Kendo nelle Marche


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Asageiko marchigiano

credits - Kendo Hagakure

credits – Kendo Hagakure

Conoscendoci, sapevamo che le prime abbuffate natalizie andavamo subito smaltite per poter avere la coscienza quasi a posto in vista del Capodanno.

Qualche messaggio per organizzare luogo ed orari e… l’asageiko è “servito” 🙂

Tutti i club marchigiani si sono riuniti per un allenamento di prima mattina per circa un paio ore basato su riscaldamento, suburi, uchikomi  e mawarigeiko premiato a dovere grazie all’ospitalità di Diego, Michela e Loris di Chiaravalle.

Oltre a farci gli auguri per un Buon 2017 abbiamo colto per festeggiare i 3(4) anni del caro Marco Papetti!

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Hagakure ospita gli esami kyu

Il tutto è nato con la proposta (nemmeno troppo cortese 😛 ) da parte di Uminokenshi di auto-invitarsi in casa Hagakure per svolgere gli esami fino al 2° kyu. Hagakure ha accettato, inviato un paio di mail e, senza troppi sforzi, tutti i dojo marchigiani si sono incontrati a Chiaravalle.

Prima degli esami Lugi Sbaffi ha condotto i 20 kendoka in un rapido allenamento : riscaldamento, suburi, kirikaeshi (tanto kirikaeshi), uchikomi e mawarigeiko. Un momento utile, oltre che a mettersi in moto, anche a mescolarsi un po’ ed a incrociare gli shinai con vecchie conoscenze e nuovi amici.

E’ il momento dell’esame ed i nove esaminandi hanno mostrato il loro kendo, seguendo il programma proposto dalla CIK.

I gradi conseguiti altro non sono che pietre miliari lungo la via, non traguardi, non partenze, ma tappe che ci indicano che siamo in cammino. Nel nostro caso nessuno è rimasto fermo ed è una soddisfazione per tutti costatare che ognuno ha fatto dei progressi!

E’ già tardi, i chilometri non sono pochi sia verso Pesaro che verso Porto San Giorgio, e non c’è tempo per salutarsi con un ultimo mawarigeiko o per assediare un pub di Chiaravalle. Ci salutiamo con la foto di rito, felici per esserci ritrovati tutti dopo tanto tempo.

Siamo solo a Maggio e dall’inizio del 2015 è almeno la quarta volta che si presenta e viene colta l’occasione per i nostri dojo di praticare insieme e collaborare entro i confini Marchigiani. E’ possibile pensare che ci sia stata una svolta rispetto al trend degli anni passati. Anche questo deve essere inteso come una tappa e non come un traguardo, ma è testimone del fatto che ci stiamo muovendo bene.

Ancora congratulazioni a tutti i ragazzi che hanno sostenuto e superato il loro esame!

Articoli di Lugi Rigolio e Paolo Benedettini. Ve ne consiglio la ri-lettura.

“Sugli esami di Kendo: riflessioni strettamente personali”

“Esami”

Marco Papetti – Umi No Kenshi

uminokenshi.wordpress.com


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Da Pesaro a Porto San Giorgio

IKENDENSHIN - Kendo Pesaro

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Prima della fine dell’anno, iniziato a Settembre nel nuovo dojo di Pesaro, volevamo sottoporre i nuovi arrivati ad un esame interno, per verificare se i primi passi erano nella giusta direzione.

Volevamo farlo condividendo quest’esperienza fuori dal nostro solito luogo di pratica, senza troppa pressione ma con un bell’ambiente…

Quale miglior occasione se non all’Umi no kenshi?!

Tra noi ed i ragazzi di Porto San Giorgio ci si conosce ormai da diversi anni, attraverso i quali è cresciuto un rapporto di amicizia e stima.

Tra una chat su skype, un sms ed un paio di telefonate abbiamo definito senza troppi problemi come organizzare la serata di ieri.

Un allenamento riepilogativo seguito da un mawarigeiko, per chiudere infine con gli esami fino al 2° kyu per ben 9 kendoka!

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Nonostante l’emozione tutti hanno brillantemente superato la prova meritandosi la pizza post kendo in pieno spirito “daini dojo

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Budogallia

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Oggi torniamo dopo diverso tempo a raccontare in senso stretto il Kendo nelle Marche, e più precisamente a Senigallia (AN).

L’evento in oggetto s’inseriva all’interno dell’iniziativa Budogallia, una rassegna promozionale di arti marziali che spaziava dall’aikido fino al karate passando dalla naginata fino al nostro amato Kendo, e tanto altro!

I nostri amici di Chiaravalle dell’ATM Hagakure non si sono quindi fatti sfuggire l’occasione per introdurre il Kendo in questa manifestazione, organizzando un particolare allenamento organizzato dal loro tutor Luigi Rigolio al quale hanno partecipato numerosi kendoka da Cesena, Ravenna, Rimini, Pesaro, Fano, Chiaravalle, Porto San Giorgio.

budogallia kendo senigallia pesaro

La lezione, inizialmente pensata all’interno di un progetto biennale di sviluppo del Kendo nella nostra regione da parte della nostra federazione, è stata poi in seguito organizzata a livello privato.

Il programma pensato da Luigi Rigolio, responsabile tecnico di Kendo e Jodo del Kenzan e viceresponsabile tecnico della CIK, era quello di mostrare i vari aspetti su cui fare attenzione per strutturare una lezione di Kendo, facendo particolare attenzione a tutti i presenti, ponendo quindi come primo obiettivo il coinvolgimento di tutti i praticanti, sia essi neofiti che esperti.

