Kendo nelle Marche


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ABKF Winter Seminar 2013

Per chi come noi non è riuscito a tornare a Bruxelles per il tradizionale Winter Seminar tenuto dal M°Hirakawa, il canale Kendo Pictures mette a disposizione una bella serie di video dell’intero evento, inclusa le finali della Nakakura Cup!

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Aggiornamenti sull’hotel convenzionato per il 6° Trofeo dell’Adriatico al seguente link

http://trofeodelladriatico.wordpress.com/2014/01/03/pernottamenti/

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ABKF – 21° Winter Seminar 2011

Prima di tutto devo ringraziare mia moglie se posso raccontarvi com’è andata. Senza questo suo regalo di compleanno non avrei potuto confermare quanto i miei compagni Giulio e Davide mi dicono da ormai un anno: “il seminario è molto bello, si respira una bellissima atmosfera ed il tuo kendo ne giova moltissimo”.

Il fatto che il seminario organizzato dall’ABKF sia abbastanza lontano, duri quasi una settimana e sia poco prima le ferie di Natale (periodo in cui nel lavoro fortunatamente ancora c’è da fare), non ha aiutato ad organizzarsi. Ma la voglia era davvero tanta. I racconti, gli aneddoti, la qualità del Kendo hanno spinto la nostra truppa a non mancare. Battendo la rete come cani da caccia, troviamo un volo a meno di €100 per Bruxelles. A questi vanno aggiunti 70 euro per l’extra bagaglio shinai/bokken. L’unica pecca l’orario, ma possiamo dire che ormai ci siamo abituati. Sveglia alle 3 di notte per ritrovarci al casello di Pesaro alle 3.30. Il pilota Roberto, che come me è nuovo a questo seminario, tarda un po’ ma non viene compromessa la puntualità per il volo da Venezia.

Facciamo check-in, saliamo a bordo e sveniamo nei sedili dell’aereo.

Arrivati a Bruxelles,in circa 1 ora e mezza, usando un treno ed una metro raggiungiamo il bellissimo e grandissimo centro sportivo ADEPS. E’ mercoledì e c’è già stato il primo allenamento, l’asageiko delle 6.30. Noi arriviamo, pranziamo nel bar del centro sportivo e poi ci piazziamo in camera. Roberto è l’addetto alla spesa e torna con baguette, affettati e bibite. La nostra camera inizia lentamente a trasformarsi in un pub irlandese con l’aggiunta di shinai, bokken e pezzi di bogu sparsi per la camera…

Vediamo che tra i corridoi della zona in cui sono situate le camere c’è chi ha posizionato i bogu per non morire nel sonno dal classico puzzo post allenamento. Ci adeguiamo e ci prendiamo il nostro posticino.

Dopo un pisolino ci prepariamo per il nostro primo allenamento. La palestra è grande ed il fondo perfetto per far suonare come si deve un fumikomi. No excuse!

Hirakawa Sensei è sempre lo stesso. Con qualche acciacco (che non da a vedere) è sempre pronto ad un saluto con un gran sorrisso per tutti. Facciamo il saluto e come da prassi parte subito la pratica in bogu. Dopo aver visto la struttura dei suoi allenamenti in Slovenia ed in passato, non mi meraviglia il fatto che chiami subito il men-o-tsuke. Leggo in questa cosa un solo messaggio: con una delegazione così piena di Maestri usiamo il tempo a nostra disposizione per praticare Kendo. Il riscaldamento e lo stretching fatelo prima del saluto.

Come dicevo, gli allenamenti si basano su una prima parte di tecniche mirate ad acquisire la scioltezza necessaria ad eseguire tecniche molto complesse. Si segue poi con jigeiko e l’accoppiata micidiale kakarigeiko/haya-suburi.

Credits Dany Delepière

Torniamo in camera, doccia rigenerante per poi sbranare come lupi la spesa fatta nel pomeriggio. Crolliamo come pere nei rispettivi letti. Ci sarebbe molto da dire riguardo la bagarre che regna nella camera ma meglio sorvolare :D.

