Kendo nelle Marche


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Best of Kendo 2013

Una  raccolta d’ippon davvero entusiasmante per caricarvi a dovere in vista del 6° Trofeo dell’Adriatico

Per maggiori informazioni consultare il programma al seguente link.

http://trofeodelladriatico.wordpress.com/programma/


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Cherry crow

credits – Seancrane Photography

Tre settimane all’inaugurazione ufficiale della scuola di Kendo Ikendenshin in occasione del 6° Trofeo dell’Adriatico.

Per maggiori informazioni consultare il programma al seguente link.

http://trofeodelladriatico.wordpress.com/programma/


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Taiko al 6° Trofeo dell’Adriatico

Il Taiko, in forme assai diverse, è molto presente nel mondo del Kendo, sia in allenamento che in cerimonie di primissimo piano.

Quando abbiamo introdotto l’Enbu Taikai qui, avevamo sottolineato la nostra volontà di mantenere una certa forma prima, durante e dopo la dimostrazione.

Per tale motivo abbiamo chiesto il prezioso contributo di Mugen Yahiro.

Mugen è un giovane artista specializzato nelle percussioni tradizionali giapponesi (Taiko).
Ha studiato l’arte in vari ambiti, cercando di creare un metodo di allenamento personale, che possa portare a sviluppare non solo mente e fisico, ma anche cuore e spirito.
Dal 2010 ad ora viene invitato in diverse zone d’Italia, per dimostrazioni e lezioni pratiche che introducono le basi per apprendere questo strumento.
Ha suonato in numerosi concerti a livello internazionale, e dal 2012 è membro del famigerato gruppo giapponese ”Ondekoza”.

www.ondekoza.com

Vive e suona in Giappone allenandosi tutti i giorni e facendo tournée con il suo gruppo.

Attualmente si trova in Italia per un breve periodo.

Per coloro che non conoscono l’arte del Taiko, abbiamo chiesto a Mugen di farci una breve introduzione da pubblicare qui sul blog di Kendo nelle Marche.

Il Taiko è un tamburo tradizionale giapponese che come molti strumenti a percussione ha origini molto antiche.  

Il suo suono e la sua vibrazione sono in grado di scuotere le fondamenta del cuore umano a tal punto che veniva spesso usato in battaglia per infondere coraggio e forza alle truppe alleate o per incutere incertezza e terrore a quelle nemiche.

Molti monaci lo utilizzavano in occasione di cerimonie spirituali, essendo considerato uno strumento sacro in grado di comunicare con la parte divina.

Alcuni credono che rappresenti il dio del tuono, portatore di pioggia e tempeste.

Altri credono che con la sua vibrazione sia in grado di purificare l’ambiente in cui viene suonato scacciandone i demoni che lo abitano.

Tuttavia originariamente la gente popolare lo suonava durante feste e celebrazioni per rallegrare ed elevare lo spirito.

Il taiko è capace di stimolare la nostra forza vitale, ed è in grado di metterci in una condizione che esprima al meglio le nostre energie ed emozioni.

La sua vibrazione è capace di creare una risonanza con il cuore, toccando a primo impatto la sfera emotiva delle persone.

E’ facile trovare così un respiro comune e aumentare il pensiero positivo.

Questo tamburo richiede una notevole quantità di energia per essere suonato al meglio, è quindi necessario apprendere le basi del corretto movimento

del corpo per evitare di rovinarlo e raggiungere uno stato dove la mente si liberi dall’influenza della società.

La nostra condizione, sia mentale che fisica, viene identificata subito tramite la pratica di questo strumento, capace di far risvegliare, sviluppare e

manifestare una grande forza interiore.

La postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali, se non si sanno applicare queste basi si svilupperà solo un’abilità tecnica quasi inutile.

Dal momento che l’obiettivo della pratica dovrebbe mirare a raggiungere un benessere sia fisico che mentale, bisogna concentrarsi su come si muove il corpo per arrivare a colpire il tamburo, liberare la mente per riuscire a sentire il suono, risuonare con la vibrazione per entrare nel ritmo.

Mugen Yahiro

Siamo certi che Mugen Yahiro apporterà un valore aggiunto importante all’Enbu Taikai, e suggeriamo quindi a tutti coloro che parteciperanno  allo Stage ed al Trofeo, sia da spettatori che da kenshi, di prendere nota della sua esibizione che avrà luogo subito dopo la fine dello stage mattutino e prima dell’Enbu Taikai!

