Kendo nelle Marche


1 Commento

Mappa dojo affiliati CIK

Il Kendo è una lingua universale.

Non è infatti un’anomalia portarsi il bogu con sè quando si è in giro per l’Italia, e bussare alla porta di un dojo al fine di poter condividere del tempo assieme praticando kendo.

Tempo fa avevamo messo in piedi il progetto dojo, per il quale abbiamo avuto qualche contributo. Se volete aderire e farci avere i vostri racconti diretti siamo sempre qui pronti e disponibili per voi 😉

Ora, a seguito della comunity Kendo Finder presentata qui, promuoviamo un’altra interssante iniziativa comunicata poco fa attraverso il canale facebook della nostra federazione.

 mappa dojo kendo CIK

E’ un lavoro importante che ha la sua base dati nell’anagrafica CIK disponibile al seguente link.

http://www.kendo-cik.it/Italiano/dojo_ricerca.asp

Se non avete aggiornato i vostri dati, fatelo al più presto comunicandolo attraverso il sito CIK ed informando Vincenzo Caruso all’indirizzo disponibile nell’immagine.

Non avrete più scuse, bogu sempre in auto e tanto sudore!!

La mappa è disponibili qui.

 


1 Commento

“Ma il cielo è sempre più blu”

Cosi cantava Rino Gaetano nel 1975.

credits – CIK

Partiti con i ragazzi juniores conquistando un bellissimo fighting spirit con Alberto Sozzi, abbiamo sofferto e poi gioito immensamente per la vittoria a squadre femminile!

credits – CIK

Il sabato, giornata dedicata al torneo a squadre maschile, l’abbiamo passato incollati al canale streaming cercando tra i vari shiai jo i nostri ragazzi che con una tenacia da leoni hanno replicato alle donne conquistando il tetto d’Europa. Stradominio!!!

credits – CIK

Ieri era la volta degli individuali, sia maschili che femminili, ed anche li non siamo riusciti ad evitare medaglie, sia in un torneo che nell’altro. Infatti, Serena Ricciuti e Dario Baeli hanno messo piede nel podio con il bronzo.

credits – CIK

Non sappiamo se il Kendo italiano abbia mai raggiunto un livello agonistico cosi alto in passato, ma siamo assolutamente certi che questo gruppo è entrato nella storia.

Grazie infinite!!

PS: ci sono rumors per cui è stata avviata una class action per citare in giudizio la nazionale per danni cardiaci a centinaia di appassionati di Kendo.

PS1: si vocifera che i diplomatici italiani e francesi stiano trattando il rientro della Gioconda…

credits – CIK

 


2 commenti

Dagli EKC 2013…gioia!

Un breve ma intenso post per ringraziare coloro che ci hanno fatto soffrire fino all’ultimo secondo e gioire immensamente per i bellissimi risultati.

Grande Italia!!

Fighting Spirit ad Anthony Maio – Individuale Juniores

Medaglia di Bronzo Juniores a Squadre per Rizzo/Maio/Petralia

credits – CIK

Fighting Spirit a Serena Ricciuti – Squadre Femminili

Credits – EKC Germany 2013

Medaglia d’oro per G.Giannetto individuale maschile

credits – Eurokendo


3 commenti

15° WKC, i risultati!

Nei vari social network, tra pagine, gruppi o profili privati è stato già pubblicato di tutto, da foto caratteristiche come la mano tesa di Park nell’aiutare Shodai a rialzarsi che ha fatto notizia (il che dovrebbe far riflettere…) ai replay o incontri interi di qualità video più e meno buona. Noi quindi ci limitiamo a fare un po’ di ordine tra tutti questi video, dando la possibilità a chi non c’era di rivederseli con calma.

Dopo la tradizionale dimostrazione dei Kendo no Kata ha preso il via il campionato individuale maschile che ha visto il Giappone vittorioso con Takanabe Susumu.

Il tabellone diviso in due lo trovate a questo link 1 in cui vediamo la pool di Drago (Ita-6) negli incontri con HatakeyamaAuvert, quello di Mandia (Ita-2) con Brown e Allouche. In questa parte del tabellone Drago, dopo aver battuto Kang si è fermato con Bertout.  Mandia, appena superata la pool, ha dovuto affrontare Kim uscendo comunque a testa alta.

Nella parte bassa del tabellone troviamo Giannetto (Ita-4) e Pezzo (Ita-7). Giannetto che, dopo aver superato la pool con Minchenkov e Hickey, supera le eliminatorie con Sanchez e Karnadi e fermandosi con il giapponese Hatakenaka. Pezzo ha anch’egli superato la pool con Kindzulis e Bremer fermandosi poi con Yamada.

