Kendo nelle Marche

Turchia

7 commenti

Durante la lezione speciale tenutasi a Fano qualche settimana nel nostro nuovo dojo Ikendenshin, abbiamo stretto con Mimi Erşen una bellissima collaborazione per il blog.

Come sicuramente molti di voi sapranno, visto che avete proprio con lei incrociate la shinai, Mimi ha visitato per oltre un mese una buona parte dei dojo di kendo italiani.

L’idea che intendiamo sviluppare con lei per questo progetto, consiste nel raccontare in una o più puntate il suo viaggio, tra kendo e amicizia.

Sarà sicuramente un bellissimo modo per vederci da fuori che darà a tutti noi degli spunti di riflessione, oltre che ovviamente rafforzare la collaborazione ed in taluni casi una sincera amicizia tra praticanti.

Tra poche ore avrà inizio il Kendo Summer Camp proprio in Turchia!

Cogliamo l’occasione per augurare a Livio, Tomaso, Bernardo, Christian e tutti i ragazzi turchi buon divertimento! 😉

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Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

7 thoughts on “Turchia

  1. Grandissimo Livio Sensei.
    Complimenti a tutti per la lodevole iniziativa.
    Peccato non esserci.

  2. Oggi (28/07) sono stato a Cremona per lo stage di Lancini Sensei. Bello, bello, e che caldo! 🙂

    • Avevamo degli impegni inderogabili, tra cui il matrimonio di mio fratello. Sarà per la prossima. Bravi voi! 😉

      • Il caldo era mortale 🙂
        Praticamente abbiamo fatto sochugeiko 😉

        Highlights dello stage (x me):
        1) Un esercizio molto bello proposto da Lancini sensei, che consiste nel colpire la tsukagashira dello shinai di motodachi (che lo tiene in mano al contrario) con il proprio kissaki, in modo da allenarsi a colpire con estrema precisione.
        2) Ho fatto jigeiko con due kenshi che combattevano in nito! Non mi era mai capitato di poter combattere contro un “nitoka”, e quindi non mi sono fatto sfuggire l’occasione 🙂

      • Riguardo al punto 1. Colpire come? Tsuki?

  3. Motodachi regge lo shinai (con la punta verso il basso) a braccia tese (e con le mani sotto la tsuba) all’altezza degli occhi, come se reggesse una candela. L’altro si muove come se attaccasse men e colpisce la tsukagashira (solo con il kissaki) come se cercasse di piantare un chiodo. Spero di essermi spiegato 🙂

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