa sono da oggi, ma riesco solo a sorridere, di quei sorrisi stanchi che si fanno dopo un lavoro venuto bene. Shinai a posto, bokken a posto, armatura a posto: domani si ricomincia.

Filippo Tonelli

…ed allora abbiamo festeggiato a dovere! 😉

http://ikendenshin.wordpress.com/2013/10/28/filippo-promosso/

PS:  a distanza di tempo è bello rileggere anche queste due riflessioni scritte anni fa da Alessio e Giulio

https://kendonellemarche.wordpress.com/2009/11/03/lessenza-del-1%C2%B0-dan-di-kendo/

https://kendonellemarche.wordpress.com/2009/11/03/lessenza-del-1%C2%B0-dan-di-kendo-2/


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Riscaldiamoci!

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Un video di pochi minuti che ritrae un tipico riscaldamento con allungamenti vari prima d’indossare il bogu ed iniziare del buon keiko.

Riscaldiamoci, la nuova stagione sta per iniziare ed il 9 settembre è vicino 😉

http://www.pu24.it/2013/08/27/ikendenshin-corsi-di-kendo-per-migliorare-se-stessi/


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IKENDENSHIN

credits -  rosshj.com

credits – rosshj.com

Come si fa di solito tra amici, vorremmo condividere con tutti voi un momento importante del nostro percorso nel mondo del kendo, la creazione di una nuova associazione, IKENDENSHIN.

D’ora in poi saranno queste le nostre insegne.

Un’esperienza nuova per tramandare ideali antichi e per rimanere fedeli a noi stessi.

Abbiamo sempre cercato di puntare dritti verso una direzione precisa, imparata osservando i nostri punti di riferimento.

Il kendo per il kendo e niente altro.

Siamo fermamente convinti che se non avessimo avuto questa visione del kendo, non avremmo mai stretto amicizie per la vita, avuto soddisfazioni profonde sia nella pratica che nel rapporto con gli altri e non avremmo mai incontrato il supporto di tanti amici in italia e in giro per il mondo.

Tutto questo è avvenuto anche grazie al nostro blog KENDO NELLE MARCHE con cui pensiamo di aver dato e di dare ancora in futuro un piccolo contributo alla diffusione della nostra arte.

Per diversi motivi, rimanere nell’associazione Shingen non ci avrebbe permesso di continuare su questa strada e la decisione di creare una nuova associazione è stata naturale.

Ora inizia un periodo molto bello della nostra, seppur breve, storia nel kendo!

Ci buttiamo con entusiasmo in questa nuova avventura sperando di incontrare tutti voi il prima possibile, magari al prossimo Trofeo dell’Adriatico che si terrà sempre a Gradara il prossimo 15 e 16 Febbraio 2014 (maggiori info a breve su trofeodelladriatico.wordpress.com)

I soci fondatori (da sinistra verso destra)

Marco D’Agnolo, Alessio Nicolini, Giulio Gabbianelli, Davide Delise e Gabriele Gennari
ikendenshin.wordpress.com

Ikendenshin


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Il sito del Trofeo

Ci siamo! Manca davvero poco.

Il 4° Trofeo dell’Adriatico sta per arrivare, ma vorremmo prima di tutto ringraziare pubblicamente la preziosa collaborazione del dojo Sei Shin Kan di Bologna che assieme al Mugen Kendo Como ha collaborato assieme a noi alla full immersion di 10 giorni con il M°Hirakawa che ci aspetta tra meno di un mese.

Eggià, perché il M° Hirakawa attraverserà mezza Italia passando per lo stage organizzato appunto dai ragazzi di Bologna, spostandosi poi verso Como per lezioni
Infrasettimanali e concludere la sua presenza proprio a Gradara per il seminario + il IV Trofeo dell’Adriatico ed il sayonara party di chiusura.

Per fornire la maggior chiarezza possibile, abbiamo creato un sito appositamente per questo evento dove poter trovare tutte le info necessarie sia in italiano che
in inglese visto che abbiamo avuto già qualche conferma dall’estero.

trofeodelladriatico.wordpress.com

Accanto a questo strumento abbiamo messo a disposizione la mail trofeoadriatico@shingen.it dove poterci contattare per qualsiasi vostro dubbio.

Che dire?! Grazie in anticipo a tutti coloro che verranno a trovarci per incrociare gli (o le) shinai e passare un weekend all’insegno del divertimento!