Kendo nelle Marche

Diario esami del 1° Novembre 2009 (Roma)

6 commenti

 
Inizio dell’avventura Sabato pomeriggio dopo una lezione di preparazione agli esami tenuta dal M° Bellisai, nostro mentore di Kendo. Siamo partiti da Gradara sicuri di dare il massimo per la sessione di esami di Roma : Alessandro Barulli alla guida disinvolta, Salvatore Bellisai davanti ed io, Giulio e Alessio dietro. Nel bagagliaio delle inquietanti sacche nere che avrebbero vinto ogni tipo di sfida contro il migliore Arbre Magique.
 
Il viaggio passa tranquillo e sereno perche’ il destino, sapendo, ha voluto compensare i momenti che avremmo passato da li a poco nell’ HOTEL CONVENZIONATO (non facciamo nomi).
Sembrava di entrare in un villaggio fantasma in un bosco stregato di qualche film horror americano. Casette / bungalow isolate da mondo esterno e sommerse da quella vegetazione fatta di imponenti alberi le cui ombre coprivano come artigli le nostre abitazione. Cielo nerissimo, senza nuvole, e una luna tonda e luminosa che ci osservava dall’alto ma non riusciva ad illuminare la strada che dall’ingresso ci portava alle nostre dimore.
 
esami kendo 1° dan roma 2009
 
Le stanze erano spartane, fredde ed i letti corti. L’esame era gia’ iniziato!
 
 
Fortunatamente abbiamo trovato un ristorante dentro questo villaggio turistico deserto e io ho osato ordinare una bistecca di manzo che, gli altri della combriccola, insistevano nel dire, sentento l’odore, che apparteneva a qualche altro tipo di animale… forse roba canina o peggio. Allora ho preferito disimpegnarmi su degli ottimi grissini!
Dopo una notte abbastanza insonne (la mia McGayverata di tenere la luce accesa per evitare che uscissero gli scarafaggi dalle numerose fessure della casetta in legno non ha giovato al mio sonno) ci siamo svegliati e alle 7:30 ci siamo incontrati fuori dai nostri bungalow. La notte non era passata cosi’ male come pensavo : eravano ancora tutti e 5!
 
 
 
Dormito male, stanchezza, fame…. finalmente era ora della colazione dei campioni! Ma anche questa era il linea con il Quality of Service scelto dal management aziendale ma l’abbiamo presa con filosofia e ci siamo divertiti a giocare con le tazze incollate ai piatti e osservando dei quadri di limoni sparsi in tutta la sala del ristorante. Limoni ovunque… forse era la versione romana del (cit.) “…il mattino ha l’oro in bocca…”. Bho..
Finalmente arriviamo prima dei primi alla palestra Gymseng di Roma e parteciapiamo allo stage condotto dal M° Lancini, coadiuvato dai M° Bellisai e M° Di Pietro, che ci spiega le basi del kendo con una chiarezza e semplicità disarmanti.
Dopo lo stage abbiamo fatto una mezzoretta di Gigeiko e poi abbiamo assistito ad un gigeiko fra i dan dal 4° in su. Molto costruttivo.
 
Finalmente siamo al clou dell’avventura. Verso le 14:30 si inizia la sessione di esami. Non siamo tanti, circa una trentina: Alessandro Barulli per il 1° kyu. Io, Alessio e Giulio per il 1° DAN.
Bhe, ormai i giochi sono fatti… non c’e’ piu’ da giudare ma spingere solo sull’accelleratore. Fai quello che sai. Fai quello che il tuo corpo ha assimilato nei tanti allenamenti fatti.
 
Complimenti a Alessandro, Giulio ed Alessio per aver esperesso un kendo al livello richiesto dalla commissione. Purtroppo io non sono passato.
Perche’? Riprendedo il paragone dell’automobile, penso che non abbia spinto abbastanza sull’acceleratore oppure il motore non era abbastanza grintoso. Non e’ stato una carenza tecnica ma una carenza nello spirito.
Cosa significa “non avevi abbastanza spirito”?
Non so se significa solamente “fiato” o “allenamento”. Queste sono peculiarità del fisico/corpo (TAI).
Ma non e’ nemmeno questione di spada/taglio (KEN).
Quindi lo spirito al quale il M° Bellisai si riferiva è il KI. L’intenzione, la volontà, la grinta, il mordente, la sicurezza…  ((“L’avversario me lo devo magna’ “))
Ora inizia un nuovo cammino, forse piu’ complicato di quello dello “stare in forma”. E’ quello di “stare in spirito”. E’ un lavoro interno, profondo e personale che è legato a doppio nodo con i sentimenti, le attitudini mentali e gli stati d’animo. Un cammino che non e’ legato allo shinai o alla pratica nel dojo ma è trasversale ad ogni attività quotidiana. E’ una bella sfida e mi meraviglio che il Kendo, a cui ho riposto molte mie fiducie, mi stia regalando delle verità cosi’ profonde.
Mi ricordo che alcuni anni fa il M° Bellisai disse approposito di un suo amico che aveva appena superato un periodo difficile della sua vita : – “Ora si che darai dei bei MEN!”
Io non avevo capito bene cosa voleva dire… ora invece inizio a capire che quello che hai dentro lo trasmetti sul tuo Kendo. Se dentro “non sei al 100%”, io tuo Kendo non puo’ essere al 100%.
Ad oggi non ho alcuna idea su come migliorae il mio KI (e non penso proprio che basti urlare piu’ forte!) ma sono sicuro che la pratica costante (e piu’ assidua, eh!) mi illumini la strada. Una cosa l’ho avuta sempre chiara : le cose piu’ interne si smuovono stimolando quelle piu’ esterne. Quindi praticare, praticare e praticare….
 
Gabriele
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6 thoughts on “Diario esami del 1° Novembre 2009 (Roma)

  1. Bravo Gabriele. Proprio bello! (chiaramente non tu ehhh…l’articolo ;))

  2. Divertente e profondo, proprio come il Kendo che stiamo iniziando a conoscere.

    Peccato non aver potuto immortalare le tazze magiche 🙂

  3. Ciao Gabriele, il destino ci ha fatto incontrare all’esame ed entrambi non ce l’abbiamo fatta, ma non ci deve importare, il tuo articolo e’ bello e pieno di speranza, condivido la riflessione sullo stato d’animo che determina i risultati che otteniamo nel quotidiano (e non parlo solo di kendo…), e sulla costanza dell’allenamento…
    Io ero al secondo tentativo senz’altro piu’ motivata ed anche piu’ allenata di 6 mesi fa, ma ancora non basta…da adesso niente accanimento ma umilta’ e pazienza…i progressi nel kendo sono lenti ma arrivano, dobbiamo crederci un po’ di piu’!
    Ti faccio tanti auguri per tutto, ciao!
    Teresa

    • Ciao Teresa,
      mi fa piacere sentirti anche qua! 🙂
      Anche io avevo provato l’esame di 1° Dan parecchio tempo fa ma ero stato bocciato e nessuno mi aveva detto il perche’. Solo un serafico “Perche’ non eri pronto”.
      Ora invece, avendomi visto il mio M° Bellisai, ho capito la mia lacuna.

      A Tere’, prendiamo al volo l’invito di una magnata come se deve! 😀 Anche se Roma, personalmente, non e’ che mi ha portato tanto bene per gli esami! 😀

      Sono sicuro che ci reincontreremo! 🙂

      Ciao!

  4. ragazzi: comunque la prox volta che sarete a Roma vi procuro io un’ospitalita’ un po’ piu’ …decente! soprattutto per quanto riguarda il cibo!

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