La mattina seguente dobbiamo affrontare l’asageiko. Sveglia alle 6, ci vestiamo e poi c’incamminiamo nel lungo percorso che porta all’apposita palestra, un pochino più intima ma con la medesima qualità di parquet. Raggiungere quella palestra è come scendere verso gli inferi. E’ una metafora che calza a pennello. E’ buio profondo, lo scopriamo dal tunnel di vetro che collega due edifici. Lo attraversiamo, scendiamo le scale e percorriamo lunghissimi corridoi. Non ci credete, guardate questo video…

Arriviamo 10 minuti prima dell’inizio dell’allenamento ed i maestri sono lì pronti. Loro sono tutti, noi no. Alcuni presenti ieri sera, stamattina hanno disertato e ci ritroviamo in un rapporto di circa un maestro per 3/4 praticanti. Vi lasciamo immaginare il ritmo del kakarigeiko finale…

Ma veniamo a questa ora di fuoco. Siamo a pancia vuota, ma ancora la fame non si fa sentire. Hirakawa Sensei che guida come sempre tutti gli allenamenti del seminario, inizia con la tecnica che però dura un po’ meno del solito a favore di un allenamento molto pesante sul Kirikaeshi. Richiede di fare piccoli saltelli durante il caricamento di ogni yoko-men. Peccato che questi non siano i canoninici 9 + 9 ma bensì ad oltranza fino al suo fischio. Saltellare mentre si carica significa aumentare il ritmo tra un men e l’altro cercando di mantenere la scioltezza delle braccia. Molto facile a parole, ma molto dispendioso in termini di energie. Sopravviviamo, a questo allenamento, ma non sappiamo dire come.

Doccia e poi dritti al bar per una super colazione. Personalmente polverizzo cioccolata da spalmare in un modo imbarazzante… gli altri si fanno comunque rispettare dedicandosi con cura a prosciutto e formaggio.

Andiamo a letto per riposarci un po’ prima di muoverci verso il centro di Bruxelles, città che personalmente non ho mai visitato. E’ bella e sotto il periodo natalizio è accogliente. Fredda ma comunque viva. Una rapida visita del centro per poi imbucarci nel ristorante già testato l’anno scorso da Davide e Giulio, il caratteristico T Kelderke situato nella bellissima Gran Place. Non credo serva aggiungere altro…

Siamo nella terra del cioccolato e non possiamo tornare a casa senza aver comprato qualcosa negli appositi negozi che sembrano quasi delle boutique di alta moda, per la bellezza e la cura dei dettagli.

Torniamo in albergo per recuperare un po’ le forze in vista del secondo allenamento della giornata, chiedendoci come arriveremo alla fine. Dopo questa veloce riflessione capiamo che è meglio riposarci un pochino. Alle 19.30 entriamo in palestra e la vediamo un po’ più popolata di ieri. Incontriamo Stefano Betti che partecipa da 26 anni a questo evento. Credo d’aver capito il perché, ma mi riservo di dirlo solo a fine seminario. Assieme a lui c’è sua moglie Satomi. C’è anche Salvatore Bellisai. Rivediamo tutti con moltissimo piacere. Noi dobbiamo andare in palestra. Esercizio dopo esercizio notiamo che non ci viene riservato alcun trattamento particolare dovuto all’asageiko di poche ore prima.

Accusiamo un po’ la stanchezza, ma la voglia di passare una bella serata non manca. Andiamo in un ristorante Au Diable Vauvert dove con 20€ mangiamo molto bene e ci divertiamo un sacco grazie alla compagnia di Satomi, Stefano e Salvatore. La stanchezza si dimentica, torniamo all’Adeps e ci dilettiamo in chiacchiere fino a tardi. Il giorno dopo niente asageiko. Io, Giulio e Roberto sfruttiamo il giorno libero per andare nella bellissima Bruges mentre Davide si riposa in camera per riprendersi da un po’ da qualche problema fisico. Raggiungere Bruges è abbastanza semplice, metro fino alla stazione centrale e poi un treno che in meno di un’ora raggiunge la destinazione. Il clima non è dalla nostra parte, piove e quindi non possiamo apprezzare al meglio la città, ma ne cogliamo comunque la bellezza cristallina.

Nella meravigliosa piazza Markt incontriamo di nuovo Stefano e Satomi che assieme a Maccaferri e sua moglie visitano anche loro la città. Entriamo nel Le panier d’or per poi continuare la vista della città.

