Kendo nelle Marche


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0,9%

E’ questa la percentuale dei promossi all’esame di 8°dan tenutosi ad Okayama il 29 e 30 Marzo scorso.

La percentuale fa ancor più impressione quando si contano i numeri dei promossi, perchè bastano davvero due mani…

Solo 5 su 568 per la prima giornata e 4 su 448 nella seconda!

9 promossi su 1016 candidati!

Qui un video della sessione del sabato.

Il prossimo appuntamento è a Kyoto il 1 e 2 Maggio 😉

 


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Esame 8°dan in Nito

Dopo le anticipazioni relative al 6° Trofeo dell’Adriatico, torniamo a parlare del Kendo al di fuori della nostra regione.

Andiamo in Giappone, facendo un salto indietro a Novembre 2013.

Nella sessione d’esame che ha visto Eiga Naoki diventare hachidan (clicca qui), c’è anche chi ha sostenuto l’esame in Nito.

Dalle informazioni che abbiamo il kenshi in questione non ha superato l’esame.

*** *** ***

Aggiornamenti per il 6° Trofeo dell’Adriatico al seguente link

http://trofeodelladriatico.wordpress.com


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Esame 8° Dan – Kyoto 1 e 2 Maggio 2012

credits – Satori Nihon

Grazie a Kendo World possiamo confermare che la bassissima percentuale di coloro che sono diventati hachidan si è confermata anche questa volta. C’è comunque da fare una piccola riflessione sull’età di questi nuovi maestri.

credits – Satori Nihon

01/05/2012

Someya Tsuneharu, Chiba, 46
Miyazaki Fumihiro, Kanagawa, 46 (fratello di Masahiro)
Terazono Makoto, Nara, 47
Hashimoto, Fukuoka, 51
Kashimura/Kashiwamura, Yamaguchi, 57

02/05/2012

Sakata, Tokyo, 46
Seino, Yamanashi, 47
Miyamoto, Osaka, 48
Arima, Kanagawa, 48
Fujimori, Fukuoka, 48
Okamura, Tokyo, 50
Yamanaka, Hiroshima, 50
Ando, Kanagawa, 54
Saito, Miyagi, 55

Tutti giovani, non oltre i 60 anni!! Che ci sia qualche remotissima possibilità per loro di vedere il 9°dan prima di passare a miglior vita???

Qui di seguito alcuni degli esami di questa sessione…


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10° All Japan Hachidan Kendo Championship – Tani campione!

L’attesa per questa decima edizione del torneo riservato agli 8°dan con età inferiore a 65 anni era davvero spasmodica. Un ruolo determinante l’ha giocato tutto l’apparato social-network dello staff AJKF che attraverso i canali twitter e facebook snocciolava news fresche ma senza dire troppo, creando quindi una certa suspense.

La location è stata ormai lo storico Nagoya Nakamura Sports Center preparato appositamente per poter ospitare questo evento di primissimo piano.

credits – AJKF

Eh sì, perchè essere Hachidan è già incredibilmente difficile, raggiungere questo traguardo con un’età inferiore ai 65 anni è impresa ancor più ardua!

Immaginate quindi di trovarvi in un palazzetto dove ben 32 Hachidan si scontrano in match che sembrano più duelli che “semplici” shiai…

credits – AJKF

Il canale streaming che vi avevamo segnalato è entrato in funzione solo pochi minuti prima della cerimonia iniziale con la tradizionale dimostrazione dei Kendo no Kata eseguita da Endo e Suzuki.

credits – AJKF

Ecco allora selezionati per voi tutti e 31 gli incontri con gli eventuali link per gli slowmotion che andremo a completare mano a mano che saranno disponibili in rete.