Per maggiori informazioni consultare il programma al seguente link.

http://trofeodelladriatico.wordpress.com/programma/


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The Crow

Corvo ikendenshin kendo Pesaro fano kendo nelle marche

Yamamoto Shunkyo

 

4 settimane al “6° Trofeo dell’Adriatico” del 15 e 16 Febbraio 2014

Teaser

https://kendonellemarche.wordpress.com/2013/12/09/teaser/

Trailer

https://kendonellemarche.wordpress.com/2014/01/15/trailer-6-trofeo-delladriatico-di-kendo/

Programma

http://trofeodelladriatico.wordpress.com/programma/


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Briefing

Abbiamo sfruttato questa pausa natalizia per alcuni briefing relativi al 6° Trofeo dell’Adriatico.

Stay tuned.

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IL MIO I° DAN

Oggi pubblichiamo il diario di una giornata molto intensa. Anzi, oseremmo dire mesi…

Da queste parti consideriamo il raggiungimento di un risultato, sia esso un esame superato che una vittoria in un trofeo, come risultato di un gruppo, oltre ovviamente del singolo. Nel kendo si cresce assieme agli altri, mai da soli.

Ma concedeteci di dire che per Filippo, la parte individuale ha una componente particolarmente importante. Solo chi l’ha visto allenarsi negli ultimi mesi, sa quanta dedizione ha avuto alla preparazione di quest’esame.

E’ il primo esaminando da quando ci pratichiamo sotto l’insegna IKENDENSHIN e non possiamo che essere particolarmente felici.

*** *** ***

L’attimo in cui sono entrato in macchina, alle 04:00 di domenica mattina, ho pensato a quando cominciai a praticare Kendo tre anni fa: provai per caso, trascinato da un amico in comune con il mio sempai Alessio, e adesso mi trovavo ad andare a Roma per sostenere l’esame da primo dan. Questione di un attimo e svaniscono i ricordi, giro di chiave e si parte.

Il viaggio dura circa 4 ore e alle 08:10 sono posteggiato in una via del quartiere Trieste a Roma, a poca distanza dal dojo dell’ARK (Accademia Romana Kendo) che ospita la sessione di esami. Considerato l’ampio anticipo (l’inzio delle operazioni di registrazione sarebbe cominciata alla 10:30) mi concedo una colazione in un bar, godendomi lo spettacolo di un mausoleo romano del II sec.d.C. che si ergeva solenne e solitario tra una selva di palazzoni moderni: Roma, come al solito, non ha mancato di stupirmi!

Mi avvio quindi verso il dojo e alle 09:10 entro, rassegnato ad attendere un ora in perfetta solitudine, quando invece alle 09:20 vedo spuntare i visi familiari di Raffaele Venturini e Massimo Cicchetti, amici del dojo di Rimini, che mi comunicano un fuori programma deciso la sera precedente: dalle 09:30 alle 10:30 ci sarebbe stata un’ora di allenamento focalizzata sui kata. L’anticipo che pareva destinato ad un lungo tempo morto si era trasformato in una inaspettata occasione!

Cominciamo quindi l’allenamento sui kata guidati dal M°Rigolio il quale, complice il numero ridotto di praticanti, ha la possibilità di seguire abbastanza agevolmente le varie coppie uchitachi/shitachi; al sottoscritto, non saprei se per simpatia o per disperazione, dedica qualche attenzione in più, correggendomi spesso e insistendo sulla corretta sequenza piedi/braccia nell’esecuzione del terzo kata. L’ora passa veloce ed è già tempo di procedere alla registrazione all’esame e alla consegna dei compiti scritti per poi subito cominciare le due ore di allenamento pre-esame. L’allenamento, sempre condotto dal M°Rigolio è tecnico, ripassa i fondamentali, mostra cose nuove e corregge gesti che parevano ormai acquisiti e consolidati, a perfetta dimostrazione di quanto nel Kendo si possa e si debba costantemente migliorare ogni più piccolo gesto. Ho Apprezzato il modo di condurre del M°Rigolio, sempre calmo, chiaro e comprensibile.

L’allenamento procede e dopo un giro finale di ji-geiko con i vari maestri presenti facciamo una pausa per poi entrare direttamente nel clima pre-esame.

Sono una persona emotiva e  pensavo che avrei temuto il  momento, ma, forse complice la stanchezza della levataccia mattutina, mi sento stranamente calmo e rilassato , faccio battute con i compagni di pratica e ho modo di salutare a nome di tutto il dojo Ikendenshin l’amico Dado Brivio, che mi tranquillizza ulteriormente dandomi alcuni consigli.

Ok, mi hanno dato il numero, numero 110, sono nella penultima pull, si comincia. Guardo scorrere le numerose sessioni di esame per il I kyu e quando l’ultima ha ancora luogo, noi esaminandi per il I dan riceviamo l’ordine di indossare il men. Vedo attraverso il men gane gli esami dei miei compagni ed all’interno del men mi sento completamente solo, percepisco forte il sibilo del mio respiro mentre i kiai che si susseguono mi giungono come suoni ovattati; il men è un ambiente intimo, una stanza dove raccogliere i pensieri, una finestra da dove poi guardare solo avanti; da qui, rilassato, assisto e attendo. “110 preparati!”  Ok, si va.

