Kendo nelle Marche

13 EJC – Torino

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Gli Europei di Jodo a Torino: kendoka siete tutti invitati

Praticato da uno manipolo di iscritti CIK, che spesso si confonde nel vasto mare dei kendoka e iaidoka italiani, il Jodo permane in Italia, persistente come l’onda di Hokusai. Perché il Jodo in Italia, come una grande onda, ha i momenti in cui si erge e travolge, per poi ritornare nel vasto mare indaco del Kendo.

Eppure il Jodo ha trovato nel Mondo e in particolare in Europa una sorta rinascita che lo ha visto crescere e diffondersi in tutti questi anni. Una prova di questa crescita fu la separazione degli Europei di Jodo da quelli di Iaido (una volta si organizzavano insieme, basti ricordare Bologna 2005), per non parlare della miriade di eventi federali e privati che popolano i calendari di tutte le federazioni europee.

Il Jodo ha dunque conquistato una sua autonomia in Europa e anche in Italia. Quest’anno ospiteremo il 13° Campionato Europeo a Torino. Oltre a presentare una Nazionale al completo (2 selezionati per tutte le categorie, mudan-godan) il settore arbitrale sarà composto anche da due Godan italiani.

Il Campionato Europeo di Jodo vedrà gli atleti competere nell’esecuzione di kata che fanno parte dello ZNKR Jodo, una volta chiamato Seitei Jo. Il Jodo Federale, come per lo Iai Federale, consiste in 12 forme, realizzate con finalità didattica allo scopo di formare i corretti fondamentali per lo studio delle forme successive (koryu). A differenza dello Iaido, in cui ad un certo grado si assiste all’esecuzione di kata sia Seitei sia Koryu, nel Jodo si esegue soltanto ZNKR Jodo indipendentemente dai gradi, sia in gara che in esame.

Jodo si pratica in coppia: Bokuto contro Jo. In gara due coppie (una coppia nello shiaijo bianco, l’altra nello shiaijo rosso)  andranno ad eseguire le stesse forme . Attorno a loro, seduti  a formare un triangolo, gli arbitri. La vittoria o la sconfitta sono determinate secondo le stesse logiche dello Iaido, ovvero il rispetto di tutti quei punti tecnici che portano alla corretta esecuzione dei kata. Ma a differenza dello Iaido, non vi è un tempo limite.

Nel Kendo abbiamo i kendo-no-kata, una delle pratiche più sottovalutate dai kendoka di tutto il Mondo. Nello Iaido abbiamo degli assoli di tecnica. Nel Jodo, sebbene da una parte manchi l’effettivo confronto, dall’altra lo studio in coppia di un kata fatto in un certo livello e con una certa intensità, porta ad una consapevolezza tecnica completa in termini di distanza, ritmo, postura, movimento del corpo.

Qualche anno fa sulla rivista KI (numero 26) fu pubblicato un piccolo contributo di Louis Vitalis VII dan Kendo, VII dan Iaido, VII dan Jodo sulla relazione tra kendo e jodo. Vitalis Sensei, andando come sempre dritto al punto, spiega:

“Cosa c’è da apprendere per i praticanti di Kendo?

Tai atari. Alcuni principi di tai atari del Jodo possono essere usati nel Kendo.

Tai sabaki a sinistra e destra. Molti praticanti di Kendo sanno solo come spostarsi avanti e  indietro, ma non hanno una buona qualità degli spostamenti verso destra e sinistra, o in diagonale. Questo è qualcosa che essi possono sicuramente imparare dal Jodo.

Movimenti delle mani. Il Kendo è in questo molto limitato, poiché la mano destra è sempre davanti alla sinistra. Nel Jodo si impara a colpire sia con la mano destra davanti che con la sinistra. E’ un metodo molto efficace per migliorare la coordinazione.

Colpire la spada. La tecnica di colpire la spada dell’avversario, tipica del Jodo, può essere usata nel Kendo. Se uso questa tecnica, posso rimuovere lo shinai dalle mani del mio avversario molto facilmente, e colpire subito dopo.

Usare le antiche tecniche. Il Kendo moderno e i suoi kata sono molto limitati tecnicamente.  Nel Jodo non c’è il bogu, quindi si apprende come controllare la propria arma, dove e come attaccare l’avversario, in un modo diverso dal Kendo.

Tutto questo vi renderà un budoka molto più completo!” 

A proposito di tai sabaki: qualcuno si ricorda gli esercizi di Ashi Sabaki di Murata Sensei durante il famoso seminario condotto dai soli 7° dan Italiani?

Il Jodo, come il Kendo e lo Iaido, rappresenta un patrimonio tecnico, storico e culturale inestimabile e degno di essere salvaguardato, ma soprattutto, praticato. L’Europeo di Torino sarà un’occasione preziosa per tutti i praticanti CIK per assistere al meglio che l’intera comunità del Jodo europeo ha da offrire e , perché no, per sostenere la vostra Nazionale Italiana di Jodo.

Ci vediamo a Torino

Ganbatte

Vincenzo Caruso
Team Manager

Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

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