Kendo nelle Marche


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Uno su mille – il servizio

Molti appassionati di Kendo ieri sera erano davanti la TV sintonizzati su Rai Sport 1 in attesa del servizio preannunciato qui.

Il servizio “archivio” del sito Rai.Tv è stato molto efficente, in quanto possiamo sin da stamattina rivedere l’intera puntata al seguente link.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a2e27d56-18d0-4a5b-90cc-75c2b7bee8ef-raisport.html#set=ContentSet-be7e8052-2be5-416a-ae60-f8eb4bf59a2f&page=0

Coloro che deisderano saltare direttamente al servizio sul Kendo girato all’interno dell’Accademia Kodokan di Alessandria…andate al 10′ 35″ 😉

 

 

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il Kendo ad “Uno su Mille”

Grazie al Kodokan Alessandria, il kendo entrerà nuovamente in casa RAI.

Abbiamo appreso la notizia grazie a Fabrizio Mandia (clicca qui per l’intervista) il quale ha pubblicato l’articolo di giornale che vedete qui sotto.

Kodokan

Dopo aver visto il Kendo negli studi di “Alle falde del Kilimangiaro“, il dojo guidato dal M° Magarotto rappresenterà il Kendo nel nuovo programma “Uno su mille” a cura di Carlo Paris, storico giornalista RAI, in onda su Rai Sport 1.

Il programma settimanale ha visto il suo esordio martedì 21 Gennaio alle ore 21, e da un messaggio del nostro amico Fabrizio Mandia, abbiamo saputo che il 4 Febbraio alle 21 sarà la volta del kendo!

Non perdiamocela! 😉

Fabrizio Mandia intervistato Giulio Guazzini

Fabrizio Mandia intervistato Giulio Guazzini

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Aggiornamento “6° Trofeo dell’Adriatico”:

è in programma per il prossimo 12 Febbraio 2014 nella Sala Provinciale  in via Gramsci, 4 di Pesaro, la conferenza stampa per l’inaugurazione del dojo ed il 6° Trofeo dell’Adriatico.

Info al seguente link:

http://ikendenshin.wordpress.com/2014/02/03/6-trofeo-delladriatico-conferenza-stampa/

 

 


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Trofeo “Città di Alessandria” 12-13 ottobre 2013 – A.Amendola

Il caro amico Antonio Amendola, ha realizzato un altro bellissimo video relativo al Trofeo in oggetto.

 


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F.Mandia su Uno Mattina

credits – Unomattina Facebook page

Pochi giorni fa, Fabrizio ha postato su Facebook il seguente messaggio:

MERCOLEDI 25 SETTEMBRE 2013 DALLE ORE 10:00 ALLE 10:30 SARO’ INTERVISTATO AL PROGRAMMA UNOMATTINA SU RAI 1 IN DIRETTA DA ROMA!!!!!!!!!

Non è dato sapere se sarà un’intervista mirata sul Kendo come abbiamo fatto noi circa 3 anni fa (vedi link), ma crediamo che sicuramente Fabrizio non si farà sfuggire l’occasione per divulgare il Kendo in qualche modo 😉

Che faccia l’intervista con il men? 😀

Nell’attesa di saperlo vi segnaliamo la scorsa visita dei nostri atleti agli studi RAI nella trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”.

kendonellemarche.wordpress.com/2012/04/02/promotion/


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25° EKC – Daniel Turner

Con un pochino di ritardo, pubblichiamo il report scritto dal nostro amico Daniel Turner del Kendo CUS Verona che ha avuto la possiblità di vivere molto da vicino l’esperienza della nostra nazionale al 25° EKC di Germania 2013.

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Di ritorno dal 25° Campionato Europeo di Kendo vorrei riportare le emozioni che questi tre giorni hanno scritto in maniera indelebile nel mio cuore.

I duri allenamenti, i ritiri, e la  pratica svolta ognuno all’interno del suo dojo, è ormai acqua passata, questo è il tempo della resa dei conti.

credits – CIK

Già durante la cerimonia di apertura si respira un clima di altissima attenzione, l’aria è frizzante, il freddo che aveva accolto i competitori all’esterno dell’imponente struttura sportiva è stato spazzato via dal calore dei loro cuori, pronti ad affrontarsi sugli shiai-jo. Inizia così la 25° edizione dei campionati Europei di Kendo.