Rientriamo alla base e rubiamo una mezz’oretta per riposarci in vista dell’allenamento di venerdì sera. Il M°Hirakawa insiste sulla scioltezza attraverso esercizi in cui le linee disegnate dai piedi sono complesse e lontane dalle classiche basi del Kihon. Si usa hiraki-ashi, tsugi-ashi applicate a tecniche su men, kote e do. Interessantissimo.

Credits Dany Delepière

Sopravviviamo anche questa volta all’intenso allenamento, corriamo a farci una doccia e mangiare un boccone al bar.

Se nell’allenamento del venerdì sera avevamo notato una maggior affluenza, il sabato mattina la quantità di praticanti era assolutamente importante.

Disposti su ben 4 file molto strette iniziamo questa giornata molto intensa dove la delegazione Shingen, oltre a partecipare al seminario, doveva tenere alto l’onore con Davide e Roberto pronti per essere valutati dalla commissione d’esami per conseguirei rispettivamente il 2° e 1° dan.

Il tema della giornata è stato in gran parte lo stesso visto da chi ha partecipato al Kangeiko di sabato 10 a Novara. Molto taisabaki, tecnica ed ancora tecnica. Subito dopo la pausa pranzo è prevista una dimostrazione dei Nihon kendo no Kata con Tahara Sensei e Shinosuka Sensei. Bello assistere a due hanshi 8°dan che ci mostrano la bellezza dei kata. Ancor più bello vedere che due kendoka di questo spessore li riprovino nel corridoio della palestra mentre noi sudiamo a forza di men :D.

credits – Meishinkan

Ci spiegano nei dettagli tutti e dieci i kata e poi tocca a noi. Con uno spazio minuscolo tra noi praticanti eseguiamo i kata senza farci miracolosamente male. Nel pomeriggio riprendiamo la tecnica per immergere anima e corpo allo spirito dell’ippon shobu visto che il giorno seguente è prevista la Nakakura Cup. E poi, per terminare, jigeiko e tanto kakarigeiko.

Con il senno di poi tutti noi cogliamo un fattore molto importante nel kakarigeiko; la bravura di motodachi nel tirar fuori il meglio da kakarite è gran parte del risultato. Non chiedetemi come si fa, forse ci vuole esperienza, forse occorre fare dei gran sorrisi per rilassare al meglio chi si trova a fare dei grandi men quando la forza ed il fiato sono ormai finiti. Resta il fatto che mentre attaccavo mi sentivo libero. Una bellissima sensazione. Inesorabili però arrivavano quei “maledetti” 100 choyakumen finali che ti spaccavano definitivamente in due, giusto in tempo per dirti che hai dato veramente tutto.

Io e Giulio, che non dobbiamo fare l’esame corriamo a fare la doccia per poter assistere all’esame di Davide (2°dan), Roberto (1°dan) e Macca (4°dan). Arriviamo giusto in tempo. Hanno i loro numeri nel tare e sono in fila, nell’attesa del loro turno cercando di mantenere la calma. Tutti e tre si comportano alla grande, ma prima di esprimere giudizi affrettati aspettiamo che le 3 commissioni (1° dan, 2 e 3° dan e 4° e 5° dan) si esprimano con i classici tabelloni. I nostri 3 amici sono tutti promossi, grande soddisfazione, anche di Stefano Betti, che in palestra a Bologna ma anche come Tutor nel nostro dojo, c’insegna con tanta tanta pazienza. E’ il minimo che possiamo fare per ringraziarlo.

Pacche sulle spalle e grandi sorrisi! 😀 ora ci aspetta il sayonara party che per questa edizione è fuori dal centro ADEPS. E’ vicino e lo raggiungiamo a piedi. La location è la sala di un oratorio con lunghe tavolate pronte ad accoglierci. Stefano ci presenta a chiunque facendo sapere cosa abbiamo in programma per il weekend del 18 e 19 Febbrario assieme allo stage che sta organizzando a Bologna e gli allenamenti infrasettimanali a cura del Kendo Como. Troviamo molto interesse, questo da un lato ci fa piacere e dall’altro ci responsabilizza ulteriormente per l’organizzazione della 4° edizione del Trofeo dell’Adriatico.

L’atmosfera è serena, forse troppo per i nostri standard ed allora prendiamo in mano la situazione rompendo il ghiaccio (e non solo :-)). La truppa Shingen assieme a Stefano e Salvatore e Satomi in qualità di reporter si aggira tra i tavoli seminando prima il panico e poi il divertimento totale.