Come dicevamo il materiale è davvero tanto quindi vi consigliamo di fare una ricerca in rete se volete approfondire ulteriormente tutte le fasi. Noi vi lasciamo comunque qui di seguito l’intensissima finale tra Takanabe e Kim vinta dal giapponese con un bellissimo tsuki che tanto ricorda quello storico di Eiga che tra l’altro abbiamo ovviamente visto tra il pubblico assieme a tanti altri big del Kendo mondiale…

 Ed ora le nostre ragazze che hanno difeso a denti stretti la nostra bandiera! Ricciuti (Ita-4) ha superato la pool con Bellivier e Wragg per poi uscire poi con Lee. Stessa cosa per Orizio che si è dovuta arrendere a Blanchard dopo aver superato la pool con Romeral e Lee. Papaccio e Imperiale invece non sono riuscite a superare la pool rispettivamente con Rincon e Lyu, e Ling e Yung.

La finalissima individuale femminile tutta made in Japan tra Kurokawa e Sakuma la trovate nel seguente video.

Chi ha potuto ammirare dal vivo la “giornata femminile” del torneo ci ha riportato che è stata molto intensa e in generale molto bella.

La fase a squadre femminile ci ha fatto tremare i polsi, ma ripercorriamo i passi di questa traversata.

La pool 8 era durissima ma le ragazze sono state superdeterminate come vedete nei video a questo link e si sono “arrese” solo alle brasiliane ai sedicesimi.

Al seguente link la finale tra Korea e Giappone vinta da quest’ultime.

Noi di Shingen siamo riusciti ad assistere ai mondiali solo domenica per le competizione a squadre maschili…ma ce la siamo goduta a palla!

Partenza alle 6.30 per essere in tempo a Novara, ma durante il viaggio scopriamo che  qualcuno sposta questa città sempre più a nord ed arriviamo un po’ tardi. Entriamo subito in clima mondiale rivedendo vecchi amici e conoscendo fisicamente alcuni che sentivamo solo attraverso il web.

Bellissimo! Palazzetto sold out e noi abbiamo i biglietti. Osserviamo tutte le gare ed attendiamo la nostra nazionale. Scopriamo poi che seguire le gare di kendo su 4 shiai-jo fa venire il mal di testa 😀

L’italia supera la pool con Irlanda ed Argentina e deve confrontarsi con gli Stati Uniti. Attendiamo.

All’improvviso escono i nostri ragazzi, chi con le cuffie chi in disparte, iniziano a fare un po’ riscaldamento e stretching. Le ragazze che hanno combattuto il giorno prima sono a appena fuori dall’area di gara a fare il tifo. Dobbiamo incontrare gli USA che a guardarli di americano hanno ben poco, forse qualcuno solo la stazza 🙂

Ci vengono consegnate delle bandierine per supportare i nostri atleti. Ci Siamo.

Orlando, Filippi, Mandia, Soldati, Giannetto.

Arriviamo con il cuore  che sta per esplodere. Orlando, per noi che non lo conoscevamo è stata una piacevolissima sorpresa. Al secondo men di Soldati sembra che venga giù tutta Novara! Quando Soldati esce vincente dallo shia-jo il nostro coach Walter Pomero lo abbraccia come se fosse tornato vivo da una guerra. Bellissimo. Tocca a Giannetto, uno dei protagonisti di questo mondiale. Il suo avversario è maledettamente forte, quel forte che non è solo rapido, ma una forza che lo salda a terra quasi fosse avvitato. Siamo in parità e ci tocca l’encho. Tocca sempre a loro due. Lo sguardo da lupo affamato di Pomero verso Giannetto prima di rientrare nello shiai-jo fa venire i brividi solo a ripensarci. Quell’encho ci deve 10 anni di vita. Usciamo per un maledetto men, ma con la testa più che alta. Gli americani sono molto forti e lo dimostreanno anche ai koreani che hanno rischiato grosso con loro.