  1. Furukawa – Hamasaki – Vincente Hamasaki – slowmotion
  2. Ishizuka – Y.Higashi – Vincente Y. Higashi – slowmotion
  3. Sato – Tani – Vincente Tani – slowmotion kote
  4. Terasaki – Mizuta – Vincente Terasaki – slowmotion men
  5. Makita – Okido – Vincente Okido – slowmotion tsuki
  6. Funatsu – Hatakeyama – Vincente Hatakeyama – slowmotion do e kote
  7. Shimojima – Nishikawa – Vincente Nishikawa – slowmotion
  8. Shimizu – Matsuda – Vincente Matsuda – slowmotion men
  9. K.Higashi – Kawada – Vincente K.Higashi – slowmotion men
  10. Kosaka – Koda – Vincente Kosaka – slowmotion
  11. Yamanaka – Takahashi – Vincente Yamanaka – slowmotion
  12. Kamei – Ujiie – Vincente Kamei – slowmotion
  13. Toyomura – Futagoishi – Vincente Toyomura – slowmotion kote
  14. Makise – Kasamura – Vincente Kasamura – slowmotion
  15. Kanzaki vs Haga  – Vincente Kanzaki – slowmotion kote
  16. Shigematsu – Kanaki – Vincente Shigematsu – slowmotion
  17. Hamasaki - Y.Higashi – Vincente Hamasaki – slowmotion kote
  18. Tani - Terasaki  – Vincente Tani – slowmotion men
  19. Okido – Hatakeyama – Vincente Okido – slowmotion do
  20. Nishikawa - Matsuda – Vincente Nishikawa – slowmotion kote
  21. K.Higashi – Kosaka – Vincente K.Higashi – slowmotion men
  22. Yamanaka - Kamei – Vincente Kamei – slowmotion men
  23. Toyomura – Kasamura – Vincente Kasamura – slowmotion kote
  24. Kanzaki – Shigematsu – Vincente Shigematsu – slowmotion kote
  25. Y.Higashi – Tani – Vincente Tani – slowmotion men
  26. Okido – Nishikawa – Vincente Nishikawa – slowmotion kote
  27. K.Higashi – Kamei – Vincente K.Higashi – slowmotion men
  28. Kasamura vs Shigematsu – Vincente Kasamura – slowmotion
  29. Tani – Nishikawa – Vincente Tani – slowmotion men
  30. K.Higashi – Kasamura – Vincente K.Higashi – slowmotion men (K.Higashi) e men (Kasamura)
  31. Tani – K.Higashi – Vincente Tani  – slowmotion men

credits – AJKF

La finale

*****
Se invece non avete voglia, pazienza o semplicemente volete godervi solo gli ippon, la stazione media dell’AJKF ha realizzato queste collection suddivise per round.


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“II Seminario di Kendo nel Chianti”

  English version

Barberino val d’Elsa (FI)

 31 Marzo – 1 Aprile 2012

Dei due giorni trascorsi a Barberino Val d’Elsa a praticare kendo con i maestri Ishiyama Mutsunori e Yoneyama Toyohiro, ospiti dei nostri amici della Itto-Ryu Kai, potrei raccontare a lungo. La qualità e l’intensità degli allenamenti sono state quelle che ci si poteva aspettare da due maestri della Polizia di Tokyo, ed insieme all’alto livello dei praticanti che vi hanno partecipato, mi hanno permesso di imparare molto e di crescere molto.

Quello che mi ha sorpreso è stato piuttosto il lato tecnico del seminario, concentrato soprattutto sulla pratica dei kata di kendo e dell’itto-ryu. Devo dire la verità, è raro partecipare a seminari dove si pone tanta attenzione alla parte “tradizionale” del kendo. Riuscire inoltre a praticare un po’ di itto-ryu è stato superlativo.

Anche fuori dal dojo, i maestri Ishiyama e Yoneyama si sono rivelate persone umanamente grandi; dimostrando appieno quello che il kendo, praticato correttamente, può realizzare per la crescita umana della persona. Questa parte, così strettamente correlata alla pratica del kendo è stata messa in risalto da un intervento del maestro Yoneyama.

Vorrei proporvi proprio questo intervento, che più di tutto, secondo la mia opinione, interpreta lo scopo della pratica del kendo.

Le cose importanti nella vita per imparare il kendo

Go kai (i cinque principi):

1. Non mentire;

2. Non essere pigri;

3. Non lasciare le cose incompiute;

4. Non essere egoisti;

5. Non disturbare gli altri;

Questi cinque principi sono cinque diverse finestre aperte in direzione della sincerità. Chi si dedica ad uno solo di queste principi, li può capire tutti e cinque; perché la sincerità è collegata con la fedeltà, la buona fede [真心 – magokoro: cuore puro; 誠 – makoto: sincerità]. Bisogna impegnarsi per avere sincerità nella vita e nel kendo.