Anche i Maestri mettono da parte la loro esemplare formalità per concederci allegramente brindisi all’urlo di BANZAIIII!!!

Se i Maestri si sciolgono, vi lasciamo immaginare come si siano “rilassati” i 4 giovani moschettieri giapponesi della delegazione.

Ad ogni incrocio di sguardi scatta il brindisi.

Ed allora inizia anche il loro valzer di campai. Si allontanano dal tavolo e noi 4 occupiamo i loro posti di nascosto. Quando tornano al tavolo altro Kampai/Banzai. Le risate distruggono gli ultimi muscoli non ancora indolenziti, quelli delle guancie.

Bellissima serata!!

Torniamo al centro sportivo e nel percorso si sprecano le risate, ma preferiamo tenere questi intimi aneddoti per chi c’era…

La mattina seguente c’è la coppa ma gli orari del volo di rientro non ci consentono di partecipare. Rimaniamo comunque ad ammirare alcuni incontri e studiare il collaudatissimo sistema organizzativo della Nakakura Cup. Ve l’avevamo detto, vero? Il 18 e 19 Febbraio v’aspettiamo per il 4° Trofeo dell’Adriatico. Rimanete sintonizzati, a breve daremo news al riguardo…

Ora vi lasciamo con il tradizionale messaggio del M° Hirakawa durante il mokuso di chiusura allenamento.

Shisei o tadashite (postura corretta)
Kokyu o tadashite (respirazione corretta)
Kokoro o tadashite (animo corretto)


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Winter Seminar – Bruxelles 2010

Mi scuso in anticipo per la lunghezza.

Da diversi anni sentiamo parlare del seminario invernale organizzato dalla ABKF fin dal lontano 1980. Quest’anno, per caso, decidiamo di partecipare. Cogliamo l’occasione al volo, senza pensarci troppo.

Solo dopo scopriremo che in questa edizione  ricorrono il trentennale della manifestazione, il ventennale delle Nakakura Cup e i festeggiamenti per i settanta anni di Hirakawa Sensei….. perfetto!!

Siamo in due, io e Davide.

Decidiamo di partire mercoledì 15 dicembre in mattinata in modo da non perderci l’allenamento della sera ed iniziare subito il massacro che ci condurrà fino a sabato, ultimo giorno per noi.

Questa la delegazione che ci aspetta:

– Tadashi FUKUDA 72 Kyoshi 8th dan Kendo
– Tadao KOBAYASHI 71 Hanshi 8th dan Iaido – Kyoshi 7th dan Kendo (leading the iaido seminar)

– Nobuo HIRAKAWA 69 Kyoshi 8th dan Kendo – Kyoshi 7th dan Iaido (leading the kendo seminar)
– Hironori TAHARA 69 Hanshi 8th dan Kendo
– Masahito YUMURA 69 Hanshi 8th dan Kendo
– Masuo SHINOZUKA 66 Hanshi 8th dan Kendo
– Yoshimi NOMURA 60 Kyoshi 8th dan Kendo
– Kamataro NISHIUMI 62 Kyoshi 8th dan Jodo (leading the jodo seminar)
– Hisashi OTSUBO 62 Kyoshi 7th dan Kendo
– Shigeo MINAMI 67 Kyoshi 7th dan Kendo
– Seiichiro YASUMURA 67 Kyoshi 7th dan Kendo
– Koichi UEHARA 55 Kyoshi 7th dan Iaido – Kyoshi 7th dan Kendo (will also teach iaido during the seminar)
– Yasuko MORI 56 Renshi 7th dan Kendo
– Ryuko FURUTACHI 50 Kyoshi 7th dan Kendo
– Takashi SASAKI 36 Kendo 4th dan
– Sumiko OTSUKI 55 Kendo 5th dan- Shotaro NAOI 22 Kendo 4th dan
– Kentaro TAKEUCHI 22 Kendo 4th dan
– Kenshiro FURUTACHI 22 Kendo 4th dan
– Tomoki YOSHINO 24 Kendo 4th dan
– Shiho KATAKAWA 18

Day 1

Partiamo la mattina presto (le cinque) alla volta di Bologna, volo Ryanair in perfetto orario. Lasciamo l’Italia sotto ghiaccio ed atterriamo in una Bruxelles ancora peggiore. L’aria “pela” e per terra c’è uno strato di neve sottile. Da Charleroi a Bruxelles ci mettiamo un’oretta con lo shuttle (che non è quello della Nasa, ma un’autobus che si ferma due volte per strada perchè ha i tergicristalli in avaria…il conducente mi pare che abbia anche chiamato Houston dicendo la famosa frase…abbiamo un problema).