Saluto, sonkyo e si parte con kirikaeshi con me come motodachi. Dopo i primi 4 yoko-men il mio primo compagno si fa sopraffare dall’emozione e si blocca; rimaniamo così immobili per un tempo che sembra infinito, poi cerco di spezzare la situazione dicendogli attraverso il men: “cinque indietro” e riesco nell’intento facendogli completare l’esercizio. Dopo ji-geiko cambio di compagno e ora è il mio turno. Valutare la propria prestazione è sempre difficile, ma posso dire che non mi sentivo completamente soddisfatto, tanto che al momento dell’esposizione dei candidati promossi ho esitato alcuni minuti prima di risolvermi ad andare a vedere. Questo è stato il momento più duro: tra me e un foglio appeso alla parete c’erano le ore di allenamento, le parole, i consigli e le facce di chi mi ha sostenuto; c’erano le ore tolte alla famiglia, c’erano tutti i sacrifici e le ore di viaggio. Era tutto lì, ma mi decido e scorro i numeri: 110, 110, 110…c’è! Nessuna emozione, primo pensiero i kata, tanto che non riesco a godermi appieno gli esami per II dan che stanno avendo luogo in quegli istanti.

A differenza degli esami con armatura i kata sono rapidissimi e in rapida sequenza li eseguiamo e li eseguiamo tutti bene visto che alla fine risulteremo tutti promossi!

Non appena terminati gli esami ci comunicano che la palestra deve essere liberata entro un’ora, i tempi quindi si accelerano, le persone corrono qua e là, molti vanno subito a fare la doccia. Io rimango alcuni istanti seduto con il bokken fra le mani e non riesco bene a realizzare che da oggi sono I dan di Kendo: cerco di ricordare quando ho cominciato, perché l’ho fatto, cerco di rammentare tutte le sere passate al dojo e tutte le persone che hanno praticato con me, gli esami kyu, cerco di mettere insieme tre anni di pratica per poter comprendere cosa sono da oggi, ma riesco solo a sorridere, di quei sorrisi stanchi che si fanno dopo un lavoro venuto bene. Shinai a posto, bokken a posto, armatura a posto: domani si ricomincia.

Filippo Tonelli

…ed allora abbiamo festeggiato a dovere! 😉

http://ikendenshin.wordpress.com/2013/10/28/filippo-promosso/

PS:  a distanza di tempo è bello rileggere anche queste due riflessioni scritte anni fa da Alessio e Giulio

https://kendonellemarche.wordpress.com/2009/11/03/lessenza-del-1%C2%B0-dan-di-kendo/

https://kendonellemarche.wordpress.com/2009/11/03/lessenza-del-1%C2%B0-dan-di-kendo-2/


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Biosalus 2013

Oggi torniamo nelle Marche per parlarvi di un festival, o forse qualcosa di più di un semplice festival.

Dopo esser stati rapiti dalla magica Gradara come molti dei nostri amici kendoka che ogni anno vengono a trovarci al Trofeo dell’Adriatico, ora entreremo in un luogo a dir poco affascinante, il cortile del Collegio Raffaello di Urbino.

credits – Federica Scaramucci

 E’ infatti Urbino, il cui centro storico fa parte dei siti UNESCO, ad ospitare il BIOSALUS giunto alla sua 7° edizione!

Descrivere cos’è esattamente il BIOSALUS non è semplice. E’ un festival, un evento culturale, un incontro a livello nazionale rivolto a tutti coloro che sono appassionati, interessati o semplicemente incuriositi dal Biologico e dal Benessere Olistico.

Una due giorni ricca di eventi con tantissime possibilità di avvicinarsi a questo mondo da diverse direzioni.

Date un’occhiata al programma cliccando qui. Provare per credere! 😉

La collaborazione nata con lo staff del festival BIOSALUS farà sì che il Kendo sia presente con una dimostrazione di circa 30 minuti.

E’ solo una delle varie iniziative che stiamo definendo per la città ducale e non solo.

Invitiamo quindi tutti coloro che desiderano visitare Urbino a farlo in quel weekend, cogliendo l’occasione di partecipare a questo interessantissimo festival e farci visita domenica 6 Ottobre alle h 16.30 nel Cortile del Collegio Raffaello, in “pienissimo” centro storico.

Tutte le informazioni sono al seguente link

www.biosalusfestival.it

BIOSALUS – facebook page