Purtroppo non ci sono video in rete, troppo presi dalla gara 😀

La competizione scorre e vediamo all’opera il Giappone che dimostra fino alla finale grande tecnica e grande potenza. La squadra coreana non è da meno e per dìcerti versi propone un kendo meno “sporco” di quel che si vede in rete e si sente dire in giro. Sappiamo ahinoi com’è la shiai, quindi non possiamo aspettarci un kendo a mo’ di kata…

Bella sorpresa anche l’Ungheria che riesce a portare un pezzo d’Europa raggiungendo il podio 😀

Finite le semifinali c’è una dimostrazione di Iaido da parte della squadra italiana guidata dal M°Amoruso. Piano piano tutte le macchine fotografiche e gli assistenti si avvicinano ai bordi dello shiai-jo B. Korea e Giappone, eternamente rivali, si confrontano in 5 incontri che di Kendo come gli stessi maestri coreani e giapponesi ci insegnano hanno ben poco. Ostruzionismo, spintoni,  posture completamente squilibrate, mancanza di rispetto verso gli arbitri e chi più ne ha più ne metta. Una grossa delusione. L’arbitraggio ci lascia perplessi ed il Giappone vince i mondiali. Approfondiremo però l’argomento in un post apposito.

I video della finale li trovate nel canale youtube di Kendo World al link http://www.youtube.com/user/KendoWorld

Fa un certo effetto vedere il pubblico applaudire la squadra coreana quando perdente va negli spogliatoi…

A noi però ci piace ricordare questo mondiale con una delle tante e belle foto del nostro amico Antonio Amendola. Grazie ragazzi!


5 commenti

2° Stage Tecnico culturale di kendo

Per chi si fosse perso il primo appuntamento degli stage tecnico culturali organizzati dalla CIK ecco un riassunto per immagini veloce veloce che vi permetterà di capire cosa sia stato spiegato in quell’occasione.

Credits | Ben Sheppard

Se credete siano concetti facili date un’occhiata al nostro resoconto dettagliato del primo incontro 0_0.

Fatto questo sarete pronti per il secondo appuntamento della serie (non credeteci troppo!!) il 12 settembre a Castenaso (BO). I temi dello stage riprenderanno il filone teorico esplorato nella prima occasione e andranno oltre (“SEN – seconda parte-” e “Waza-maé”). Le iscrizioni all’evento saranno aperte dal 30 agosto al 6 settembre e potranno essere effettuate direttamente on-line sul sito CIK. Visto l’esito del primo stage tecnico-culturale non possiamo non consigliare la partecipazione anche al secondo!

Molto sommessamente ci permettiamo di far notare la sovrapposizione di questo stage con un altro evento importante nella zona di Bologna: il Gemellaggio tra il dojo SeiShinKan di Bologna e il RakuShiKan Kendo Tosu del maestro Otsubo. Della serie: per il kendo del centro Italia è già difficile avere eventi di questo livello a meno di 3-4 ore di macchina. Se poi, quei pochi eventi in zona, si accavallano anche, allora è la fine.


4 commenti

Kendo nelle Marche su KI

Questa è un’occasione importante. Uno di quei momenti che mi rendono orgoglioso e al tempo stesso stupito del lavoro che con passione e divertimento portiamo avanti da qualche tempo.

La voglia di diffondere l’arte che tanto amiamo attraverso uno strumento come il nostro blog ci ha portato spesso a riscontrare negli amici che incontriamo in giro per l’Italia apprezzamenti positivi, consigli e ringraziamenti. Queste cose ti fanno pensare che il tempo e  le forze impiegate in questo progetto dopotutto non siano proprio sprecate dandoti una gran voglia di migliorare.

Adesso è successa una cosa per noi tanto  imprevedibile quanto straordinaria. Un nostro articolo è stato pubblicato sulla rivista KI (numero 30 -giugno 2010), il periodico online della CIK (Confederazione Italiana Kendo). Per noi è veramente importante non solo per il riconoscimento del lavoro che stiamo svolgendo, ma anche per il fatto di sentirci, anche se in piccolissima parte, in grado di sdebitarci del gran lavoro che sta facendo la CIK permettendoci di avere Maestri di prim’ordine e stage superlativi (come quello a cui si riferisce l’articolo in questione). L’illusione di poter esprimere la nostra riconoscenza attraverso questo piccolissimo apporto ci gratifica e ci spinge a continuare su questa strada.

Ringraziamo di cuore la rivista Ki, periodico online della CIK (Confederazione Italiana Kendo) nella persona del suo Direttore Responsabile Paolo Vanelli. Ringraziamo, inoltre, Livio lancini e Takuya Murata per aver segnalato l’articolo e per lo splendido stage che ne costituisce l’oggetto.

Speriamo vivamente di poter essere ancora utili in futuro!!


7 commenti

Intervista a Walter Pomero

Ogni promessa è un debito e noi siamo qui per saldarlo 🙂

Dopo le interviste ad Angela Papaccio e Fabrizio Mandia, è la volta che del M°Walter Pomero 7°dan Renshi di Kendo e 5° dan di iaido nonchè attuale Direttore Tecnico della Nazionale, che ha gentilmente accettato il nostro invito e per il quale lo ringraziamo di cuore.

