Kendo nelle Marche


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L’essenza del 1° dan di kendo

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Sono diventato un 1° Dan e non riesco proprio a capire cosa ci sia di bello nell’essere 1° Dan.
Essere 1° Dan mi fa capire soltanto quanto sono indietro, quante cose forse non potrò fare o raggiungere, quanti maestri non potrò conoscere o a quanti allenamenti non potrò partecipare.
 
Mi fa capire che sarà sempre più dura, sempre più faticoso e forse tutto appeso all’alchimia del momento.
Mi fa capire l’importanza del gruppo, senza il quale tutto si perderebbe in un attimo, e di una guida come Salvatore Bellisai, senza il quale mi ritroverei ad agitare bastoni in aria per scacciare le mosche.
Essere 1° Dan mi fa capire che bisogna correre e che non so se ne sarò capace.
 
A pensarci bene però tutte queste cose già le sapevo. Quindi riflettendoci il 1° Dan non conta proprio niente. È solo un promemoria che attraverso il confronto (con me stesso) mi ricorda cosa non sono.
Il 1° Dan è un contorno (nel bene o nel male) a qualcosa d’altro, qualcosa di più profondo.
 
Ciò che conta sono gli allenamenti fatti in due la domenica mattina, i piedi rotti, le cene, il confronto con altri kendoka, la volontà di tenere duro anche nei momenti bui, la voglia di imporsi obiettivi sempre nuovi e soprattutto la consapevolezza di dover praticare, praticare e praticare sempre!!
Ciò che conta è il sentirsi “accuditi” dal nostro Maestro Salvatore Bellisai e ancora di più è potergli dimostrare che i suoi insegnamenti non sono stati vani. I commenti di Salvatore nei miei confronti, considerando il suo carattere severo, da soli valgono anni di kendo. Ciò che conta è l’aver saputo mostrare quello che sono quando mi è stato chiesto di farlo.
 
Ciò che conta è poter incontrare Maestri come Livio Lancini che ti dicono che hai fatto un bel lavoro.
Se questo è il 1° Dan, vorrei avere la possibilità di dare l’esame di 1° Dan una volta a settimana.
Il resto non conta niente.
 
Giulio


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Esame di 1° kyu foto e video

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Dopo il perfetto racconto di Trevor sui nostri esami, da cui sono passati, ormai, alcuni mesi, non resta altro da dire…resta solo da guardare i video e le foto!!! é il materiale del nostro reporter ufficiale Marco che dopo il traguardo recentemente raggiunto non so se si abbasserà più a immortalare noi poveri kyusha ;p. Intanto mi complimento ufficialmente con lui e lo ringrazio per il grande piacere che ci fa rivedere le sue riprese.

Ecco i video!!

Questo sono io

e questo Alessio

sguardo assente aspettando l’esito della prima parte di esame

la commissione

Vi assicuro che la tensione s’è sentita parecchio. Sarà per la voglia di fare bene, sarà per i 30 minuti passati in seiza, ma quando mi sono messo in sonkyo mi tremavano le gambe :)..cosa mai successa prima!!


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Esami da 1° Kyu fino a 2° dan – 05/04/2009

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Un breve racconto o forse meglio dire un breve diario tutto al presente della prima esperienza di un esame federale di Kendo.

Dopo anni più o meno discontinui nella pratica del Kendo, io ed il mio caro compagno d’avventura Giulio, decidiamo di sottoporci all’esame della CIK (Confederazione Italiana Kendo) per conseguire il grado di 1°kyu ma non vogliamo provare a dare l’esame, vogliamo passarlo. Quest’approccio ci spinge a studiare moltissimo attraverso allenamenti spesso in coppia o con altri pochi aficionados, a macinare molti km in giro per l’Italia ed a spendere parecchi soldini. Ma ne siamo contenti!