I principi del kendo – Il kokoro-gamae nell’allenamento di kendo.

[Kokoro-gamae 「心構え」significa letteralmente posizione del cuore. S’intende l’attitudine mentale che si ha quando si deve fare qualcosa. In questo caso, il kendo.]

1. Non mentire

Quando si mette la mano sul cuore, non c’è persona che non abbia mai mentito. Però, se non si cerca di osservare il proprio cuore e la propria mente, se non si cerca di superare questa parte del cuore ingiusta, disonesta e malvagia, allora la vita non diventa una vita di soddisfazione. Senza riuscire a superare questo cuore malvagio, la vita non diventa quella che ognuno desidera.

Nel kendo si dice: “usare iro” o “avere iro” [iro: colore], quando una persona mente. Se si pratica un kendo corretto, senza mentire né agli altri né a se stessi, non si sarà ingannati dall’avversario. Quando l’avversario cerca d’ingannarti, se avrai un cuore sincero, non sarai ingannato.

Nel kendo non deve esistere l’inganno. Se entrambi i praticanti fanno kendo sinceramente, senza mentire, comunque uno dei due vincerà e l’altro perderà, ma entrambi avranno fatto vero kendo. Perciò non bisogna mentire. Questo è fondamentale anche nella società.
Si dice: 「信なくば仁なし」 – shin nakuba jin nashi (se non c’è la fiducia non c’è neanche l’amore).

2. Non essere pigri (avere il cuore fedele).

Vuol dire che bisogna essere fedeli, nel senso di perseveranti. Non bisogna poltrire, oziare, trascurare gli impegni, iniziare qualcosa e smettere dopo poco.  「継続は力なり」Keizoku wa chikara nari  (Proverbio giapponese che significa: la perseveranza è forza). Nella perseveranza si acquista la forza. Quando si fanno le cose giuste e corrette, con continuità, naturalmente ci si divertirà, perché non si proverà “fatica a faticare”; gli sforzi fisici e mentali non costituiranno un peso, non saranno faticosi.

3. Non lasciare a metà le cose iniziate (avere responsabilità nelle azioni che si fanno).

Vuol dire avere responsabilità. Chi riesce ad avere responsabilità, sarà un grande uomo nella società. Nel kendo, se chi pratica manca di fare zanshin non può migliorare nel kendo. Zanshin è il prepararsi, l’essere pronto all’azione successiva; quindi, se si colpisce e non si fa zanshin, il colpo dato è un’azione lasciata a metà.

Seguendo questi tre principi, la gente comincerà a fidarsi. Questo modo di vivere, questo cuore, è la strada per la formazione dell’uomo. Se si riesce a seguire tutti e tre questi principi, si riuscirà a vivere una vita felice.

Yamaoka Tesshu, un esperto di spada e zen, disse: “Il monte Fuji: se c’è bel sole o se vengono molte nuvole, comunque la figura del Fuji non cambia”.

Questi tre principi sono indispensabili nella formazione umana. Chi veramente riuscirà ad applicarli, diventerà un individuo completo.

4. Non essere egoisti.

Vuol dire avere il cuore di rispettare gli altri; trattare qualcuno con rispetto, rispettare i genitori, rispettare i più anziani, rispettare gli altri nella società. Se non ci si allena in questo, non si potrà applicare la propria umanità. Nel kendo questo è il “reigi”. Nel kendo si possono imparare tante cose dagli avversari, rispettandoli. Per questo nel kendo si mette tanta importanza sul reigi. Nel kendo si dice: “Inizia con rei e finisci con rei”, perché tra i due saluti ci deve essere rispetto per l’avversario.

5. Non disturbare gli altri. Non infastidirli, non importunarli.

L’amare l’uomo o gli altri vuol dire che bisogna essere anche gentili; dedicarsi agli altri, servire gli altri. Se si riesce ad avere il cuore per amare gli altri, la sincerità e l’affetto si riveleranno senza difficolta e non ci sarà bisogno di combattere. Questo è l’estremo principio del kendo.

Nel kendo, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo applicare questi cinque principi. Dobbiamo diventare uomini che riescano a rispettare questi cinque principi. Se si riesce a seguirli fino in fondo, si riuscirà ad ottenere un cuore sincero. Se si riesce a vivere questi principi, si riuscirà a fare qualsiasi cosa.

Roberto Agostini