Kendo nelle Marche

Intervista a Gianfranco Moretti – 1° parte

4 commenti

  English version

Oggi abbiamo il piacere di ospitare su questo blog Gianfranco Moretti, attuale Presidente della nostra federazione, che ringraziamo sinceramente per la disponibilità dimostrataci.

Le domande che leggerete sono il frutto del nostro approccio al kendo ed alla sua divulgazione; abbiamo chiesto infatti ai nostri collaboratori quali curiosità volevano soddisfare grazie alla disponibilità del Presidente Moretti;  queste sono state raggruppate nella migliore sintesi possibile di un lavoro collettivo.

Grazie quindi a tutti voi che avete contribuito ;-).

*** *** ***

K.N.M.: Partiamo dal recentissimo successo degli Europei 2014! L’Italia non è nuova nel portare i suoi atleti in zona medaglie, soprattutto nell’ultimo decennio. Ma da quel che leggiamo nel’albo presente a questo link, non era mai successo di vincere la medaglia d’oro nella competizione a squadre. Ci siamo rifatti delle 25 edizioni passate “bissando” sia nel torneo maschile che femminile!

Qual è stato il suo primissimo pensiero da Presidente della Federazione quando abbiamo vinto la prima medaglia a squadre femminile e quale invece dopo il bis dei ragazzi?

G.M.: Quando un risultato si raggiunge per la prima volta come giustamente sottolineate, si può parlare effettivamente di “risultato storico” senza essere smentiti.
Eravamo partiti in sordina e, almeno con le femmine, non eravamo i favoriti, quindi alla prima vittoria, macinata con pazienza incontro dopo incontro, pur essendo consapevole della loro forza, oltre alla gioia vi è stato anche un piacevole senso di sorpresa come quando si riceve un regalo inaspettato. I giorni seguenti invece, forti proprio del risultato femminile e del riconoscimento del fighting spirit al nostro juniores, i risultati ci hanno fatto gioire ma eravamo più consapevoli di poterli raggiungere e quindi un piacere diverso, come quando ti arriva una ricompensa che tu giudichi giusta e meritata.

credits – CIK

K.N.M.: Quali sono stati gli ingredienti che hanno portato a questo successo e che in passato secondo lei sono mancati?

G.M.: Non vi sono mancanze passate o ingredienti misteriosi altrimenti sarebbe troppo semplice.
Le gare singolarmente si svolgono in una giornata, in questa giornata occorrono una serie di congiunzioni astrali che vanno dall’essere in perfetta forma fisica ad avere un buon sorteggio, ad essere ben arbitrato ecc. ecc. Altri anni siamo stati ad un passo dalla vittoria a squadre ma, evidentemente, qualche situazione non si era volta a nostro favore come spesso può capitare.

K.N.M.: In che misura ha contribuito al risultato dei 26° EKC il nuovo metodo di “scrematura” della rosa adottato nell’ultimo periodo?

G.M.: Credo che il nostro staff tecnico abbia lavorato al meglio, sulla scrematura non entrerei nel merito perché, in particolare quest’anno, ho potuto presenziare ad un solo allenamento, peraltro condotto oltre che da Walter Pomero anche dal maestro Masahiro Koyama, grande amico della CIK.
Certo sono sicuro che lo staff tecnico non si siederà sugli allori ma per il prossimo anno dei Campionati Mondiali a Tokyo sta già pensando a nuove tipologie di allenamento per raggiungere altri storici risultati . (durante gli europei l’Italia ha trovato il tempo di allenarsi anche con la squadra USA al completo che ormai, posso dire si è gemellata con noi)

credits - Fabrizio Mandia

credits – Fabrizio Mandia

K.N.M.: Scendiamo vertiginosamente dai Campionati Europei e caliamoci verso le piccole realtà di provincia. Che suggerimenti si sente di dare ai dojo, soprattutto quelli meno strutturati, per poter “capitalizzare” quest’importantissimo risultato ai Campionati Europei per avvicinare nuovi praticanti?

G.M.: Come Federazione cercheremo di dare il maggior risalto mediatico possibile a questo evento anche se, come sappiamo, gli sport più in voga sono altri…
Quello che può forse interessare ed attrarre i praticanti è il sapere che la CIKè un’eccellenza europea in termini di organizzazione, di tecnica e soprattutto di “cuore.”

K.N.M.: L’Italia è tra le prime nazioni in Europa e non solo dal punto di vista agonistico. Nonostante ciò, il livello di visibilità sui media tradizionali e non, è abbastanza limitato. E’ una scelta voluta quella di non “confondersi” con sport più popolari così da mantenere un approccio più marziale possibile alla disciplina?

G.M.: Abbiamo da poco rinnovato il contratto con Rai Sport ed anche loro ci chiedono meno agonismo e più arte marziale intesa come filosofia e cultura: vedremo di accontentarli. Come primo appuntamento li porteremo direttamente al Kyoto Taikai per realizzare un importante e, speriamo , interessantissimo “speciale”.

K.N.M.: Nel nostro piccolo, come dojo privato, abbiamo cercato di allacciare rapporti con alcune strutture scolastiche ma l’impresa è davvero ardua. Le Scuole oltre ad avere risorse ridottissime, spesso privilegiano sport di massa, o comunque più conosciuti. Crede che un coordinamento a livello nazionale, se non addirittura un progetto mirato per promuovere il Kendo negli istituti scolastici, possa essere un veicolo efficace per divulgare la nostra amata arte marziale?

G.M.: Abbiamo persone che al nostro interno cercano di portare avanti un progetto scuola che possa essere poi utilizzato da tutti i dojo interessati, appena ci saranno notizie le divulgheremo.

K.N.M.: Usciamo un attimo dal ruolo federale che ricopre per trattare il suo rapporto con il Kendo. Quando ha iniziato ad avvicinarsi a questa disciplina e cosa l’ha spinta ad impugnare la shinai?

G.M.: Ero un judoka fin dalla tenera età e nel 1978 ho iniziato a praticare con il Maestro Kentaro Miyazaki all’epoca quinto dan; da allora non ho più smesso.

8 wkc kendo 1991 italy

K.N.M.: Com’è cambiato il suo approccio al Kendo nel corso degli anni?

G.M.: Vi sono state tante evoluzioni, al momento sto cercando di studiare il kendo delle persone anziane anche perché comincia a riguardare anche me. Sono molto interessato a conoscere i segreti di questi Maestri che anche in età pensionabile continuano a praticare con intensità ed efficacia straordinarie anche con la normale ed irreversibile diminuzione della forza fisica.
E’ su questo punto , credo , che si delinea più chiaramente la demarcazione tra sport ed arte marziale.

Rimanete sintonizzati per la 2° parte

Annunci

Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

4 thoughts on “Intervista a Gianfranco Moretti – 1° parte

  1. Pingback: Intervista a Gianfranco Moretti – 2° ed ultima parte | Kendo nelle Marche

  2. Pingback: Lo Stage CIK | Kendo nelle Marche

  3. Pingback: “Kendo – La via della spada” di Franco Sarra |

  4. Pingback: Kangeiko 2015 ed esami fino al 5°dan |

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...