Kendo nelle Marche

Dentro un Gemellaggio di Kendo

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Le cose da dire sono tantissime, e metterle in ordine non sarà semplice. Ci proviamo…

Era già da qualche mese che eravamo a conoscenza di questo evento ed aspettavamo con ansia di sapere le date per presentarsi pronti ed “in forma” evitando figuracce.

La “fortuna” ha voluto che per motivi logistici non abbiamo avuto la possibilità di prepararci a dovere e ci siamo presentati al primo allenamento quasi completamente arrugginiti.

Il viaggio con i compagni è sempre divertente e la curiosità in macchina per questo plotone di Kendoka agguerriti era davvero tanta.

Arriviamo e li troviamo davanti la palestra, scortati dal alcuni ragazzi del SeiShinKan! Il tempo di fare i complimenti a Silvia Roncati per il suo 4° dan ottenuto a Lubiana, salutiamo tutti, ci prepariamo ed entriamo nel luogo di pratica.

Ci riscaldiamo un po’ e poi viene chiamato il seiza, mokuso e….mentsuke!

Il M°Otsubo ci spiegherà che gli allenamenti di Martedì e Giovedì saranno strutturati con metà di kihon e metà jigeiko con tutti i Maestri della delegazione Giapponese ad eccezione di 2 che come vedremo saranno sempre, costantemente affianco ad i principianti senza bogu (un giorno capiranno che fortuna hanno avuto!!)

Gli 11 maestri erano posizionati mediamente ogni 2 kendoka e quindi avevamo sempre addosso 4 occhi, e che occhi!

Partiamo con Kirikaeshi, l’esercizio costante di tutta la settimana. Dopo una prima serie in cui il M° Otusbo ed i suoi assistenti ci osservano attentamente, veniamo interrotti e guidati ad uno studio minuzioso su ogni punto di questo fondamentale esercizio. Dal primo all’ultimo respiro…

All’interno della spiegazione vengono fatti cenni sull’evoluzione che ha avuto il Kirikaeshi, dall’Itto Ryu sino ai nostri giorni. Sono cenni molto interessanti che chiariscono alcuni dubbi sul modo in cui il Kendo si è evoluto negli ultimi anni e in quale la direzione si sta muovendo.

Sono tutti molto attenti ed il M°Otsubo non esita a ripetere alcuni concetti chiave per eseguire correttamente l’esercizio, concetti che sappiamo, ma mai abbastanza.

Il suo “Please come here” sarà un bel ricordo 🙂 .

Arriva inesorabilmente la metà dell’allenamento, momento in cui s’inizia il jigeiko con i Maestri che sono determinati a metterci sotto torchio.

Quello che noto subito è uno stile antico, o meglio ancora tradizionale. Fanno lavorare molto e nel farti sudare “7 kendogi” t’inculcano bene in testa il cosa stai facendo male. Il metodo migliore, fare, fare e fare.

Finito il jigeiko uchikomi geiko e poi kirikaeshi. Il colpo di grazia!! 😀

I visi rossi al termine della lezione mi rincuorano, non siamo solo noi che abbiamo accusato il colpo. Speriamo di essere più in forma per giovedì.

Doccia veloce, piadina romagnola (per modo di dire) e via a casa perché il giorno dopo si lavora!

Il giovedì arriviamo un po’ in ritardo a causa del maledetto traffico della tangenziale bolognese e quindi non possiamo nemmeno riscaldarci! Il comando di mentsuke arriva inesorabile…

Il fisico risponde bene e sono felice come un bimbo a Natale! La sequenza è sulla falsa riga di martedì ma con maggiore attenzione sull’importanza di tecniche grandi. Il concetto è che se impari a muoverti con tecniche ampie, passare a quelle più piccole e veloci è molto semplice.

Messaggio ricevuto! Lavoriamo, tanto e credo bene. Lo sento nell’aria, dall’armonia che c’è tra kendoka e maestri. Qualche cenno dei maestri tra una tecnica e l’altra danno la sensazione di essere “coccolati”. E’ una sensazione davvero piacevole.

L’argomento Kirikaeshi è ancora più approfondito. Ci viene spiegato come fare motodachi e kakarite in base al livello dei praticanti.

Suggerimenti rivolti soprattutto a chi ha l’onere e l’onore dell’insegnamento, della divulgazione del Kendo. Il richiamo al kiriotoshi addirittura nelle parte per gli avanzati m’illumina.