L’autobus ci lascia alla Gare du Midi, ancora non siamo nemmeno a metà strada e la fame inizia a sentirsi. Via in metropolitana con circa 30 kg di bagagli a testa shinai esclusi naturalmente. Cambiamo due linee e finalmente ci ritroviamo al capolinea della 5, Hermann Debroux. E’ fatta! Si, col cavolo! Seguiamo a piedi le indicazioni per Chausser des Wavre che chiaramente ci fanno allungare di un bel po’ il tragitto. Ci inerpichiamo per 15-20 minuti e finalmente arriviamo.

La struttura che ci ospita, il centro sportivo Adeps Foret des Soignes è splendido. Si tratta di un enorme complesso moderno al cui interno si susseguono campi da basket, da calcetto, calcio a 8, hockey, squash, badminton. L’area è veramente immensa.

Chiediamo alla reception e subito ci viene consegnata la chiave della nostra camera, la numero 320. L’Auberge des trois fontaines è una struttura adiacente al centro sportivo collegata da una galleria (freddissima) a vetri. La costruzione, in stile nordico, può ospitare più di 160 persone.

Entriamo in camera, è una stanza piccola, ma accogliente, con una grande vetrata di fronte alla porta di ingresso. L’arredamento bianco, due letti a castello, un letto singolo, cinque armadi e un tavolino con due sedie. Spartano, ma utile e confortevole.

Mettiamo finalmente giù la nostra roba. Vorremmo tanto sprofondare in quei letti soffici, ma decidiamo di ripartire alla volta del centro commerciale più vicino (altri 15 min. a piedi) per comprare alcune cose di prima necessità. A proposito, siamo a digiuno dalle 5 di mattina e la situazione non è più sostenibile. Ci fiondiamo nel simil McDonald di fianco al Carrefour e via..

Entriamo a Carrefour e facciamo scorte per la sera nel caso (quasi una certezza)

fossimo stati troppo stanchi per mettere piede fuori dalla camera. Salmone affumicato, panini morbidi e maionese.

Con non poche difficoltà compro anche un paio di ciabatte (a quanto pare merce rarissima in belgio) e la spesa è fatta.

Torniamo in camera e cerchiamo di riposare un po’ prima dell’allenamento. Siamo in movimento dalle 5 di mattina senza un minuto di riposo.

Circa 45 minuti prima iniziamo a prepararci. Il vantaggio di alloggiare all’adeps è che per andare all’allenamento non servono borse e borsoni. Ci si prepara in camera direttamente con tare e do, si prendono men, kote, shiani e bokuto e si è già pronti.

Decidiamo di scendere con 20 minuti di anticipo rispetto all’orario fissato. Con grande stupore quasi tutti i Maestri sono già fuori dalla palestra che aspettano la fine dell’allenamento serale di iaido per entrare. Appena i primi iaidoka escono subito cerchiamo di intrufolarci per essere pronti in fretta. Ci schieriamo senza perdere tempo e iniziamo. Dopo il Mokuso subito viene chiamato men-tsuke. Ci disponiamo a coppie su sei file .

Iniziamo, secondo una sequenza che caratterizzerà ogni allenamento, con lo studio della tecnica. Hirakawa sensei inizia, con la spiegazione delle basi, un percorso che ci porterà a provare tecniche sempre più difficili nel corso delle varie giornate. I punti essenziali sono: corretta posizione di braccia e corpo, morbidezza di mani e polsi, corretto tenouchi. Su questi elementi insisterà per tutto il seminario.

Dopo un’oretta di tecnica iniziamo mawarigeiko per terminare con kakarigeiko e 100 hayasuburi.

Inutile dire che arrivo alla fine stravolto. La stanchezza del viaggio si è fatta sentire e non volendo mollare nulla sono arrivato alla fine senza un briciolo di forza. Confesso di aver pensato che una settimana così non l’avrei retta.

