Kendo nelle Marche

Shozo Kato Sensei ed il 7° Trofeo dell’Adriatico

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Prima d’iniziare a leggere questo resoconto suggeriamo di riprendere l’intervista che Kato Sensei ci ha gentilmente concesso cliccando il seguente link.

https://kendonellemarche.wordpress.com/2015/02/02/intervista-shozo-kato-sensei/

Vi aiuterà a comprendere quello che umilmente cercheremo di raccontare riguardo il weekend appena trascorso.

Proprio per accogliere questa straordinaria presenza, per l’organizzazione dell’edizione di quest’anno abbiamo lavorato con ancora più anticipo degli scorsi anni, spinti dal desiderio di fare sempre meglio.

Abbiamo attivato una serie di collaboratori, perchè una delle cose che amiamo di più e fare rete tra varie realtà. Quindi grazie a The Garage Creative Studio per il flyer dell’evento, ad Alessandro Brugnettini per le fotografie che vi faremo vedere a breve, a Munedaiko per la bellissima esibizione di Taiko, a Stefano Mancini per le riprese video che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Ovviamente anche la presenza di Kato Sensei non è solo merito nostro, anzi…

Il Maestro è arrivato in Italia grazie al nostro invito ed a quello dei dojo Mugen Kendo Como e Musoken Milano. In questa settimana è stato ospite poi dei dojo Kyumeikan Monza , Alser kendo Club Milano e Shumpukan Milano.

Grazie alla disponibilità di Kato Sensei e dei nostri cari amici Stefano Betti e Salvatore Bellisai abbiamo avuto modo di poter avere il Maestro già da venerdì sera, allenamento nel quale siamo stati introdotti al tema che avrebbe poi affrontato più in dettaglio nella mattinata di sabato, il Reigi. Al termine della lezione abbiamo avuto l’occasione di fare jigeiko.

La presenza nella giornata di sabato di un altro amico come Dado Brivio che si è proposto come traduttore, ha fatto sì che il Maestro Kato abbia potuto esprimere al meglio il concetto di “etichetta”; non una semplice formalità ma qualcosa che va coltivato, mantenuto e preservato.

Un approccio severo prima di tutto con se stessi.

Avere il massimo rispetto dell’altro proprio mostrando il meglio di sè. Prima di praticare quindi con un grande spirito ed un’eccellente tecnica, dobbiamo preoccuparci di aver cura della forma, affinché questa diventi sostanza. E’ il primo mattone della nostra casa.

I nostri piedi, il nostro ombelico, il nostro sguardo ed il nostro cuore devono rivolgersi al compagno che abbiamo di fronte a noi, manifestando il massimo della lealtà possibile. E tutto ciò ha inizio dal primo contatto con l’altro, ossia nel saluto. Profonda attenzione quindi a questo aspetto per poi avvicinarci all’uso della spada, nel nostro caso rappresentata dallo shinai.

Al fine di non perdere quanto spiegato precedentemente, Kato Sensei ha optato per i suburi in sankyodo e poi in ikkyodo. Non avere fretta di sprigionare la forza senz’avere il pieno controllo di ciò che si sta facendo. Non pensare che i suburi siano esercizi di riscaldamento. Kato Sensei ci ha confermato quanto già detto nell’intervista. Una pratica piena di determinazione nel suburi è fondamentale per fare crescere il proprio kendo.

Il considerare i piedi posizionati su due binari dovrebbe aiutare a non perderci.

Cercare di pensare che ai lati di quei due binari ci sia un burrone, e per rimanere in vita esista un solo modo, quello di comunicare con il nostro compagno.

Durante tutto l’intero weekend la percezione di quanto il maestro Kato sia fedele ai principi del bushido è aumentata sempre di più.

Spesso, ci ha riportato il Maestro, in shiai anche di altissimo livello come gli All Japan Kendo Championship, i senshu hanno quasi paura di comunicare con l’avversario, facendo così prevalere la pressione agonistica ed il timore di essere colpiti. Il risultato poi, è che la tecnica e la velocità prendono il sopravvento su tutto ciò per cui si dovrebbe praticare il kendo. Di fatto, non è una buona pratica se per ottenere un ippon siamo costretti ad ingannare il nostro avversario con finte o escamotage del genere. Ne va anche del nostro onore.

Purtroppo concetti così profondi non si assimilano in un weekend, ed infatti a detta del Maestro Kato, soprattutto durante la competizione del “Trofeo dell’Adriatico”, non ha visto quasi nessuno mettere immediatamente ed agevolmente in pratica quanto illustrato la mattina. Questo a conferma di quanto sia importante il lavoro costante ed esigente nel dojo.

Terminata la mattinata ci apprestiamo all’Enbu Taikai introdotto e chiuso come lo scorso anno dal taiko di Mugen Yahiro, che questa volta si è esibito con altri due musicisti sotto il nome di Munedaiko.

Sempre interessante poter osservare il kendo di chi ha più esperienza di noi, e ringraziamo quindi a nome degli oltre 100 presenti, tutti gli insegnanti per la disponibilità dimostrata nel prendere parte a questa sezione del programma.

