Kendo nelle Marche

Stage Yutaka Asami – 8° Dan a Ravenna

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Stentavamo a crederci quando qualche mese fa tramite invito di Daniele Ballardini su Facebook veniamo a sapere che Yutaka Asami sarebbe venuto a tenere uno stage a Ravenna a due passi da casa nostra. Personalmente il giorno dopo l’ unico pensiero era quello di prendere i 2 giorni liberi al lavoro per non rischiare, no perchè c’è anche qualche sfigato che lavora nei weekend.
Organizziamo la macchinata io, Alessio e Roberto e partiamo da Cattolica alla volta di Ravenna, il luogo dell’ evento è Il villaggio del Fanciullo una bellissima struttura polifunzionale con una palestra mozzafiato, un discreto parquet e ciliegina sulla torta porte aperte tutto intorno, aerazione garantita (e zanzare :P), cosa che ci ha fatto tirare un discreto sospiro di sollievo date le 3 ore di pratica che stavamo per intraprendere.

Iniziamo riscaldamento e suburi col nostro amico Stefano Betti e Luigi Rigolio,  poi si parte con lo stage, c’è sempre un minimo di tensione prima di un evento del genere, soprattutto quando si parla di 8° Dan, per noi che lo incontravamo per la prima volta, l’ atmosfera viene smorzata subito quando ci chiama in cerchio attorno a lui creando da subito un piacevole clima confidenziale, ci ha parlato del terremoto e del kendo, dei dojo delle scuole sulla costa distrutti dallo tsnuami, l’ università di Iwate ove insegna Asami Sensei, ha ospitato molti studenti di queste scuole, i quali hanno ricevuto recentemente una visita di Teramoto Sensei per una lezione.

Così inizia il nostro seminario, Asami ci mostra orgoglioso sulla sua macchinetta fotografica le foto della suddetta lezione (foto che ritroveremo in album su Facebook sul profilo di Asami) dalle quali scaturiranno tre preziosi consigli per i presenti e fonte di ispirazione per l’ inizio dello stage.
Lo svolgimento è veramente piacevole e molto didattico, di ogni esercizio ne son state proposte tre varianti in base al loro livello, per fare un esempio con un men, di come viene eseguito da un principiante, da un praticante di livello medio e di uno di alto livello, il tutto intervallato da esaustive speigazioni.
Questo per le prime due ore, in seguito jigeiko libero, un prezioso consiglio, questa volta di Rigolio, mai mettersi in fila più di 2/3 persone di fronte al maestro, cito testualmente: “Se no si incazza”, infatti durante la pratica l’ ho visto diverse volte interrompersi durante il suo keiko per spezzare la fila ed invitare i praticanti a confrontarsi anche con gli altri alti dan presenti.
A fine jigeiko, della serie “noi italiani ci facciamo sempre riconoscere” rimprovero generale del Maestro, nonostante gli anni di pratica c’è sempre qualcuno che non capisce quanto sia maleducato levarsi il men prima (e senza permesso) del Maestro, cosa che regolarmente accade (purtroppo) a ogni stage.

Il mattino seguente, sveglia prestissimo e si riparte alla volta di Ravenna, unica cosa sostituiamo Gabriele con Alessio, la domenica si parte con un impostazione simile a quella del sabato, esercizi su tre livelli, alcuni di questi davvero interessanti, mi sbilancerei nel definirli “esercizi per la lettura nel pensiero” a scriverlo qui fa sorridere, ma a praticarlo son cose che hanno un loro perchè, dopo due ore di pratica è tornato il momento del jigeiko, ma senza spazio per lavativi che si imboscano in chilometriche file o scostumati che si levano il men, mawari-geiko! Gli otto dan più elevati chiaramente assieme al Maestro in fila e tutti i praticanti in file regolari a fare pratica con tutti, alla fine ci siamo fatti da parte ci siamo goduti del sano e istruttivo mitori-geiko.

Davvero una bella esperienza, per noi il valore aggiunto di essere davvero vicini a casa, un sentito ringraziamento a Yutaka Asami per la bellissima esperienza e soprattuto a Daniele Ballardini e Giovanni fresa dell’ EKK Ravenna per averlo organizzato.

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6 thoughts on “Stage Yutaka Asami – 8° Dan a Ravenna

  1. Yutaka Asami è il migliore dei mestri giapponesi con cui ho avuto a che fare. E’ il più ‘umano’ e sensibile senza nulla togliere alla potenza del suo kendo, sa cogliere le sfumature e fa osservazioni dirette agli interessati (dando quindi un vero feedback) e non generiche e meno recepibili.
    Per quanto riguarda le osservazioni del Maestro sul jigeiko libero, ovvero mai mettersi in fila più di 2/3 persone di fronte al maestro, lo trovo più che giusto e apprezzo che finalmente qualcuno si sia posto il problema.
    Questo è uno dei motivi per cui non partecipo più agli stage di kendo: l’assoluta mancanza di rispetto verso gli altri compagni praticanti durante il jigeiko libero.

    • Ciao, partecipare a stage, mantenersi aggiornati, evolvere attraverso la pratica con gli altri, è assolutamente fondamentale. Almeno per me… Piuttosto, occorrebbe divulgare questo modo di praticare invece che “arrendersi” alla “mancanza di rispetto”, no? 😉

  2. A me è piaciuto il suo metodo didattico. A volte anche troppo didascalico ma molto efficace. Come sempre i compagni di pratica non sono di “contorno” ma importanti colonne per allenarsi ed e’ bello conoscere o rincontrare nuovi amici.
    Ho letto tra le righe che dobbiamo crescere non solo nel kendo inteso come “bastonata” ma proprio come organizzazione dello studio, dell’allenamento. Quindi quella disciplina che viene prima del kendo.
    Infatti il Mestro ci ha spiegato piu’ di una volta in modo MOLTO semplice delle cose basilari che forse avremmo dovuto gia’ sapere a menadito. Per esempio come si fa la fila nel mawarigeiko, che non ci si toglie il men prima di lui e spesso dietro la sua gentilezza ci spronava a scrivere gli esercizi fatti per futura memoria (alla luce del fatto che non ci ricordavamo tanto dei suoi ultimi insegnamenti).
    Quindi manteniamo la luce accesa sull’etichetta e sulle procedure piu’ efficaci per allenarci quando siamo in tanti perche’ ritengo che siano dei prerequisiti per imparare il kendo che ci piace… quello con la kappa maiuscola.

  3. Pingback: A Report on the Diffusion of Kendo in Italy « Kendo nelle Marche

  4. Sono molto felice che vi sia piaciuto lo stage , invitandovi già da ora al prossimo
    Un cordiale abbraccio
    Daniele Ballardini

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