Ho appena la forza di tornare in camera. La doccia mi rilassa e riacquisto un po’ di morale. Siamo stanchi e abbiamo fame, ma prima di tutto… una birra. Scendiamo e via con due hoegarden medie. Il bello di alloggiare all’adeps è che hai tutto a portata di mano. E’ come se uno avesse dojo, bar e ristorante dentro casa.

Saliamo in camera sfiniti dopo la lunghissima giornata a gustarci la nostra meritata cena: pane, maionese e salmone affumicato….ancora… perfetto!! Tutto si fa sfocato e perdiamo i sensi. Non prima di mettere la sveglia (alle 6:15!!) per l’asageiko del mattino seguente. Abbiamo si e  no 6 ore di sonno, sfruttiamole bene.

Day 2

Ci svegliamo all’ora prefissata e iniziamo a prepararci. Togliermi il pigiama per indossare hakama e gi è una sensazione strana. Non ho mai partecipato ad un asageiko e me lo voglio gustare come si deve. Fuori è ancora buio pesto e se non fosse stata l’emozione del mio primo asageiko a svegliarmi ci avrebbe pensato il freddo pungente della galleria a vetri che percorriamo per raggiungere la palestra. Ci inoltriamo in un centro sportivo totalmente silenzioso e buio, in cui tutto tace. Le uniche presenze animate sono i pochi kendoka che stanno arrivando per iniziare l’asageiko. L’allenamento viene svolto in una palestra più piccola, con un parquet favoloso, fatto di lunghe tavole di legno chiaro.

Arriviamo con largo anticipo e nonostante questo Hirakawa sensei e gli altri membri della delegazione giapponese sono già arrivati. Tutti iniziamo a scaldarci  individualmente (siamo ancora una decina di persone) finchè Hirakawa sensei ci invita ad andare vicino a lui per fare insieme alcuni esercizi di riscaldamento. In particolare ci invita a tenere la shinai con le  mani alle due estremità portandola orizzontale sopra la nostra testa. Da quella posizione, facendo fumikomi, dobbiamo far scendere la shinai all’altezza dello sterno con un movimento diagonale dall’alto verso il basso. Hirakawa Sensei, mentre si riscalda con noi, ci osserva da vicino dando spiegazioni e consigli.

Nel frattempo arrivano gli altri e iniziamo l’asageiko. Saluto e men tsuke. Non siamo tantissimi, come ovvio, e i jigeiko sono serrati. Vi dico subito che è stata un’esperienza bellissima. Pochi pensieri per la testa e poche tensioni nel corpo. Mi è sembrato che tutto mi venisse con facilità, senza sforzo. La stanchezza non si fa sentire quanto la sera prima, anche se, un po’ l’intensità dei jigeiko, un po’ la tensione di trovarsi di fronte a quei maestri, mette il fisico a dura prova. Il gran finale? Kakarigeiko e 100 hayasuburi.

E’ andata alla grande e anche se abbiamo dato tutto ci sono segni incoraggianti. Riemergiamo dalle viscere della Adeps per scoprire che è ancora notte fonda. In fretta ci sistemiamo e dopo una mezz’oretta siamo pronti per fare colazione. Inutile dire che dopo l’asageiko tutto quello che ci è capitato a portata di mano è stato divorato famelicamente. La colazione offerta, anche se non elaboratissima, ma ha svolto bene il proprio compito.

Dopo tutto questo, dobbiamo ancora iniziare la giornata. Il programma prevede una visita in centro, un  pranzo come si deve e l’acquisto di regali e cibarie vari.

Appena usciamo dal centro sportivo ci accorgiamo di non aver fatto i conti col meteo (che a Bruxelles è sempre pessimo). Fa freddo e piove. Noi chiaramente ci avventuriamo incappucciati e senza ombrello. Arriviamo in centro tranquillamente, la metro è un sollievo rispetto al tempo inclemente all’esterno. Gironzoliamo un po’ per il centro senza poterci godere a pieno nulla per la pioggia martellante. Decidiamo che è ora di pranzare. Come fare per trovare un buon ristorante tipico a Bruxelles? Facile, potete fare come noi e chiamare Marco un caro amico di Davide a Dubai il quale ci dà veramente la dritta del giorno: T Kelderke.