I tabelloni delle competizioni individuali ed a squadre, hanno subito alcune modifiche causa defezioni dell’ultimo minuto, ma per certi versi è stata quasi una fortuna se si considera che per concludere tutti gli incontri siamo arrivati oltre le 19 di sera!

Desideriamo a tal proposito ringraziare davvero di cuore tutti gli arbitri per l’enorme lavoro svolto nel valutare al meglio tutte le ragazze ed i ragazzi che si sono messi in gioco durante il pomeriggio di sabato. Vi siamo davvero grati e riconoscenti.

Al termine della competizione abbiamo poi provveduto a consegnare ai vincitori le bellissime medaglie e trofei realizzati artigianalmente dalla nostra Raffaella Ugoccioni. Le magnifiche opere realizzate da Raffaella sono in piena sintonia con lo spirito del “Trofeo dell’Adriatico”, un evento pensato prima di tutto per le persone.

In poco tempo raggiungiamo il Park Hotel di Cattolica per il sayonara party. Bellissimo clima tra i partecipanti, con Kato Sensei in splendida forma che anima la serata incoraggiando i vincitori della competizione a scolarsi bicchieri di vino con tanto d’incitamento di tutti i presenti!!

In perfetto stile Daini-dojo la serata scorre via veloce, ma domani ci attende un’altra sessione di seminario, e quindi rientriamo a casa anche per scaricare la tensione dell’intera giornata.

Se nella giornata di sabato abbiamo curato il reigi e le basi, per la parte di seminario di domenica mattina Kato Sensei ci dona una lezione sui vari waza davvero impressionante.

Concetti che abbiamo sentito anche da altri insegnanti, trovano un’efficacia incredibile nelle parole e nei gesti tecnici di Shozo Kato Sensei che arrivano dritti al cuore. Dal basso della nostra esperienza non sappiamo se la capacità di trasmettere un taglio così netto ed inequivocabile sia dovuta anche alla pratica dello iaido dove il Maestro è 7°dan kyoshi, ma resta il fatto che Kato Sensei impiega lo shinai a tutti gli effetti come fosse una katana. L’attenzione che il Maestro pone sul non danneggiare lo shinai pensandolo come se fosse una spada vera, costringe a dover cercare una fluidità nei movimenti dei polsi e delle braccia in generale, che trova giovamento poi anche nel resto del corpo.

Nelle tecniche di oji-waza viene messa nuovamente in risalto l’importanza di avere un contatto non solo fisico con il nostro compagno, ma anche spirituale. Raccogliere l’energia partendo dall’osservare, ad avere una posizione del corpo solida portando infine quanta più energia nell’hara, e solo poi preoccuparsi di quale tecnica impiegare.

Forte della sua esperienza come arbitro dei campionati del mondo Kato Sensei ha poi spiegato del perchè in alcune foto ad altissima risoluzione vediamo il piede ancora sollevato quando il mono-uchi è già a contatto col men. Il taglio termina appena sotto l’orecchio e non sopra il men, ecco quindi perchè il piede è spesso a 10 centimetri da terra quando vengono scattate foto del genere! Il fumikomi in quella frazione di secondo non è ancora completato.

Altra interessante nozione è sulle varie posizione del mono-uchi in funzione della tecnica utilizzata.

Il colpo sul men ad esempio, in men-suriage-men è più profondo che su men-debana-men. Lo stesso vale ad esempio per men-kaeshi-do che ha una distanza minore rispetto al men-nuki-do e come tale va valutata da parte degli arbitri.

Il seminario si è chiuso con quasi un’ora e mezza di keiko libero dove il Maestro ha potuto incrociare la sua shinai con tutti i presenti, anche con chi usa il bogu da poche settimane.

Prima di lasciarci per il saluto finale il Maestro ha suggerito a tutti di non cercare di usare tecniche particolari od avanzate con gradi alti, ma di concentrarsi prevalentemente su stabilire un contatto usando il proprio ki ed il kensen del proprio shinai.

Siamo profondamente orgogliosi ma soprattutto onorati d’aver potuto ospitare il M°Kato, ed avere preso contatto con lui per futuri appuntamenti ancora da definire. E’ stato un seminario molto profondo di cui faremo tesoro affinché i suoi insegnamenti non siano stati vani.

Shozo Kato Kendo Pesaro

Vogliamo infine ringraziare tutte le persone che sono venute a Gradara per la prima volta dandoci fiducia, ed anche quelle che sono tornate.

Ringraziamo di cuore tutte le persone che, anche se non in perfetta forma fisica, non hanno comunque voluto saltare l’appuntamento e quelli che ci hanno dato una mano affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi.

Solo grazie a queste persone ed a questo modo di vivere l’evento, il “Trofeo dell’Adriatico” è il… “Trofeo dell’Adriatico”! 

Rimanete sintonizzati per foto e video!

Per chi fosse interessato ai risultati del Trofeo segnaliamo questo link sul sito ufficiale ell’evento. 😉

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Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

3 thoughts on “Shozo Kato Sensei ed il 7° Trofeo dell’Adriatico

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