Nell’Ono-ha-Itto-Ryu che ho appena iniziato a praticare, il kiriotoshi è una tecnica fondamentale. Il fatto di fare men grandi è proprio sintomo di un certo tipo di scuola e la cosa m’entusiasma non poco. E’ come veder chiudersi lentamente un cerchio e la comprensione di quello che hai fatto finora solo come esercizio, prende le sembianze di qualcosa di incredibilmente concreto, con radici ben più profonde.

C’è spazio per lo studio del Seme sia per Men che per tecniche doppie come Kote-Men, concentrando maggior attenzione sull’ashisabaki.

Jigeiko e come martedì uchikomi-geiko e kirikaeshi. Credo che useremo in modo definitivo questo modo di chiudere l’allenamento…

Siamo stanchi ma appagati! Massimo (Rizzioli), che avevamo perso martedì dopo l’allenamento sarà invece dei nostri assieme a Manuel (Rigobello) per gustarci una piadina post allenamento. Si chiacchiera amichevolmente e ci si saluta. Purtroppo non saranno dei nostri nel weekend.

Gli allenamenti infrasettimanali gentilmente offerti dal Seishinkan hanno trovato un affluenza importante, così come la giornata di sabato, giorno di stage vero e proprio.

Il messaggio di benvenuto di Satomi, moglie di Stefano Betti e fulcro di moltissima parte dell’organizzazione, ha reso subito l’idea dello spirito di questo evento, almeno per chi non ha potuto partecipare agli allenamenti di martedì e giovedì.

La giornata di sabato è stata caratterizzata dalla tecnica, ed anche qui i richiami alle tecniche base eseguite in modo ampio e l’importanza di avere una postura corretta in tutta la fase dell’azione sono stati i punti focali di tutta la mattinata.

Il pomeriggio, al quale purtroppo non ho potuto assistere, è stato invece dedicato ai kata, altra parte fondamentale del Kendo. I miei compagni mi hanno detto che anche in questa parte, l’aver addosso così tanti occhi esperti è stato oro colato per capire gli errori e migliorarsi.

La domenica mattina è stato toccato l’ultimo aspetto del kendo. Infatti, dopo lo studio con bogu e poi i kata, è stata la volta dello shiai con gruppi da 3 ed un Maestro come arbitro per ogni pool.

Chi perdeva andava nel gruppo affianco. Beh, più faccio shiai e più capisco quando un colpo è portato bene oppure no.

Alla faccia di chi pensa che lo shiai non è importante o addirittura non è vero Kendo!

Tanto tanto divertimento!!

Prima di terminare la pratica abbiamo seguito la sequenza jigeiko – uchikomi geiko – kirikaeshi.

La cerimonia di chiusura è stata bellissima!

Il messaggio dei Maestri di entrambi i dojo…

lo scambio di regali ed i ringraziamenti hanno raggiunto il cuore di ognuno di noi.

La gratitudine verso questi maestri ci ha spinto a fare un piccolo pensiero ad ognuno di loro, mogli e accompagnatori inclusi.

Speriamo abbiamo gradito almeno il pensiero perché veramente fatto col cuore.

Questo che avete letto è solo la parte “tecnica” del Gemellaggio, ma c’è molto molto altro dietro a questo scambio culturale…

L’idea è nata da G.Maccaferri che ha proposto ai suoi compagni di pratica di costruire un rapporto con un dojo giapponese. Da quel che sappiamo tutti sono stati entusiasti della cosa e tutti hanno contribuito al bellissimo risultato. Attenzione! Questa è pura condivisione, non semplice retorica. Trovarsi partecipi attivi ad una cosa del genere rafforza il gruppo, scatena entusiasmo e si cresce; si cresce assieme. L’idea era ottima, ma per realizzarla occorreva una serie di step non di poco conto. Pensate per ora alla scelta del dojo…

Stefano, grazie anche al M° Hirakawa che ha fornito i primi ragguagli, si è messo in contatto con il M°Otusbo che qualcuno come me forse avrà visto al Kangeiko del 2006 a Ferrara.

Scelto il dojo, occorreva però visitarlo e quindi nel Novembre del 2009 Stefano si è recato al Rakushikan per cinque giorni ed ha definito le linee di questo gemellaggio.

