Kendo nelle Marche

Kendo: la ricerca della perfezione quando la perfezione è impossibile

2 commenti

Traduzione a cura di Marco Papetti del testo Kendo: Striving For Perfection When Perfection Is Impossible” di Koichi 

kendo

La scorsa settimana @ayabuns su Twitter ha usato questa immagine per convincermi a scrivere un articolo sul kendo.

Sono abbastanza facile da corrompere. Quindi, ecco un articolo su kendo. Ma non un articolo qualsiasi! Parleremo un po’ dell’arte marziale e un po’ dello sport, poi approfondiremo anche l’aspetto filosofico.
Sei in fissa con i samurai, il Buddismo Zen, e cose del genere? Allora il Kendo fa al caso tuo!

Cos’è il Kendo?

whatiskendo

Cominciamo spiegando cos’è il kendo. Kendo / 剣 道 (a.k.a. “via della spada”) in realtà è un arte marziale relativamente moderna, se paragonata alle altre arti marziali antiche. Discende da ciò che originariamente era conosciuto come kenjutsu, che si sviluppò nel periodo Kamakura (1185-1333) quando i samurai hanno iniziato fare un bel po’ di show. Visto però che praticare con spade vere era troppo divertente, dal 1700 sono stati ideati il bogu (l’armatura) e lo shinai (spada di bambu). Da qui, iniziamo a vedere emergere il kendo moderno (e meno morti, immagino).

Non voglio parlare troppo di cos’è il kendo, così posso passare direttamente al cuore di questo articolo, ma guardatevi questo documentario per capirci qualcosa. E’ molto interessante e credo sia una buona introduzione per chi non ha mai visto o sentito parlare di kendo prima d’ora.

Ok, hai riparato alla tua carenza di Kendo? Passiamo a quello che rende interessante il kendo per me.

Io e il Kendo

Ho praticato kendo per circa 10 anni e, considerando che c’è gente che dagli anni ‘70/’80 ha praticato per tutta la vita… i miei 10 anni sono solo una goccia nel mare. Quindi, devi considerare tutto quello che dico sapendo che “sono solo un newbie”. La mia idea sulla filosofia del Kendo tra altri dieci anni potrebbe essere completamente diversa. Dai… è solo un’opinione!

Ho anche un po’ di esperienza con le altre arti marziali: con dieci anni di jujitsu ed un po’ di judo ho la possibilità di fare qualche confronto. Comunque non confondete qualsiasi cosa io dica con “questa arte marziale è meglio di quest’altra”. Cose del genere le fanno gli stupidi. Voglio solo dirvi perché il kendo ha qualcosa che fa decisamente per me. Perché ha avuto un enorme influenza sul mio pensiero in merito “alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” (a.k.a. 42) [ndt: cose da nerd!]

La semplicità del Kendo

enso

La cosa che mi attira di più del kendo è la sua semplicità. Quando è stato sviluppato il kenjutsu (il padre del kendo) tutti pescavano a piene mani dal Buddismo Zen. Il Kendo quindi attinge un sacco dallo Zen e credo che questo sia forse uno dei motivi per cui io sono influenzato dal kendo. Penso che questo sia anche il motivo per cui ci sono tanti aspetti di kendo che hanno a che fare con la semplicità. Ecco come la vedo io:

Pochissime tecniche

Nelle mia esperienza con le altre arti marziali, l’obiettivo principale mi è sembrato quello di imparare sempre più tecniche. E’ possibile che mi sbagli (forse questo è lo stile americano). Non lo so. Se si imparano 100 tecniche con un certo livello di abilità, si ottiene una cintura colorata. Se si imparano 200 tecniche, si ottiene un altro colore.
Nel kendo, essenzialmente arrivi a fare 4 tecniche. E non è tutto, l’ultima (tsuki) è addirittura qualcosa che non si può provare prima di un certo numero di anni di pratica.

Ci sono: men (testa), kote (polso), dou (corpo) e tsuki (gola)

kendo-strikes

Immagini da web-japan e Nikopol_TO

Esistono delle varianti su queste tecniche, è chiaro. Ad esempio si può colpire il lato opposto del dou… o colpire kote mentre ti stanno colpendo al men… cose del genere. Ma, se stringi, sono sempre quatto tecniche… e questo la dice lunga. Considerando quanto sia difficile da padroneggiare una qualsiasi di queste, quattro sono più che sufficienti.

Real Life Application: Non cercare di far tutto. Fare bene un paio di cose è già abbastanza difficile.

Impossibile capire il grado

belts

Photo da SpaceAgeSage

Un’altra cosa che mi piace del kendo è che tutti hanno più o meno lo stesso aspetto. C’è il grado, certo, ma se metti in fila un gruppo di persone, non hai modo di capirne il grado a meno che non ti venga detto (volendo puoi provare ad indovinare guardando quant’è usurata l’attrezzatura di ognuno, ma tante volte non funziona).

Mi piace questa cosa perché dà più importanza alle azioni e al comportamento. Puoi dividere i praticanti a seconda di quanto il loro kendo sia buono, non dal grado.