I primi a solcare il parquette sono gli Juniores, un team formato da Antony Maio, Iuri Petralia e Irene Rizzo. Sin dal primo momento si capisce che la carica è alta, e la squadra inizia con il piede giusto. Immediatamente balza agli occhi l’intensità, la potenza e la luce degli ippon di Maio. Difficile veramente credere che l’impatto e la precisione siano di uno Juniores. Vinciamo la poule e si passa alle eliminazioni dirette, l’obbiettivo è il podio. Purtroppo la Romania che arriverà seconda classificata blocca il cammino dei giovani Azzurri. L’Italia degli under si classifica al 3° posto risultato storico per la nostra federazione.

credits – CIK

Agli individuali Juniores purtroppo il nostro cammino si interrompe troppo presto rispetto alle aspettative che avevano creato durante la competizione a squadre. Nonostante ciò il talento del giovane messinese Antony Maio emerge comunque portandolo al conseguimento del Fighting Spirit.

E’ la volta delle ragazze, orfane delle blasonate Papaccio e Livolsi, la squadra presenta nuove forze all’esordio europeo.

credits – Eva Ricciuti

Sono Eva Ricciuti alla primissima presenza azzurra e Chiara Olivieri che nonostante la precedente convocazione ai campionati del mondo questa volta avrà la vera occasione di far vedere di che pasta è fatta. Le ragazze si presentano sullo shiai-jo per una poule formata da Svezia e Reppubblica Ceca. Il primo incontro è con la Svezia e da subito il team azzurro mette in luce le sue qualità migliori: grandissimo spirito di iniziativa, determinazione e volontà.

La Svezia come la Repubblica Ceca sono presto battute. La squadra dimostra maturità spirito di sacrificio e grande unione. E’ questa litalia che volevamo vedere e così arriviamo ai quarti dove ad attenderci c’è la Francia che seppur con un team rinnovato quasi per metà ha come capitano la campionessa europea 2011 Pauline  Stolarz. L’incontro è serratissimo è solo l’ultimo incontro a decidere la sorte delle nostre ragazze fermate da una Francia forte ma assolutamente alla loro portata.

Gli occhi delle ragazze all’uscita dello shiai-jo sono ancora pregni di energia e non rimanerne rapito è praticamente impossibile. Grandissima prestazione, bel kendo ma per questa volta l’avventura finisce prima del podio. Il riconoscimento del fighting spirit va a Serena Ricciuti interprete di una giornata pressochè perfetta. La prima giornata di gare volge al termine e tutti, competitori e spettatori siamo particolarmente provati.

Il giorno dopo è la volta della competizione a squadre maschile.

credits – CIK

L’Italia orfana del suo capitano, presenta due nuovi competitori all’esordio con la Nazionale maggiore Dario Baeli e Andrea Moretti. La poule vede il Belgio e la Lituania come i nostri prossimi avversari. Da subito si capisce che c’è qualcosa che non gira, nonostante l’ottimo livello della formazione Italiana, il Belgio ha la meglio e passa la poule come prima classificata spianandosi la strada verso il podio. L’italia passata come seconda invece si è resa la vita un po’ più difficile mettendo sul suo cammino Germania ed eventualmente la Francia.

Ma non importa i ragazzi sono già abituati a tutto e negl’occhi si intravede una grandissima determinazione. E’ la volta della Svezia.

 I ragazzi lottano con tutte le loro forze ma la giornata non sembra essere quella giusta per loro, Giuseppe Giannetto agguanta all’ultimo lo spareggio.

E’ Mandia l’uomo giusto per questo tipo di incombenze, freddo, potente ed assolutamente detterminato a proseguire il cammino. Il primo attacco è un esplosione un kote men (una delle sue specialità) che fa saltare il pubblico in piedi, ma gli arbitri non sono dello stesso parere.

E’ l’attacco successivo un debana kote a portarci all’incontro successivo! Grande Fabrizio!

Con la Germania torniamo subito sotto anche se la sensazione è che il nostro kendo non riesca ad essere apprezzato al 100% ma questi sono forse commenti da tifoso più che da praticante. La Germania per un solo ippon si disputerà l’incontro successivo con la Francia per gli accessi alle semifinali.

Grandissimo esordio per Dario Baeli che ha visto il giovane messinese protagonista di una giornata quasi perfetta. C’è il tempo di ammirare la finale tra Francia e Belgio che vedrà la Francia campionessa Europea a squadre.

