Kendo nelle Marche


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Promossi o bocciati??

Chissà se questi baldi giovani hanno superato l’esame???

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Dopo Sportilia, appunti pre-esame

Credits | Iliprandi

Anche quest’anno a Sportilia si è potuto saggiare il livello del kendo italiano, certamente sulla giusta strada e con tante cose ancora da capire e migliorare, come è normale.

Ecco i consigli della delegazione giapponese per il superamento degli esami

Il servizio a cura del nostro inviato a Sportilia Marco Ghidoni 😉

(Perdonatemi i termini giapponesi, li ho scritti ad orecchio e qualcosa sicuramente l’avró capita male)

Delegazione composta da: Isao Nishide Hanshi 8 dan Koji Kasemura Kyoshi 8 dan Yuji Suehira Kyoshi 8 dan.

Dopo un breve introduzione il M. Nishide ha elencato quali sono i punti salienti di un esame di Kendo in base al grado che si deve affrontare.

Dal 1 al 3 Dan 1) Reiho (etichetta) e Chakuso (vestiario) 2) Postura, prima, durante e dopo il gigeiko. 3) Kihon. Il nostro livello di esecuzione delle tecniche. 4) Livello di maturazione spirituale. Ai primi livelli valutato anche attraverso il Kyai.

Dal 4 al 5 Dan (come sopra + quanto segue) 5) Livello di acquisizione delle tecniche. Non bastano più colpi singoli e conta come vengono applicate. 6) Tan-rendo. Emanazione della postura. Ad esempio, già dal nostro sonkyo devono capire che siamo pronti per questo grado. 7) Potenza del seme emanato. Capire sempre come é stato condotto un colpo, vincere di seme e migliorarlo sempre di più. Non basta più colpire, ma conta come si colpisce.

Dal 6 al 8 dan (come sopra + quanto segue) 8) Rihai (ottica dell’azione). Tutto deve aver senso, nessun movimento, azione o colpo inutile. 9) Shi kuka ku. Postura spirituale. Anche semplicemente stando in piedi dobbiamo emanare il nostro livello di pratica. Si mira all’essenzialità e scioltezza che genera eleganza in quello che facciamo.

Questi 9 punti sopra sono quelli che la federazione valuta sempre. Ha anche aggiunto che la federazione giapponese ha emanato una circolare che autorizza i maestri giapponesi a scoprire i talenti “nascosti”. Questo significa che se uno non va troppo bene all’esame, ma i maestri han valutato che é stato un caso, possono promuovere lo stesso il candidato. Questo non deve farci rilassare, perché vedendo le percentuali di bocciatura che ci son state, i talenti erano ben nascosti (almeno per i loro, tra l’altro insindacabili, giudizi). Nishide ha poi portato la sua esperienza di esaminatore nella sua federazione (regione). Dice che molta gente nonostante si alleni sempre viene comunque bocciata agli esami, senza capirne il motivo.

Molte volte i motivi sono semplici: mancano uno o più dei nove punti precedenti, oppure ne ha elencati altri 5 che capitano spesso: 1) La gente non sa la differenza fra shiai ed esame. Cercando semplicemente di fare ippon. Nell’esame questo non basta. Si potrebbe anche non colpire correttamente (colpo che magari scivola), ma se tutto é fatto bene la commissione potrebbe ritenerlo sufficiente. Altro punto importante é quando si riceve un colpo. L’attenzione della giuria viene spostata sul ricevente, che deve evitare di scappare indietro o peggio ancora parare; deve affrontare il colpo con una controtecnica, che anche se portata con scarsa precisione viene apprezzata per lo spirito reattivo. 2) La commissione é ferma, quindi bisogna cercare di stare orientati sempre a loro favore in modo che possano vedere bene il nostro esame (in modo che la commissione sia al ns fianco e non davanti o dietro) 3) Capitano spesso bocciature per un solo voto che potrebbero dipendere da quanto sopra. 4) In giappone la percentuale di promossi ad un esame di 6-7 dan é del 6-7%. Si calcola che se gli esaminandi prestassero più attenzione alla posizione della commissione la percentuale salirebbe al 10%. 5) Incredibile a dirsi, ma capita spesso anche ai 6, 7 e anche agli aspiranti 8 dan che l’hatsugi sia sbagliato. Molte volte (non si capisce la ragione) in sonkyo, già dall’estrazione della spada questa ruota. A volte capita anche in combattimento. Questo é un errore imperdonabile. Se qualcuno dei presenti a sportilia riesce a completarlo con gli appunti del sabato/domenica (che purtroppo non ho preso) ne potrebbe uscire una buona guida da esame.

Marco Ghidoni


12 commenti

“Il piccolo bosco cresce…

  English version

…un giorno sarà una foresta!”

La citazione del caro Giulio non poteva essere più azzeccata! 🙂

Alcuni di noi sono appassionati di Bonsai, e forse non è un caso.

Siamo abbastanza lontani dalla “terra” del Kendo italiano e combattiamo tutti i giorni in mezzo a mille difficoltà per praticarlo al meglio, dando tutto e senza risparmiarci.

Siamo umili e non siamo un dojo di Maestri, ma siamo consapevoli che le piante di questo bosco crescono, con calma ma bene.

Lo dicono le radici, che solo chi ha una certa sensibilità riesce a percepire, perchè le radici non si vedono, si sentono.

Le ultime foglie di queste forti radici si chiamano:

Marco D’Agnolo – 1° kyu

Caruba Massimo – 1° kyu

Davide Delise – 1° kyu

Aguzzi Alessandro – 1° dan

Gennari Gabriele – 1° dan