Si tratta di una trattoria sulla Gran Place (non so se rendo). Si scende sotto il livello della strada e ci si ritrova in una stanza dalle pareti di pietra e le volte a botte. Una cinquantina di coperti, non di più. Tavoli e sedie di legno usurato dal tempo, pochi fronzoli, piatti tipici e buonissima birra fatta in casa. Cosa prendiamo? Ma ovviamente…croquettes de crevettes e moules à la bière (crocchette di gamberetti e cozze alla birra servite con patate fritte).

Raggianti per il pranzo sublime (e per la spesa contenuta) decidiamo di tornare al quartier generale.

Arriviamo in camera fradici d’acqua, la pioggia non ci ha dato un secondo di tregua. Mancano un paio d’ore all’allenamento serale a cui ci prepariamo…riposando gli occhi per un attimo :).

Ci svegliamo e scendiamo per l’allenamento. Non vediamo l’ora di incontrare Stefano Betti che sapevamo sarebbe arrivato in mattinata insieme a Satomi, sua moglie. Dopo pochi minuti, infatti, sentiamo da lontano una voce familiare salutare tutti quelli che via via incontra, è lui. Stefano è un abitué  di questo appuntamento. Dal 1984 si è perso soltanto una edizione (non so se rendo). Conosce tutti e per noi è un po’ come vedere quelli di 5° superiore al primo giorno di scuola.

Stefano Betti sarà il motodachi di Hirakawa sensei per tutta la durata del seminario.

Dopo averlo salutato entriamo in palestra e molto rapidamente, come al solito, si inizia l’allenamento. Mokuso e Mentsuke. Questo allenamento in particolare sarà dedicato  allo studio del tenouchi. A questo scopo facciamo degli esercizi con colpi portati con una mano sola alternando mano sinistra e mano destra. Alla fine della parte di tecnica la fatica si fa sentire e secondo lo schema consolidato ci aspetta ancora mawarigeiko, kakarigeiko e 100 hayasuburi.

Chi non ha avuto il piacere di fare uno stage con Hirakawa sensei deve sapere che il modo di spiegare è un po’ particolare. Mentre spiega la tecnica che si dovrà fare, ne dimostra anche tutte le possibili varianti e alle volte anche altre tecniche correlate. Così che le prime volte rimane veramente difficile capire cosa fare. Per non pensare poi al  motodachi di Hirakawa sensei che deve capire dallo sguardo che colpo porterà.

Altra particolarità è che si assiste alla spiegazione praticamente attaccati al sensei. Assistevamo alla spiegazione disposti in cerchio attorno ad Hirakawa e Stefano alla distanza di un metro e mezzo da loro. Costantemente Hirakawa al grido di “come on” voleva che ci avvicinassimo ulteriormente arrivando veramente a mezzo metro.

La parte più dura di ogni allenamento è sicuramente il kakarigeiko. Personalmente ho sempre dato tutto e sono arrivato alla fine realmente stremato.

Hirakawa ci ha spiegato che il compito di motodachi nel kakarigeiko è di rompere il ritmo, di rompere la guardia, la distanza e la posizione di kakaritè. In questo modo il kakarigeiko diventa al tempo stesso molto più duro e molto più efficace. Non era raro vedere durante il kakarigeiko gente scagliata a terra dai vari motodachi in veri e propri scontri fisici…. japan style.

L’allenamento termina così come le nostre ultime forze. Fortunatamente l’indomani non avremo l’asageiko e avremo la giornata completamente libera. In compenso la pioggia ha lasciato il posto ad una abbondante nevicata che non promette nulla di buono.

Day 3

Ci incontriamo con Stefano e Satomi a colazione e pianifichiamo per la mattinata una visita a Bruxelles. lI loro piano di visitare Brugge è saltato a causa della neve che nella notte è scesa abbondantemente. L’aria è freddissima, a tratti tagliente, ma in compenso il cielo terso ci accompagnerà per tutto il giorno.

La mattinata vola via grazie all’ottima compagnia. Stefano ci fa da cicerone e finalmente riusciamo a goderci il centro storico della città e a fare un po’ di shopping. Per pranzo T. Kelderke mi pare l’ideale no? Dopo una passeggiatina digestiva rientriamo per prepararci (con un sonnellino) all’allenamento della sera.

