Kendo nelle Marche


5 commenti

Torii, non solo semplice architettura

Forse è un argomento che non è particolarmente legato al kendo, ma mi sono sempre chiesto cosa fossero quelle strutture, spesso posizionate dentro l’acqua o all’ingresso di aree sacre.

Leggendo questo articolo, ho scoperto che queste enormi strutture hanno un valore simbolico molto profondo. Esse sono infatti porte che introducono ad una zona sacra, quasi sempre ad un santuario shintoista.

Ve ne sono di varie forme…

La sua struttura classica è solitamente costituita da sette elementi architettonici principali:

  • lo Shimaki, la parte superiore della trave posta tra le due colonne
  • il Kasagi, la parte inferiore della stessa
  • il Gakusoku, l’iscrizione situata tra l’asse trasversale principale e il Nuki
  • il Nuki, trave secondaria più semplice sotto Shimaki, Kasagi e Gakusoku
  • gli Hashira, le colonne cilindriche che sostengono la costruzione
  • i Taiwa, i capitelli delle colonne
  • i Kifuku, le basi di quest’ultime

Le origini del Torii non sono pero  perfettamente chiare nemmeno agli stessi giapponesi i quali nutrono delle perplessità.

Alcuni riportano che il Torii fosse anticamente un trespolo su cui riposavano i galli sacri dalla lunga coda. In effetti, Torii significa gallo e dalle ricerche fatte in rete sembra che sia la radice del verbo essere/stare.

In ogni jinja (tempio shintoista), i Torii sono di regola tre, a volte due, ma uno non manca mai, e passarvi sotto è una forma di purificazione. Difatti, la stessa credenza popolare associa i tre torii ai tre canti del gallo annunciatori dell’alba, e recita “come il gallo ci ricorda l’avvento del giorno, il torii prepara il cuore del fedele all’apparizione purificata davanti la divinità “.

In alcuni casi e possibile trovare molti piu torii in successione, dove la purificazione dev-essere più profonda ed avvernire in più stadi.

Qui di seguito il Torii di Tokyo, in onore dell-imperatore Mejii