Arriviamo così a domenica, la giornata conclusiva dei campionati. Gli atleti scelti per rappresentare l’Italia sono per la parte maschile:

Andrea Moretti neo 4° Dan che ha ben figurato nelle giornate precedenti, Demetrio Orlando Indiscusso senpo della formazione Italiana, Giacomo Pezzo a mio avviso una delle più belle espressioni del kendo Italiano per la sua età (giudizio ovviamente parte essendo io suo compagno di dojo 😉 ), Giuseppe Giannetto più volte Campione Italiano premiato con il Fighting Spirit all’ultimo Campionato Mondiale e  L’ex Campione Europeo Fabrizio Mandia attualmente campione Italiano in carica, intenzionato a riconfermare il titolo per la terza volta.

La compagine femminile è inceve composta da:

Chiara Olivieri nuovo acquisto della formazione Italiana, Laura Imperiale capitano della formazione femminile, Serena Ricciuti fighting spirit nella competizione a squadre, Chiara Bosetti terza classificata ai campionati Italiani e  Alessandra Orizio attuale Campionessa Italiana in carica. La giornata si presenta da subito ricca di emozioni e i continui salti da un seggiolino all’altro mi costeranno da li a poco una tibiata clamorosa! Sugli spalti ad incoraggiare i nostri, i ragazzi Juniores, i mitici fisioterapisti e tutto lo staff.

Incominciano le ragazze e purtroppo la giornata per le nostre non incomincia nei migliori dei modi. Laura, Serena e Chiara Bosetti vengono fermate nella poule nel nostro più completo stupore. Peccato sicuramente il loro valore è ben più alto, ma in competizioni come queste non sempre il talento e le capacità bastano.

Grandissima invece Chiara Olivieri che dopo aver superato la Poule si deve arrendere ad un avversario molto ostico. Brava comunque!

E’ presto la volta dei ragazzi in blu.

Anche per loro come per le ragazze a passare alla fase successiva sarà solo il primo classificato nella poule. La tensione è altissima basta una piccola sbavatura per compromettere gli sforzi fin qui fatti. Gli Italiani iniziano quasi contemporaneamente sui diversi shiai jo e seguirli tutti diventa veramente difficile. Purtroppo l’avventura di Andrea e Demetrio finisce presto, troppo presto, sugli spalti tanto stupore, i nostri meritavano sicuramente di più. Fabrizio Mandia, Giacomo Pezzo e Giuseppe Giannetto passano agevolmente la poule. Giusto il tempo di una fetta di strudel ed è la volta delle eliminatorie, Giacomo è già sullo shiai jo ed incontro dopo incontro ippon dopo ippon mette in luce tutta la bellezza e l’efficacia del suo kendo, un perfetto mix di tecnica sopraffina, consapevolezza del centro e velocità.

Intanto brutte notizie dallo shiai jo B, Fabrizio è stato eliminato da un avversario, il britannico Gibson, che si aggiudicherà il fighting spirit.

Restano ancora in gara Giacomo Pezzo e Giuseppe Giannetto, quest’ultimo nonostante alcuni problemi fisici (credetemi la faccia del fisioterapista alla mia domanda: “come stà il polpaccio di Giuseppe?” la diceva veramente lunga su quanto questo ragazzo sappia mettere cuore e testa oltre l’ostacolo) sta mostrando a tutti noi come da i momenti più difficili si possa trarre la chiave giusta per ribaltare le situazioni. Siamo ai quarti di finale, Giacomo incontra il fortissimo Attila Dubi un atleta pluripremiato della selezione Ungherese e dopo un bellissimo incontro deve cedere il passo all’esperienza di Dubi, mentre Giuseppe deve affrontare Oscar Kimura capitano della selezione Svizzera. L’incontro, serratissimo, è un perfetto concentrato del kendo di Giuseppe. Un esercizio mentale incredibile, volto a destabilizzare l’avversario per poi fulminarlo con un attacco precisissimo e risolutorio. Si va avanti! Quarti di finale, Giuseppe domina l’avversario con un sonoro 2 a 0. Semifinale il temuto (almeno per noi in tribuna) Dubi, già vincitore contro Giacomo è il prossimo avversario. Per nulla intimorito invece Giuseppe che inizia il suo duello mettendo immediatamente in crisi l’ungherese. Il tempo regolamentare non basta si va all’encho specialità per il nostro Giuseppe, che fulmina l’avversario con un bellissimo Men!

Siamo alla finale, è un atleta Francese, Nakabayashi Koichi, l’avversario di Giuseppe.

