Kendo nelle Marche


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Matsudo Sensei reportage

Il post di oggi riguarda un video pubblicato da un figlio.

Proprio così!

Un 7°dan di 91 anni si sottopone all’esame più difficile del Giappone ed il figlio fa un breve reportage della giornata con tanto di commenti sui vari momenti dell’esperienza.

 

Nel video ritroverete Matsudo Sensei nei due jigeiko d’esame della prima sessione e poi il secondo test.

Ricordiamo infatti che per superare l’esame per l’8°dan ci sono due passaggi di due jigeiko ciascuno.

A margine v’informiamo che nella sessione della giornata del 22 Novembre i promossi ad 8°dan di Kendo sono stati 7 su 1007…

http://www.kendo.or.jp/examination/kendo-8dan/20161122-tokyo/result/


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Esami Roma Ottobre 2016

img_9780Siamo a Roma, via Tripolitania 34, in casa A.R.K.

L’occasione è quella degli esami delle Confederazione Italiana Kendo per i gradi Ikkyu, Shodan e Nidan. L’affluenza è notevole, qualche addetto ai lavori parla di record. Nel saluto ci disponiamo su tre file ed io, in colpevole ritardo, non trovo quasi posto. Do ragione all’addetto ai lavori, ci sono veramente tanti kendoka! (Solo dalla costa adriatica sono confluiti a Roma quasi 20 kenshi!)

Il seminario che precede gli esami è condotto da Zago Sensei (Kendo Nanadan Kyoshi), il presidente della commissione d’esame, che è composta anche da: Fabio di Chio (Kendo Godan), Angela Papaccio (Kendo Rokudan Renshi), Alessandro Molinari (Kendo Rokudan), Andrea Li Causi (Kendo Godan).
Il programma della mattina è pensato per gli esaminandi e prevede: studio dei kata, pratica del kirikaeshi, kihon uchi, renzoku waza, mawarigeiko. Il tempo a nostra disposizione vola e siamo già al jigeiko. I praticanti sono tanti ed i kodansha chiedono ai sandan di unirsi ai motodachi per consentire a tutti più di un confronto.
Personalmente ricevo preziosi consigli sull’utilizzo della mano sinistra e sul mio modo di fare zanshin. Quanto basta per ripagare la trasferta 😉

E’ l’ora dell’esame. Tra i nostri c’è Daniele Onori alla sua prima esperienza e Paolo Verolini che si candida al nidan. Con me, a rilassarsi in tribuna, Laura Mecozzi.
L’esame è preceduto da una dimostrazione di Jodo a cura del Kiryoku di Roma, nelle persone di Margherita Carratu (jodo godan) e Roberto Milana (jodo yondan).

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Ammetto di conoscere veramente poco questa disciplina e di essere stato colpito, se non meravigliato, dai ritmi e dal dinamismo dei kata mostrati da questi due grandi praticanti. Appena un’ora dopo avrò l’occasione di complimentarmi con Roberto e di farmi tentare da questa disciplina. Conveniamo inseme che il tempo è tiranno, quasi ci impedisce di dedicarci ad una disciplina, figuriamoci a due. Però… Sappiamo tutti che la passione trova sempre una strada!

Terminati gli esami, come spesso accade, ci sono volti sorridenti e visi cupi.
Ogni Kendoka sa che si cresce di più attraverso le sconfitte che non grazie alle vittorie. Ce lo ricordano le parole di Asami sensei (riportate qui) e scherzosamente quest’immagine pubblicata qualche tempo fa:

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Di certo un passaggio importante affinché un risultato, quale esso sia, diventi utile alla nostra pratica è individuarne le cause. Per questo l’emozione del momento, specie la delusione (se non addirittura la rabbia), va subito messa da parte per dar spazio all’analisi dell’accaduto, forti dell’umiltà di chiedere laddove non si riesce a comprendere. La cosa fondamentale è che terminato un esame ognuno torni a casa con qualcosa su cui lavorare, con degli obiettivi chiari.
Questo è l’augurio che facciamo al nostro Daniele, neo ikkiu, insieme a quanti hanno superato il loro esame e a quelli che, come il nostro Paolo, hanno scoperto di avere ancora qualcosa da affinare per poter affrontare con successo la loro prova. Le congratulazioni vanno a fatte a tutti, perché questo è fare kendo.

Marco Papetti

Umi No Kenshi – Porto San Giorgio

 

 


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Slowmotion Esame 8°dan Ryoichi Fujii Sensei

Torniamo all’esame di Fujii Sensei sostanzialmente per due ragioni.

La prima è che non è consueto veder superare questo difficilissimo esame praticando in Nito.

La seconda è la possibilità di rivedere nel dettaglio tutti i jigeiko, che ricordiamo essere quattro per l’esame in questione, suddivisi in due sessioni.

Il canale Youtube di Hiroyuki Danno si concentra spesso nella pratica in Nito ed in questo caso non s’è fatto certo sfuggire la possibilità di inserire replay delle varie azioni dell’esame.