Non perdiamo tempo allora! 😉

Partiamo direttamente dagli esordi. Uno degli aspetti che più ci incuriosce nell’intervistare kendoka esperti come lei, è quello di sapere come si sono avvicinati al Kendo. Nonostante lei sia ancora giovane immaginiamo che quando ha intrapreso questa Via non c’era una diffusione così “ampia”.

Può svelarci come e quando ha conosciuto il Kendo?

In effetti nel 1985 quando ho iniziato, la diffusione del Kendo non era ancora così ampia come lo è oggi. Praticando Karate ho iniziato a frequentare una palestra ed un mese dopo l’inizio di questa altra arte marziale ci è stato proposto il Kendo grazie al M. Mauro Navilli uno dei pionieri di questa disciplina. Andando avanti nella pratica di queste due attività mi sono trovato un giorno davanti ad una scelta tra le stesse e chiaramente scelsi il Kendo che consideravo più completo per la formazione della mia persona e quindi più adatto per me.

La prima volta che l’ho vista dal vivo era in occasione dei CCII Kyu a Monza dello scorso anno durante la dimostrazione con bellissimi bimbi. Le confesso che è stato davvero emozionante. E’ stato suggestivo vedere i più esperti che si prestavano a fare da motodachi a bambini delle elementari o poco più. Uno spettacolo davvero unico! Le vorrei sottoporre una domanda riguardo l’aspetto ludico del Kendo per bambini. Qual’è la strada per coinvolgere giovani praticanti e rendere “meno pesante” la pratica quotidiana? Ed inoltre, come vede lo sviluppo fisico di un bimbo attraverso la pratica del kendo?

Il Kendo per i bambini deve essere un gioco, bisogna trovare il modo di farli divertire ma sempre all’interno del lavoro standard per far sì che nel futuro possano meglio comprendere alcune cose quando praticheranno il Kendo vero e proprio. Quindi il gioco deve sempre essere un’alternanza  ad esercizi di base per evitare che gli stessi possano pensare praticando con gli adulti di fare qualcosa di diverso. Per quel che riguarda lo sviluppo fisico di un bambino attraverso la pratica del Kendo, direi che ogni attività fisica è utile al nostro e quindi anche al loro corpo, se praticata bene e con regolarità.

Tralasciando l’espressione dello spirito con il kiai, che è già di per sé un bell’ostacolo per chi non conosce il messaggio che il Kendo vuole dare, non crede che la postura e l’asimmetria del corpo nel praticare questa bellissima arte possa in qualche modo essere un deterrente per tutti quei genitori che devono aiutare (e non imporre) a scegliere uno sport per i propri figli?

I genitori di norma sono portati a far fare ai figli qualcosa che loro stessi conoscono o hanno provato in qualche modo o ancora stanno facendo. Mi riaggancio alla risposta di prima, se per i bambini il Kendo è un gioco ed attraverso il gioco si lavora sulla postura del corpo allora il genitore vedendo il figlio divertirsi non penso avrà nulla da obiettare se si lavora in questo senso. L’insegnante fa la differenza nel trasmettere il tutto ai bambini ed ai genitori.

Praticando ed osservando grandi Maestri di Kendo ho sempre pensato che la parte agonistica, accanto a quella di keiko e kata, fosse fondamentale per coltivare un certo tipo d’atteggiamento e di spirito.
Tempo fa avevamo trattato con animo critico, ma soprattutto curioso questo tema; desideravamo capire come mai in shiai, il Kendo che con tanto sforzo studiamo assieme a voi istruttori, andasse a volte in secondo piano per lasciar spazio a tecniche “poco ortodosse”.
Vorremmo una sua opinione sull’argomento. Il suo stesso “curriculum” recita un palmares davvero consistente coronato dal suo attuale ruolo di direttore tecnico della nazionale italiana. Secondo lei come vanno intrepretate le gare?

Nel momento in cui si parla di competizione le opinioni al riguardo sono varie. La mia è che innanzitutto per una gara bisogna che esista un avversario, che esista fisicamente e che sia reale, non immaginario. Il Kendo ha la fortuna e la difficoltà quindi, di essere praticato sempre con almeno un’altra persona. Interagire con gli altri è sempre difficile, già lo è a parole e quindi figuriamoci quando siamo di fronte a qualcuno con cui siamo obbligati ad avere uno scambio, bardati di Armatura e brandendo uno Shinai. Nessuno penso riesca a fare al 100% in uno Shiai quello che è capace di fare nel Kihon proprio per questo motivo. Più facile sarebbe una Competizione di Kata dove ci si troverebbe di fronte unicamente a se stessi, non dico sia facile fare ciò ma sicuramente nel Kendo oltre a trovarsi di fronte al proprio io ci si trova di fronte ad un avversario reale che non fa quello che vuoi tu, che potrebbe sì muoversi in un certo modo ma potrebbe farlo anche in un altro…