La parte di tecnica è dedicata allo studio di colpi doppi e del do. Per la gioia di Stefano Hirakawa sensei ha deciso di dimostrare le tecniche col bokuto 🙂 e dal suono i colpi non sono proprio leggerissimi.

Solito programma di allenamento, doccia, via al bar per la cena, birra e nanna.

Day 4

Oggi ci aspetta una giornatina niente male. Due allenamenti da due ore ciascuno intervallati dal pranzo e poi esami. Per l’allenamento della mattina kyusha e yudansha vengono divisi.

Si procede secondo lo schema consolidato. L’allenamento viene iniziato con la spiegazione degli otto tagli della spada e di come questi vengano traslati al kendo. Proseguiamo lo studio della tecnica con gli ojiwaza. Le forze sono sempre di meno e i giorni passati si fanno sentire. Durante l’allenamento scorgiamo anche i ragazzi del Cus Verona e alcune ragazze della nazionale italiana femminile.

L’allenamento finisce col solito crescendo e via di corsa a mangiare.

Stesso trattamento per due ore del pomeriggio.

La tensione cresce per l’esame, ma sappiamo di essere pronti. facciamo il nostro dovere e il gioco è fatto. Personalmente mi sono tolto un peso. Adesso pensiamo solo al Sayonara Party!!!!

Ci ritroviamo al bar verso le 19:00 per l’aperitivo. L’atmosfera è rilassata e gioviale. Sapete com’è, l’aver condiviso alcuni giorni di allenamento crea subito un clima di familiarità fra i partecipanti. Si ride e si scherza mentre sorseggiamo e sgranocchiamo qualche cosa. Un trio jazz, per due terzi fatto da kendoka, allieta la serata. Quando Alain Ducarme, presidente dell’EKF prende la parola, l’emozione inizia farsi sentire. Il momento più toccante è  l’omaggio a Nakakura Sensei, col ricordo dei momenti passati insieme a lui e del suo impegno per diffondere il kendo in Europa. Si passa agli auguri per il settantesimo compleanno a Hirakawa sensei e ai ringraziamenti di rito.

Ci spostiamo al piano di sopra per la cena. I maestri si mescolano agli altri, si beve, si ride, ci si scambia qualche battuta e qualche piccolo regalo. La serata è dedicata a Hirakawa sensei e ai festeggiamenti per il suo compleanno. Tutti i più alti in grado si stringono intorno a lui per fargli gli auguri e per assisterlo nella pericolosissima operazione di spegnimento delle candeline.

Cala la tensione e sale la stanchezza, è il momento di andare. Per noi il Winter  Seminar finisce qui dovendo per forza rientrare a casa il giorno successivo. La sveglia la mattina seguente sarà alle 3:15!!

Inutile dire che consiglio a tutti di fare questa esperienza, se possibile seguendo per intero il seminario che dura quasi una settimana.

Come sapete la bellezza delle cose che si fanno è, per larga parte, legata alla qualità delle persone che incontriamo nel farle. Allora non posso che essere grato alle splendide persone con cui ho condiviso l’esperienza, Davide,  Stefano e Satomi, che mi hanno fatto sentire un po’ come a casa. Il clima che si è creato è dovuto anche ad una organizzazione perfetta e alla assoluta disponibilità dei maestri.

Un ringraziamento speciale va a Monsieur Serge Hendrickx vero e proprio deus ex machina dell’evento. E’ colui che assieme a Chris Maes cura l’organizzazione del seminario, che vi assicuro è cosa tutt’altro che facile. Per qualsiasi cosa chiedete a loro, sono una sicurezza. Della stessa pasta è fatto il titolare di eurobogu, persona squisita, sempre pronto ad aiutarti e a metterti a tuo agio.

Quello che ci riportiamo a casa è sicuramente tanto kendo, ma soprattutto, i sorrisi di tante persone che fanno di questo evento una cosa unica.


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3, 2, 1….GO!!!!!

Giulio e Davide sono in viaggio per godersi un evento di primissimo ordine, The 20th ABKF Winter seminar Kendo, Iaido & Jodo & Nakakura Competition, il cui programma è a dir poco appetitoso. Mentre loro rappresentaranno Shingen in Belgio, noi siamo qui, al freddo, sotto la neve, con il nostro corpo che ha bisogno di caldo…

Stimoliamo allora la voglia di muoverci guardando questa spaventosa sequenza d’ippon!