Nonostante chi vi scrive non sia un profondo appassionato di questo tipo di guardia (è già difficilissimo per me praticare in chudan…) questi video mettono in mostra un kendo molto potente e particolarmente bello.

Cogliamo l’occasione di ricordare che qui sono raccolti tutti gli esami da 8°dan pubblicati nel blog.

1° sessione

2° sessione


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Ryoichi Fujii – Esame 8° dan in Nito e…Kyoto Taikai!

Crediamo siano stati giorni davvero molto intensi per Fujii Sensei quelli trascorsi in questa settimana!

Ryoichi Fujii ha soli 55 anni, è un Maestro di Kendo in Nito e lo abbiamo visto diverse volte accompagnare un grandissimo del Kendo moderno e dell’arte delle due spade. Stiamo parlando di Toda Tadao Sensei!

Nella foto qui di seguito lo vediamo assieme a Toda Sensei in occasione del “2015 US Nito Kendo Seminar” organizzato dal Idaho Kendo Club di cui abbiamo pubblicato questo video.

credits - Idaho kendo

credits – Idaho kendo

Tutte le informazioni riguardo l’edizione n°9 di questo seminario negli USA può qui.

Dopo aver superato l’esame da 8°dan assieme ad altri 16 su 1636 aspiranti alla sessione di due settimane fa a Kyoto, lo abbiamo apprezzato pochi giorni dopo come protagonista all’ultimo Kyoto Taikai nella categoria Hachidan appunto.

Qui di seguito potete rivedere i jigeiko d’esame e subito dopo il tachiai al 112° Kyoto Taikai

Se desiderate invece vederlo in azione in shiai, il video qui sotto fa per voi. Si tratta della 59° edizione del Todofuken Kendo Taikai di Osaka


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Stage ed Esami Primavera 2016 – Lucca

Una mano ha cinque dita

Esami si, esami no, chi non ha mai pensato al perché dare l’esame di Kendo alzi la shinai.

Questa trasferta mi ha dato modo di riflettere sul Kendo e sulle sue singole parti.

Così, come una mano ha cinque dita e strette al palmo formano un pugno, anche il Kendoka per diventare tale ha bisogno tutte le dita per impugnare la spada.
Un dito fondamentale per la crescita di noi uomini di spada sia nella tecnica, sia nello spirito è, appunto, l’esame di Kendo.
Il mio esame “inizia” due mesi fa, nel dojo in cui pratico, allenamenti intensi, tanto kiai è ancora più cuore.
Penso a questo e l’esame inizia ad assumere un significato più profondo.
Tutti i Sempai e compagni di dojo ti offrono il loro massimo impegno a suon di “botte”.
A loro si aggiungono i Maestri, che con passione macinano chilometri di autostrada per verificare se il tuo Kendo rispetta i canoni richiesti.
E tu non puoi fare altro che crescere.
Se questo non è amore….
Già questo vale tutta la candela.
Ma c’è di più.
L’esame in quanto tale ti offre la straordinaria possibilità di combattere contro te stesso, contro le tue paure, di tagliare con un sol colpo i tuoi “demoni interiori” quali il tirarsi indietro nelle situazioni scomode,  non esprimere la propria energia in ogni situazione e la mancanza di Presenza.
Il Kendo ci offre tre spunti interessanti.
Con il Sutemi ci buttiamo nell’azione senza se e senza ma, un forte Kiai fa capire all’altro che noi ci siamo, siamo forti e pronti a tutto e Zanshin, lo stato (come diremmo noi occidentali) mentale focalizzato e attento, in una parola Presenza (a oltranza).
Questi 3 elementi sono stati il focus dello stage di sabato e domenica condotti da Bernardo Cipollaro.
Oltre a ciò molta enfasi è stata data ai Kendo no kata, al loro sviluppo in coppia.
Qui una mia piccola riflessione …
Specchiandosi nell’altro si ha modo di vedere se stessi nell’esecuzione.
Contatto visivo dunque,sempre.
Ma se gli occhi sono lo specchio dell’anima, allora il contatto con il mio compagno diventa spirituale. 
Forse, e dico forse, praticare i Kata con questa forma mentis può farci comprendere meglio noi stessi,può aiutarci ad andare più in profondità, a esplorare il nostro essere in sia nella forma che nella sostanza. 
La nostra essenza emerge praticando la via della spada.
A tutto ciò si aggiunge la gita fuori porta, che ti regala amicizie inaspettate e divertimento, la tensione pre-esame e le birrette per tutti i compagni di dojo.
Un ultima riflessione va ad un altro aspetto dell’esame.
La bocciatura.
Facile festeggiare la promozione, ma sentirsi promossi anche nella bocciatura è aver capito un principio del Kendo.
Non si vince e non si perde, si impara.
Così si cresce come uomini  e si migliora come kenshi.
La ricerca della perfezione implica, in quanto ricerca, il fallimento, che diventa tale solo se non lo comprendiamo come insegnamento.
Un Brindisi a tutti i Kendoka!
Alan de Paola