L’incontro inizia, e per noi è apnea! Il francese attacca, doppia incalza, ma per toccare Giuseppe oggi serve ben altro, l’immagine è quella di un cobra che studia la sua preda, che sa aspettare, sa far “sfogare” l’avversario, pronto in qualsiasi momento a sferrare l’attacco decisivo.

Passano quasi 20 minuti di encho ma credetemi, oggi mi sembrano istanti, poi come il più letale dei predatori Giuseppe esplode un men di rara bellezza! La “curva” esplode in un urlo di gioia, il palazzetto è tutto per lui!!

Daniel Turner


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La prima volta ad Alessandria

Non è la prima volta per noi di Shingen (Giulio ci andò 3 anni fa), ma è la prima per il nostro Marco Tabellini (che tra l’altro ha conseguito proprio lo scorso weekend il 1° dan, bravo!) che ha preso armi e bagagli ed è andato in avanscoperta per partecipare allo storico trofeo organizzato dal dojo Kodokan.

prima del suo diario, vi segnaliamo l’Intervista al Presidente CIK  Moretti

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Trofeo Internazionale di Kendo “Città di Alessandria” (ex Coppa Italia) IX Edizione
Alessandria, 12-13-14 Ottobre 2012

Arrivo Venerdì sera ad Alessandria (grazie a Paolo del Doshinken per il passaggio fino al Palazzetto!) – confermo l’iscrizione, controllo il peso degli shinai (con tanto di vistoso marchio KDK) e mi sistemo sugli spalti: dopo 5 ore di treno non ho proprio le risorse psico-fisiche per affrontare un jigeiko infiammato come quello a cui assisto per più di un’ora!
Il pernottamento, per me e un’altra sessantina di kendoka, è nello storico dojo Kodokan, uno dei più blasonati non solo a livello nazionale; già nel piccolo ingresso sono sovrastato dall’impressionante quantità di trofei! L’accoglienza dei kendoka, provenienti da mezza Europa, è affidata ai giovanissimi kyusha del Kodokan, veramente disponibili e ben organizzati!
Sabato mattina, Palaspost di Alessandria: la cerimonia iniziale è presieduta dal maestro Nando Magarotto, onnipresente nel ruolo di anfitrione e coordinatore di tutte le persone al lavoro dentro e fuori il Palazzetto. In quanto rappresentante di casa Shingen faccio da porta-bandiera in mezzo a folti gruppi di francesi, ma per il riscaldamento e anche per orientarmi nella miriade di bogu e zekken mi aggrego da buon romagnolo ai cugini emiliani del Kendo Kai di Parma e dello Shodan di Reggio Emilia (con i quali farò combutta anche per il sayonara party).
3 shiai-jo, si parte con gli incontri individuali kyu (30 partecipanti), a eliminazione diretta: giusto il tempo di osservare i primi incontri, ed è subito il mio turno (vinco il primo incontro 2-0 contro il detentore del fighting spirit all’ultimo Taikai di Atene, ma sono eliminato al secondo incontro da uno dei baldi giovani di casa Kodokan, che si arrenderà poi solo al vincitore finale). In veste di spettatore, assisto agli ultimi incontri dei kyusha, ai quali subentrano le kendoka impegnate negli individuali femminili (39 partecipanti): l’attenzione è naturalmente maggiore per le nostre nazionali, soprattutto Ricciuti e Livolsi, protagoniste di una semifinale memorabile (aperta, combattuta colpo su colpo… uno dei migliori shiai ammirati in tutta la giornata!). Arriva il turno degli yudansha, e qui si manifesta interamente la portata internazionale del trofeo: 95 partecipanti provenienti da tutta Europa (numerosissimi dalla Francia, ma anche Spagna, Ungheria, Grecia, Croazia, Serbia, Belgio, Regno Unito, Polonia, Slovenia e Svizzera sono rappresentate!) fra cui alcuni nazionali già visti in azione nei Mondiali di Novara. Come tanti, cerco di seguire il maggior numero di incontri, rimbalzando fra un quadrato e l’altro in un tripudio di mitori-geiko.
Il pomeriggio è riservato alle semifinali e finali delle tre categorie: fra i kyusha prevale Ricaldone (Kodokan Alessandria), dopo un incontro molto tirato e fisico contro il giovanissimo (13 anni!) ma agguerrito Lukàcs (Kendo Fonix Budapest); medaglie di bronzo per Firbus (Kodokan Alessandria) e Anedda (Andrea Doria Genova). Nella finale femminile vince la greca Asteria Akyla (Athens Kendo Club) contro Serena Ricciuti (Kendo CUS Verona); medaglie di bronzo per Gdeczyk (WSK Wroclaw Poland) e Livolsi (Do Academy Torino). Le semifinali dei dan vedono Mandia come unico baluardo contro il dominio francese: il kendoka alessandrino perde però contro Takeuchi, che resiste alla potenza fisica dell’avversario con una tenacia impressionante nonostante un infortunio all’alluce e una brutta caduta. Nell’altra semifinale, tutta francese, l’agilità prevale di nuovo contro la potenza fisica: è Arnaud Pons (nazionale francese) a prevalere su Monlezun. Proprio Pons (classe 1989, Akamon Dojo Saint Etienne) batterà infine Takeuchi, aggiudicandosi la medaglia d’oro.
Il sayonara party, come da copione, vede il rappresentante Shingen allearsi con il trio emiliano per dare fondo alle scorte di vino del locale: la giornata è stata vissuta più da spettatori che da protagonisti, ma per Paterlini, Jonus e Grandi c’è la competizione a squadre il giorno seguente (che li vedrà protagonisti di un’ottima gara, superando le prime due sfide contro Bergamo e Ginevra e fermandosi solo di fronte ai francesi di Saint Etienne).
Per quanto riguarda la Domenica, su un totale di 50 squadre da 3, prevale un dream-team di kendoka nippo-francesi (Tada, Hanayama e Ezaki, a nome Nippon Budo Paris), in un incontro comunque combattuto (2-1 finale) contro il trio dell’ASCPA Kendo Pessac (Monzelun, Hachouf e Yonnet). Terzi a pari merito i padroni di casa del Kodokan Alessandria (i fratelli Guido e Carlo Drago e Fabrizio Mandia) e i croati dell’Agatsu Zagreb (Matausic, Ban, Greif).
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Vi ricordiamo di votare il sondaggio sulla Shiai cliccando al seguente link.

