Kendo nelle Marche

A proposito di scollamenti…

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Voglio condividere con voi le modalità con cui è stato scelto il coordinatore interregionale di Umbria, Marche ed Abruzzo al fine di fornire qualche dettaglio e, spero, utile riflessione sulle dinamiche decisionali che hanno sorretto questa scelta.

Tutto inizia con una mia mail, indirizzata alla segreteria della CIK in cui chiedo spiegazioni sulle modalità attraverso cui il Consiglio è arrivato alla designazione del responsabile interregionale di quest’area.

Alla mia richiesta risponde il Segretario, Matteo Petri, il quale mi dice di essere consapevole della delicata situazione delle nostre zone e che la scelta è ricaduta sul candidato che ha ottenuto più preferenze tra quelle inviate dai diversi dojo.

Appena letta la sua risposta vado a sincerarmi del numero di dojo presenti in quest’area (7) e del numero di mail che ho sotto mano a sostegno del candidato non scelto (4).

Scrivo di nuovo al Segretario facendogli presente che le cose non stanno esattamente come mi ha detto e chiedo al Consiglio di rivedere la nomina di coordinatore interregionale alla luce della reale maggioranza delle preferenze.

Alla mia mail il segretario risponde che la strada da me indicata non è percorribile e che prende atto di quello che scrivo sul numero di preferenze. Aggiunge anche che, forse nella prima mail si è spiegato male e che la nomina non è avvenuta automaticamente (quindi ora il criterio di maggioranza sparisce), ma a seguito di una discussione tra i membri del consiglio, alcuni dei quali conoscono la situazione nelle nostre zone.

A sostegno della conoscenza delle dinamiche presenti cita una sorta di contrapposizione tra blocchi di società.

Ora, se la nomina del coordinatore mi aveva lasciato a dir poco perplesso, capirete come questa risposta, mi possa aver lasciato veramente basito e deluso, cosa che, in modo molto franco, ho scritto al Segretario e a tutte le persone coinvolte da questa storia.

Sono deluso innanzitutto a livello personale poiché da un organo federale mi aspetto che vengano dette cose vere o che le situazioni poco chiare vengano approfondite e non liquidate con un “purtroppo la cosa non è percorribile”.

Personalmente questa la ritengo una cosa grave, indice di un modo di fare poco trasparente o superficiale, cosa, forse, anche peggiore.

Sono deluso come socio praticante, perché dietro la parvenza di partecipazione e collaborazione che la CIK si affanna a divulgare, ci sono scelte verticistiche che poco o nulla hanno a che fare con la logica ed il buon senso.

Quale logica ha il fatto di chiedere delle preferenze ai diversi dojo e poi decidere di non tenerne conto?

Se questo è il nuovo corso della CIK, avanti tutta!

Se si ravvisano degli attriti tra i praticanti di una regione, non è meglio optare per la scelta maggiormente condivisa da parte delle persone che in quest’area praticano e vivono? Secondo quale logica la scelta del candidato non appoggiato dalla maggioranza può giovare alla collaborazione? Il candidato non scelto, almeno un primo risultato l’aveva ottenuto, quello di unire e far collaborare la maggioranza dei dojo della zona.

Forse le logiche sono altre, sono logiche che non comprendo e che, in fondo, non mi interessano. Così come non ci interessano (sono sicuro di parlare, su questo, a nome di tutti i miei compagni di dojo) le poltrone e la visibilità. Chi ci conosce anche solo un po’ lo sa benissimo.

La cosa che mi lascia l’amaro in bocca è che le modalità con cui la carica è stata assegnata tradiscono i principi stessi che dovrebbero reggere il suo operato.

Lasciatemi dire qualcosa anche in merito alle tensioni e alle contrapposizioni citate più volte dal Segretario.

A quei membri del Consiglio che secondo il Segretario conoscono bene la situazione delle nostre zone e che hanno potuto argomentare così efficacemente la scelta del candidato attuale, evidentemente sfugge qualcosa. Non esiste affatto una contrapposizione tra società (per lo meno per ciò che riguarda me e i miei compagni di dojo), ma esclusivamente contrapposizioni personali con alcuni soggetti il cui numero è inferiore al numero delle dita di una mano. Purtroppo il candidato designato è tra questi.

A questa lettera ne segue un’altra in cui il Segretario mi spiega sostanzialmente tre cose:

  • La scelta è stata presa in base ad una valutazione, da parte del Consiglio, della situazione presente nelle nostre zone. Questa è stata effettuata sulla base di riscontri da parte di terzi e di informazioni riportate: “non avendo un’esperienza diretta, ci basiamo su informazioni riportate” (confermo che nessuno ha mai richiesto ai diretti interessati notizie o informazioni sulle vicende a cui si allude).
  • ricontrollando bene la email si è accorto che le preferenze sono in parità 3 a 3, ma non esclude che una quarta mail sia stata dirottata tra gli spam: “questo non esclude la presenza di una quarta candidatura come lei sosteneva – potrebbe essere stata dirottata nelle spam – purtroppo mi è già accaduto”. (per la cronaca io ho, in copia, le email inviate da tutti i dojo)
  • infine specifica che il coordinatore non deve avere competenze tecniche, non è una figura prevista dallo Statuto, che può essere eletto “senza requisiti di sorta” e che durerà in carica al massimo per 12 mesi.

In pratica gli elementi che hanno deciso l’attuale coordinatore interregionale di Umbria, Marche e Abruzzo sono il filtro antispam della casella di posta del Segretario Federale e voci di corridoio sulla situazione presente in quelle zone.

L’importante è saperlo.

Giulio Gabbianelli

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