Kendo nelle Marche


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Chi pratica arti marziali conosce bene la parola Sensei ed il suo significato.
Con essa si indica il Maestro, cioè colui che insegna e verso il quale si porta rispetto.
Pochi sanno però che il termine Sensei si è diffuso sempre più – nel mondo anglosassone – al di fuori di dojo e arti marziali.
Nello specifico la parola sensei, in minuscolo, viene usata nel mondo della consulenza aziendale per indicare quei professionisti, esterni all’azienda, che sono chiamati ad indicare un percorso di rinnovamento o di innovazione.
Strategia e attività di coaching sono i campi in cui, sempre più frequentemente, viene chiamato ad intervenire il lean sensei per guidare le aziende verso la massima efficienza possibile.

Per chi fosse interessato, suggerisco il libro “Lean thinking” di James Womack.


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Dov’è il Nord? Frammenti di stage (19 e 20 giugno 2009)

Il Nord, dov’è il Nord? La tecnica per un corretto fumikomi.

La pizza e la tagliata alla Gradarina.

Il kendogi bagnato di sudore dopo l’allenamento.

Giulio sfinito, come non si era mai visto, credevo morisse sul parquet di Gradara.

Fate kendo perchè vi piace.

Il kiai secondo il M° Bellisai.

Il piede sinistro distrutto e dolorante: niente jigeiko.

La birra dopo l’allenamento.

I guanti bianchi da chirurgo.

Le risate.

Marco e lo zio che una volta ha rotto un bicchiere: crack!

Ragazzi andiamo che è l’1 e 30 e domattina dobbiamo essere in palestra.

Acqua per favore, ho una sete che non finisco più di bere.

E’ arrivato il M° Betti: oggi ci fa il culo.

Ma come togliete il men? Sono cotto.

Il sorriso di Caterina quando ha visto l’hakama che le è stata regalata dal gruppo dei suoi amici kendoka.

Il do, che devo sempre allacciare due volte.

Cazzo siamo sempre in ritardo!!!

La doccia intasata.

Alessio che tiene duro e nonostante tutto arriva alla fine.

Gli arrosticini.

Potremmo andare in Slovenia con la barca e poi andare a Ljubiana allo stage di Hirakawa.

Le mani devono essere rilassate, altrimenti il colpo non viene.

Il seme.

Quanto puzza il kendogi.

Siamo pochi, che culo: due maestri tutti per noi.

Gocce di sudore lungo la schiena.

Giulio la smetti di fare le foto a tradimento?

E’ il bacino che spinge, dovete rimbalzare!

L’abbronzatura di Gabriele.

Nel kendo bisogna fare attenzione a quelli che hanno più di 40 anni, agli avvocati, ai musicisti, a quelli che lavorano al 118.

Kamae.

Ieri non sono venuto perchè era caldo, oggi perchè c’è tempo brutto.

Ragazzi fatemi sapere che se vi allenate a luglio ritorno.

No, così non va bene.

Il Kendo Summer Camp.

Quando faccio kendo mi viene sonno.

Le precisazioni/puntualizzazioni/polemiche di Davide.

Belli, bisogna essere belli.

3.000 euro di danni alla moto!

Il camper, che se sono stanco quando vado in giro mi fermo e dormo.

Il ciliegio e l’acero.

I polsi.

Ma perchè non la smetti di dire cazzate?

Tsuki!

Siamo sotto con i soldi.

L’allenamento non è finito e nessuno vi ha detto di togliervi il men!!!

L’allenamento più bello mai fatto.

Quasi quasi mando il certificato e non vado al lavoro: vengo allo stage.

Il M° Bellisai che chiede al M° Betti “come mai quando finiscono l’allenamento con te, non parlano più?”

Bravi, abbiamo visto dei progressi: è ora che qualcuno dia l’esame per il 1° Dan.

Questi frammenti in ordine sparso sono il resoconto di un giorno e mezzo di kendo con i nostri Maestri Salvatore Bellisai e Stefano Betti e con gli amici kendoka Gabriele, Giulio, Alessio, Marco, Davide, Massimo e Caterina.

Tanto sudore. Tantissimo divertimento. Passione infinita. Amicizia smisurata.

Alla prossima, soprattutto per chi non c’era…


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Lo Zen e la Spada – La vita del Maestro Guerriero Tesshu

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Yamaoka Tesshu – maestro di Kendo – è stato una figura di spicco nell’era turbolenta che ha segnato la nascita del Giappone moderno.

Diversamente da quanto accade per Miyamoto Musashi – autore del Libro dei cinque anelli e la cui storia è difficile da ricostruire – su Tesshu, anch’egli grandissimo esempio dello spirito del Giappone faudale, abbiamo molte più notizie.

Egli entrò in contatto con tutti gli ambienti del suo periodo, dall’Imperatore al misero contadino; la sua leggendaria figura, pervasa di un enorme fascino, conquistò la stima degli uomini del suo tempo: consigliere personale dell’Imperatore, fu suo maestro d’armi; maestro calligrafo, raffinatissimo esecutore, entrò nell’Olimpo dei più grandi per la forza e profondità del tratto; maestro Zen, comparò il suo sapere, frutto di un “immediato satori“, con quello dei più grandi santi del suo tempo e del passato.

John Stevens racconta la sua storia in una magistrale combinazione di introspezione, conoscenza e comprensione della cultura orientale, fornendoci la prima biografia in lingua occidentale di quello che viene definito “l’ultimo dei samurai“.

John Stevens – Lo Zen e la Spada. La vita del Maestro Guerriero Tesshu – Luni Editrice