https://kendonellemarche.wordpress.com/2012/10/25/shiai-quanto-e-importante-per-voi/


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15° WKC, i risultati!

Nei vari social network, tra pagine, gruppi o profili privati è stato già pubblicato di tutto, da foto caratteristiche come la mano tesa di Park nell’aiutare Shodai a rialzarsi che ha fatto notizia (il che dovrebbe far riflettere…) ai replay o incontri interi di qualità video più e meno buona. Noi quindi ci limitiamo a fare un po’ di ordine tra tutti questi video, dando la possibilità a chi non c’era di rivederseli con calma.

Dopo la tradizionale dimostrazione dei Kendo no Kata ha preso il via il campionato individuale maschile che ha visto il Giappone vittorioso con Takanabe Susumu.

Il tabellone diviso in due lo trovate a questo link 1 in cui vediamo la pool di Drago (Ita-6) negli incontri con Hatakeyama, Auvert, quello di Mandia (Ita-2) con Brown e Allouche. In questa parte del tabellone Drago, dopo aver battuto Kang si è fermato con Bertout.  Mandia, appena superata la pool, ha dovuto affrontare Kim uscendo comunque a testa alta.

Nella parte bassa del tabellone troviamo Giannetto (Ita-4) e Pezzo (Ita-7). Giannetto che, dopo aver superato la pool con Minchenkov e Hickey, supera le eliminatorie con Sanchez e Karnadi e fermandosi con il giapponese Hatakenaka. Pezzo ha anch’egli superato la pool con Kindzulis e Bremer fermandosi poi con Yamada.

Come dicevamo il materiale è davvero tanto quindi vi consigliamo di fare una ricerca in rete se volete approfondire ulteriormente tutte le fasi. Noi vi lasciamo comunque qui di seguito l’intensissima finale tra Takanabe e Kim vinta dal giapponese con un bellissimo tsuki che tanto ricorda quello storico di Eiga che tra l’altro abbiamo ovviamente visto tra il pubblico assieme a tanti altri big del Kendo mondiale…

 Ed ora le nostre ragazze che hanno difeso a denti stretti la nostra bandiera! Ricciuti (Ita-4) ha superato la pool con Bellivier e Wragg per poi uscire poi con Lee. Stessa cosa per Orizio che si è dovuta arrendere a Blanchard dopo aver superato la pool con Romeral e Lee. Papaccio e Imperiale invece non sono riuscite a superare la pool rispettivamente con Rincon e Lyu, e Ling e Yung.

La finalissima individuale femminile tutta made in Japan tra Kurokawa e Sakuma la trovate nel seguente video.