L’allenamento è stato introdotto da una prima breve parte teorica in cui venivano illustrati sia gli obiettivi da porsi a livello personale, che di dojo. Sono stati fatti inoltre alcuni accenni sull’importanza di curare attentamente gli aspetti prettamente burocratici/amministrativi e come pianificare al meglio l’allenamento. Quest’ultimo, è stato il punto sul quale il M° Rigolio ha incentrato l’intera giornata di ieri.

Secondo le indicazioni ricevute ci è stato evidenziato quanto sia fondamentale dosare nella giusta misura le varie fasi di una lezione tipo. Quindi fare un buon riscaldamento, seguito da suburi classici, per poi lasciare una buona parte del tempo per fare kihon, ed infine uchikomi e jigeiko. Spendere molto tempo sui suburi fa sì benissimo a chi è già entrato con il cuore dentro il mondo del Kendo, ma è abbastanza “noioso” per chi impugna da pochissimo lo shinai. Oppure, dedicare all’uchikomi un’ora potrebbe arrecare danni fisici a chi non atleticamente ben preparato. Questi sono solo alcuni degli esempi che si possono fare per spiegare il perchè di una buona distribuzione delle varie parti di un allenamento.

Ogni fase quindi, in funzione del livello dei praticanti presenti,  dev’essere ben calibrata per tenere alta l’attenzione, non annoiare i neofiti con troppi dettagli, e cercando d’identificare principalmente pochissimi punti su cui lavorare tutti assieme.

Rigolio, coadiviuato da Daniele Ballardini e Giovanni Fresa da Ravenna oltre a Paolo Benedettini da Livorno, ha inoltre sottolineato un punto che riteniamo molto importante e che desideriamo sottolineare. Il miglior supporto che possiamo offrire ad un kenshi meno esperto di noi è quello dell’esempio. L’esempio e null’altro. Mostrare, quando è il proprio turno, il miglior kendo possibile è il massimo che possiamo fare per il nostro compagno, e quindi possiamo fare tranquillamente a meno di spiegazioni a voce sui tanti dettagli da curare durante la pratica. E’ infatti totalmente controproducente evidenziare cosa non va bene, soprattutto se ciò va oltre i pochi punti che ci si è prefissati di migliorare ad inizio allenamento. Le correzioni continue di fatto possono scoraggiare il neofita fino a farlo sentire inadeguato al Kendo.

Questo modo di porsi è stato ben assimilato a nostro avviso da tutti i praticanti, ed i risultati si sono subito raccolti già nella parte pomeridiana della giornata, dove oltre ad esercizi sul do abbiamo fatto una buona parte di jigeiko libero in cui tutti hanno trovato il modo di potersi confrontare con i presenti.

Concludendo, nonostante certi dettagli erano già presenti nel nostro modo di vivere il Kendo, aver dedicato del tempo sull’analisi della struttura di un allenamento, è stato molto interessante e sarà sicuramente uno stimolo in più per rendere quanto più proficuo possibile il nostro keiko all’interno del dojo assieme ai nostri compagni.


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Umi no Kenshi

Siamo felici di pubblicare il messaggio ricevuto da un amico che ci annuncia un’importante novità nelle nostre amate Marche…

 

Quando abbiamo iniziato con questo esperimento, nei primi mesi del 2013, c’erano solo due kendoka pronti al saluto che precede l’allenamento.
Ammetto che in quei giorni il dubbio sulla riuscita del nuovo gruppo possa averci sfiorato, ma abbiamo continuato a crederci ed infine la nostra determinazione è stata premiata.

Abbiamo introdotto al kendo nuove leve, abbiamo partecipato a seminari e sostenuto esami, abbiamo trovato il sostegno di maestri ed amici, abbiamo sudato insieme fino a creare un gruppo del quale andar fieri.

Oggi, allo scadere di quest’anno che ci ha visto nascere, siamo pronti ed orgogliosi di informare tutti che nelle Marche c’è un nuovo posto per praticare Kendo, la nostra associazione “Umi no kenshi“!

Per ringraziare Alessio che ci ha concesso questo spazio in “Kendo nelle Marche” vorremmo metterlo un po’ in imbarazzo 😉 : nei momenti di difficoltà che hanno preceduto l’iniziativa di intraprendere questa nuova avventura disse: “Chi vuole far Kendo, trova un modo per far Kendo”.
Probabilmente l’avrà detto anche distrattamente e senza attribuirgli il peso che gli stava attribuendo chi ascoltava.

Ma noi gli abbiamo creduto, abbiamo trovato un modo e crediamo che sia un buon modo.

uminokenshi.wordpress.com

Marco Papetti


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Emozione

Ve lo confessiamo, noi di Ikendenshin questa volta ci siamo emozionati sul serio.

http://ikendenshin.wordpress.com/2013/05/24/qualcosa-di-speciale/

Come alcuni di voi sapranno, Mimi Erşen nell’ultimo mese ha visitato diversi dojo in Italia. Tra una birra ed una chiacchiera, abbiamo deciso assieme d’instaurare una collaborazione grazie alla quale ci racconterà com’è stato vivere qualche settimana di “full immersione kendo” qui nel Bel Paese. E tanto altro…

Rimanete sintonizzati 😉