Real Life Application: Non serve condividere il tuo status. Se hai intenzione di far sapere chi sei, mostralo con le azioni.

E’ come farsi la barba

shaving

Photo da Illusive Photography

Quando penso ad alcune arti marziali, tutto quello che mi viene in mente è quanto siano complicate. Più alto è il livello, più sono complicate le tecniche. Cintura viola? Significa che devi fare la doppia giravolta prima di calciare il bersaglio. Bisogna aggiungere, aggiungere, aggiungere.

Mi ci è voluto un po’ per capirlo, ma penso che nel kendo si tratti di quanto riesci a togliere. Ci tengo a dire che il kyudo e l’aikido sono simili in tal senso. Quando un principiante inizia il kendo, il suo colpo è molto complicato. Usa tutti i muscoli possibili per fare un sacco di movimenti inutili. Quando migliori, in realtà semplifichi il tuo colpo. Capisci come spegnere certi muscoli. Fai diventare i tuoi movimenti più decisi. Se parliamo di fermezza è un po’ come nel golf. Non vuoi che quando colpisci con la tua mazza da golf sia ogni volta diverso. Vuoi essere come il meccanismo di un orologio. Lo stesso vale per il kendo.

Più semplifichi nel kendo, migliore è il tuo kendo. Un modo di insegnare come colpire correttamente è quello di far ripetere il movimento tante volte fino a non avere più la forza. Quando questo accade, l’unica scelta possibile per il corpo è quello di produrre il colpo più semplice possibile.
Questo di solito porta ad un buon colpo, perché il colpo migliore è il colpo più semplice.

Real Life Application: A volte complicare le cose, non è la strada corretta. Anche se sembra che una tecnica scenografica, bella complicata renda migliore il tuo kendo, è esattamente il contrario. La semplicità è più difficile, certo, ma prendere il sentiero facile non è mai il percorso migliore, dico bene?

Difficoltà ridicole

Pur essendo un’arte marziale “semplice”, la semplicità non è una cosa facile da realizzare. In realtà, semplificare correttamente è una delle cose più difficili del mondo. Per questo, credo, il kendo è terribilmente difficile. Anche quando sei “bravo” nel kendo, hai ancora molta strada da fare. Sempre. Le persone che fanno kendo da trent’anni sono ancora lì a pensare a tutte le cose di cui hanno bisogno per migliorare e cambiare.

Una vita da principianti!

Il tipo in questo video è un vero boss. E quello che dice è vero. Cinquant’anni per imparare le basi sono appena sufficienti.
Dipende da in quale dojo finisci, ma in un sacco di posti ti fanno fare molto lavoro prima di lasciarti toccare uno shinai. Dopo di che ti fanno colpire a vuoto, senza un partner, per molto altro tempo. Questa è la fase “lo puoi fare?” e “costruisci buone fondamenta”.

E’ interessante confrontare quanta discrepanza nella pratica dei fondamentali ci sia tra le persone che sono cresciute facendo kendo in Giappone con quelle che hanno fatto kendo in America. I Kenshi (persone che fanno kendo) giapponesi sono quasi sempre il migliori. Perché? Perché hanno speso anni e anni di lavoro sulle basi, mentre noi americani tendiamo ad essere un po’ più impazienti.

Real Life Application: Non lesinare sulle basi. Le porterai con te per tutta la vita.

Capacità mentali

mindgames

Photo da wrex

Mano a mano che si praticano le basi, si nota che iniziano a svilupparsi le capacità mentali. Se la tua mente si rompe, il tuo corpo si rompe e quindi muori. Se non è riesci a prevedere cosa sta per fare il tuo avversario, muori. Se non riesci a mantenere l’attenzione, muori. Le tue capacità mentali sono tutto nel kendo. Una volta che il tuo corpo riesce a fare le basi di kendo in modo dignitoso, la mente diventa ciò che distingue chi è ok da chi effettivamente è bravo.

“Il lavoro mentale” è sicuramente una delle cose che preferisco nel kendo. Una volta che si inizia a notare, ogni singolo approfondimento, scontro o esercizio fisico comincia a ruotare intorno a questo concetto. Tutto è un’opportunità per rendere la tua mente più forte. In realtà, una mente forte significa che sei in grado di spingere oltre il tuo corpo, il che rende anche il tuo corpo più forte. Se non si dispone di mente, non si può sviluppare il corpo.

Ad ogni pratica si deve raggiungere il punto in cui si pensa: “Non ce la faccio più.”. Una volta che sei lì, devi continuare. Questo è 100% mente, proprio così. Se ti spingi oltre in questo modo, ogni cosa ti fortifica. Se non lo fai, rimarrai sempre lo stesso, o per lo meno progredirai ad un ritmo molto più lento. Posso durare qualche secondo in più? Posso rimanere concentrato più a lungo del mio avversario? Posso spezzare la volontà del mio avversario prima che lui / lei rompa la mia?
Delle piccole ragazzine giapponesi mi hanno sconfitto ripetutamene. Ero più muscoloso e più virile (forse), ma loro erano pungenti come api, reattive come serpenti, taglienti come lame. Mente e Corpo che lavoravano bene insieme.