Una delle caratteristiche più evidenti del suo stile nel praticare il Kendo è la guardia jodan. Abbiamo avuto modo di conoscere il M°Chiba che a detta di molti è uno dei più grandi in circolazione. Leggendo l’intervista riportata su A.R.K. il Maestro diceva che era stato spinto ad adottare questo tipo di guardia. E’ stato lo stesso anche per lei? Quando ha capito che era il modo a lei più congeniale per esprimersi nel Kendo?

Dopo cinque anni che praticavo Kendo ero arrivato ad uno stallo, non ero più sicuro di avere la voglia di continuare, non mi ricordo neppure bene il motivo di questo stato ma era così. Mi sono ricordato allora di alcuni Seminari dove avevo visto un paio di Maestri praticare con questa guardia e quindi ho deciso di provare, la cosa mi ha entusiasmato e quindi ho continuato la pratica del Kendo sviluppando la conoscenza di questo tipo di Guardia. Tutto qui, ho capito che per me era più congeniale perché mi ha fatto continuare.

Inoltre, molti reputano questo kamae una sorta di mancanza di rispetto per il compagno di pratica. Cosa ne pensa? Ipotizza uno studio di questa guardia sin dai primi passi oppure suggerisce di adottarla solo ad uno stadio avanzato?

D’accordissimo. Chi lavora con questa guardia normalmente si considera superiore alla persona che è di fronte e questa in effetti è una mancanza di rispetto anche se è l’unico modo di porsi a mio parere per fare Kendo in Jodan, guardia unicamente di attacco e mai di difesa, l’aspetto psicologico è importantissimo. Per lo studio di questa guardia bisogna almeno aver fatto, fatto bene, 3 o 4 anni Kendo dopo aver impostato il lavoro di base, il movimento del corpo deve essere quasi perfetto altrimenti lavorando principalmente con un braccio solo, ad esempio si è soggetti ad epicondiliti nel migliore dei casi ed anche le ginocchia, cambiando l’impatto con il terreno vengono maggiormente sollecitate.

Cerchiamo ora di scorrere velocemente la sua la sua vita da kendoka. Spesso sentiamo dire da Maestri che col passare della pratica si aprono “nuove finestre” e sicuramente il punto di vista rispetto al Kendo cambia inevitabilmente. Come ed in cosa ha visto mutare il suo approccio al Kendo e che cosa le stando ora a differenza del passato?

Sotto questo aspetto non posso dirvi un granché, faccio Kendo e lo intendo e mi muovo come e quando ho iniziato, forse questo è proprio il mio limite. Non cerco nulla di più che essere felice mentre pratico, questo succede e quindi sono soddisfatto. Sono come un bambino che ha chiaramente tutti i suoi limiti ma che quando ha il suo giocattolo preferito è sempre contento.

Credits | Luca Navaglia

Da circa 2 anni lei ricopre il ruolo di Direttore Tecnico della Nazionale, e crediamo che a fronte dei risultati ottenuti si sarà tolto sicuramente moltissime soddisfazioni.
Le competizioni sono sicuramente una, se non la più importante, occasione per mostrare il livello del Kendo italiano, quindi c’è da pensare che le scelte che fa sulle convocazioni hanno una valenza non solo strettamente agonistica. Giusto?
Quali sono quindi i parametri che un Direttore Tecnico di una nazionale come Lei prende in considerazione per definire se un atleta può essere pronto ad’indossare lo Zekken “ITALY”?

Le competizioni sono sicuramente uno dei modi migliori per farci meglio conoscere all’esterno dell’Italia ma anche la presentazione di una Federazione solida come è la C.I.K. aiuta non poco, anzi penso che più solida sia la posizione federale del paese dove si pratica, più solida è la posizione e soprattutto più tranquilla è la posizione della Nazionale. Per essere selezionati non basta essere dei bravi atleti, sicuramente questo è il parametro iniziale ma poi ne subentrano degli altri. Quali sono gli altri? Questa è una risposta che tutti quanti noi conosciamo o che dovremmo conoscere. Non dico che molto c’è scritto sui principi fondamentali del Kendo, ma sicuramente un buon agonista deve riconoscere che se è arrivato a certi risultati è anche merito delle altre persone che con lui hanno praticato negli anni tanto per iniziare…