Kendo nelle Marche

… poi una mattina ti svegli e come un fulmine ti accorgi che la tua vita è diventata la tua pratica e il mondo il tuo dojo …

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Alle volte una serie di coincidenze ti fa capire che è il momento giusto per trattare un determinato argomento. Una frase scritta da un’amica (come quella riportata nel titolo di questo articolo), una domanda fatta nel blog, una serie di riflessioni con i tuoi compagni di pratica.
Per questo vorrei parlare del ruolo che il cuore ha nella pratica di tutti i giorni e di come cuore e tecnica possano trasformarsi influenzandosi a vicenda confondendo vita quotidiana e pratica.
Non essendo ovviamente in grado di dire una sola parola al riguardo conscio della profondità del tema, mi limito a lanciare uno spunto di riflessione riportando uno stralcio dell’interessante articolo di G. Zoly pubblicato sull’ultimo numero di KI kendo e Iaido online, in cui vengono riportate le parole del Maestro Ogura Hanshi 8° dan di iaido.
“ Lo Iaido appartiene al Budo giapponese, e vanta 500 anni di storia. Come dice il nome stesso, inizialmente era una tecnica per uccidere, ma in tutti questi anni si è evoluto in un addestramento del cuore, spirituale.
Poiché questo è lo scopo principale, non basta apprendere con il corpo. Bisogna addestrare contemporaneamente il corpo e il cuore.
La parte di addestramento spirituale è già nascosta nella tecnica stessa, ma se ci preoccupiamo solo della tecnica la parte spirituale ci sfuggirà.
Già il processo con il quale ci sforziamo di individuare questa parte nascosta ci farà progredire con il cuore. Quindi, il cuore (la personalità) si evolverà e anche la tecnica salirà di livello.
Il cuore, poi, non si evolve solo nella pratica, ma anche nella vita quotidiana; quindi, la vita di tutti i giorni è perfino più importante della pratica nel dojo per il progresso, e porterà a cambiare l’aspetto di tutte le cose.
Per esempio, la palestra verrà trasformata in un luogo di altro tipo, cambierà la sua qualità, il suo livello. E’ per questo che portiamo rispetto, per esempio, alla palestra o alle bandiere, che non saranno più solo un pezzo di stoffa.
Si crea così una risonanza tra il cuore e il luogo; questo è solo un piccolo esempio di come il cuore può trasformare un luogo.
Quando il cuore entra in questa risonanza si generano poi dei fatti concreti, per esempio non si entrerà più in palestra con le scarpe, si pulirà il pavimento ecc.
Quindi nello Iai non si apprende solo fisicamente la tecnica, bisogna far evolvere il cuore in senso spirituale. Dopo un po’ si arriverà così alla formazione dell’Uomo, che ne è lo scopo finale.
Per favore, non confondete questo scopo con il passare un esame o vincere una gara.
Impostare bene e in maniera corretta il cuore: così anche la tecnica prenderà una via corretta.”

La quantità diventa qualità, la sostanza diventa forma e la forma diventa sostanza.

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