Real Life Application: Devi allenare la tua mente tanto quanto alleni il tuo corpo. Hai difficoltà a concentrarti? Sforzati di farlo ogni volta per un po’ di più. Alla fine, anche tu avrai l’attenzione di una ragazzina giapponese. Tutto quello che serve è la pratica. Certo, sarà scomodo, ma è tutto lì, giusto?

L’esame per l’8° dan

Sapete qual è l’esame più difficile in Giappone? Quello per diventare avvocato? Ma che!? Quello è fin troppo semplice. No, è l’esame per l’8° dan, che conta una percentuale di promossi minore dell’1%.

Il documentario qui sopra è uno dei miei video prefereriti – parla delle persone che stanno cercando di raggiungere questo grado. Ma è anche qualcosa di più. E’ una grossa fonte di ispirazione vedere tutta questa gente che continua a provare imperterrita a passare l’esame. Perché sottoporsi ad un test sapendo che probabilmente si fallirà? Perché il kendo è come la vita, e il fallimento è parte di lei.

Real Life Application: Qualche volta fallisci. A dire il vero, spesso fallisci. Ma, devi insistere se vuoi realizzare un sogno.

Una vita da Kendoka

Il Kendo in definitiva è una stile di vita, credo. Per questo molte persone praticano kendo finché non spirano. Una volta che lo provi, non puoi più smettere!

Non per denaro

money

Parecchi dojo di arti marziali se la godono facendo un sacco di soldi. In generale, praticare kendo è abbastanza economico. Ci sono eccezioni, ne sono certo, ma nella maggior parte dei casi paghi qualcosa per la palestra dove stai praticando (per me, sono 20$ la mese) e per comprare l’equipaggiamento (che dura a lungo, di solito). Il sensei non viene pagato: insegna kendo perché ama il kendo.

Quando ottieni una promozione, anche questa è molto economica. Se provi il 3° dan siamo sui 35$. Per i gradi superiori sono 50$. Confrontatelo con le tante industrie-di-cinture che ti spillano centinaia di migliaia di dollari per un’infinita serie di esami. La doppia cintura viola con striature power blue? Fanno 360$ , grazie…

Credo che l’intera questione economica dia al kendo un appeal tutto particolare – almeno per quanto mi riguarda. La gente è qua per puro interesse. In alcuni casi l’interesse è migliorare il proprio kendo. Altre volte è migliorare il tuo kendo. Spesso entrambi. In ogni caso, è un bell’ambiente per praticare perché ognuno ha un sano motivo per trovarsi là.

Real Life Application: Non dovresti agire solo per soldi. Concentrati sul migliorare te stesso, e circondati di persone con lo stesso modo di pensare.

Perfezione Quando La perfezione è impossibile

Cos’è la perfezione? Non ne ho idea. Sarò mai in grado di avere un kendo perfetto? Direi di no. Quindi, perché continuo a fare kendo? Non ne ho idea. Per qualche motivo, però, l’idea che il mio kendo non sarà mai perfetto mi piace. Significa che ci sarà sempre qualcosa da migliorare. Male che va, non mi annoierò. Quando finisci un videogame, hai finito. Quando finisci di cenare, hai finito. Quando finisci di praticare kendo… probabilmente è perchè sei morto (o hai smesso). Forse non suona come una cosa così piacevole, ma per me è un po’ di conforto. Se non fai sì che sia parte della tua vita, allora perché lo fai, no? L’impossibilità di raggiungere la perfezione, rende la scelta possibile.

Real Life Application: puoi metterci tutta la passione che vuoi, ma non sarai mai il grado di farlo alla perfezione. Puoi diventarci matto o dedicarci tutta la vita. Questo è quello che la gente chiama “scopo”. Ne hai appena trovato uno, dovresti essere parecchio felice!

Il kendo fa per te?

No, direi di no. Ho visto tanti principianti andare e venire in diversi dojo, una cosa non cambia mai… la maggior parte lascia. Se una persona resiste per più di un anno, sei fortunato. Credo che tutto questo dipenda da quanto ho scritto sopra. E’ troppo semplice, è troppo mentale, non è quello che la gente si aspetta. Richiede troppa concentrazione e tempo. Dipende in fondo da quanto si è disposti ad investire. Dai, è comprensibile, il tempo è finito e devi usarlo nel modo che ritieni più giusto.

Detto questo, dovresti provare. Se vuoi conoscere la cultura giapponese il kendo è un ottimo modo per farlo. Poi se non fa per te, non fa per te. Ma io spero di si, e mi piacerebbe praticare con te qualche volta!

ps: l’immagine di testata è stata fatta da Aya Francisco. Grazie Aya!

Annunci

Autore: Umi no Kenshi

Dojo di Kendo di Porto San Giorgio che accoglie praticanti da San Benedetto del Tronto, Pedaso, Porto Sant’Elpidio, Civitanova Marche ed altri paesi delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. http://uminokenshi.wordpress.com/

2 thoughts on “Kendo: la ricerca della perfezione quando la perfezione è impossibile

  1. Seguo molto il vostro blog, ma questo articolo mi era sfuggito. Userò una parola banale: bello!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...