Kendo nelle Marche

Il Cammino dei Giganti

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Con oggi diamo il benvenuto ad un nuovo collaboratore del blog, Sara De Angelis del dojo Accademia Romana Kendo.

Sara era ad Alessandria lo scorso weekend per il “12° International Kendo Trophy “City of Alessandria””.

Buona lettura.

cresits - Ma Yunsook (Kendo Sei Chu Do Brescia)

credits – Ma Yunsook (Kendo Sei Chu Do Brescia)

Ci sono sfide che si affrontano pur consapevoli che si perderanno.
Ci sono cammini che si intraprendono anche sapendo che saranno costellati di fallimenti, salite, dirupi ed attimi di sconforto.
Le gare di kendo, per l’appunto, sono quei banchi di prova dove, prima che confrontarsi con l’opponente ci si confronta con se stessi: lo shiai è un pretesto.
Il Torneo Internazionale di Alessandria, ribattezzato da me “Il Cammino degli Dei” è quel luogo in cui un piccolo, piccolissimo, Kyusha può confrontarsi con i giganti del Kendo di tutto il mondo.
L’anno scorso a malapena tenevo in mano uno shinai, quando il mio piede scalzo ha attraversato la linea di confine dello shiai-jo al limite tra l’incoscienza e la paura, ho terminato l’esperienza con un secco sei-a-zero perché non sono riuscita nemmeno a concludere un ippon, né nella categoria kyu, né nella categoria femminile, né a squadre.
Quest’anno, dopo chilometri macinati a piedi scalzi sul parquet, vesciche e calli, ho seguito di nuovo il canto delle sirene e mi sono nuovamente iscritta al Torneo di Alessandria.
Come l’anno prima l’organizzazione è stata assolutamente impeccabile e l’accoglienza dei ragazzi dell’Accademia Kodokan è stata calorosa e si contraddistinta per la disponibilità e a gentilezza.
Dormire nel dojo ha come sempre il suo fascino, perché si può stare a contatto con i kendoka degli altri paesi, scambiare due chiacchiere, confrontarsi sulle ansie e paure per le gare del giorno dopo o per condividere le soddisfazioni del giorno stesso.
Il torneo si è svolto su due giornate, sabato torneo individuale Kyu, Dan e Femminile, domenica invece la gara a squadre.
Erano presenti team provenienti dal Giappone, dalla Francia, dalla Russia, da Malta, dalla Grecia, dalla Spagna, dalla Croazia ed ovviamente da tutta Italia, da Messina a Torino.
Personalmente ho visto combattimenti che mi hanno lasciato a bocca aperta per tecnica e tenacia mostrata dai kendoka che si affrontavano, dove la potenza del ki lasciava ben poco spazio ad interpretazioni.
Poter ammirare tutto questo, sia da dietro il mengane, che come spettatrice, nel momento in cui sono uscita dalle competizioni è stato istruttivo.
Alessandria non è solo un torneo, è un insegnamento continuo, è l’opportunità di conoscere amici nuovi e di confrontarsi con quelli vecchi.
È il momento dell’anno in cui “reddere rationem”, in cui è possibile vedere con i propri occhi e sentire con il proprio cuore se l’allenamento fatto durante l’anno ha dato i suoi frutti, se e quanto si è migliorati, se si è cresciuti con la mente e con il cuore, ancor prima che con la tecnica.
Personalmente, ogni anno, Alessandria senza poesia mi sbatte in faccia tutti i punti dove sono mancate e dove mi impegnerò a lavorare durante l’anno che verrà.
Ogni anno, per mettermi di nuovo alla prova.
Ogni anno per ripetermi “ma che ci sono venuta a fare…”
Ogni anno per sorridere dei miei errori con gli amici e con i Sensei.
Per promettere a me stessa che farò del mio meglio per migliorare e per mostrarmi degna di combattere “con gli Dei”.
Per Alessandria.

Sara De Angelis

Accademia Romana Kendo

www.kendoroma.it

  English version

There are challenges that you face although you know that you will lose.

There are paths that are undertaken even knowing they will be studded with failures, climb, crags and moments of despair.

The Kendo competitions, in fact, are test benches where, before fighting against the opponent, you confront with yourself: shiai is a pretext. The International Tournament of Alexandria, renamed by me “The Path of the Gods” is the place where a small, very small, Kyusha can compete with the Giants of Kendo worldwide.

Last year I gripped hardly in my hand a shinai, when my bare foot crossed the border line of the shiai-jo at the boundary between unconsciousness and fear, I have finished the experience with a sharp six-to-zero result because I could not even finish an ippon, not in kyu category, nor in the female category, or in teams.

This year, after kilometers ground barefoot on the floor, blisters and calluses, I again followed the siren song and I again entered the Tournament of Alexandria. As the year before the organization was absolutely impeccable and the hospitality of the Academy Kodokan’s Kenshi was warm and distinguished for the availability and kindness.

Sleeping in the dojo, as always, has its charm, because you can be in contact with kendoka other countries, have a chat, discuss the anxieties and fears for the shiai of the day after or to share the rewards of the day. The tournament was held over two days, Saturday individual tournament Kyu, Dan and Female, Sunday, besides, the team competition. There were teams from Japan, France, Russia, Malta, Greece, Spain, Croatia and of course from all over Italy, from Messina to Turin.

Personally I’ve seen fighting that left me open-mouthed techniques and tenacity shown by kendoka that were fighting each other, where the power of Ki left little room for interpretation. To contemplate all this, both from behind the men-gane, and as a spectator, when I was out of the competition, has been instructive. Alexandria is not just a tournament, is a continuous teaching, is the opportunity to meet new friends and deal with the old ones.

It is the time of year when “reddere rationem”, in which you can see with your own eyes and listen with your heart, if your exercises done during the year has paid off, and what has improved, if one has grown up with the mind and heart, rather than with the technique. Personally, every year, Alexandria, without poetry, slams me in the face all the points in which I’m lacking and where I will go to work during the coming year.

Every year, to put myself to the test again.

Every year to repeat myself “Why I came? What can I do here?” Every year smiling with friends and with Sensei for my mistakes.

To promise myself that I will do my best to improve and to show me worthy to fight “with the Gods”.

For Alexandria.

Sara De Angelis

Accademia Romana Kendo

www.kendoroma.it

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Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

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