Kendo nelle Marche

La guardia jodan – mini kit

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Abbiamo trattato diverse volte la guardia jodan attraverso interviste agli esponenti italiani più blasonati, attraverso video in grado di farci apprezzare l’imponenza e l’eleganza dei gesti. Per diverse ragioni e per periodi di tempo più o meno brevi, può accadere che ci si avvicini a questo modo di combattere. Ecco, grazie a kenshi247 un mini-kit per l’introduzione della guardia jodan nella pratica di tutti i giorni.

Questa non è una guida per l’apprendimento della guardia jodan, ma una guida per comprendere come inserire la pratica del jodan nella pratica del vostro dojo.

Si presume che già abbiate il consenso del vostro istruttore per praticare in guardia jodan il che ci consente di saltare l’argomento “perché praticare in jodan”. Presumo anche che siate abili nell’effettuare una certa varietà di waza in chudan. La guardia jodan non consente di avere la stessa varietà di waza che abbiano in chudan, per questo deve essere fatto un lavoro specifico. La lista qui di seguito è basata sulla mia esperienza maturata nel corso degli anni in un paio di dojo, attraverso allenamenti fatti con praticanti di differenti livelli.

Il numero dei praticanti di un dojo e il loro livello di esperienza influenza in modo decisivo la pratica. Nei dojo più piccoli e con kendoka di maggiore esperienza è più semplice praticare in jodan e lavorare sulle varianti dei waza. Se avete molti principianti è facile confonderli. Ci si potrebbe anche chiedere quanto trarremo beneficio dal praticare in jodan contro un principiante.

Kirikaeshi:

E’ il più importante esercizio di base per la guardia chudan e resta tale anche per la guardia jodan. Molto dipende da quanto è forte la vostra mano sinistra e da quanto esperti sono i vostri compagni, in ogni caso sarà bene conoscere alcune varianti.

Variante 1: katate-men, katate-sayumen. Questa pratica chiede molto ai vostri polsi ed ai vostri avambracci a meno che il vostro motodachi non sia istruito a ricevere i colpi in modo corretto.

Un buon motodachi vi lascerà colpire il proprio men o il sayumen o bloccherà il colpo in modo molto leggero con la propria shinai, in modo che il colpo possa arrivare a segno. Molti praticanti, specialmente quelli con meno esperienza bloccheranno il colpo completamente a volte spingendo addirittura in direzione contraria al vostro colpo. Questo rende il katate-sayumen estremamente faticoso da fare. Quindi a meno che conosciate bene il vostro motodachi (o l’abbiate istruito prima di praticare), sapendo quindi che vi lascerà colpire il proprio men, personalmente non raccomando questo tipo di kirikaeshi.

Variante 2: katate-men, morote-sayumen. I grandi men-uchi vengono portati come katate-men, ma i sayumen vengono eseguiti con l’uso di entrambe le mani e con il piede destro avanti. I movimenti della parte superiore del corpo dovrebbero essere familiari quindi concentratevi sul lavoro dei piedi.

Il kirikaeshi si riceve in chudan.

Men-uchi:

La cosa che salta subito all’occhio è che alcuni praticanti ricevono il men-uchi troppo vicini al proprio compagno. E’ necessario assicurarsi che le persone siano consapevoli della necessità di una distanza superiore. Questo è il più importante waza da apprendere. Se non siete capaci di minacciare il men con un attacco forte farete fatica a combattere in jodan. Quindi vi suggerisco, semmai doveste “sostituire” un waza che non può essere eseguito dalla guardia jodan, indirizzatevi sul men-uchi.

Il men-uchi si può ricevere sia in chudan che in jodan offendo il kote sinistro.

Kote-uchi:

E’ probabilmente il colpo più problematico per chi inizia a praticare in jodan, specialmente nei dojo più “schizzinosi”. Katate-kote sarà sempre portato con forza. State portando il colpo da molto più in alto del consueto con meno della metà della forza di solito a disposizione per fare tenouchi e il colpo sarà pesante e a volte impreciso. In ogni caso tirarsi indietro genererà cattive abitudini, quindi dovrete trovare il giusto bilanciamento tra il fare qualcosa che probabilmente farà male al vostro motodachi (a qualunque livello esso sia) e il prevenire cattive abitudini come ad esempio rallentare il colpo. La cosa dipenderà molto dal vostro dojo, ma in ogni caso sappiate che il problema esiste e se potete parlate col vostro motodachi regolandovi di conseguenza.

Il kote si può ricevere sia in chudan che in jodan. Le persone con maggiore esperienza non si lasceranno sfuggire l’occasione di portare i colpi contro un compagno in jodan, i meno esperti preferiranno probabilmente fare kote su una guardia chudan.

Do-uchi.

Katate-do non funziona. Anche contro un avversario compiacente è difficile trovare il giusto impatto e tagliare. Francamente non vedo il motivo di portare questo colpo. Al contrario, potrete sostituire il vostro do-uchi con lo gyaku-do. L’angolo è più naturale per la guardia jodan e diversi avversari alzeranno la loro parte destra per proteggere kote e men. Lasciando un’ampia apertura per lo gyaku-do. Potete poi uscire sia a destra che a sinistra, così come all’indietro e lateralmente.