Chi ha potuto ammirare dal vivo la “giornata femminile” del torneo ci ha riportato che è stata molto intensa e in generale molto bella.

La fase a squadre femminile ci ha fatto tremare i polsi, ma ripercorriamo i passi di questa traversata.

La pool 8 era durissima ma le ragazze sono state superdeterminate come vedete nei video a questo link e si sono “arrese” solo alle brasiliane ai sedicesimi.

Al seguente link la finale tra Korea e Giappone vinta da quest’ultime.

Noi di Shingen siamo riusciti ad assistere ai mondiali solo domenica per le competizione a squadre maschili…ma ce la siamo goduta a palla!

Partenza alle 6.30 per essere in tempo a Novara, ma durante il viaggio scopriamo che  qualcuno sposta questa città sempre più a nord ed arriviamo un po’ tardi. Entriamo subito in clima mondiale rivedendo vecchi amici e conoscendo fisicamente alcuni che sentivamo solo attraverso il web.

Bellissimo! Palazzetto sold out e noi abbiamo i biglietti. Osserviamo tutte le gare ed attendiamo la nostra nazionale. Scopriamo poi che seguire le gare di kendo su 4 shiai-jo fa venire il mal di testa 😀

L’italia supera la pool con Irlanda ed Argentina e deve confrontarsi con gli Stati Uniti. Attendiamo.

All’improvviso escono i nostri ragazzi, chi con le cuffie chi in disparte, iniziano a fare un po’ riscaldamento e stretching. Le ragazze che hanno combattuto il giorno prima sono a appena fuori dall’area di gara a fare il tifo. Dobbiamo incontrare gli USA che a guardarli di americano hanno ben poco, forse qualcuno solo la stazza 🙂

Ci vengono consegnate delle bandierine per supportare i nostri atleti. Ci Siamo.

Orlando, Filippi, Mandia, Soldati, Giannetto.

Arriviamo con il cuore  che sta per esplodere. Orlando, per noi che non lo conoscevamo è stata una piacevolissima sorpresa. Al secondo men di Soldati sembra che venga giù tutta Novara! Quando Soldati esce vincente dallo shia-jo il nostro coach Walter Pomero lo abbraccia come se fosse tornato vivo da una guerra. Bellissimo. Tocca a Giannetto, uno dei protagonisti di questo mondiale. Il suo avversario è maledettamente forte, quel forte che non è solo rapido, ma una forza che lo salda a terra quasi fosse avvitato. Siamo in parità e ci tocca l’encho. Tocca sempre a loro due. Lo sguardo da lupo affamato di Pomero verso Giannetto prima di rientrare nello shiai-jo fa venire i brividi solo a ripensarci. Quell’encho ci deve 10 anni di vita. Usciamo per un maledetto men, ma con la testa più che alta. Gli americani sono molto forti e lo dimostreanno anche ai koreani che hanno rischiato grosso con loro.

Purtroppo non ci sono video in rete, troppo presi dalla gara 😀

La competizione scorre e vediamo all’opera il Giappone che dimostra fino alla finale grande tecnica e grande potenza. La squadra coreana non è da meno e per dìcerti versi propone un kendo meno “sporco” di quel che si vede in rete e si sente dire in giro. Sappiamo ahinoi com’è la shiai, quindi non possiamo aspettarci un kendo a mo’ di kata…

Bella sorpresa anche l’Ungheria che riesce a portare un pezzo d’Europa raggiungendo il podio 😀

Finite le semifinali c’è una dimostrazione di Iaido da parte della squadra italiana guidata dal M°Amoruso. Piano piano tutte le macchine fotografiche e gli assistenti si avvicinano ai bordi dello shiai-jo B. Korea e Giappone, eternamente rivali, si confrontano in 5 incontri che di Kendo come gli stessi maestri coreani e giapponesi ci insegnano hanno ben poco. Ostruzionismo, spintoni,  posture completamente squilibrate, mancanza di rispetto verso gli arbitri e chi più ne ha più ne metta. Una grossa delusione. L’arbitraggio ci lascia perplessi ed il Giappone vince i mondiali. Approfondiremo però l’argomento in un post apposito.

I video della finale li trovate nel canale youtube di Kendo World al link http://www.youtube.com/user/KendoWorld

Fa un certo effetto vedere il pubblico applaudire la squadra coreana quando perdente va negli spogliatoi…

A noi però ci piace ricordare questo mondiale con una delle tante e belle foto del nostro amico Antonio Amendola. Grazie ragazzi!