Nella inaugurazione del Gemellaggio c’è stato modo poi di fare una breve ma intensa presentazione del dojo Rakushikan. Pensate che alcuni dei Maestri che abbiamo potuto incontrare sono ex compagni di scuola! Il loro meraviglioso dojo ha una lunga tradizione che arriva sin dal padre del M°Otusbo, glorioso Kendoka 8°dan Hanshi del durissimo periodo nella 2° guerra mondiale. La storia ci dice che la sconfitta del Giappone venne pagata cara anche sotto il profilo delle arti marziali. Gli americani infatti imposero la chiusura di tutti i dojo e molti di essi, tra cui lo stesso Rakushikan, vennero “trasformati” in balera. Solo dopo vari anni venne riabilitato e ricostrutito come dojo dallo stesso padre del M° Otsubo e la pratica del Kendo ripresa a pieno regime. La bellezza di questo dojo è stata testimoniata anche dal M° Nakakura 9°dan che l’ha riconosciuto come uno dei più bei dojo dell’intero Giappone!!

Durante questa settimana abbiamo potuto scambiare qualche parola circa l’organizzazione e sono venuti fuori tanti aneddoti…

La meticolosità di Stefano la conoscevano già, ma per quest’evento si è superato così come i suoi ragazzi. Pensate che salvo alcuni casi in cui è stato fondamentale il supporto di amici kendoka locali, per evitare problemi, gli amici di Bologna sono andati personalmente a “testare” i luoghi che avrebbero potuto usare come soggiorno in giro per l’Italia come ad esempio per Venezia. Eh sì, perché la delegazione giapponese ha giustamente colto l’opportunità per visitare Bologna, Ferrara, Firenze e Venezia! E non si poteva rischiare di farli stare male!

Siamo certi che gestire 18 giapponesi a Venezia non è stata una passeggiata, ma alla fine il loro numero la domenica era lo stesso del martedì precedente quindi non è stato perso nessuno :-).

Oltre alla gestione logistica è stata data molta attenzione all’ospitabilità ed al sayonara party, per il quale occorrerebbe un articolo a sè! 🙂

Per l’occasione i ragazzi di Bologna hanno realizzato una bellissima targa con una poesia scritta da Filippo Baraldi, maglie commemorative, stampe di Bologna e tanti “piccoli” omaggi.

Insomma un grande lavoro molto apprezzato dall’intera delegazione giapponese.

Ma il top l’abbiamo visto in occasione del sayonara party durante abbiamo potuto ammirare una dimostrazione di shodo, esibizione del coro MiraiBo, giocolieri, danzatrici del ventre in un clima di festa molto divertente presso il Ristorante africano ADAL!

Non avevo mai visto una dimostrazione di Shodo e veder preparare con scrupolosa attenzione tutto il necessario, percepire la tensione del Maestro e soprattutto recepire il messaggio di amicizia che ci ha lanciato è stato davvero emozionante.

Eh sì, mentre nel primo ideogramma veniva indicato il messaggio di “fare seme con il ki e colpire con la tecnica” nel secondo il messaggio è stato molto più profondo. Il Maestro ha purtroppo dovuto combattere una dura malattia ed in quel periodo era tentato di buttare via tutto ciò che era legato al Kendo, forse dovuto alla rabbia… ma poi, superata la malattia, il suo modo di fare Kendo è mutato, ed il secondo messaggio di shodo era proprio “Fare Kendo con gioia” come se il Kendo l’avesse supportato in quei momenti difficili. Credeteci, era davvero emozionato…

Misteriosamente, mentre ci stavamo gustando la cucina africana, è entrata nella sala una danzatrice del ventre e l’attenzione dei Maestri è passata repentinamente dal cibo ai movimenti del bacino della ragazza.

Idea simpaticissima!!! 🙂

Un’altra piacevolissima sorpresa è stata l’esibizione del coro MiraiBo diretto da Satomi! Bravi!


Prima di salutare tutti, abbiamo ricevuto in regalo da tutta la delegazione alcuni omaggi caratteristici giapponesi…meraviglioso!!! 🙂

Che dire… conserveremo quest’esperienza praticando al massimo delle nostre energie, facendo nostro quello che i Maestri hanno voluto insegnarci, anche con il bel regalo fatto a fine seminario al Dojo che li ha ospitati…

Non osiamo immaginare che razza di ospitalità attenda il prossimo anno al Seishinkan quando si recherà in Giappone per contraccambiare la visita….

Non esitate ad inviarci attraverso i nostri contatti altro materiale video o fotografico da poter condividere per raccontare sempre meglio questo evento.

Grazie mille!!

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Autore: Ikendenshin - Kendo Pesaro

Scuola di Kendo a Pesaro (Pesaro Urbino) - www.kendopesaro.it

9 thoughts on “Dentro un Gemellaggio di Kendo

  1. Grazie mille. Siete stati carinissimi confronte giapponesi e tutti noi di seishinkan e satomi.
    E’ antato tutto bene come volevamo. Mi sono sentita appagata quando ho letto vostro sito. Grazie. Satomi

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