Ricevete il do dalla guardia jodan incoraggiando i praticanti a colpire gyaku-do dal momento che si tratta della parte più facilmente esposta dalla guardia jodan.

Tsuki.

In teoria fare tsuki dalla guardia jodan è possibile, anche se alquanto difficile. Tendo a rimpiazzare questo colpo con un men o un kote-uchi o facendo tsuki dalla guardia chudan.

Un punto chiave per la guardia è allenarsi nel ricevere tsuki. E’ importante non indietreggiare quando si subisce un attacco di tsuki, ma imparare a goderselo e a portare addosso i lividi con orgoglio.

 

 

Ni/san-dan-waza:

E’ possible fare katate kote-men, ma richiede un motodachi opportunamente istruito e un polso molto forte. Al posto di questo preferisco fare sia morote-kote-men (avanzando col piede sinistro avanti) o morote-uchiotoshi-men. Potete usare questa come base per ogni combinazione. E’ proficuo praticare katate-kote-men a poco a poco, probabilmente potrebbe essere utilizzato più come esercizio per recuperare (da kamae) tra una serie di attacchi ed un’altra.

Questi waza si ricevono in chudan.

 

Oji-waza:

La selezione di oji-waza dalla guardia jodan è molto limitata. Ce ne sono altri oltre a quelli menzionati qui, ma questi sono più “trucchi per sorprendere l’avversario” che colpi da poter usare più volte.

Debana-men/kote. Katatate-debana-men dovrebbe essere il vostro pane. Debana-kote richiede molto più timing.

Nuki-men: molto simile a kote-nuki-men da chudan

Uchi-otoshi-men. Come l’avversario inizia l’attacco colpite il suo shinai abbassandolo e attaccate (morote) men in un’unico movimento.

La maggior parte degli altri oji waza semplicemente non sono attuabili dalla guardia jodan (kote-kaeshi-kote, suriage-men….)quindi suggerisco di sostituirli con quelli citati sopra o farli dalla guardia chudan.

 

Tricky-waza:

Chiamateli trucchi, finte, inganni. Considerando la prevedibilità dei katate-waza è importante avere una o due tecniche da poter usare per sorprendere il proprio avversario sguarnito. Se potete usufruire di una sessione di “pratica libera dei waza”, fate in modo che il vostro partner reagisca a queste più o meno in modo realistico.

Semete-men-morote-kote: spingetevi in modo deciso in avanti come per colpire katate-men (io di solito avanzo, ma potete utilizzare il fumikomi normale) e come il vostro avversario alza le braccia per parare colpite morote-kote.

Semete-kote-morote-men: spingetevi in avanti in modo deciso e abbassate leggermente la shinai in basso e a sinistra in direzione del kote avversario. Come questo accenna a parare colpite morote(yoko)-men.

Anche gyaku-do può essere effettuato in modo simile. Spingetevi avanti come per colpire men, appena l’avversario alza le braccia per parare colpite gyaku-do.

 

Hikiwaza:

Non ci sono specifici hikiwaza per la guardia jodan, ma se volete cimentarvi in shiai dovrete anche concentrarvi su questi colpi. La guardia jodan può essere difficile da battere, ma non così difficile da bloccare. Per questo potrebbe essere difficile crearsi le occasioni per attaccare. Specialmente in gare di squadra vedrete spesso i vostri avversari (se più deboli) rifugiarsi in tsubazeriai. (per la stessa ragione chi combatte in jodan spesso viene designato come chuken, perché questi kenshi funzionano bene come “stopper”).

 

Uchikomi/kakari-geiko:

Questo è per lo più una cosa che riguarda motodachi che deve far in modo di garantire una distanza superiore e che ci sia una piccola opportunità per colpire kote-men.

Nel kakari.geiko fate attenzione al tempo di recupero che deve essere abbastanza da consentire di riprendere il kamae (o leggermente meno).Ai-kakari-geiko è possibile ma chi è in chudan deve avere una certa esperienza per trarne vantaggio. Considerate di poter utilizzare la guardia chudan quando praticate con persone con poca esperienza.

Jigeiko:

L’etichetta varia a seconda del posto, ma di solito quando si pratica con persone che non si conoscono, si inizia in chudan. Quando avremo entrambi dato quello che potevamo dare, allora potrò creare un piccolo break, scusarmi col mio avversario e mettermi in guardia jodan. In magari-geiko a volte si combatte direttamente in jodan (questo significa che la pratica del chudan è stata produttiva e soddisfacente, niente è stato perduto).

Un’altra regola generale consiste nel non combattere in guardia jodan contro avversario inesperti specialmente se il livello di entrambi è minimo.

Anche molti praticanti anziani hanno poco interesse a combattere contro una guardia jodan e per quello che posso cerco di rispettare questa scelta. In ogni caso quando qualcuno chiama “ippon” allora utilizzo sempre il jodan.

 

Vi suggerisco di leggere l’eccellente articolo di Honda Sensei ‘Attitudes to Ji-geiko” .

Traduzione Giulio Gabbianelli

 

11 thoughts on “La guardia jodan – mini kit

  1. … a chi fosse sfuggita questa fantastica miniera di informazioni…
    http://www.hekisuikan.com/index.asp?pag=33

    Arigato gozaimashita Lorenzo Sensei 😀

  2. Pingback: Jodan Kirikaeshi | Kendo nelle Marche

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