Sentiamo inoltre anche la responsabilità di portare avanti il nome del nostro Dojo per dare più sostegno ai futuri praticanti.  Dopo stage, gare, lezioni presso altri dojo, arriviamo al fatidico 5 Aprile 2009. In quel giorno si esaminano anche i kendoka per il 2° dan e sia io che Giulio otteniamo un bel risultato prima ancora di partire per Bergamo…. Il nostro caro M° Roberto Cittadini, kendoka di lunga data, ex nazionale che ha preferito la pratica e la shiai agl’esami federali, anch’egli nostro compagno di molte esperienze nel kendo, si aggregherà a noi. Questa notizia ci inorgoglisce, avere al proprio fianco una guida come Roberto, è per noi un onore.

Purtroppo, come già accaduto per i CCII tenutosi a Roma un mese prima, siamo costretti a fare un’alzataccia. La partenza è fissata per le 6.15.

Roberto che ha oltre 1 ora e mezza di strada in più di noi, scopriremo poi che non ha dormito quasi tutta la notte per il timore di non svegliarsi e quindi è stremato. Al casello si presenta con il mazzo di chiavi in mano ed mi metto alla guida.  Con Giulio chiacchieriamo per utto il tragito mentre Roberto cerca di dormire, arriviamo a Bergamo e troviamo tantissimi partecipanti e pochissimo spazio per cambiarci.

Lo stage della mattina diretto dal M° Lancini ci da ulteriori spunti per acquisire maggior sicurezza nei nostri mezzi ed affrontare l’esame del pomeriggio con più serenità. Le 2 ore scorrono rapidamente e si entra subito in clima esame…

Forse presi da un’inaspettata tensione, o forse solo perchè poco organizzati, non pranziamo.

In compenso socializziamo con nuovi kendoka e salutiamo alcune nostre vecchie conoscenze, ma all’improvviso c’è l’assegnazione dei numeri per dare l’esame. I gruppi  sono formati da 4 kendoka che faranno un kirikaeshi da kakarite ed uno da motodachi con 2 rispettivi jigeiko. Il destino vuole che io e Giulio San siamo insieme, io sono il 25 e lui il 27.

Dopo una lunga attesa in seiza arriva il mio momento ed un collaboratore della CIK mi dice: ” Alzati, tocca a te!”.

Sento le gambe durissime, sono freddo, ma sento anche che devo staccare il pensiero per soli 5 minuti.

Parto con un kiai deciso e sento che il kirikaeshi da kakarite è forte, sono contento e fiducioso, il jigeiko verrà da solo… Cenni degl’altri kendoka della mia pool mi rassicurano, torna il relax.  Assisto ora all’esame kirikaeshi di Giulio ed anche lui se la cava bene! Il suo jigeiko sarà invece un pò sotto il suo solito standard, ma comunque molto buono! Attendiamo l’esito di tutti i praticanti e nel tabellone dei promossi ci siamo entrambi!!  E’ l’ora dei kata che eseguiamo con un buon spirito, siamo promossi!!!

Ora la nostra attenzione si sposta su Roberto che è pronto per dare il suo esame. Il suo jigeiko in un primo momento ci sembra troppo d’attesa, ma all’uscita del palazzetto, ad esame finito, verremo puntualmente smentiti dal M°Lancini che, in presenza anche del nostro direttore tecnico M°Bellisai, si congratula con lo stesso Roberto  per la qualità del suo kendo. Siamo stanchi ma euforici.  L’aver assistito anche l’esame di 1° dan di fornisce addirittura altri stimoli!

Il rientro è  andante, ci meritiamo un rientro rilassato e quindi un trancio di pizza in autogrill e 2 sane risate con la cassiera che ci regala acnhe un trancio sono il giusto premio per una giornata molto intensa, soprattutto a livello umano. Abbiamo messo nella nostra valigia un’altra piccola esperienza per proseguire il nostro viaggio…

Ringrazio Roberto Cittadini per le perle di saggezza che coronano ogni esperienza fatta assieme.

Ringrazio Giulio che è un fedele compagno, un ragazzo vero e per il quale provo stima ed affetto.

Ringrazio tutti i praticanti di kendo (e non solo ) del nostro dojo nel quale pratico tutte le settimane.

Ringrazio anche il dojo di Rimini e Cremona che c’aiutano a crescere ogni volta di più.

Ringrazio il kendo…